Friday, Aug 01st

Last update:08:00:18 AM GMT

You are here:

SPORT

Empoli-Livorno: uno 0-0 verso la salvezza

E-mail Stampa PDF
Valutazione attuale: / 3
ScarsoOttimo 

de_lucial Livorno impatta a reti inviolate ad Empoli in una gara avara di emozioni. Due soli i sussulti entrambi nel primo tempo: l'ottima occasione capitata sprecata malamente da D'Alessandro ribadendo la cronica "allergia" al gol del Livorno targato Novellino e il calcio di rigore per l'Empoli che De Lucia ha parato a Forestieri. Per il resto partita piatta ed anonima tra due squadre che ormai sembrano aspettare soltanto la conclusione del campionato. Venerdì nell'anticipo della trentottesima giornata, arriva all'Armando Picchi l'Atalanta in quello che è il primo match ball per i nerazzurri per ottenere la matematica promozione in serie A.

De Lucia: sarà anche vero che Forestieri bestemmia il rigore, tirandolo centrale, ma Alfonso è svelto a allontanare la palla dopo averla respinta precedendo il tap-in. E’ una bella iniezione di fiducia per lui, dopo l’orribile serata di sabato scorso, ed è praticamente l’unica volta che tocca la palla.  Voto 6

Salviato: va costantemente in affanno contro i veloci avanti azzurri che, capite rapidamente le sue difficoltà, lo puntano senza esitazione e spesso lo saltano. Una serataccia. Voto 5

Di Bella (dal 42° st): sostituisce l’acciaccato compagno, mandando Bernardini a destra. Senza voto

Bernardini: onesta la sua prestazione. Si fa infilare dal guizzante Forestieri, ed è costretto a stenderlo provocando il rigore: fortunatamente Miglionico era rientrato, altrimenti il Livorno avrebbe giocato in dieci un’ora di partita. Va detto, però, che in quell’occasione il centrocampo non aveva aiutato. Nel complesso non sfigura. Voto 6

Miglionico: il migliore del reparto e, forse, della squadra amaranto. Sempre tempestivo e deciso, quasi mai inutilmente falloso, scaccia alcuni palloni che si preannunciavano molto pericolosi. Chiude quasi sempre la strada alle penetrazioni centrali, aiuta sui lati. Voto 6.5

Antunes: discreto in fase difensiva, apprezzabile almeno per la volontà in fase offensiva. Si capisce che possiede un buon cross, ma non lo imbrocca quasi mai. Voto 5.5

Schiattarella: la sua generosità è ormai un refrain di tutte le partite. Non lo aiuta l’incertezza tattica imperante in questo momento tra le file amaranto, gli cambiano diverse volte i punti di riferimento quindi il suo movimento risulta poco concreto e costruttivo. Nella seconda parte della gara si limita al contenimento. Voto 5.5

Luci: parte a sinistra nell’ineffabile  4-2-3-1 di Novellino, poi va al centro, poi retrocede, poi torna al centro. A chiunque sarebbe girata la testa, ma l’agile centrocampista fa il suo dovunque il tecnico lo piazzi. Lotta e propone, anche se la lucidità ormai è poca. Voto 6

Iori: lui si insedia stabilmente nella mattonella di Pirlo, almeno come partenza perché la zona di campo effettivamente coperta è molto più ampia. A volte tiene troppo la palla dando modo agli avversari di circondarlo, ma nel complesso sembra in leggere crescita rispetto alle ultime uscite. Voto 6

Parravicini: affianca Iori, poi ad un certo punto Novellino lo inventa trequartista, ma logicamente dura poco. Fa legna, ma senza impressionare. Voto 5.5

Prutsch (dal 22° st): forse il giocatore ex-Siena non regge ancora i novanta, fatto sta che il tecnico concede una mezzora scarsa anche all’austriaco. Compitino. Voto 5.5

D’Alessandro: la sua partita finisce di fatto al 22° del primo tempo, quando si invola su un lancio preciso infilandosi come una lama nel burro nella difesa empolese, si presenta davanti al portiere e cerca di saltarlo con un pallonetto che, purtroppo, salta anche la traversa. Da qual momento, complice anche il tourbillon di Novellino che lo disorienta, si spegne. Diamogli fiducia, però quell’occasione … Voto 5.5

Tavano (dal 31° st): escluso a sorpresa, entra in corsa ma non impatta sulla partita. Senza voto.

