Rissa in piazza Cavour: impatto emotivo e rischi

Un paio di spunti per capire perchè il clamore di questa rissa è stato così grande

Noi non ci occupiamo di fatti di cronaca. E’ sempre stata una scelta redazionale. Ci occupiamo semmai del riscontro politico e mediatico che un fatto può avere. Abbiamo seguito il dibattito scaturito dalla rissa di sabato notte in Piazza Cavour. Non entriamo certo nel merito del fatto che un episodio del genere possa generare preoccupazione nella cittadinanza o che comunque sia legittimo da parte degli abitanti del quartiere di chiedere conto alle autorità preposte della situazione. E’ tutto legittimo. Ci vogliamo concentrare invece su come vengono vissuti e commentati i fatti di cronaca, come una rissa con un ferito abbastanza grave, nel 2017.

Ci sono due fattori da sottolineare.

1. Perchè ha avuto questo impatto “emotivo” sulla cittadinanza
2. Per quale motivo è avvenuta la rissa

Sono due elementi fondamentali per valutare l’episodio.

1. Prima di tutto c’è il fenomeno dei video fatti con il proprio cellulare, in una sorta di “diretta”, che hanno un impatto molto più grande rispetto a quella che può essere la narrazione di un giornalista o una “velina” della questura. A questo c’è da aggiungere che i social network sono strumento di impatto immediato e moltiplicatore più potente rispetto ad un articolo letto il giorno successivo su un quotidiano. In passato a volte, anche gli stessi abitanti del quartiere scoprivano un episodio accaduto nella notte parlando con i propri condomini o andando a fare la spesa, altri addirittura lo scoprivano leggendo giornale. Oggi invece, quasi in diretta, tutto appare immediatamente sul proprio telefono con un grande impatto e coinvolgimento emotivo e visivo.
La differenza è così abissale rispetto al passato che in molti commenti è stato addirittura affermato che a Livorno queste cose non sono mai successe, tanto meno in piazza Cavour. Si tratta di un affermazione falsa, o meglio imprecisa. A Livorno, come altrove, i fatti di cronaca oggi vengono vissuti in modo più diretto, coinvolgente e virale, in modo tale che ciò appare una cosa mai vista. Quindi se dal punto di vista del coinvolgimento visivo e emotivo è vero, non lo è dal punto di vista storico e giornalistico visto che Piazza Cavour dagli anni ’80 ad oggi è stata teatro di decine e decine di risse, sia perchè punto di arrivo dello “struscio” festivo per almeno 30 anni, sia perchè ci sono sempre stati locali notturni in zona.

Vogliamo sminuire l’episodio? No
Vogliamo dire che va bene così? Niente affatto

2. Vogliamo solo dire che in queste ultime 24 ore ci siamo imbattuti in migliaia di analisi e chiamata alle armi di persone che se non avessero visto quel video non si sarebbero nemmeno accorte dell’episodio. E ciò non significa che in città non ci siano problemi legati a spaccio, alcolismo, consumo di droghe pesanti, furti o risse, ma ogni cosa ha la propria misura. Chi descrive la città come una favela brasiliana, un ghetto indiano dove si pratica lo stupro in serie o uno slum americano dove dopo mezzanotte si rischia la vita probabilmente mette poco la testa fuori di casa o ha qualche interesse politico per raccontare la città in questo modo. Livorno non vive in una campana di vetro. Ha problemi simili a molte altre città. Invece che farsi condizionare da suggestioni o descrizioni che non corrispondono alla realtà, sarebbe meglio concentrarsi sulle soluzioni. Oltre a capire i motivi che hanno portato alla rissa, perchè non tutti gli episodi hanno un peso specifico simile: ci sono i futili motivi, i “briai” o il controllo del territorio per spaccio o altre attività. Ecco, se fosse questo ultimo caso, la cosa cambierebbe moltissimo come gravità. Così come la percezione dell’insicurezza andrebbe poi misurata con le statistiche reali su aggressioni, stupri o furti che danno il quadro del livello di allarme sociale (secondo i dati della Polizia sono in diminuzione). Certo è che alcuni personaggi che girano in città durante la notte devono imparare in fretta a stare al mondo.

redazione, 14 agosto 2017

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