10 anni non sono pochi, anzi sono una quantità sufficiente per tirare le somme di un’esperienza di vita e di politica che ha tracciato un piccolo solco, ma indelebile, nella storia di questa città.10 anni in cui una generazione di compagni venuta dal nulla ha cercato con difficoltà, praticamente partendo da zero, di ricostruire un’indentità storica e politica alle giovani generazioni livornesi. I 10 anni in questione sono quelli che partono dal 1 novembre 2001 quando un gruppo consistente di giovani occupò la palazzina di via dei Mulini e dettero vita al nuovo Centro Sociale Occupato Autogestito Godzilla. Ma la storia era iniziata già da qualche anno prima.
Dopo qualche anno di calma piatta sul fronte della politica di movimento, il 1999 è stato l’anno che rappresenta lo spartiacque politico per la nostra generazione. Una generazione di 20-25enni che decise di provare a ricreare un vasto movimento politico, sociale e culturale che rompesse con quella dinamica presente e passata che in città si riassumeva con il detto “A Livorno un c’è nulla”. Ma la volgia di “ricreare” qualcosa era già venuta fuori un paio d’anni prima. Era il 1997, assemblee alla Federazione Anarchica Livornese di via degli Asili che offriva la sua sede, festa dell’autorganizzazione in Fortezza Nuova e occupazione dei locali sopra
Ed ecco il 1999 l’anno in cui un gruppo di giovanissimi, sotto la sigla Movimento Spazi Sociali, vagavano per la città rivendicando uno spazio sociale e culturale mentre una nuova generazione di giovani ultras prendeva decisamente in mano le redini della curva nord con il nome di Brigate Autonome Livornesi e con il Livorno finalmente in serie C1. Esperienze diverse tra loro e parallele ma che in questi 10 anni si sono incontrate spesso anche se talvolta in mezzo a contrasti e contraddizioni. Esperienze a cui si aggiunse anche qualche “vecchio” del movimento e che hanno scritto delle pagine significative non solo per coloro che le hanno vissute, visto che una larga fetta di città è stata investita dai temi, dalle polemiche, dalle reazioni e dagli eventi che sono scaturiti dalla “generazione del ’99”. Il 1 maggio 1999 tutte queste realtà si incontrarono in Fortezza Nuova (luogo ricorrente nella storia del movimento) e organizzarono una grande festa nonostante la fortezza fosse chiusa.
La svolta decisiva però è il G8 di Genova 2001 e le grandi manifestazioni No Global conclusasi con una repressione spietata da parte delle forze dell’ordine e con la morte di Carlo Giuliani. Nei giorni successivi a Livorno, in Fortezza Nuova, si susseguirono assemblee e iniziative con la nascita del social forum livornese. Ma ormai l’eco di Genova aveva prodotto quella scintilla che dette la spinta politica definitiva affinchè i gruppi operativi in città trovassero un’unità di intenti e si sentissero pronti per un’occupazione stabile e la creazione di un soggetto politico conflittuale di movimento.
Da questo percorso e da questo contesto nasce l’occupazione del Centro Sociale Godzilla. Il 1 novembre 2001 una cinquantina di giovani entrò nella palazzina di via dei Mulini che nei primi anni ’90 era stata sede del vecchio centro sociale. L’amministrazione comunale e la questura provarono subito lo sgombero con poliziotti in borghese e vigili urbani ma il consistente numero degli occupanti e la decisione degli stessi respinse il tentativo. E due anni dopo,
Ma il percorso non fu così lineare come sembra. Dopo qualche mese infatti una parte degli occupanti, più legati all’ambiente dello stadio, si staccarono dall’assemblea del Godzilla e andarono ad occupare il piano superiore non utilizzato della palazzina fondando il Centro Politico 1921. Ma questo non fu un problema perché non si trattava certo di un indebolimento del movimento ma solo di visioni politiche diverse e di esigenze di spazi ulteriori. L’attacco al movimento fu invece sferrato dalla magistratura (con il Pm Pennisi in testa) e dalla questura guidata da Puglisi: nel marzo e nel giugno 2004 una doppia perquisizione colpì la palazzina di via dei Mulini. La prima addirittura con tanto di elicottero e in entrambi i casi con le vie limitrofe chiuse da decine e decine di poliziotti. Nel primo caso la scusa ufficiale fu la ricerca di armi ed esplosivi in seguito a scontri avvenuti dopo Livorno-Catania nei mesi precedenti. Nel secondo invece la regia veniva direttamente da Roma e si trattò di una rappresaglia ordinata in seguito all’assalto di una sede elettorale del ministro Matteoli durante i festeggiamenti per la promozione del Livorno in serie A. Le perquisizioni non fruttarono niente e una larga parte del mondo politico e di cittadini criticarono le modalità messe in atto da polizia e magistratura. Il movimento reagì compattandosi ancora di più con una bella e partecipata manifestazione il 26 giugno 2004. Questo era anche il periodo della repressione da parte degli stessi Pennisi e Puglisi nei confronti della curva nord: oltre 200 diffide e una ventina di accuse di associazione a delinquere colpirono la curva nord che rispose con una grande manifestazione con oltre 3000 persone e moltissimi semplici cittadini che arrivarono fino alla Prefettura.
La storia del movimento livornese, tuttavia, non è fatta solo di polemiche, scontri e perquisizioni anche se spesso sono state oggetto di campagne speculative e sensazionalistiche da parte di giornali e televisioni. La storia del Csa Godzilla e del movimento è passata da interventi e iniziative che hanno percorso la città in lungo e in largo.
