Riparte il rodeo su Aamps fra propaganda e alcune verità omesse

Nel giro di una settima Ato Costa ha annullato la gara per la privatizzazione di Reti Ambiente mentre i creditori di Aamps hanno dato il via libera al concordato. Nelle reazioni politiche tanta propaganda e poca obiettività, da ogni parte

aamps tweet nogarinDopo qualche mese di oblìo a Livorno si è ricominciato a parlare di Aamps. Nel giro di una settimana due notizie hanno riaperto il rodeo delle dichiarazioni e delle analisi: Ato Costa ha sospeso ed annullato la gara per la privatizzazione di Reti Ambiente (cioè la società che avrebbe dovuto gestire la raccolta e lo smaltimento rifiuti delle province della costa toscana, fra cui Livorno) e dopo qualche giorno i creditori di Aamps hanno dato il via libera al concordato, cioè hanno accettato la proposta di Aamps  sulla quantità e la modalità di pagamento dei suoi debiti (pagherà l’80% ai creditori).

Su concordato, piano industriale e vicende di Aamps abbiamo già scritto molto in passato e ci sarebbe poco da aggiungere. Ci concentriamo invece sulle reazioni politiche, come sempre fatte a colpi di slogan e che omettono alcune verità.

ato costaIniziamo da Ato Costa e la gara sospesa. Una brutta battuta di arresto per il Pd, in particolare quello pisano-pontederese che preme perché Reti Ambiente spa (con il privato al 40%) prenda in mano il ciclo dei rifiuti di Pisa, Livorno, Lucca e Massa-Carrara. Dopo 6 anni di tentativi, di rotture anche interne al Pd e di minacce, il percorso di Reti Ambiente è stato azzerato. Nogarin rivendica la vittoria del suo attendismo, cioè l’aver lavorato affinché il progetto Reti Ambiente non si compiesse senza però annullare le delibere del vecchio Consiglio Comunale e uscire dal percorso. Dall’altra il direttore Borchi ed il Pd sminuiscono questa battuta di arresto e dicono che è solo per aggiornare il piano industriale e riformulare il bando. Probabilmente la verità sta altrove, vale a dire che dopo il fallimento del modello Ato Sud (Grosseto, Siena e Arezzo) con arresti per presunta corruzione nella gara, privati al comando, aumento delle tariffe e protesta dei sindaci, in molti non sono più sicuri che sia il modello giusto. E probabilmente qualcuno sta pensando di riformulare una proposta visti i mal di pancia interni al Pd con molti sindaci che hanno aderito non senza dubbi al percorso di Reti Ambiente. Vedremo quale sarà il prossimo piano straordinario dei rifiuti ed il prossimo bando. Non sappiamo se è una vittoria di Nogarin ma sicuramente è una sconfitta momentanea di tutti coloro che hanno sempre affermato che il percorso Reti Ambiente fosse ineluttabile e che avrebbe ingoiato Aamps e tutta Livorno: Pd, Cgil, destra e fuoriusciti di Buongiorno Livorno.

Ma l’evento che è andato alle cronache nazionali è l’accettazione da parte dei creditori del concordato in continuità aziendale proposto da Aamps. È stato Beppe Grillo in persona ad aprire le danze delle dichiarazioni:

http://www.beppegrillo.it/2017/01/risultato_epocale_a_livorno_aamps_salva_senza_un_soldo_dei_contribuenti.html

Un post propagandistico a cui poi ha risposto il Pd Livorno e su cui invece ha ribadito il sindaco Nogarin. Tutte dichiarazioni legittime dal punto di vista politico e propagandistico ma che lasciano un bel po’ di verità per la strada.

A nostro avviso il commento a questo evento va diviso in due parti: una parte politico-formale e una parte di analisi e contenuti.

Nella parte politico-formale è chiaro e legittimo che l’Amministrazione livornese gridi alla vittoria e ci costruisca sopra una propaganda. Per mesi in questa città sindacati ed opposizioni consiliari hanno gridato (letteralmente gridato) che il concordato per Aamps avrebbe distrutto l’azienda, l’avrebbe fatta fallire, ridotto 400 lavoratori con famiglie sul lastrico e che non sarebbe mai stato accettato dal Tribunale. Mancava che si accusasse il concordato di causare la peste bubbonica e si erano sentite tutte. La vittoria urlata e rivendicata oggi da Grillo e Nogarin è possibile solo grazie a quel comportamento di sindacati e opposizioni consiliari (la presidente del Consiglio Comunale del tempo arrivò addirittura a scomodare i partigiani) che pensavano di utilizzare Aamps per ribaltare l’Amministrazione e mandarla a casa, con consigli comunali al limite della praticabilità.

Noi al tempo non eravamo del tutto convinti della bontà del concordato per Aamps, ma non per le motivazioni strumentalizzanti e catastrofiste di buona parte dell’opposizione consiliare. Ci sembrava positiva come scelta per abbassare le richieste delle banche con mutui chirografari, ma ci rendevamo conto che la via del tribunale avrebbe di fatto condizionato (ed in parte commissariato) Aamps nelle sue scelte strategiche perché da quel momento ogni decisione deve sottostare al giudizio di commissario e giudice. Per questo qualcuno suggeriva una ristrutturazione fuori dal percorso giudiziale, almeno tentarla. In ogni caso la legge prevedeva anche il concordato come strumento per gestire le crisi e così hanno scelto. E qui veniamo al secondo punto, cioè quello dei contenuti, dove nei vari comunicati si è visto omettere alcune verità.

