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Tessera del tifoso: a Taranto lo scandalo delle tessere vietate fuori dai circuiti bancari

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tessera_del_tifosoVista la netta contrapposizione della tifoseria jonica alla tessera del tifoso, bocciato nel frattempo il progetto varato dall'AS Roma a cui il Taranto guardava con interesse, lo stesso sodalizio tarantino ha deciso di rivedere e correggere quanto rigettato dall'ONMS per riportare in positivo il pessimo trend di spettatori e, soprattutto, abbonati dell'ultimo anno.
La versione finale di "Taranto siamo noi, tutti noi" bisogna ammettere che non è male: sottoscrivendo questa "Tessera del tifoso" da 85 €, si ha diritto a vantaggi ed agevolazioni vere, cioè la possibilità di acquistare i biglietti per esempio di curva a 2,50 €. Alla fin fine, per vedere tutte le partite interne della stagione, si spende la non esosa cifra di 125 €.
Dunque tessera è una tessera, viene sempre rispettato l'obbligo di nominalità ed identificabilità del sottoscrittore: c'è tanto quanto basterebbe per adempiere ai compiti per cui Maroni ha detto di averla introdotta, cioé combattere la violenza.
Ma è davvero la violenza che Maroni e l'ONMS vogliono combattere? Orbene, allora cos'è che vorrebbe bloccare la Questura di Taranto se nessun principio delle norme anti-violenza viene violato?
L'unica differenza tra questa card e quelle "classiche" consiste nel fatto che è del tutto slegata da qualsiasi circuito bancario ma, appunto, non avevano sempre sostenuto che le società potevano anche emettarla in proprio senza affidarsi a delle banche?
Dobbiamo cominciare a sospettare che abbiano ragione quanti sostengono che la tessera non serve né alla lotta alla violenza e a né ad altro se non foraggiare le banche?
Perché gli inquirenti che tanto si affannano sugli abbonati che, estromessi da questo circuito discriminante, chiedevano una prelazione, non indagano invece sui conflitti di interesse che diversi istituti bancari, Unicredit su tutti, hanno nel calcio? Perché non hanno mai sollevato eccezioni sulle contiguità tra la Federcalcio presieduta da Giancarlo Abete e l'Associazione Bancaria Italiana il cui vicepresidente è Luigi Abete? Cioè, spiegatecelo: Abete firma un protocollo d'intesa per l'introduzione di una tessera, che in buona sostanza è una carta di credito prepagata, che andrà a vantaggio di chi? Dell'associazione di cui Abete è vicepresidente. Ma possibile che la magistratura dorma? Possibile che si preoccupino solo di contare le pulci ai tifosi?
Se bloccano anche la variante di tessera voluta dal Taranto, siamo di fronte alla prova, provata ed inconfutabile, che a lor signori non interessa una cicca della violenza e di riportare le famiglie allo stadio: l'unico posto in cui le vogliono portare è la banca...

Sport People.

http://www.sportpeople.net/index.php?option=com_content&view=article&id=2985:come-volevasi-dimostrare&catid=3:mondo-ultras&Itemid=69&utm_source=twitterfeed&utm_medium=facebook

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Uscito il calendario di B. Esordio a Crotone, poi Samp in casa. Verona al Picchi il 3 dicembre

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curva_nord_bandierone_politicoE' stato stilato poche ore fa il calendario della prossima serie B. Il Livorno fa il suo esordio a Crotone il 27 agosto per poi ricevere in casa consecutivamente la favoritissima Sampdoria e la neopromossa Nocerina. Quarta giornata a Varese. Fra le altre spiccano la trasferta a Torino alla 17a giornata e il match casalingo contro il Verona alla 18a (3 dicembre, anticipi e posticipi permettendo).

Questo il calendario completo.

2 agosto 2011

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Agosto 2011 01:34

Danilevicius se ne va a Castellamare: il simbolo della fine di un ciclo

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danilevicius2E così anche l'ultimo tassello della dodicenale storia spinelliana a Livorno se n'è andato: Tomas Danilevicius è passato alla Juve Stabia e tornerà all'Armando Picchi da avversario. Era arrivato a Livorno nel 2002 per il primo campionato di B dell'era Spinelli. Lo avevamo preso dalla Fiorentina in fallimento, con cui era venuto a Livorno a fare un'amichevole estiva. Per molti anni ho commentato che mai amichevole fu così malefica e costosa. Oggi non mi sento più di dire così, anche se ci sono da fare delle precisazioni.