Danilevicius: gioca la solita partita di sacrificio, cercando la porta in due occasioni e dedicandosi quasi completamente a cercare sponde per i compagni e a contendere il pallone ai centrali. Lo diciamo da anni: non è una prima punta. L’impegno è garantito, i risultati un po’ meno. Voto 5.5

Novellino: da quando è arrivato sulla panchina amaranto ha schierato molte formazioni diverse, anche come progetto tattico, e francamente non dà l’impressione di avere completamente in pugno la situazione. La squadra è piatta da morire, non ha slanci né guizzi. Si ha la sensazione che le reti possano arrivare soltanto per un accidente statistico, non per il gioco espresso. Basta con le ultime spiagge, si dica che si vuol chiudere con decoro questo campionato (uno dei meno qualitativi della storia) e si guardi al futuro. Voto 5

Ivano Pozzi

tratto da www.alelivorno.it

AddThis Social Bookmark Button

Kickboxing: cinque ori per il “Rendoki PlanetWin 365” ai campionati italiani

E-mail Stampa PDF

rendoki_camp_italianiIn attesa della Resa dei Conti 13, main event per le arti marziali in Italia, in programma a Livorno il 18 giugno, in casa “Rendoki PlanetWin 365” è tempo per un primo bilancio stagionale. Occasione fornita anche dalla conclusione dei campionati italiani di kickboxing, svoltisi a Napoli l’ultima settimana di marzo, da dove la scuola d’arti marziali livornese è tornata con ben cinque ori e un argento.

È Valerio Masi, nella specialità k1, il primo a conquistare il prestigioso titolo. Il livornese vince e convince, portando sul ring tanta determinazione e forza di volontà, in un match condotto dall’inizio alla fine mettendo sempre in difficoltà l’avversario, attaccandolo con calci frontali e colpi dritti di braccia precisi e potenti. Questa vittoria potrebbe spalancargli le porte della nazionale.

Titolo italiano anche per Fidelis Garba. Anche per lui un incontro dominato fin dall’inizio, dove il giovane portacolori “Rendoki”, colpendo il contendente con forti diretti al volto chiusi da potenti calci bassi, costringe l’arbitro a contare per ben due volte l’avversario.

Si arrende in finale invece Gabriele Pierini che, nonostante una buona seconda ripresa, non riesce a recuperare lo svantaggio accumulato nella prima, ottenendo comunque una medaglia d’argento alla sua prima esperienza ai campionati italiani.

Da segnalare anche la vittoria di Daniele Sanna, altro giovane molto interessante che dopo aver vinto in bello stile le fasi regionali e interregionali del torneo, non trova purtroppo avversari in categoria, e si aggiudica il titolo senza combattere. Stessa sorte per Giacomo Sarti e per Sara Marcacci.

“Non posso che ritenermi soddisfatto del lavoro svolto da questi ragazzi” – Massimo Rizzoli, direttore tecnico “Rendoki” – “I ragazzi mostrano continui miglioramenti, consapevoli che comunque hanno ancora tanto da lavorare. Per fortuna dalla loro hanno tanta passione e determinazione, fondamentali per riuscire in questo sport”.

Livorno, 23 aprile 2011

Carlo Fantoni

Addetto Stampa “Rendoki Fight Dojo”

AddThis Social Bookmark Button

La lettera aperta che Vittorio Arrigoni scrisse ai tifosi del Livorno

E-mail Stampa PDF
Valutazione attuale: / 35
ScarsoOttimo 

Livorno_Maccabi_2Era il 25 novembre 2006 e Vittorio sul blog Guerriliaradio scrisse una lettera aperta ai tifosi del Livorno. Quattro giorni dopo infatti il Livorno avrebbe giocato contro il Maccabi Haifa in Coppa Uefa. Vittorio chiese ai livornesi di esporre bandiere palestinesi all'ingresso dei tifosi e della squadra del Maccabi. La curva rispose in modo ancora più imponente di quanto Vittorio potesse immaginare: un bandierone palestinese di 30 metri in mezzo alla curva, decine di bandiere e uno striscione in campo "Palestina libera" e altri sugli spalti. La partita fu preceduta da giorni di roventi polemiche da parte dei quotidiani locali aizzati da personaggi vicini all'allora Ds, An e Forza Italia e alla Comunità erbraica cittadina (Gadi Polacco in testa) che offesero ripetutamente la curva. Il giorno dopo di fronte a quello spettacolo di bandiere tutti coloro che avevano accusato la curva di strumentalizzazioni, ignoranza e violenza non potettero che chinare la testa e tacere. A distanza di anni quel piccolo gesto della curva nord assume ancora di più un significato importante. Grazie Vittorio. red. 18 aprile 2011 (foto da fototifo.it)

La lettera

Cari tifosi,

il 29 di questo mese sarete impegnati in una importante gara di coppa Uefa contro il Maccabi, squadra israeliana di Haifa.

