“Tutto può cambiare in un attimo”. Cose da dire in musica

Frutto di un lavoro di ricerca, scrittura, affinamento e registrazione che parte dal 2010, registrato al Big Wave Recording Studios di Livorno, venerdì 20 gennaio è uscito per la Seahorse Recordings/Audioglobe/The Orchard “Tutto può cambiare in un attimo”, esordio discografico per “Alessio Franchini e il Circolo dei Baccanali”. Undici tracce e dieci canzoni tra le quali “Expired Days” scritta e registrate con il chitarrista americano Gary Lucas (co-autore con Jeff Buckley di brani come Grace e Mojo Pin). Una visionaria e paradossale cover di copertina realizzata dall’ottimo Dario Arnone. Ne parliamo con il chitarrista e cantante labronico Alessio Franchini.

Finalmente è uscito il vostro disco..

Per me è una grande soddisfazione perché rappresenta a pieno quello che avrei voluto fosse il mio esordio. Ogni singola, piccola cosa che fa parte del disco porta il messaggio che segna la mia vita da ormai quasi 15 anni: “Tutto può cambiare in un attimo”. L’attualità di questi tempi purtroppo ci sbatte in faccia quotidianamente, senza il minimo scrupolo o riserva, che questa non è più “solamente” una fragilità personale o intima, ma è una precarietà di tutto il tessuto sociale. Molti capisaldi della nostra storia ne sono colpiti: dal lavoro, al tempo libero, alla cultura.

Una macro-collocazione potrebbe posizionare il disco nel cantautorato ma in realtà è lontano dallo stile più tradizionale. Il sound è molto più rock e alternativo e la scrittura musicale è di estrazione più internazionale che italiana. Qualcuno lo ha definito rock alternativo cantautoriale, credo sia la definizione più vicina.

lucasfranchiniComplessivamente sono 11 brani. Uno di questi ho avuto il grande privilegio di poterlo condividere con un grande artista: mr. Gary Lucas che con me ha scritto e registrato “Expired days”, la traccia 5. Collaboro con lui ormai da molti anni e abbiamo condiviso momenti e palchi indimenticabili. Su tutti New York e il Paradiso, Amsterdam, il tempio europeo del rock per un concerto tributo a Jeff Buckley con la Metropole Orchestra (l’orchestra più grande del mondo jazz, 60 elementi, diretta negli anni da Ennio Morricone, che ha accompagnato cantanti come Ella Fitzgerald) e la direzione di Steve Sidwell, direttore della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra e Grammy Awarded per il Musical Beautiful dedicato a Carole King.

Gary Lucas non ha bisogno di presentazioni. Ha registrato e suonato nei più importanti studi del mondo eppure è venuto a registrare a Livorno con grande semplicità, facendo i grandi complimenti a Niko per il suo Bigwave Studios (sicuramente meritati). Da grande innamorato di Livorno, però, mi è davvero dispiaciuto vedere la distanza e la freddezza con cui la città, ad eccezione di alcuni amici come Dario Serpan, ha accolto un artista di questo calibro. Peccato per la città.

La gestazione è stata lunga..

Sì, un lavoro che va avanti da alcuni anni. Condivido il progetto “Alessio Franchini e il Circolo dei Baccanali” con un mio amico fraterno, Alessio Macchia (bassista e co-produttore). Siamo sempre stati profondamente convinti ed allineati ad aspettare il momento e la situazione che secondo noi fosse la migliore. Per noi, bello o brutto che sia, il disco ha un grande valore e, vista anche la presenza di Gary, sarebbe stato davvero uno spreco farlo uscire senza la propulsione e la dimensione che ha adesso. Tutte le canzoni sono state scritte e arrangiate in un paio d’anni. Il disco era pronto già nel 2014. La voglia di farlo ascoltare era tanta. Ma proprio per questo pubblicarlo in modo “casareccio” proprio non ci andava. Per i nostri progetti musicali abbiamo sempre avuto ambizioni che andassero oltre la cerchia degli amici. E quindi abbiamo lavorato per uscire sul mercato con una buona etichetta che crede quanto noi nel progetto.

franchinimacchiaUn disco con testi importanti..

Mi fa molto piacere che siano percepiti così! Era un mio obiettivo iniziale, ma onestamente, col tempo, la scelta degli argomenti per i testi delle canzoni è stata guidata da quello che è il mio vissuto personale, sociale, diretto o indiretto. La scrittura è sempre molto istintiva ed ha come obiettivo quello di cercare di comunicare i messaggi nel massimo rispetto della linea melodica che ho scelto sulla musica.

Un disco solista o un disco di gruppo?