Se politicamente aver portato quasi in fondo il concordato (manca ancora il sì definitivo del giudice) è stata una vittoria dell’amministrazione 5 Stelle, l’ottimismo e le analisi che escono dalle dichiarazioni di Beppe Grillo e del sindaco sono quantomeno troppo ottimistiche ed incomplete. Perché il piano industriale di Aamps è fortemente condizionato dal concordato, perché la tariffa è aumentata e nel prossimo triennio non ci saranno diminuzioni, rimanendo una delle più alte della Toscana e quella col maggiore aumento. Questo è dovuto al fatto che Aamps era prima di tutto azzoppata dall’avere difficoltà a riscuotere le bollette (da parte dei cittadini ma soprattutto di enti pubblici statali e imprese) e tutto ciò che era credito inesigibile del passato è stato spalmato sulle attuali e prossime annualità. Quindi è chiaro che questo piano di concordato è stato accettato perché aveva le spalle larghe grazie al fatto che i cittadini pagano e pagheranno quello che non è stato riscosso gli anni precedenti. Una vera vittoria quindi, più del sì ricevuto dai creditori, sarebbe riuscire a dimostrare che a differenza del passato Aamps e l’Amministrazione sono stati in grado di mettere in campo soluzioni efficaci per far pagare tutti coloro che in questi anni hanno evaso pur potendo permettersi di pagare. Oltre che un piano industriale veramente innovativo e che riduce i costi, alti, di gestione (dei mutui bancari e del ruolo delle banche ad esempio continua a non parlare nessuno).

Ma c’è un’altra omissione di fondo. Il piano industriale di Aamps è ancora lontano da quello che dichiarano Grillo e Nogarin. E oltretutto c’è da vedere come verrà applicato e se sarà sostenibile finanziariamente come previsto.

http://archivio.senzasoste.it/locale/aamps-ecco-il-piano-industriale-fra-novita-e-polemiche

inceneritore picchiantiCome abbiamo già scritto nel commento alla relazione del Commissario Serini (http://www.senzasoste.it/aamps-la-relazione-del-commissario-crisi-pare-infinita/), l’indirizzo che emerge dal tribunale è chiaro ed è molto lontano dagli auspici sia dei 5 Stelle che di coloro che da anni lottano per un ciclo dei rifiuti pulito, meno costoso e incentrato su riuso e riciclo. Il commissario punta a tenere in equilibrio finanziario Aamps con tagli al costo del lavoro (si è già visto con il licenziamento di due quadri), massimizzazione dei ricavi degli impianti (inceneritore in primis) fino a prevedere il conferimento in Reti Ambiente. Il piano industriale con il ruolo centrale dell’inceneritore che prende i rifiuti da fuori città è proprio figlio di questo compromesso e questo condizionamento del potere commissariale.

Insomma, l’esultanza dei 5 Stelle è possibile solo grazie agli oppositori che in questi mesi hanno confermato una visione arretrata di Aamps e del ciclo dei rifiuti, con Pd e Cgil in prima fila: dalla strumentalizzazione a fini politici, alla volontà di mantenere lo status quo e ricapitalizzare con ricadute disastrose sul bilancio comunale (la Cgil era per la ristrutturazione del debito per onor di cronaca), fino alla questione Reti Ambiente e privatizzazione. Per non parlare della continua ostilità verso la raccolta porta a porta e ogni tipo di virata verso economia circolare e progressivo smantellamento dell’inceneritore.

I primi alleati dei 5 Stelle sono proprio i loro oppositori (la quasi totalità dei gruppi consiliari) che spesso fanno sembrare un buon successo ed un buon cambiamento anche ciò che poi se si va a vedere nel dettaglio non lo è (o quantomeno non lo è sicuramente allo stato attuale delle cose). E questa è la vera forza dei 5 Stelle, che riescono addirittura a sembrare innovativi per la pochezza e l’arroccamento della gran parte delle opposizioni consiliari e politiche. Basta leggere il comunicato del Pd.

redazione, 15 gennaio 2017

Previous È uscito Senza Soste n. 122
Next Unicoop Tirreno annuncia centinaia di esuberi. Usb: "No ai licenziamenti"

You might also like

Editoriali

Strazzullo lascia, cambio alla testa della Cgil livornese

Dopo 8 anni, Maurizio Strazzullo ha lasciato l’incarico di segretario provinciale della Cgil di Livorno. Al suo posto Fabrizio Zannotti proveniente dalla categoria dei chimici. E’ bene dirlo chiaramente, con

Internazionali

Madonna alla testa del movimento contro Trump?

Sulla vittoria elettorale di Trump è stato detto molto, ma non abbastanza, specie sul suo bacino elettorale fatto di popolazione delle zone meno urbanizzate, delle aree perdenti nella globalizzazione, delle 

Locali

La ritirata Coop

Unicoop ha scelto la strategia Iper ma a fargli concorrenza sono soprattutto i discount più piccoli di quartiere Nel grande scacchiere del consumo alimentare di massa, l’insediamento di un supermercato,