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SPORT

Smentita del gruppo Sarni sulla volontà di acquisto del Livorno calcio

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pieroniIn riferimento alla notizia dal titolo "Il Gruppo Sarni interessato al Livorno Calcio", pubblicata dal canale Livorno di tuttomercatoweb.com e acquisita dalla testata giornalistica amaranta.it in data 31.1.2012, la redazione di tmw tiene a specificare quanto segue:
Il sig. Teodoro Sarni non ha mai manifestato interesse per l'acquisto del Livorno calcio, abbiamo ricevuto espressa smentita del contenuto dell'articolo da parte del legale di fiducia del Gruppo Sarni, avv. Stefano Carriero il quale conferma il completo disinteresse ad un eventuale acquisto della squadra labronica dal parte del Gruppo Sarni e soprattutto ci tiene a sottolineare che il sig. Teodoro Sarni non ha mai avuto rapporti alcuni con il sig Ermanno Pieroni non avendolo nemmeno mai conosciuto.

tratto da www.tuttomercatoweb.com

3 febbraio 2012

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La Furia Ultras a pochi metri dal Ministero degli Interni del Cairo

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egitto_ultras_piazzaDurissimi scontri in corso al Cairo tra i manifestanti chiamati a raccolta dal movimento Ultras di Piazza Tahrir e la polizia schierata in difesa del Ministero degli Interni della capitale egiziana. Sono le ore della vendetta al Cairo e in molte altre città dell'Egitto per il massacro dello stadio di Port Said.

Tre cortei nella sola capitale hanno attraversato le strade della periferia e del centro, passando per Piazza Tahrir e fermandosi davanti alle mura costruite nelle vie intorno al ministero per contrastare le manifestazioni. Intonando lo slogan della giornata “Il popolo vuole giustiziare il federmaresciallo” i manifestanti hanno iniziato a buttare giu le mura mattone per mattone. Dopo poco i primi lanci di candelotti di gas lacrimogeni, le prime fucilate e gli scontri. (video)

Difficile per il momento fare un primo bilancio dei feriti, alcune voci ancora da confermare parlano già di morti, ma è certo che l'intensità dello scontro è pari all'odio che divide le parti. In piazza ci sono gli ultras dell'al Ahly e dello Zamelek uniti come noi mai, ma c'è anche il Cairo rivoluzionario che vuole abbracciare i suoi ragazzi (come ripetono moltissimi twitt e le persone intervistate durante i cortei) all'indomani dell'efferata punizione con cui lo Scaf, l'autorità della transizione democratica egiziana, ha voluto colpire il braccio forte e generoso del movimento di Piazza Tahrir.

Tornano le barricate, le maschere antigas, le confezioni di ventolin, gli angeli delle motociclette (che portano al riparo i feriti più gravi), le ambulanze e gli ospedali da campo, ma torna anche la determinazione del movimento che da ore non sta retrocedendo di un passo per raggiungere l'obiettivo: il ministero degli interni che è ormai a pochi metri. Via Mohamed Mahmoud, che abbiamo conosciuto durante le insurrezioni d'autunno, è satura di gas. I testimoni sul posto stanno dichiarando che anche questa volta i gas che vengono sparati contro i manifestanti sono molto pesanti e simili a quelli al gas nervino utilizzati pochi mesi fa dalla polizia.

Intanto nei palazzi del potere cadono teste e rimbalzano le accuse con i Fratelli Musulmani che puntano il dito contro i lealisti di Mubarak definiti come responsabili degli scontri avvenuti allo stadio, lo Scaf ha fatto dimettere il capo della polizia e sembra essersi trincerato tra un nocomment ufficiale e dichiarazioni ufficiose che per alcuni analisti aumentano solo il torbido. L'opposizione rilancia le accuse contro il ministero degli interni dichiarando che da tempo gli Ultras dell'al Ahly avevano messo in conto la vendetta da parte della polizia per il loro ruolo da protagonisti nel movimento rivoluzionario.

