Spinelli, Salvi e la riforma della mutalità in B e in C

La vicenda Salvi sta tenendo banco a Livorno. Ma dietro le vicende societarie c'è all'orizzonte l'impatto sulla riforma della mutualità che cambia il modo in cui le società possono spendere i soldi dei diritti tv. E nel frattempo Spinelli si cura anche del Genoa e la convenzione fra Livorno e Comune per lo stadio è in scadenza

La settimana che comincia dal 19 giugno dovrebbe essere importante per arrivare a una parola definitiva sulla vicenda Salvi-Spinelli sull’eventuale passaggio di proprietà del Livorno. Dalla varie versioni che sono uscite, dalla stampa al web per non parlare dei social, viene da dire una sola cosa: Spinelli, in ogni caso, nella trattativa, ha trovato, nel fondo inglese, un soggetto che gli somiglia.  Solidità economica certificata e tentativo di acquisto all’osso. Così è Spinelli così è il fondo inglese. Quando poi, tra non molto, la parola fine sarà stata scritta (Spinelli ha detto di attendere una ultima proposta) si potranno fare ricostruzioni a bocce ferme. Di certo, il futuro del Livorno, e del mondo che ancora oggi gli ruota attorno, non è mai così stato in forse dai primi anni ’90. Allora fu l’ennesimo fallimento (Mantovani) a mettere in dubbio il futuro del calcio professionistico in città, oggi è la fase di chiusura dell’esposizione nel calcio labronico di una azienda florida. E detto senza neanche mettersi a ricostruire gli intrecci tra l’attivismo frenetico di Spinelli sul fronte Genoa (una delle ultime, le dichiarazioni di Spinelli sul possibile coinvolgimento di Briatore per il Genoa http://www.calciomercato.com/news/cessione-genoa-spinelli-lavora-sottotraccia-ho-sentito-briatore-65512 ) e le ricadute di questo attivismo sul Livorno. Tutte ricadute reali, tra Genoa e Livorno, che i media livornesi hanno rimosso. Ma su questo, nel caso ci sarà da tornare a tempo debito. Anche perché sperare in uno Spinelli che comunque investe l’ultima fiche a Livorno mentre appare impegnatissimo sul fronte Genoa, pare onestamente un po’ strano.

Un punto da riportare, invece, è lo scenario della riforma della mutualità che, si voglia o non si voglia, entra nella vicenda Salvi-Spinelli o, comunque in modo ineludibile, nel futuro del Livorno. La mutualità, riassumiamo, è quella quota di diritti televisivi che i grandi club versano alle squadre di B e C.  Per farla breve, dal dicembre 2016, grazie alla legge di stabilità, la mutualità per le squadre di B e C è stata ristretta. Perchè, cosa di non poco conto, è stata abolita la cosiddetta mutualità CPI ovvero la facoltà di usare i soldi presi per pagare stipendi e costi di gestione. Secondo la nuova legge i soldi ricevuti come contributo possono essere usati solo per settore giovanile e infrastrutture. Rendicontati, quindi pagati in anticipo e rimborsati poi. Una rivoluzione visto che, fino ad adesso, i club facevano il contrario ovvero usavano la mutualità semplicemente per pagare stipendi e costi di gestione. E’ chiaro che questa legge mette in difficoltà molti club di B tanto che da Salerno, dove le notizie arrivano da sponda Lotito non dimentichiamo, nei giorni scorsi si scrive che “molti club rischiano il fallimento” http://www.salernogranata.it/riforma-mutualita-molti-club-b-rischiano-fallimento/  per ribadire in questo fine settimana che c’è un rischio iscrizione di diverse squadre della serie cadetta http://www.ottopagine.it/sa/sport/salernocalcio/127622/mutualita-e-crisi-economica-club-a-rischio-iscrizione.shtml

Ora, per chi volesse andare nel dettaglio c’è questo articolo di Calcio e Finanza sui rischi e sugli effetti della riforma

http://www.calcioefinanza.it/2017/03/13/riforma-mutualita-nel-calcio-mezza-serie-b-a-rischio-crack/ . Insomma, cosa accadrà? Falliranno dei club?

É impensabile che questo tema non sia arrivato sotto gli occhi di Spinelli, considerando che il Livorno è secondo nelle graduatorie di ripescaggio in B. Come è pensabile che una leggina, magari a luglio, sani la situazione di qualche club di B per evitare un terremoto finanziario nel campionato. Guardando in prospettiva però la legge di stabilità di dicembre favorisce una logica: incoraggiare il patrimonio del calcio giovanile e obbligare  a investire nelle infrastutture delle squadre di calcio nelle serie inferiori alla A.

E qui si rientra alla situazione livornese. Quanto cambia questa legge nelle eventuali strategie di Spinelli, di Salvi o di ogni possibile futuro proprietario del Livorno? Sono domande a nostro avviso più interessanti, e concrete, del gioco a capire chi ha mantenuto o meno la parola nella trattativa. Perchè se in C i soldi della mutualità sono pochissimi, in B hanno il loro peso. E gli stipendi dei calciatori, in C come in B, saranno interamente a carico della società senza contributi. E questo oltretutto determina giocoforza una strategia, a partire dalla C, su settore giovanile e infrastrutture. Anche perchè, secondo il presidente della lega Gravina, la situazione, con la riforma della mutualità si fa difficile anche in C http://www.calciopress.net/2017/05/29/la-serie-c-rischia-per-gravina-si/ E chi vuol andare in B deve calcolare il ruolo di questa nuova riforma della mutualità nelle strategie di investimento futuro.

E qui, in questo scenario, il suo reale peso dovrebbe avercelo la città. Prima di tutto cercando di capire in che modo, con la riforma, il calcio giovanile può entrare in sinergia con la società principale della città. Poi quanto la riforma, in prospettiva di tornare in B può favorire un miglioramento delle attuali infrastrutture sportive cittadine. Tra l’altro la convenzione tra Comune e il Livorno, sullo stadio, ci risulta scaduta. Un tema, il rinnovo della convenzione legato alla riforma della mutualità, che può essere una leva con la quale l’interesse pubblico comincia a regolare il comportamento del privato. Specie quando il privato ha ricadute, serie in citta’. Se il Livorno avrà un futuro saranno temi sicuramente da affrontare.

redazione, 17 giugno 2017

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