Saturday, Feb 11th

Last update:12:55:53 PM GMT

You are here:

ATTACCO ALLA RETE. Schifani: "Facebook più pericoloso dei gruppi anni '70". condannato Youtube

E-mailStampaPDF
Valutazione attuale: / 5
ScarsoOttimo 

 

 
 
facebook_pro_berlusca.jpg
A questo punto al presidente del Senato manca solo il paragone tra Twitter e la colonna Walter Alasia delle Brigate Rosse. (red) 17 dicembre 2009

"FACEBOOK PIU' PERICOLOSO dei GRUPPI ANNI 70"

(AGI) - Roma, 17 dic. - Facebook e' piu' pericoloso dei gruppi degli anni 70. Il Presidente del Senato, Renato Schifani, non ha dubbi sul contenuto di alcuni messaggi che si leggono sul network americano. "Si leggono dei veri e propri inni all'istigazione alla violenza. Negli anni 70, che pure furono pericolosi, non c'erano questi momenti aggregativi che ci sono su questi siti. Cosi' si rischia di autoalimentare l'odio che alligna in alcune frange". Durante la cerimonia di auguri a Palazzo Giustiniani la seconda carica dello Stato esprime permetta sintonia con il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, di voler usare una legge e non un decreto per mettere ordine nel web. "Una cosa e' certa - sottolinea - qualcosa va fatto perche' non si puo' accettare che si pubblichino istigazioni all'odio violento". (AGI) Els/Mom

http://www.agi.it/politica/notizie/200912171500-pol-rt10169-schifani_facebook_piu_pericoloso_gruppi_anni_70
 
 
PIAZZA FACEBOOK - L'ALTROPARLANTE

http://www.youtube.com/watch?v=gYZlYZTVtRk

***
La sentenza del tribunale di Roma, che condanna Youtube a rimuovere i clip dedicati al Grande Fratello, è di quelle importanti. Prima di tutto perchè è la prima in assoluto, su scala globale, che condanna Youtube per la diffusione di spezzoni di filmati provenienti dalla televisione. Questo nell'evidente tentativo di impoverire i contenuti della rete e di valorizzare i contenuti Mediaset. Poi perchè si immette nel contesto di una battaglia più complessiva, che si sta giocando in Italia, tra rete e televisione dove quest'ultima sta cercando di mantenere l'egemonia di produzione dei contenuti destinati al grande pubblico. Il decreto emanato ieri dal governo, che istituisce una sorta di permesso governativo per le trasmissioni in streaming dalla rete, in questo senso è un altro elemento che spiega questo contesto di tentativi di limitazione dell'espressività di Internet in Italia. La sentenza del tribunale di Roma rende più chiara la comprensione del terreno su cui si sta giocando la battaglia. (red) 17 dicembre 2009


[ZEUS News - www.zeusnews.com - 17-12-2009]

Google rimuova Grande Fratello da YouTube

Il Grande Fratello deve sparire da YouTube: il Tribunale di Roma, dando ragione a Mediaset, ha imposto a Google di cancellare ogni clip relativa all'edizione di quest'anno della trasmissione dalla piattaforma di condivisione video.

Secondo Mediaset, che tra il 26 e il 27 ottobre ha condotto le proprie indagini, YouTube ospiterebbe "oltre 542 minuti di emesso"; la loro presenza configura una violazione, da parte di Google, dei diritti di proprietà intellettuale sul marchio e sul logo Grande fratello appartenenti a Mediaset che, sola, può sfruttarli.

Secondo l'accusa Google non può invocare il diritto di cronaca: starebbe semplicemente sfruttando la proprietà altrui per trarre il proprio guadagno; per questo Mediaset ha chiesto 10.000 euro per ogni minuto di trasmissione presente in rete e altri 10.000 euro per ogni giorni di ritardo nell'adempiere all'ordine del Tribunale.

