Sciopero della scuola, a Roma sfilano in 10.000. A Livorno chiuse le scuole Micali

Sciopero della scuola in tutta Italia. La firma del rinnovo del contratto che introdurrà aumenti a dir poco insignificanti e la sentenza del Consiglio di Stato che ha messo a forte rischio il posto di lavoro delle maestre diplomate magistrali non sono andati giù al sindacalismo di base che è sceso in piazza unito a Roma venerdì 23 febbraio per una manifestazione che ha visto sfilare circa 10.000 persone. E’ una delle  più numerose manifestazioni del sindacato di base degli ultimi tre anni, nonostante le minacce e tentativi di boicottaggi da parte degli altri sindacati, denunciati dall’USB sul suo sito ufficiale: “Quotidianamente ci siamo scontrati con la difficoltà di far arrivare ovunque i nostri comunicati, ma non ci siamo arresi e ovunque in modo capillare abbiamo tenuto assemblee sindacali in orario di servizio. Abbiamo chiesto a Snals e Gilda di proclamare lo sciopero, ma in alcune città hanno preferito boicottarlo indicendo assemblee. Addirittura in alcune città i lavoratori ci hanno segnalato le minacce della Uil che per spingerli a non partire con i nostri pullman verso Roma ha ventilato la possibilità di ritirare i ricorsi in essere”. COBAS, UNICOBAS, USB e CUB durante il corteo che li ha portato davanti al Parlamento hanno sottolineato nei vari interventi come l’ipotesi di rinnovo di contratto siglata dai confederali non è che l’ennesima umiliazione per il comparto scuola: dopo un blocco contrattuale di 9 anni e una perdita di potere d’acquisto di circa il 20% gli aumenti previsti saranno di poco più di 80 euro lorde. Urgente è poi la questione riguardante i posti di lavoro delle maestre che dopo la sentenza del TAR del Lazio rischiano il licenziamento. Secondo Piero Bernocchi, portavoce dei COBAS occorre “conservare il posto in “ruolo” o nelle GAE per le maestre/i con il diploma magistrale. Le GAE vanno riaperte per tutti i precari e gli abilitati. Bisogna facilitare l’immissione “in ruolo” per chi ha 3 anni di servizio”. Altre criticità sono state espresse sulla somministrazione dei quiz Invalsi e l’obbligo dell’Alternanza scuola-lavoro. A Livorno sono rimaste chiuse entrambe le sedi della scuola media Micali.

Redazione

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