A ritenerlo è il coordinatore del centro studi per la protezione dei diritti degli autori e della libertà d'informazione. La condivisione non autorizzata degli utenti del Tubo renderebbe Mountain View più ricca. Mentre Mediaset pensa a mettere a frutto la propria esclusiva
Roma - Google e YouTube sarebbero accomunate ben al di là dei
meccanismi che regolano gli assetti proprietari in ambito aziendale:
entrambe non riconoscerebbero l'importanza e il valore della proprietà
intellettuale. Si tratta di un breve estratto dai recenti pensieri di
Tullio Camiglieri, coordinatore del centro studi per la protezione dei diritti degli autori e della libertà d'informazione. Pensieri, ma soprattutto parole, che hanno criticato
aspramente la presunta efficacia del sistema delle segnalazioni alla
piattaforma di video sharing per la conseguente rimozione di un
contenuto non autorizzato.
"La realtà è che di contenuti protetti da copyright YouTube è pieno - ha spiegato
Camiglieri - e con questi ci guadagna, mentre chi perde ogni giorno
sono gli autori, i registi, i giornalisti, gli editori". Mediaset però
non ha perso contro YouTube, che dovrà provvedere autonomamente alla
rimozione di tutti i filmati caricati dai suoi utenti, in particolare
di quelli relativi a immagini sia statiche che dinamiche della
trasmissione Grande Fratello 10. E infatti Camiglieri ha manifestato il
suo plauso alla recente decisione del Tribunale di Roma.
"L'ordinanza
della nona sezione civile emessa ieri dal Tribunale di Roma è un
importante passo verso la legalità - ha dichiarato Camiglieri - nonché
verso il riconoscimento della proprietà intellettuale di chi produce
contenuti". YouTube sarebbe a suo dire uno strumento comunque molto
utile, avendo aperto ai netizen nuove strade per la condivisione online
dei contenuti. Ma questi contenuti non dovrebbero ovviamente violare le
attuali leggi sul diritto d'autore, perché altrimenti finirebbero -
sempre secondo Camiglieri - con l'avvicinarsi moltissimo al fenomeno
della pirateria online.
Particolarmente soddisfatta, anche la Federazione Anti-Pirateria Audiovisiva (FAPAV), che ha sottolineato come la sentenza del Tribunale di Milano contro YouTube sia da considerare come un importante indice dell'attenzione rivolta dalla magistratura al problema della pirateria online. Lo stesso Filippo Roviglioni, presidente di FAPAV, si è augurato che l'impegno di magistrati, organi competenti e forze dell'ordine continui nella direzione illuminata dalla sentenza a favore della rimozione di contenuti ritenuti illeciti.
Mediaset, nel frattempo, ha annunciato il lancio - a partire dall'11 gennaio prossimo - di un nuovo servizio gratuito di streaming televisivo, una sorta di catch up tv, come definita dal vicepresidente Pier Silvio Berlusconi. Inizialmente, il servizio offrirà agli utenti la possibilità di fruire di brevi filmati, per poi estendersi con una versione full episod. Si potranno visionare in streaming programmi di news, infotainment e reality show. Tanto ormai la famosa casa del format orwelliano potrebbe essere al riparo dagli occhi indiscreti dei broadcaster artigianali della Rete.
Mauro Vecchio
tratto da http://punto-informatico.it
19 dicembre 2009
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