 

Ora sono ben note le atrocità e i crimini contro l'umanità compiuti quotidianamente dall'esercito israeliano in Palestina.

Non ultima la strage di Beit Hanun, 18 palestinesi sono morti, 7 bambini e 4 donne, oltre 40 persone sono rimaste ferite. Tutti civili.

 

Livorno_Maccabi_3Lo scopo di questo mio appello è quello di chiedervi di riserbare una simbolica accoglienza ai supporters israeliani, (ovviamente non violenta) in pratica di esporre quante più bandiere palestinesi è possibile, per mostrare loro che c'è una società civile in Italia come in Europa, che non soprassiede sui crimini computi ogni giorno dal loro governo e dal loro esercito.

Qui non si tratta di politicizzare un evento sportivo, ma bensì proprio di elevare quegli ideali di pace e fratellanza che per lo sport sono principi.

 

E' bene ricordare che la semplice esposizione di un vessillo palestinese, in Israele è reato punito con la prigione.

Ed è riprovevole ricordare che anche qui nella nostra civilissima Italia, qualche anno fa quando il Milan incontrò una squadra di Tel Aviv, fu deciso per adottare lo stesso divieto, per far sì che simboli palestinesi non "turbassero" i tifosi avversari in trasferta si disse.

Forza Livorno allora, ci aspettiamo una curva sventolante kefie e bandiere coi colori palestinesi, certi della vostra sensibilità per la causa della Palestina, che poi altro non è che la causa di chi ha cuore per i diritti di ogni popolo oppresso.

 

In rinnovata fede e tifo,

Vittorio

http://guerrillaradio.iobloggo.com/

AddThis Social Bookmark Button
Ultimo aggiornamento Martedì 19 Aprile 2011 23:01

Il Sabato (mattina) di Senza Soste

E-mail Stampa PDF
Valutazione attuale: / 8
ScarsoOttimo 

StadioVuotoInguardabili, incommentabili, indegni. Questi gli aggettivi più ricorrenti associati ai giocatori di quello che rimane del Livorno durante ed alla fine della partita interna con il Crotone (che con tutto il rispetto non è esattamente il Real Madrid). Partita che per l'ennesima volta vede gli amaranto perdere in casa: 1 a 2 il risultato finale, con il goal di Tavano che arriva solo al 94° del secondo tempo, dopo che i calabresi erano passati in vantaggio nel primo tempo con pallonetto da mezzo campo di Djuric su ennesimo “fattaccio” di De Lucia e raddoppiato nel secondo con Eramo che prende il tempo a mezza difesa amaranto e mette dentro a porta vuota sotto la Curva Nord. 

Una Curva Nord a quel punto ormai praticamente vuota. Una Curva ferita nel corpo e nello spirito, decimata nei numeri da una diserzione di massa (in generale sono stati 921 gli spettatori paganti della serata), oltraggiata nell'orgoglio da una squadra ed una società che ormai non ci appartiene più. Esplicito d'altronde lo striscione attaccato sotto la curva già prima della gara che più o meno recitava “La gestione della Tua squadra, la vergogna della nostra città” - Spinelli Vattene

AddThis Social Bookmark Button
Ultimo aggiornamento Sabato 16 Aprile 2011 18:01 Leggi tutto...

E' possibile togliere la cittadinanza livornese a Massimiliano Allegri?

