Servizio cremazione, PRC: “Il privato come categoria ideologica”

Che sia per ossequio ai poteri forti, o per zelo di trasparenza, le privatizzazioni avanzano con sempre maggiore danno e con un assordante silenzio. Viviamo ormai in un romanzo di Orwell, dove così come portiamo la guerra per avere la pace, si privatizza per rendere i servizi essenziali accessibili a tutti. Il presidente Enrico Rossi, con la sua riforma sanitaria, ci raccontava che i tagli (pardòn, adesso si chiamano razionalizzazioni) avrebbero portato ad un efficientamento della sanità toscana; tanto ne era convinto, e lo è tuttora, che ha modificato la forma della legge per impedire ai toscani di esprimersi con un referundum abrogativo, con buona pace di quanti avevano speso mesi a raccogliere le firme ed informare la cittadinanza. Peccato che chiunque abbia la sfortuna di dover ricorrere ai servizi sanitari, si trovi troppo spesso in situazioni che chiamare scadenti è dire poco. La vicenda dell’anziano tenuto in attesa più di 26 ore è solo la punta di un’iceberg che tutti viviamo quotidianamente.

Il meccanismo è semplicissimo: per rendere indolore la privatizzazione dei servizi pubblici, prima questi vengono resi inefficienti con tagli, poi il loro personale viene denigrato in modo da farlo passare come composto da privilegiati da eliminare. Il risultato verso il quale ci stiamo avviando è altrettanto scontato: servizi pubblici scadenti (e comunque a pagamento) per la massa, e strutture e previdenze sanitarie private per quanti se lo potrano permettere. I privati ringraziano amministratori e governi per un mercato prima inesistente; i cittadini pagano per un servizio per il quale i nostri padri hanno dedicato una vita a garantirne l’universalità e la gratuità. Già, i tempi cambiano… O forse i soldi, e chi li detiene, hanno sempre provato a farli cambiare, ma in passato non c’erano riusciti.

Naturalmente, la logica conseguenza di un apparato pubblico inefficiente per la connivenza di amministratori e capitale è il successo elettorale del Movimento 5 Stelle. Trasparenza ed onestà le loro parole d’ordine che, al di là di essere condizione necessaria ma non sufficiente per governare (e lo vediamo) portano allo stesso risultato, mancando di una diversa visione del mondo rispetto all’esistente. Un contenitore del dissenso, che così viene neutralizzato anziché tradursi in vera mobilitazione sociale. La prospettata indagine sull’affidamento del servizio di cremazione, ufficialmente in ossequio alla trasparenza, porterà inevitabilmente al subentro di un vero privato. Il Comune sarà contento perchè i suoi bilanci saranno pubblici, non perché godrà di un maggior gettito dall’affidamento naturalmente, mentre i cittadini livornesi, e non solo, subiranno un aggravio delle tariffe, altrettanto trasparenti, forse anche più del bilancio. Davvero la battaglia sulla trasparenza passa dalla So. Crem? Davvero c’è bisogno di mettere mano ad un servizio gestito da una associazione che a lungo è stata baluardo di una scelta di laicità come la cremazione, che in particolare a Livorno ha rivestito un forte carattere identitario e di grande spessore storico? Centinaia di cittadini stanno pagando migliaia di euro per far tornare agibili le proprie abitazioni o sostituire l’auto senza ancora avere la certezza di poter usufruire di un contributo pubblico. Sarebbe gradita molta più trasparenza sui passi di Comune e Commissario sui contributi per i danni dell’alluvione. Chiedere una seria analisi per sanare i rischi idrogeologici del territorio affinché ciò non si ripeta più forse è troppo.

Francesco Renda
Segretario Federazione livornese Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

4 novembre 2017

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