Situazione epidemiologica nella provincia di Livorno: serve un intervento deciso

A Rosignano si è svolto un importante incontro sul rapporto fra inquinamento e malattie nella nostra provincia

malattie provincia livornoRosignano – Uno staff di ricercatori del CNR hanno completato uno studio epidemiologico di carattere Ecologico sulla fascia costiera riguardante tutta la provincia di Livorno (Livorno, Rosignano e Piombino) i cui esiti sono purtroppo risultati molto significativi sull’entità dei decessi. Lo studio è stato condotto nel rigore delle metodologie riconosciute dalla comunità scientifica e rappresenta un vero e proprio campanello d’allarme che dovrebbe far decidere le istituzioni una volta per tutte a cambiare rotta e dare a questi territori una vera programmazione di recupero ambientale e valorizzazione sia del territorio che delle risorse umane in ambito lavorativo.

In questo contesto e con questa premessa il M5S di Rosignano ha invitato a Rosignano il Dott. Marabotti, fisiologo clinico del CNR, ed il Dott. Paolo Scarsi, geochimico sempre del CNR, appartenenti entrambi al gruppo di ricerca, per presentare pubblicamente il loro studio Mortality for chronic-degenerative diseases in Tuscany: an ecological study comparing neighbouring areas with substantial differences in environmental pollution apparso nel mese di luglio nella loro pubblicazione scientifica all’interno dell’International Journal of Occupational Medicina and Environmental Health.

In platea erano presenti il Presidente della Provincia e Sindaco di Rosignano Alessandro Franchi, il vicesindaco Donati, il Presidente della Commissione Sanità del Comune di Cecinai consiglieri M5S comunali e regionali oltre a Maurizio Marchi, rappresentante di Medicina Democratica.

Prima il Dott. Marabotti ha commentato una serie di cartelle proiettate sul grande schermo dove si mettevano in evidenza i valori della mortalità relativi alle patologie per ischemie cardiache, ictus e Alzheimer con riferimenti anche al mesotelioma pleurico. Contestualmente ha presentato anche i valori degli elementi non costitutivi quindi gli inquinanti presenti a Rosignano riguardanti l’ambiente marino e acque superficiali compreso il transetto del Fiume Cecina per cui riguardanti anche Cecina.

indicatore purezza atmosfericaNell’evidenziare il superamento delle medie regionali dei decessi per le cause oggetto della ricerca, il relatore ha messo in guardia le autorità presenti sull’interrelazione tra elementi inquinanti dispersi nell’ambiente dalle attività industriali e insorgenza delle malattie. Mentre la correlazione amianto/mesotelioma è diretta, nei casi in questione il grado di correlazione diretta che vada ad approfondire l’approccio Ecologico dello studio può essere portato avanti solo con un mirato studio epidemiologico. Il Consiglio Comunale di Cecina ha già avviato una serie di incontri di commissioni per andare oltre lo studio ecologico mentre il Comune di Rosignano al momento si interfaccia ai lavori di ricerca di ISPO (istituto per lo studio e prevenzione oncologica), ARS (agenzia regionale di sanità) e ARPAT (agenzia regionale per la protezione ambientale toscana) come comunicato dal Sindaco nel suo intervento, i quali però rimangono sul piano della stima dei casi attraverso l’attività di screening sulla popolazione regionale e non della correlazione tra inquinanti e malattie.

E’ seguito poi l’intervento del Dott. Paolo Sarsi che ha proposto delle note ed efficaci tecniche per la bonifica dei luoghi, comprese le acque, oggi praticabili anche senza dover affrontare enormi costi e possibili da mettere in atto da parte delle industrie del territorio comprese quelle che hanno inquinato nel tempo. Scarsi ha ripetuto più volte che operazioni di bonifica possono esser fatte indipendentemente dall’individuazione delle attività antropiche che hanno contribuito a degradare l’ambiente. La situazione di bioaccumulo di sostanze nocive è davvero grave oggi in tutto il Mediterraneo con punte di maggior criticità in zone più ristrette ma i tempi ormai sono maturi per fare davvero qualcosa che abbia un senso opposto a quello della distruzione di territorio. Siamo ormai a registrare casi di degenerazione genetica di quegli organismi che sono presi come riferimento per le indagini ecologiche.

Per questo è anche comprensibile nella sostanza lo sfogo di Maurizio Marchi che dopo 40 anni di militanza a favore dell’ambiente si trova di fronte a dei tentativi di disimpegno abbastanza evidenti del Sindaco Franchi che si è scordato completamente l’aspetto delle patologie cardiovascolari ischemiche e delle malattie nervose facendone solo una questione oncologica riportando in campo tutte le vecchie argomentazioni relative agli stili di vita.

Il procedere con una vera analisi epidemiologica porterebbe a depurare i dati proprio da quelle interferenze causate dagli stili di vita. Che i Sindaci e il Presidente della Provincia compiano un atto di coraggio: indaghino la situazione e si adoperino per le bonifiche dei luoghi più compromessi

per Senza Soste Jack RR

17 gennaio 2017

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