Ma la verità più forte, come le pietre che vengono lanciate in queste ore contro la polizia, sembra essere quella della piazza che ricorda il valore altamente simbolico della giornata del 2 febbraio che in Egitto è sinonimo della Battaglia dei Cammelli. Esattamente un anno fa piazza Tahrir veniva attaccata da uomini a cavallo di cammelli e armati di spade e fucili. Secondo inchieste di movimento si trattava di un'operazione repressiva architettata dai lealisti di Mubarak e polizia politica. In quella occasione, in cui morirono o rimasero feriti molti egiziani, a distinguersi  per la prima volta nelle difesa della piazza furono proprio gli ultras dell'al Ahly che in quei primi giorni della rivoluzione egiziana insieme alla tifoseria dello Zamalek iniziavano a prendere parte alla lotta del movimento.

Quindi un simbolo e una congiuntura politica perfetta per far compiere un passo avanti alla reazione guidata dallo Scaf attaccando direttamente e indirettamente la prima fila del movimento rivoluzionario. Una sorta di ritorno esplicito e micidiale del regime contro la rivoluzione.

Eppure da ieri notte l'Egitto non si è fermato un solo istante. Tutti i club dell'al Ahly sparsi per il paese sono stati presidiati da ultras e solidali. Al Cairo la tifoseria dello Zamalek si è unita subito ai cori di rabbia e odio scanditi dagli amici dell'al Ahly. Alla stazione della capitale una folla gigantesca ha atteso fino a tarda notte che tornassero i reduci del massacro allo stadio. E da questa mattina manifestazioni ovunque, compresa Port Said i cui abitanti non ci stanno ad essere indicati come filo-governativi e hanno scandito slogan che denunciano l'operazione dello Scaf in cui in un modo o nell'altro sono rimasti coinvolti. Ad Alessandria i primi funerali dei ragazzi uccisi (tutti giovanissimi tra i 15 e i 35 anni) si sono tramutate in manifestazioni così come a Suez.

La notte di battaglia che sta iniziando nelle strade del Cairo intorno al Ministero degli Interni Potrebbe avere degli esiti imprevedibili sia per le autorità che per il movimento. Si potrebbe trattare della prima notte di lotta di una lunga serie che dopo anche le ostilità con i Fratelli Musulmani e il neoeletto parlamento potrebbe consentire al movimento rivoluzionario di approfondire il conflitto e continuare a separare le parti: la piazza e le istituzioni tutte. Oppure potrebbe essere l'occasione per lo Scaf per far tornare in grande stile lo stato d'emergenze e tentare un giro di vita contro le soggettività sociali e politiche più forti e determinate della piazza. In ogni modo lo scontro è appena iniziato, e la vendetta promessa dal movimento Ultras di Piazza Tahrir ha già portato a pochi metri del Ministero degli Interni  il braccio e il cuore della rivoluzione.

Link: Egitto: 73 morti nella carneficina dello stadio di Port Said. Fra politica e vendetta

Link: L'appello alla vendetta del movimento ultras di piazza Tahrir

Video: Egypt, Football and Revolution

Link: Egitto: gli ultras difendono la rivoluzione

tratto da www.infoaut.org

3 febbraio 2012

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Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Febbraio 2012 09:16

Il Torneo di Viareggio potevamo giocarcelo in casa: smentito Spinelli

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logo_livornoAvendo sentito Aldo Spinelli che in una trasmissione televisiva affermava che il Livorno Primavera 2011-12, non avrebbe preso parte al Torneo di Viareggio (Coppa Carnevale) perché, mentre le altre squadre vengono invitate gratis, al Livorno è stato chiesto il versamento di soldi per partecipare, ci siamo incuriositi.
Abbiamo quindi chiesto chiarimenti anche agli organizzatori della manifestazione che prontamente ed educatamente ci hanno informato a stretto giro di posta su quanto riportiamo:

"all'attenzione di Daniele Torri, Igor dal Fiume e Giuseppe Jani

Buona sera ,

rispondiamo con piacere alla vostra mail.

Per vostra conoscenza il Livorno Calcio è stato invitato ufficialmente al Torneo di Viareggio con fax protocollo numero ( fax 1925 / 011 ) del 27 Giugno 2011.

Non ricevendo alcuna risposta abbiamo sollecitato ufficialmente con fax protocollo numero ( fax 387 / 011 ) del 13 Settembre.

Ad oggi non ci è ancora pervenuta alcuna risposta ufficiale dell' interesse o meno di voler partecipare da parte del Livorno calcio al Torneo di Viareggio.