A mio avviso, infatti, la partenza di Danilevicius è un fatto del tutto naturale visto che le società non vedono l'ora che scadano contratti di giocatori trentenni non determinanti per poter alleggerire il monte stipendi. Tomas è un giocatore che quando scade non può essere rinnovato perchè oltre all'età, non è che abbia molta confidenza col gioco del calcio. O meglio, per quanto sia scarso tecnicamente, appartiene alla categoria dei giocatori utili perchè corre dietro a tutti i palloni, copre, lotta, dà equilibrio alla squadra ed è un ottimo atleta ma se poi si guarda che sulla schiena ha il numero 9 e non il numero 4 iniziano a venire un po' di dubbi sul calciatore.

Qualcuno ha storto la bocca di fornte alla sua non riconferma, dando dell'irriconoscente a Spinelli e affermando che si stava ammainando l'ultima bandiera. Non esageriamo. A Livorno di bandiere ce ne sono state due: Protti e Lucarelli. La prima è in cima al pennone, la seconda è un po' scesa ma sempre bandiere sono. Un gradino più in basso alcuni del vecchio gruppo del grande mister Jaconi. Con questo non si vuole certo sminuire la figura umana di Danilevicius ma sicuramente il lituano per oltre un quinquennio è stato più una palla al piede che un idolo. Il gol all'Italia con la sua Lituania lo fece entrare nei cori top ten della curva ma la maggior parte dei tifosi gli riconosce soprattutto serietà e attaccamento alla maglia. E di ciò diamo anche noi a Tomas grande merito. Nel mondo del calcio non è scontato anche se a vedere gli stipendi che prendono i calciatori, la serietà e l'attaccamento dovrebbero essere il minimo sindacale del contratto. Questo merito sarà comunque giusto tributarglielo quando alla quinta giornata di campionato verrà a Livorno con la maglia dello Juve Stabia. Tomas ha dato, ma ha comunque anche ricevuto: un lauto stipendio, probabilmente superiore alle sue capicità grazie all'astuzia di Spinelli che l'ha venduto più volte a peso d'oro, e il rispetto dei tifosi. Ci sono gli ingredienti per fare un bel giro di campo e salutarci reciprocamente.

Ho avuto occasione di parlare con Tomas due volte: la prima l'anno della promozione in serie A con allenatori Acori-Ruotolo. Andammo negli spogliatoi per dirimere alcune questioni con giocatori e società rispetto a comportamenti poco professionali da parte di alcuni giocatori e rispetto all'andamento della squadra di Acori che non faceva che collezionare sconfitte interne che mettevano a rischio la promozione. Tomas fu fra quelli più rispettosi e meno "galletti" e ascoltò fino in fondo tutto quello che avevamo da dire nonostante che in piazzale Montello qualche minuto prima fosse stato aggredito verbalmente da un tifoso che tentò anche di mettergli le mani addosso. La seconda volta fuori dall'AC Hotel nel campionato successivo dopo la sconfitta interna col Bologna che sancì, anche se non matematicamente, la nostra retrocessione. Fu uno dei pochi che affrontò i tifosi senza timori a prendere la contestazione e insieme a Lucarelli l'unico sulla cui faccia si poteva leggere il dispiacere per quella retrocessione a fronte di tanti compagni che facevano gli incazzati o facevano sorrisini.

Non è stato facile entrare nel cuore della gente, anche perchè come sponsor ha avuto uno col giacchetto giallo che ha provato in tutti i modi a propinarlo in tutte le salse fino a farlo venire indigesto. Un po' come se un ragazzo precario che si candida a rappresentare sindacalmente i colleghi, fosse sponsorizzato da Brunetta...

Sembra dunque che il ciclo spienlliano sia finito, anche dal punto di vista simbolico con la partenza del suo giocatore preferito. In ogni caso, in bocca al lupo Tomas.

