Protesta di USB davanti all’INPS: “I 30 milioni promessi sono sempre fermi a Roma”

Dopo il presidio una delegazione è stata ricevuta dalla direttrice: in partenza la mobilità in deroga ma i soldi per i disoccupati sono sempre fermi a Roma

“Sbloccare subito i 500 euro per i disoccupati”, “Non ci vogliono in pensione, ci vogliono morti”. Con questi due striscioni un nutrita rappresentanza di disoccupati sostenuta da USB Livorno si è presentata davanti all sede dell’INPS in Piazza Unità d’Italia chiedendo un incontro urgente alla direttrice dell’Ente. All’ordine del giorno l’aumento dell’età pensionistica confermata dal governo ma soprattutto gli ammortizzatori sociali, promessi ed annunciati ormai da marzo, per tutti coloro che hanno finito ogni sostegno al reddito nelle aree di Livorno e Piombino. Si tratta di 30 milioni persi nei meandri dei rapporti e delle convenzioni fra Inps, ministero e Regione che dovrebbero avere una triplice funzione: un’indennità di ricollocazione per coloro che hanno perso il lavoro, un’indennità di partecipazione per coloro che seguono corsi di formazione (le famose 500 euro mensili a disoccupato) ed un incentivo all’assunzione per le alle imprese.

Come abbiamo detto, a marzo ci fu l’annuncio di Rossi sulle pagine del Tirreno in grande spolvero. Poi solo altri annunci ed articoli ma mai nessun atto concreto.

Non è la prima volta che in questi mesi assistiamo alle proteste dei disoccupati e delle disoccupate. Lo scorso maggio, insieme agli ex lavoratori e lavoratrici People Care, il gruppo si era ritrovato in via Galilei sotto i centri per l’impiego ricevendo nessuna risposta.

Link: I 500 euro per i disoccupati annunciati da Rossi? Un fantasma

A Luglio queste richieste furono fatte direttamente sotto la sede della Regione Toscana a Firenze in occasione della Cabina di Regia per le aree di crisi complessa

Link: Disoccupati Livornesi tutti a Firenze!

Ad agosto invece ci fu l’irruzione dentro i cantieri Azimut Benetti per denunciare ancora i rinvii sulle misure e la vergognosa storia della nave Urania che blocca i bacini di carenaggio ormai da quasi due anni.

Link: Blitz nei cantieri Azimut: “500 euro ai disoccupati e togliere la nave Urania”. La protesta dei disoccupati livornesi con Usb

Ma cosa è venuto fuori da questo incontro? La delegazione di USB salita a parlare con la direttrice Terrosi riferisce due elementi principali:

  1. Lo sblocco della cassa integrazione in deroga è una realtà. Il 31 ottobre scorso con la circolare 159 “Trattamenti di mobilità in deroga per i lavoratori che operino in un’area di crisi complessa é […]” l’INPS ha sbloccato la situazione. Dovra ora essere la Regione a fornire i nominativi dei lavoratori interessati, cioè coloro a cui è terminata la mobilità nel 2017 (quindi esclusi quelli del 2016).  La Regione, dunque, dovrà inviare al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali l’elenco dei lavoratori oltre che il Piano Regionale di Politiche Attive del Lavoro. Ma per accedervi uno non deve aver lavorato nemmeno un’ora nel frattempo (cosa assurda) e non riguarda chi ha finito la mobilità ordinaria nel 2016 (molti di quelli che ora sono a reddito zero). Insomma, una forma esclusiva e penalizzante.
  2. Nessuna novità invece sui 30 milioni per i disoccupati di Livorno e Piombino. La procedura non è stata sbloccata ed è sempre ferma a Roma. Dalla sede INPS di Livorno non sanno dire i motivi di questo blocco.

Rimane una cosa molto grave che una misura annunciata a marzo e che dava qualche speranza alle migliaia di iscritti alle liste di disoccupazione, rimanga avvolta in questo alone di mistero e relegata ad annuncio elettorale o falsa illusione. Così come lo sblocco della mobilità in deroga pare un palliativo che esclude molte persone in stato di bisogno ed a reddito zero. Una cosa del genere meriterebbe una mobilitazione generalizzata perchè anche se sono misure niente affatto risolutive, rimangono strumenti di transizione importanti in questa fase in cui la popolazione a reddito zero aumenta di settimana in settimana.

redazione, 3 novembre 2017

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