Da parte nostra non c'è mai stata preclusione per alcuna squadra tantomeno per il Livorno al quale verrebbe data la possibilità di disputare due partite in sede come già fatto in passato.

Con simpatia

Presidente

Alessandro Palagi
"

Non solo quindi l'auto-esclusione dalla manifestazione di calcio giovanile più prestigiosa, ma anche la rinuncia a disputarla "tra le mura amiche" dell'Ardenza.
Le date dei due fax totalmente ignorati (cestinati?) sono ampiamente antecedenti l'annuncio di disimpegno di Spinelli; viene automatico pensare che quando un calciatore in campo sbaglia uno stop elementare o magari incappa in banali cartellini rossi, non lo fa per incapacità. Sta semplicemente rispecchiando il completo disinteresse per i colori che indossa, perché questa in Società è la prassi.

Igor dal Fiume

tratto da http://amarantosfl.blogspot.com

2 febbraio 2012

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Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Febbraio 2012 13:45

Egitto: 73 morti nella carneficina dello stadio di Port Said. Fra politica e vendetta.

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ultras_ahlawy73 morti e più di mille feriti. E' il bilancio provvisorio degli scontri scoppiati al termine della partita tra una delle squadre di calcio del Cairo, El Ahly e la squadra El Masry la cui tifoseria ha invaso il campo al fischio di conclusione del match attaccando sia la squadra che la curva avversaria. Durante i primi minuti degli scontri la polizia schierata in assetto antisommossa non è intervenuta lasciando ripetere gli attacchi dei tifosi de El Masry. Solo in un secondo momento i celerini hanno preso parte agli incidenti unendosi all'assalto contro la curva dell' El Ahly. Secondo fonti mediche molti ragazzi uccisi riportano ferite da armi da taglio.

La curva de El Masry e la polizia sono responsabili di una delle più gravi carneficine dall'inizio della rivoluzione, una vera e propria punizione contro una delle tifoserie più attive e coinvolte nel movimento rivoluzionario. Una provocazione omicida al movimento e a uno dei suoi bracci più generosi perché sempre in prima fila durante ogni appuntamento di lotta e conflitto contro Mubarak prima e lo Scaf (giunta militare) oggi. Non a caso la tifoseria dell'altra squadra cairota, lo Zamalek è subito scesa nelle strade della capitale scandendo slogan contro lo Scaf e annunciando di volersi dirigere verso lo stadio a Port Said per aiutare e difendere i tifosi dell'Ahly.

Entrambe le squadre del Cairo dai primi giorni della rivoluzione hanno siglato una sorta di “fratellanza rivoluzionaria” dimenticando le rivalità e unendosi per difendere i cortei dalle provocazioni e dalle aggressioni della polizia.

La tensione sale alle stelle in Egitto e dopo che ieri il movimento rivoluzionario si era scontrato nei pressi del parlamento con il servizio d'ordine dei Fratelli Musulmani con la mattanza dello stadio di Port Said il ritorno del faccia a faccia tra potere e piazza rivoluzionaria sembra essere ad un passo. Intanto le mura dello stadio continuano ad essere avvolte dalle fiamme ed è di questi minuti la notizia della sospensione del campionato. Voci parlano dell'arrivo di elicotteri per trasportare i tifosi dell'Ahly e nei pressi dei club sparsi per le città iniziano a radunarsi ultras e solidali.

Una lunga notte per l'Egitto rivoluzionario che con odio e rabbia ripete uno degli ultimi slogan scanditi dalla curva dell'Ahly: “Sento la madre di un martire che dice: i cani dei militari hanno ucciso mio figlio! Abbasso la giunta militare!”. [guarda il video della curva dell'Ahly mentre scandisce lo slogan]

Link: L'appello alla vendetta del movimento ultras di piazza Tahrir

Video: Egypt, Football and Revolution

Link: Egitto: gli ultras difendono la rivoluzione

tratto da www.infoaut.org

2 febbraio 2012

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Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Febbraio 2012 19:37

Livorno-Varese 1-3: tabellino e pagelle

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livorno-varese_neveReti: 19' pt Paulinho rig. (L), 21' pt Zecchin, 37' pt Troest, 39' st Troest (V)