Bella domanda! Onestamente non lo so bene neanche io. E’ come Dave Matthews Band: è solista o è un gruppo? Mah? Volevo che fosse il mio progetto e che mi rappresentasse. Per questo ho voluto (e voglio ancora) completa libertà nella scrittura. Tutto la gestione del progetto, non solo quella musicale, la seguo io in pieno accordo con Alessio. Quindi credo che alla fine sia di fatto un progetto solista. Per adesso la band è incompleta. Praticamente dall’inizio e nel disco era con noi Andrea Spinetti che però dopo la registrazione, per motivi personali, ha deciso improvvisamente e inaspettatamente di tirarsi fuori. Quindi siamo alla ricerca di un batterista. A breve ci aspettano i live e in ogni caso saremo pronti.

Negli ultimi anni ti sei distinto per un rinnovato impegno politico..

Certo! E’ una cosa che mi ha sempre interessato. Credo fermamente che ognuno dovrebbe interessarsi ed attivarsi in prima persona per cercare di migliorare il territorio in cui vive: per se’ e per gli altri. A me piace molto poter dare il mio contributo, per quello che posso. Circa 3 anni fa, ho incontrato persone che rispecchiavano il mio stesso intento, le mie idee e la mia stessa voglia di fare qualcosa per migliorare la nostra città ed è stato automatico il mio orientamento verso Buongiorno Livorno. Sono orgoglioso di farne parte per quello che sta facendo, soprattutto nell’ultimo anno. Purtroppo per vari impegni, tra cui la musica, il mio contributo fattivo è minore di quello che vorrei ma spero di poter fare di più. Come tutte le cose che mi emozionano e vivo intensamente, infatti, anche l’esperienza politica cittadina è stata fonte di ispirazione per la mia musica.

Cosa ti ha dato culturalmente e musicalmente Livorno e cosa potrebbe dare di più..

In senso ampio, e quindi culturalmente, non sono abbastanza addentro a realtà artistiche diverse dalla musica per potermi esprimere. Musicalmente Livorno è sicuramente una realtà complessa. Mi ha sicuramente dato tanto. Ho condiviso con vari amici numerose esperienze molto belle: dal musical con il Todo Modo, al Blues con il progetto “The Blues Evolution”, ideato e realizzato con Andy Paoli. E’ un bacino molto più prospero di quello che si creda. Ho avuto la fortuna di frequentare altre realtà e so per certo che sono poche le città italiane con lo stesso numero di musicisti, attività, posti per suonare e iniziative. Il The Cage è il simbolo e la sublimazione di tutto questo. Ho avuto anche la possibilità però di notare che, per la realtà che abbiamo, ci sia un po’ poca condivisione e apertura. Ci sono varie comunità che però viste dall’esterno appaiono ermetiche. Forse potrebbero interagire di più. Ci sono iniziative molto valide come Livorno Music Awards, su cui Alessio Santacroce si è dovuto impegnare in maniera incredibile per poter arrivare alla dimensione che ha adesso. E’ riuscito a superare questa “barriera” dal momento in cui è riuscito a includere la maggior parte dei gruppi e musicisti cittadini, così da annullare gli iniziale riverberi competitivi.

Personalmente mi reputo un outsider rispetto alle varie comunità/realtà. Lo dico con totale spirito costruttivo. E’ un peccato perché potrebbe essere tutto molto più virtuoso e coinvolgente. Ci sono molti musicisti e artisti (pittori, scultori, scrittori) che hanno fatto anche delle cose importanti a livello nazionale o addirittura internazionale ma restano esclusi e quasi inesistenti per Livorno, solo perché fuori dall’una o l’altra cerchia. E’ un peccato per la città. Ne sono convinto perché l’ho provato direttamente. Proprio in quanto outsider, l’essere entrato in contatto con la comunità politica di cui parlavo prima mi ha regalato connessioni estremamente virtuose. In primis da un punto di vista umano, come conoscenza e arricchimento reciproci. Ma non solo: con alcuni di loro (Marco e Paolo Bruciati e Maurizio Coppola) abbiamo lavorato insieme alla realizzazione del video de “Il regalo”, il singolo di lancio del disco. E’ stata l’occasione per materializzare tutto questo valore in un obiettivo concreto e tangibile. Credo che dal video emerga e si percepisca chiaramente tutta questa energia e voglia di far bene le cose. E’ la prova di quanto l’interconnessione di realtà diverse porti solo ad una crescita virtuosa. Insomma, quello che voglio dire è che siamo già fortunati ad avere la realtà che abbiamo. Sarebbe ancora più bello per la città se riuscissimo a valorizzare tutto il potenziale che c’è a Livorno, sia all’interno della città ma anche e soprattutto all’esterno.

Tornando al Circolo dei Baccamali: prospettive future?

Lavoriamo affinché sia più roseo e prospero che si possa immaginare! Il mio obiettivo ora è di fare il meglio con questo primo disco e creare i presupposti per un secondo album. Prospettive concrete più a lungo termine credo siano pressoché impossibili da avere nel mondo della musica, o almeno non sono io in grado di averle chiare. Anche perché poi si sa…”Tutto può cambiare in un attimo”!

 

Versione estesa dell’intervista pubblicata sul n° 123 (Febbraio 2017) dell’edizione cartacea di Senza Soste

 

Info:

http://www.alessiofranchini.it


 

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