Sui risarcimenti, il giudice ha preferito prendere tempo e lasciar modo a Google di rimuovere i contenuti senza fissare una penale; in ogni caso l'ha riconosciuta colpevole di un'attività "palesemente e reiteratamente lesiva dei diritti".

Google aveva provato a difendersi sostenendo di trovarsi nella semplice posizione di un fornitore di spazio che poi altri - gli utenti - riempiono come a loro pare meglio; secondo il Tribunale, invece, dato che Google è in grado di organizzare i contenuti di YouTube "anche a fini di pubblicità" si comporta come un editore e per questo è anche responsabile sui contenuti stessi.

Pertanto tutti i video vanno rimossi, ma non solo: non ne devono più apparire. Inoltre Google deve fare tutto in autonomia: non è Mediaset a dover indicare quali video togliere, ma il motore di ricerca deve identificarli da sé, cosa che ritiene praticamente impossibile.

Google aveva offerto il sistema VideoID, usato anche dalla Rai, per tenere sotto controllo i filmati; Mediaset non ha voluto avvalersene e ora Google si trova nella scomoda posizione di dover adempiere a un ordine senza sapere bene come fare. Non disponendo di "un sistema di filtraggio e di monitoraggio come quello prescritto nella sentenza" (come ha spiegato Marco Pancini, European Policy Counsel di Google, la situazione si prospetta difficile.

Sarebbe sufficiente - sostiene ancora Google - che Mediaset e RTI collaborassero e indicassero i contenuti da rimuovere.

http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=11590&numero=907
***

Attacco del regime. Attuato il “filtering” su Google

A tre giorni dall’aggressione al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sul motore di ricerca Google sono sparite le sue fotografie con il volto insanguinato. Se si fa una ricerca per “immagini” con le parole “Silvio Berlusconi Duomo” il premier appare sorridente, mentre si sistema la cravatta o con la bandana, ma non ferito dopo l’aggressione di domenica scorsa da parte di Massimo Tartaglia con una statuetta del Duomo. Le foto del premier aggredito, invece sono visibili nella sezione news, quelle che corredano gli articoli presenti.

Google però assicura che non si tratta di censura. «Aggiorniamo l’indice delle immagini regolarmente ma questa procedura richiede tempo, pertanto è possibile che immagini già comparse in articoli non siano immediatamente disponibili nei risultati della ricerca immagini su Google» spiega in una nota ufficiale. «Tuttavia, una volta che il motore di ricerca ha eseguito la scansione della pagine web, le immagini, presenti sui siti indicizzati, dovrebbero apparire», aggiunge il motore di ricerca«. »Google dà una grande importanza all’imparzialità dei propri risultati di ricerca – sottolinea -. Non censuriamo nè rimuoviamo immagini a meno che non provengano da pagine web che violano le nostre linee guida per Webmaster, non ci venga imposto dalla legge o non venga espressamente richiesto dal webmaster responsabile della pagina che le ospita».

Foto di Berlusconi aggredito scomparse anche se alla ricerca aggiungiamo nella ricerca il termine “aggredito” o “colpito”. È un vero e proprio giallo visto che non mancano invece le prese in giro. C’è il fotomontaggio con una falce e martello sulla fronte, quella in cui appare vestito da re con la corona e mentre viene soccorso dopo essere stato colto da un malore.

Anche inserendo termini in inglese (come “Berlusconi face” o “Berlusconi blood”) le immagini non si visualizzano.

Non succede lo stesso per il motore di ricerca Bing e per Yahoo. Basta scrivere “Silvio Berlusconi Duomo” che subito appaiono le immagini del premier tumefatto e sanguniate che hanno fatto il giro del mondo, oltre a quelle della statuetta usata per l’aggressione, anche lei misteriosamente sparita da Google.

Scomparse anche le foto della “miniatura Duomo di Milano Berlusconi” sul motore di ricerca di Mountain View infatti non si vede infatti neanche l’oggetto usato da Tartaglia per colpire il premier.

tratto da www.netnews24.it

17 dicembre 2009

 

AddThis Social Bookmark Button