Livorno (4-4-1-1): Bardi; Salviato, Bernardini, Knezevic (Meola dal 1' st), Lambrughi; Siligardi (Rampi dal 28' st), Filkor (Bernacci dall'8' st), Luci, Schiattarella; Belingheri; Paulinho
In panchina: Mazzoni, Barone, Bigazzi, Remedi
Allenatore: Armando Madonna

Varese (4-4-2): Bressan; Pucino, Troest, Terlizzi, Cacciatore; Nadarevic (Pettinari dal 1' st), Corti, Kurtic, Zecchin; Neto Pereira (Damonte dal , De Luca
In pachina: Milan, Rivas, Lepore, Camisa, Grillo
Allenatore: Rolando Maran

Arbitro: Viti di Campobasso
Assistenti: Bernardoni e Citro
Quarto ufficiale: Baracani
Ammoniti: Schiattarella (L), Terlizzi (V)
Espulso: Schiattarella (L) al 12' st per somma di ammonizioni
Angoli 5-6
Recuperi: 2' e 2'
Note: Gara disputata in un inusuale clima nordico, con forti raffiche di vento e abbondante nevicata nella ripresa

Bardi: preso a pallonate dagli irridenti varesotti. Ne prende diverse, evitando l’umiliazione del punteggio tennistico. Il terzo subito, tra l’altro, è una carambola imprevedibile. Voto 6

Salviato: ha parecchio da lavorare, nella serata disgraziata non è neanche tra i peggiori perché riesce a sbrogliare qualche situazione difficile con alcune buone diagonali. Voto 5.5

Knezevic: bersagliato dalla sfortuna e dagli avversari. Tiene da solo il reparto, è costretto a restare negli spogliatoi e la luce si spegne. Voto 6

Meola (dal 1° st):  volonteroso, ma forse non è la serata adatta. Voto 5

Bernardini: non costituisce un ostacolo significativo per gli avversari, si fa saltare troppo spesso. Voto 5

Lambrughi:  non chiude la diagonale su Zecchin, e il Varese pareggia subito la rete di Paulinho. Se gli amaranto riuscivano a tenere un po’ di più, chissà. A questo si aggiunge una prestazione molto mediocre. Voto 4.5

Schiattarella: si tuffa clamorosamente meritandosi un’ammonizione sacrosanta, favorisce l’irritante arbitro che non aspettava altro protestando per un fallo effettivamente non commesso. In serie B una ingenuità simile non si può tollerare. Voto 4

Filkor: lotta  con grande volontà, anche poco sostenuto dai compagni. I risultati però sono modesti. Voto 5.5

Bernacci (dal 8° st):  l’unico schema offensivo era “palla nel mucchio”, quindi il neo amaranto poco ha potuto. Voto 5

Luci: serata molto opaca del capitano. L’impegno, naturalmente, non si discute. Voto 5

Siligardi: a momenti dava l’impressione di giocare da solo, avendo capito che il gioco corale era rimasto soltanto nelle parole di Madonna. Cerca di fare il bis di venerdì, impegnando Bressan. Sembra uno dei pochi effettivi del Livorno con qualche capacità di far male all’avversario. Voto 6

Rampi (dal 28° st):  si butta in campo con grande energia, lotta con ardore ma in quel momento c’era poco di più da fare. Senza voto

Belingheri: la scelta di Madonna era obbligata, stante l’assenza di Dionisi e le attuali condizioni di Bernacci. L’ex ascolano, però, stecca di brutto: impacciato, esistante. Inutile. Voto 4.5

Paulinho: freddo e preciso nella trasformazione, lotta da solo in mezzo alla difesa avversaria. Tocca pochi palloni ma si rende comunque utile. Voto 6

Madonna: predica coraggio. Vedendo la prestazione di stasera il traguardo della salvezza sembra veramente arduo. La società gli ha smantellato la difesa, una delle poche certezze di questa squadra volenterosa ma modesta: l’arrivo di Morosini potrebbe offrire qualche altra soluzione in mezzo, e soprattutto aumentare la sostanza, ma la rosa degli amaranto è quella che è. A voler essere superottimisti, è positivo vedere la squadra che non si arrende, anche in partite come quella di stasera in cui la supremazia dell’avversario è stata evidente. Speriamo che l’unione tra il tecnico e i ragazzi sopperisca alle carenze e alla cervellotica campagna “acquisti” della società.   Voto 6 di stima.

Ivano Pozzi

tratto da www.alelivorno.it

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