Chi non svela i suoi sponsor rischia multe salate. I social media sotto la lente di FCC: i netizen dovranno rigare dritto, pena la delazione
Roma -
Aggiornando le proprie linee guida sulle sponsorizzazioni per la prima volta da
29 anni a questa parte, la Federal Trade Commission statunitense ha
introdotto alcune norme specifiche per il nuovo mercato dei social
media, dai blogger privati alle celebrità capaci di condizionare
pesantemente il giudizio del pubblico con il proprio codazzo di "amici" e
follower su Facebook, Twitter e compagnia.
Le modifiche alle
linee guida stabiliscono senza possibilità di dubbio che i blogger che si
rendessero protagonisti di una sponsorizzazione di un prodotto commerciale,
indipendentemente dalla categoria merceologica del suddetto, dovranno
"rivelare le connessioni materiali che condividono con il venditore del prodotto
o del servizio".
Nelle "connessioni materiali" citate la FTC include
compensi economici, sample dei prodotti o servizi trattati e qualsiasi
altro beneficio che non sia direttamente evidente all'utente-visitatore-lettore,
condizione nella quale chi leggesse la recensione (presumibilmente positiva, ma
anche no) non potrebbe valutare con la giusta completezza di
informazioni l'eticità e la posizione del recensore sia esso un blogger
amatoriale o "pro".
"Considerando quanto i social media sono diventati importanti nel settore dell'advertising" ha dichiarato Richard Cleland della FTC, "abbiamo pensato che fosse necessario occuparci anche di questo mercato". Stabilite le regole, l'organizzazione federale parla di un giudizio da dare "caso per caso" in relazione alle sanzioni riguardanti eventuali infrazioni.
Per quanto riguarda l'effettiva praticabilità del nuovo regime, Cleland ammette candidamente che la FTC "non ha le risorse per tenere sotto controllo 500mila blog" e nemmeno un migliaio, figurarsi i milioni di portali personali, utenti di Twitter e dei social network esistenti online. In tal senso saranno gradite le "soffiate" degli utenti sulle possibili infrazioni, dice il funzionario federale, da giudicare appunto caso per caso per stabilire l'eventuale necessità di una sanzione.
Alfonso Maruccia
tratto da http://punto-informatico.it
6 ottobre 2009
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