
"FACEBOOK PIU' PERICOLOSO dei GRUPPI ANNI 70"
http://www.agi.it/politica/notizie/200912171500-pol-rt10169-schifani_facebook_piu_pericoloso_gruppi_anni_70
http://www.youtube.com/watch?v=gYZlYZTVtRk
[ZEUS News - www.zeusnews.com - 17-12-2009]
Google rimuova Grande Fratello da YouTube
Il Grande Fratello deve sparire da YouTube: il Tribunale di Roma, dando ragione a Mediaset, ha imposto a Google di cancellare ogni clip relativa all'edizione di quest'anno della trasmissione dalla piattaforma di condivisione video.
Secondo Mediaset, che tra il 26 e il 27 ottobre ha condotto le proprie indagini, YouTube ospiterebbe "oltre 542 minuti di emesso"; la loro presenza configura una violazione, da parte di Google, dei diritti di proprietà intellettuale sul marchio e sul logo Grande fratello appartenenti a Mediaset che, sola, può sfruttarli.
Secondo l'accusa Google non può invocare il diritto di cronaca: starebbe semplicemente sfruttando la proprietà altrui per trarre il proprio guadagno; per questo Mediaset ha chiesto 10.000 euro per ogni minuto di trasmissione presente in rete e altri 10.000 euro per ogni giorni di ritardo nell'adempiere all'ordine del Tribunale.
Sui risarcimenti, il giudice ha preferito prendere tempo e lasciar modo a Google di rimuovere i contenuti senza fissare una penale; in ogni caso l'ha riconosciuta colpevole di un'attività "palesemente e reiteratamente lesiva dei diritti".
Google aveva provato a difendersi sostenendo di trovarsi nella semplice posizione di un fornitore di spazio che poi altri - gli utenti - riempiono come a loro pare meglio; secondo il Tribunale, invece, dato che Google è in grado di organizzare i contenuti di YouTube "anche a fini di pubblicità" si comporta come un editore e per questo è anche responsabile sui contenuti stessi.
Pertanto tutti i video vanno rimossi, ma non solo: non ne devono più apparire. Inoltre Google deve fare tutto in autonomia: non è Mediaset a dover indicare quali video togliere, ma il motore di ricerca deve identificarli da sé, cosa che ritiene praticamente impossibile.
Google aveva offerto il sistema VideoID, usato anche dalla Rai, per tenere sotto controllo i filmati; Mediaset non ha voluto avvalersene e ora Google si trova nella scomoda posizione di dover adempiere a un ordine senza sapere bene come fare. Non disponendo di "un sistema di filtraggio e di monitoraggio come quello prescritto nella sentenza" (come ha spiegato Marco Pancini, European Policy Counsel di Google, la situazione si prospetta difficile.
Sarebbe sufficiente - sostiene ancora Google - che Mediaset e RTI collaborassero e indicassero i contenuti da rimuovere.
http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=11590&numero=907
Attacco del regime. Attuato il “filtering” su Google
Google però assicura che non si tratta di censura. «Aggiorniamo l’indice delle immagini regolarmente ma questa procedura richiede tempo, pertanto è possibile che immagini già comparse in articoli non siano immediatamente disponibili nei risultati della ricerca immagini su Google» spiega in una nota ufficiale. «Tuttavia, una volta che il motore di ricerca ha eseguito la scansione della pagine web, le immagini, presenti sui siti indicizzati, dovrebbero apparire», aggiunge il motore di ricerca«. »Google dà una grande importanza all’imparzialità dei propri risultati di ricerca – sottolinea -. Non censuriamo nè rimuoviamo immagini a meno che non provengano da pagine web che violano le nostre linee guida per Webmaster, non ci venga imposto dalla legge o non venga espressamente richiesto dal webmaster responsabile della pagina che le ospita».
Foto di Berlusconi aggredito scomparse anche se alla ricerca aggiungiamo nella ricerca il termine “aggredito” o “colpito”. È un vero e proprio giallo visto che non mancano invece le prese in giro. C’è il fotomontaggio con una falce e martello sulla fronte, quella in cui appare vestito da re con la corona e mentre viene soccorso dopo essere stato colto da un malore.
Anche inserendo termini in inglese (come “Berlusconi face” o “Berlusconi blood”) le immagini non si visualizzano.
Non succede lo stesso per il motore di ricerca Bing e per Yahoo. Basta scrivere “Silvio Berlusconi Duomo” che subito appaiono le immagini del premier tumefatto e sanguniate che hanno fatto il giro del mondo, oltre a quelle della statuetta usata per l’aggressione, anche lei misteriosamente sparita da Google.
Scomparse anche le foto della “miniatura Duomo di Milano Berlusconi” sul motore di ricerca di Mountain View infatti non si vede infatti neanche l’oggetto usato da Tartaglia per colpire il premier.
tratto da www.netnews24.it
17 dicembre 2009
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