E-mail Stampa PDF
Valutazione attuale: / 19
ScarsoOttimo 

allegri_berlusconiAl termine del calciomercato della scorsa estate l'ammiraglio di Arcore, tra un'ammucchiata a pagamento con minorenni e una legge ad personam, lanciò il restyling del marchio Milan dopo qualche anno di appannamento. Le parole di Berlusconi facevano svanire ogni dubbio: "le vittorie del Milan rafforzano la coesione del governo". Ibrahimovic e Robinho furono così acquistati per mettere sotto l'Inter e l'opposizione e conquistare l'elettorato.
Silvio Berlusconi tornava, in questo modo, a recitare la parte più amata: quella di presidente del consiglio e del Milan. Cercando di ripetere, oltre che ad evocare, la giornata magica del 18 maggio 1994 che vidde passare il governo al Senato (con l'aiuto dello Scilipoti di allora, Scognamiglio, al quale fu dato Palazzo Madama) e il Milan distruggere per 4-0 il Barcellona allenato da Cruyff.
A guidare la nuova edizione del Milan come biglietto da visita del berlusconismo politico è stato chiamato, purtroppo, un livornese. Lo stesso Berlusconi, evidentemente scottato dagli incontri con la tifoseria amaranto, quando ha parlato di Allegri ha rimarcato che il suo vero, grosso difetto era quello di essere livornese.
Difetto che Massimiliano Allegri ha fatto di tutto per eliminare prima possibile. Dichiarazioni in pieno stile Milan, comportamento da medico del Milan Lab più che da allenatore e conseguente piena integrazione nel berlusconismo. Il tipo di livornese che Allegri rappresenta è quello dimesso, acritico e compatibile ad ogni potere che si concede una mezza battuta solo il giorno della festa di matrimonio della sorella e dopo diversi bicchieri di vino sulla terrazza inondata dal sole della primavera. Il funzionario del calcio giusto per il compito nazionalpatriottico del Milan: quello di assicurare vittorie politiche ai rossoneri senza oscurare la fama del presidente del Milan, del consiglio e di quello che vuole lui. Infatti il Milan non vuole i Mourinho, ma gli Allegri, perchè il personaggio principale e sovrano deve rimanere il sire di Arcore. Non a caso, e non solo per motivi tattici, l'"imperatore" Terim a Milano durò poche settimane così come Washington Tabarez.
Allegri, che già era soprannominato acciuga, la parte dell'uomo ombra, per tutta la stagione la parte del comprimario del berlusconismo l'ha giocata benissimo. Come richiesto dai creativi che si occupano di gestione del marchio Milan e di indici di gradimento del presidente del consiglio. Man mano che il Milan sta vincendo lo scudetto la figura di Allegri sta però emergendo con una certa forza sui media. Dando un'immagine del livornese dimessa, aziendale, compatibile con qualsiasi strategia e persino con Berlusconi. Già Allegri si è reso protagonista della straziante serie di spot della Nivea

http://www.youtube.com/watch?v=BI3ZqPrKoQA

dove il nostro accento viene piegato a battute che hanno l'originalità di un discorso in aula di Cicchitto e la freschezza di un ragionamento di Gasparri.
E già questo potrebbe essere un precedente pesante per la revoca della cittadanza ad Allegri. Ora il Milan, dopo la vittoria a Firenze, sta per vincere il diciannovesimo scudetto. L'Italia berlusconiana, calcistica e governativa troverà in Allegri uno dei suoi spot vincenti, addomesticati e completamente inquadrato negli schemi culturali del commodoro di Arcore. Fin qui, non si tratterebbe certo del primo. E' che questo spot della serena e stipendiata compatibilità al berlusconismo parla livornese. E questo non si può accettare. Ora, ci si chiede: è possibile revocare la cittadinanza livornese ad Allegri? Ci sono procedure praticabili che permettano di riparare a quest'onta?
Nella Grecia antica l'esilio riparava un delitto e conduceva allo status della noncittadinanza. Qui il delitto c'è, adesione impiegatizia e acritica al berlusconismo, e quindi la revoca della cittadinanza può essere attuata. Ma dove potrebbe trovare cittadinanza Allegri?
La risposta è semplice: un livornese che ha giocato nel Pisa non può che trovare cittadinanza pochi chilometri più a nord. Anche perchè qui il fascicolo di delitti contro l'identità livornese di Allegri si fa sempre più denso: impiegato del berlusconismo calcistico e quindi politico, giocatore del Pisa. Serve almeno l'ostracismo, l'esilio temporaneo che i greci applicavano ai cittadini rei di delitti contro la città. L'ostracismo, presso i greci, durava dieci anni. A Livorno, potremmo allungarno fino a cento.

per Senza Soste, nique la police

11 aprile 2011

AddThis Social Bookmark Button

Pagina 80 di 131