Solvay S.A: l’inquietante storia di una società anonima

Intanto è anche uscita la relazione della Commissione Parlamentare sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali. A pagina 143 la Relazione dice chiaramente che Solvay ha inquinato anche le falde sotterranee. Nella relazione anche molti altri illeciti avvenuti in Toscana sotto gli occhi "distratti" delle istituzioni

 

La storia della società belga Solvay è lunga ed è stata determinante nella estrazione e trasformazione di materie alla base dello sviluppo delle produzioni industriali di beni. E’ una storia recente che non la legittima ad avere nessun diritto su niente e nessuno. Il diritto che vanta è quello di proprietà, avvantaggiandosi sempre però anche della proprietà degli altri. Non è un caso che i suoi disastri ambientali siano a spese degli altri. E come sempre ci si arricchisce mentre qualcuno invece perde qualcosa. Il rapporto di Solvay con i territori dove ha avuto il vantaggio di produrre è sempre stato così, accettato e rafforzato da popolazioni che lo hanno legittimato, lavorandoci e tirando a campare. Non è un caso che in molti affermano sempre: “Ma se non ci fosse stata Solvay su questo territorio non ci sarebbe stato nulla”. Una frase molto frequente e anche disarmante.

Questa è la dinamica sociale di Solvay nel suo rapporto con i territori da sempre e i danni protratti nel tempo sono sopportabili e riducibili al prezzo che paghiamo per il progresso.

Metto in evidenza un elemento che ritengo significativo, quello di Società Anonima, perché la lunga vita di questa società di proprietà di alcune famiglie aristocratiche belghe è contrassegnata da una gestione anonima, dove tutto si è mosso come nell’organizzazione di una realtà sociale artificiale, studiata in laboratorio. La società anonima nell’ordinamento giuridico belga è semplicemente quel che noi in Italia chiamiamo società di capitali, quindi Spa o Srl. Ma il termine anonimo fa scattare in me una sensazione di freddezza anche piuttosto inquietante se rivista nel danno procurato all’ambiente nel tempo.

Non sappiamo cosa uscirà dall’indagine della Commissione Parlamentare sul sito di Rosignano, forse qualche multa, forse qualche bonifica dei terreni superficiali o forse anche nulla. Sarà importante? Non ne sono convinto tanto è il radicamento di questo tipo di industria nella nostra società: è un male sopportabile.

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Per la lettura della relazione della Commissione Parlamentare vi rimandiamo al sito di http://www.medicinademocraticalivorno.it/ dove è caricato il documento da leggere in particolare a pag.143

http://www.medicinademocraticalivorno.it/attachments/article/973/commissione%20parlamentare%20%20illeciti%20ambientali.pdf

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E’ per questo che personalmente sono contro la proprietà privata, perché è un inganno per tutti, anche per chi ci fa i miliardi e si sente un Dio. Uomini primitivi in un piccolo meraviglioso pianeta.

Ma come in molti casi accade c’è poi un lavaggio di coscienza, dove alcuni personaggi chiave nella gestione di certi tipi di industria sono anche presenti in organizzazioni di questo tipo: Mouvement des entreprises de France (MEDEF) per progetti meritevoli come quelli organizzati dal Sustainable Development Commission of the MEDEF.

Sarebbe interessante capire come un colosso produttivo di plastiche e compositi, del genere, si rapporti al problema delle plastiche nell’ambiente e soprattutto nei mari di tutto il mondo. L’essere anonimo è forse un altro modo per togliersi d’impaccio e per godersi la propria proprietà. Purtroppo per loro, i privatisti intendo, il mare è di tutti anche loro.

per Senza Soste, Jack RR

11 maggio 2018

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