Per quanto riguarda la società invece niente di nuovo sotto il sole. Il Livorno ormai si caratterizza per due aspetti: una società improvvisata e un progetto che cambia di settimana in settimana. Oltre al contesto politico, repressivo e consumistico del calcio, questi due aspetti hanno fatto fuggire la gente dallo stadio. Ormai è diventata una convinzione di massa che il Livorno sia qualcosa a cui al massimo si può aderire ma non partecipare, un gioco in mano ad un ultrasettantenne che in base al proprio umore cambia idea ogni giorno e ne spara una a settimana. Il progetto dunque non c'è e questo ha ridotto al minimo gli stimoli. Andrebbero più che bene anche i giovani, perchè la B ormai è questa, ma all'interno di un discorso logico e progettuale che tuttavia continua a latitare. Anche perchè per vincere coi giovani servono osservatori bravi e una società che sappia accoglierli, motivarli e controllarli: inutile dire che qui non esiste tale società. Non è dunque una questione di classifica, tutti sanno ormai bene che Spinelli paga gli stipendi il 28 del mese con regolarità e in una B poverissima con i diritti televisivi ridotti al lumicino riesce sempre a fare una squadra dignitosa. Ma non sarà con questo atteggiamento e questo contesto che riuscirà a riportare la gente allo stadio.

La rosa tuttavia è sempre incompleta e il fatto che possa arrivare Surraco o meno non è neutro. E' il giocatore che fa la differenza. E pensare che con 800.000 euro poteva essere riscattato. Ma il rischio non abita a casa Spinelli, lui è abituato a tirare la corda o prendere la gente per la gola. Attenzione però che poi una corda non si spezzi...

E' sempre presto per fare commenti alla campagna acquisti, il 31 agosto è sempre lontano e la squadra è piena di giovani da valutare. Poi c'è la questione De Lucia-Perticone che è l'ennesimo mistero di Fatima amaranto. Novellino sembra sicuro di avere una buona squadra ma vuole Surraco. Se vanno via anche i due amiconi serve anche un portiere e un difensore.

Intanto registriamo che per il terzo anno consecutivo non ci sarà la presentazione della squadra. Un bel modo per coinvolgere i tifosi.

Franco Marino

2 agosto 2011

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Ultimo aggiornamento Martedì 02 Agosto 2011 16:58

Il successo di Pugni Amaranto 5, la guerra di Lenny con Kubin! Le foto della serata

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Lenny_rizzoliNonostante il tempo non invitasse di certo ad arrivare sul mare domenica sera, Pugni Amaranto V ha confermato la solidità del rapporto viscerale creatosi tra il popolo labronico Doc e l'asseche lega la figura di Lenny Bottai e la Spes Fortitude ai suoi tifosi.
Quando si parla di cifre approssimative ognuno dice più o meno la propria, e come avviene per le manifestazioni e gli scioperi, i giornali gonfiano o sgonfiano gli eventi a piacere, ma a noi piace parlare in termini riscontrabili di numeri effettivi.
Circa 900 persone sono accorse ai Bagni Lido per essere protagoniste assieme ai nostri potacolori di uno spettacolo intenso che li ha ripagati a pieno di sostegno e partecipazione. Un dato veramente importante che ci rende molto orgogliosi, dal momento che eccetto le gonfiature altui, non è facile vedere tanta gente a una semplice riunione di Boxe senza nessun titolo o campionato in palio, e questo testimonia una scelta ben precisa e fondata di un pubblico che si riconosce nella composizione genetica e nelle idee che hanno tracciato il cammino della Fortitude in questi anni, nonchè nelle scelte singolari di Lenny.
Ma veniamo alla serata vera e propria, purtroppo la scarsa serietà di alcuni soggetti reclutati, sommata alla sfortuna che non manca mai in questi casi, ha fatto di che dei nove incontri dilettantistici in programma ne siano andati in porto alla fine solamente cinque.
Fourfait quindi per Marco Passani, Federico Gassani e Daniele Dell'omodarme che hanno alla fine dovuto solo assistere i propri compagni di squadra da bordo ring (eccetto Dell'Omodarme causa salute).


