Saia, “L’Anpi dovrebbe essere sciolta per legge”: ecco i fascisti a sostegno del Pd di Padova

Le elezioni amministrative si avvicinano, e come ogni volta si sgomita per raccattare qualche voto in più.

Il 12 novembre 2016 l’amministrazione guidata dalla Lega Nord con il sindaco Bitonci, è caduta a seguito delle dimissioni del 50% + 1 dei consiglieri comunali (si sono dimessi 17 consiglieri su un totale di 32, di questi 17, 12 facevano parte dell’opposizione e 5 della maggioranza), con un chiaro segno di rottura tra Lega e Forza Italia. Uno dei più critici contro il sindaco Bitonci, era l’assessore/sceriffo alla sicurezza Maurizio Saia, dimessosi poco prima della sfiducia.

Oggi Saia, ha formato una sua lista (Area Civica) ed è stato imbarcato per l’alto numero di preferenze che riscuote, dal candidato sindaco del Partito Democratico, Sergio Giordani. Il problema è che ormai il PD non ha più alcun pudore ad imbarcare veri fascisti nelle sue liste pur di mantenere il potere e poterlo così redistribuire. Non si scandalizza più di avere a sostegno personaggi come Saia.

Ecco cosa riporta un articolo de Il Fatto Quotidiano:

Nessuno si scandalizza più, salvo qualche incancellabile paradosso. Che in questo caso si chiama Maurizio Saia. Già, proprio l’ex assessore alla sicurezza, lo sceriffo di Bitonci. Nel suo passato un’iscrizione al fronte della Gioventù a 14 anni, due anni dopo al Msi-Dn. Un pedigree di destra che passa per la presidenza del Fuan e continua con la vicinanza a Pino Rauti. Nel ’95 abbraccia la svolta di Fiuggi. Deputato e senatore per An, segue Gianfranco Fini nella sterile avventura di Futuro e Libertà.

Saia ha un cagnolino bianco e nero che si chiama Benito, omaggio alle proprie radici neo o post-fasciste. Nonostante abbia sposato alcune delle campagne più ad effetto della gestione-Bitonci, è uno degli alleati di Giordani. Ad esempio per aver installato i dissuasori contro gli extracomunitari in stazione ferroviaria. Oppure, la guerra “per eliminare dal territorio tutti gli elementi di degrado: fotograferemo e cacceremo gli accattoni molesti”. Era l’assessore che aveva anche promesso di ripristinare la squadra di interventi speciali dei vigili urbani. Cosa ci fa nella casa del centrosinistra? A Padova se lo domandano in molti, ma tutti sanno già anche la risposta.

E’ stato lui a far cadere Bitonci, anche se quest’ultimo ci aveva messo del suo litigando con mezza Forza Italia ed eliminando dalla giunta chi non era in sintonia con il suo pensiero politico. Le dimissioni di Saia erano state la classica goccia finale. Nel giro di poche ore Bitonci è stato sfiduciato. Da più di trent’anni in politica, Saia è andato subito all’incasso. Non è un caso che nel gennaio scorso ci fosse anche lui nel pranzo della nomenklatura Pd guidata dal segretario Massimo Bettin, che aveva sancito la coalizione anti-Bitonci.

“Nessun imbarazzo, Saia ha ammesso i suoi errori, ovvero di essersi schierato con il podestà Bitonci” è la replica di Bettin, segretario Pd. “Saia ha aderito liberamente al progetto del centrosinistra per cambiare la città, non è nemmeno candidato, anche se si riferisce a una delle sei liste della coalizione.

Questo il pedigree di Saia, ma c’è anche altro che vale la pena riportare:

la dichiarazione di Saia sui partigiani dove sostiene che l’Anpi andrebbe sciolta per legge

la sua partecipazione al corteo di Forza Nuova (oltretutto da assessore in carica) contro l’immigrazione

il suo pensiero sulla Strage di Bologna, dove continua a sostenere insieme ai fascisti di Forza Nuova il depistaggio della pista palestinese, quando ormai c’è una sentenza definitiva che ha condannato i fascisti dei Nuclei Armati Rivoluzionari: Luigi Ciavardini, Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. Queste le parole del neo sostenitore del PD Saia:

Poi la parola è passata a Saia: «Io faccio parte di una forza politica e di una parte politica, la Destra democratica, che può candidarsi alle elezioni. Che più che ai temi amministrativi, si appassiona al diritto di libertà e di parola. Io ho chiesto una sala in municipio per un incontro organizzato dall’associazione ‘L’Ora della verità’, cui aderisco, insieme agli onorevoli Fragalà e Raisi, della commissione Mitrokhin. E ancora, senza distinzione, aderenti ad An, a Forza Nuova e semplici cittadini, che vogliono conoscere la verità sulla scoperta di una pista palestinese per la strage di Bologna.

Sul tema, era stata addirittura presentata un’interrogazione parlamentare dall’allora deputato e segretario del PD di Padova Piero Ruzzante (oggi ha lasciato il partito di Renzi). Questo il testo dell’interrogazione:

RUZZANTE. – Al Ministro dell’interno. – Per sapere – premesso che:
in data 28 novembre 2005, durante il Consiglio Comunale di Padova, alcuni esponenti della formazione neofascista «Forza Nuova» erano presenti nella sala consiliare del Municipio e, a più riprese, hanno contestato e interrotto il Sindaco mentre rispondeva ad una interrogazione del consigliere comunale e deputato di An Maurizio Saia in difesa di un’iniziativa, promossa da Forza Nuova, dedicata alla presentazione del libro di Semprini «Strage di Bologna, l’ora della verità»;

episodi di questo genere non sono certo una novità nella città di Padova e sono solo l’ennesima dimostrazione dei metodi violenti utilizzati da questa fondazione politica che si rifà al fascismo e al nazismo;
si tratta di un episodio di intolleranza e contestazione ai danni del Sindaco della Città di Padova, che ha reso difficile il normale svolgimento del Consiglio Comunale di lunedì 28 novembre 2005 -:
quali iniziative intenda adottare per prevenire analoghi episodi di intolleranza, in particolare da parte di movimenti politici, come Forza Nuova, che fanno della violenza il proprio modo di agire politico in palese contraddizione con la Costituzione, e con i contenuti della cosiddetta «legge Mancino».

Benvenuti dunque nel nuovo Partito Democratico, dove per un pugno di voti si imbarcano fascisti dichiarati, per quanto riguarda invece l’odio per i partigiani, viste le ultime vicende pre referendum, forse qualche convergenza di idee con la Boschi e altri piddini che hanno anche rifiutato di sfilare insieme ai partigiani lo scorso 25 aprile, la si trova. Per il resto, contenti loro, contenti tutti.
saia interrogazione parlamentare

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