Il 2003 è stato l’anno delle grandi manifestazioni contro la guerra in Iraq passando per il gigantesco corteo contro la base di Camp Darby nel mese di marzo. Dal 2004 invece iniziò un grosso lavoro sulla precarietà che portò a vari presidi sotto le agenzie interinali e poi nel 2005 alla contestazione durante l’inagurazione del call center Telegate che mostrò come il movimento era l’unico che aveva compreso il rischio dello sbarco di queste nuove aziende sul territorio a livello di contratti atipici e di precarietà. Da lì partì poi la lotta vincente che dopo anni ha portato all’assunzione a tempo indeterminato di tutti gli operatori.
Ma la visibilità cittadina del gruppo nato al Csa Godzilla è stata sempre legata alle occupazioni-denuncia di tutta una serie di luoghi, pubblici e privati, abbandonati che poi sarebbero stati oggetto di speculazioni o operazioni immobiliari. Per il 25 aprile 2005 fu la volta degli ex Macelli con le giornate antifasciste poi ripetute in più occasioni, nell’ottobre 2005 invece fu occupato per tre giorni l’ex cinema Odeon, nel dicembre 2006 l’ex Fiat e nel febbraio 2008
Il 2006 è anche l’anno della cacciata di Borghezio in una domenica di febbraio. Centinaia di livornesi in presidio contestavano l’arrivo dell’eurodeputato, fascista e razzista, della lega Nord. Una volta finita la partita del Livorno una massa di persone si riversò nel quartiere Venezia dove avrebbe dovuto tenere il dibattito. Ma gli scontri, che iniziarono al suo arrivo, ne impedirono lo svolgimento e durarono per ore. Da quel giorno in molte città d’Italia l’arrivo di Borghezio è stata occasione di conflitto e contestazione.
Ma il 2006 è da ricordare anche per la grande manifestazione contro il rigassificatore offshore di cui il movimento livornese è stato sostenitore e parte attiva. Nel marzo di quell’anno infatti oltre 3000 persone attraversarono tutta la città per poi arrivare al cantiere in località Stagno dove le reti di recinzione furono abbattute.
Il 2007 è invece l’anno dell’occupazione dell’Officina Sociale Refugio da parte di un gruppo di compagni che voleva ampliare l’esperienza del Godzilla con una nuova occupazione. Spazio che inizialmente doveva diventare una palestra popolare e un punto di aggregazione per lo sport ma che poi si è trasformato in una realtà teatrale e culturale che tutt’oggi vive, in stato di occupazione, con un ricco programma e un’autogestione di un teatro autocostruito nel tempo con gli incassi degli spettacoli.
Pochi mesi dopo è nato il Movimento Antagonista Livornese, un soggetto politico che ha cercato di mettere insieme le varie anime del movimento cercando di superare la dimensione del collettivo e del centro sociale. Un’esperienza teoricamente valida che tuttavia ha risentito della fase di riflusso del movimento in città dopo anni di impegno e intensità che avevano portato a tante iniziative e ottima visibilità. Così come la perdita di centralità e di presenza della curva nord aveva portato in quegli anni alla perdita di protagonismo di una componente storica, popolare e viva all’interno della città. Ma il fallimento del progetto Mal non ha significato la morte del movimento e dei centri sociali. Così come ha rappresentato un importante tassello di questi anni la rinascita del movimento studentesco e di una generazione di giovani compagni che ha portato avanti la gestione del Csa Godzilla, la tradizione dell’occupazione degli spazi e la rivendicazione verso la riapertura e la gestione pubblica della Fortezza Nuova.
Dalle ceneri del vecchio Mal e dai compagni che occuparono nel 2001 il Csa Godzilla sono nati altri progetti ed altri spazi che hanno seguito il principio dell’autogestione e dell’autofinanziamento. Non è un caso che il decimo anno di nascita di quel movimento sia stato festeggiato lo scorso 1 novembre all’interno della ex caserma Del fante occupata, con una grande cena e la proiezione del filmato dell’occupazione del 2001 (filmato ricostruito da un compagno dopo che la polizia aveva portato via l’unica copia in vhs durante le perquisizioni del 2004).
Possiamo dire che se quell’esperienza iniziata nel 2001 non è stata in grado di produrre un soggetto politico forte e coeso, allo stesso tempo è innegabile che quella occupazione e quell’assemblea sono stati punto di riferimento per anni di un movimento più vasto che adesso è visibile in città con altri progetti e altre modalità. Il nostro giornale Senza Soste infatti è nato fra quelle mura, così come da lì vengono coloro che stanno portando avanti i centri di quartiere (Chico Malo nel quartiere Sant’Andrea e Ska in quello stazione-colline) o che collaborano all’Università Popolare A. Bicchierini. Il movimento studentesco, dopo anni di assenza, riniziò a riunirsi in via dei Mulini, struttura dove sono cresciuti anche i compagni che idearono l’azzeccatissima occupazione del palazzo del Refugio. Il Csa Godzilla viene da due anni di iniziative e concerti all’interno della struttura e il Centro politico 1921 continua con assiduità nella propria programmazione politica, culturale e musicale.
Dopo 10 anni quindi il panorama è tutt’altro che desolante. La resistenza continua. Anche se ora, vista la crisi, servirebbe anche un balzo in avanti. L’occupazione della ex caserma “Del Fante” può essere un inizio e la risposta a una fase storica di movimento che dopo un decennio appare chiusa.
Guarda le foto di 10 anni di movimento
Per senza Soste, Franco Marino
1 novembre 2011
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