IL SOTTOCLOU: Il primo match della serata ha opposto la nostra Daiana "orologino" Scartabelli all'emiliana Elena Giovagnoli della Boxe le Torri del maestro Pasci di Bologna, per la categoria Senior donne di 51 Kg.
Daiana ha ben condotto il match, chiudendo l'avversaria con buone serie al corpo ed al viso, dimostrando una superiorità che si è concretizzata con l'abbandono, prima dell'inizio della 4° ripresa, dell'atleta ospite. Per lei il quarto meritato successo in sei incontri (un pari e una sconfitta!) che fa ben sperare per il torneo nazionale femminile che si terrà a settembre. Le premesse per fare bene e continuare la bella tradizione in rosa della Fortitude ci sono, ma il lavoro sarà lungo e duro.

Il secondo match ha visto invece contrapposti il bravo e tenace straniero Baranovski Gavril debuttante (in Itaia?) in forza alla pugilistica Cecinese al nostro  Michele CIcchittiper la categoria senior 69Kg. Il match ha preso da subito una piega spettacolare, intensità e buone combinazioni di entrambi hanno farcito la prima e la seconda ripresa, con l'ospite intenzionato ad impressionare iniziando forte e Michele, sempre ben preparato, che ha saputo rispondere per le rime.
Al termine del secondo round, il cecinese ha accusato il ritmo incessante ed alcuni colpi ed è stato costretto al conteggio. Poi Michele ha invece ben gestito il finale mostrando oltre alla signorilità, un bel repertorio tecnico boxando anche di rimessa. Una bella coferma del su valore e del suo impegno in vista degli assoluti toscani, sigillata anche dalla consegna del premio come miglior pugile della serata.

Il terzo incontro della serata vedeva opposti due mediomassimi terza serie, il nostro Dario Galli ed il cecinese Miler Arthur, per la rivincita di un match intenso vinto ai punti dal nostro atleta a Spezia pochi mesi fa. Anche in questo caso i due atleti non si sono risparimati, mostrando, se pur minor esperienza, altrettanto agonismo e preparazione.
L'equilibrio sostanziale tecnico mostrato nella prima contesa, finita a favore di Dario per maggior potenza, è stato questa volta determinante nel giudizio che ha diviso meriti e posta in palio, con applausi dovuti del pubblico. Anche per Galli un ulteriore passo avanti in vista del prossimo torneo regionale terza serie, che l'hanno scorso gli è valso il 2° posto.

Quarta contesa e seconda rivincita, tra il "carroarmatino" della Fortitude Jonny Sannino e il Bolognese Mezzi Issam negli Youth 56Kg sempre della Boxe Le Torri.
Il match vedeva di fronte due bravissimi, giovanissimi ma già esperti atleti, impegnati nel far prevalere le rispettive contrastanti caratteristiche, Sannino alla continua ricerca della corta distanza e Mezzi impegnato a far prevalere le doti da sfuggente incontrista.
Dall'incontro piacevole ed equilibrato è saltato fuori il secondo pareggio della serata che dobbiamo definire sostanzialmente corretto, perchè come espresso più volte, nell'attività ordinaria non si deve spaccare troppo il capello, neanche quando questi sarebbe nostro. Jonny paga purtroppo davanti al suo pubblico l'impazienza e la voglia di soddisfare tutti, ma le sue qualità parlano come il suo palmares.
Per i due atleti, divenuti oramai amici, ci sarà modo di avere una nuova sfida forse in occasione del torneo nazionale Youth che li vedrà sicuramente co-protagonisti.

Clou dilettantistico quindi affidato ai mediomassimi. Il nostro Marco "psycho" Razzauti ed il bolognese Donato Gammino. Una volta rotti gli indugi, Marco ha fatto valere il suo pressing e la sua concretezza, fatta di colpi mirati e potenti, al corpo ed al viso. Gammino ha replicato fino a quanto gli è stato possibile, poi è calato ed ha accusato l'incessante avanzare di "psycho" che nel finale lo ha anche costretto al conteggio. La sua vittoria è stata limpida quanto la sua bella prestazione e fa ben sperare pe il futuro prossimo.

MATCH CLOU: Dopo una breve e rituale pausa di attesa, sono saliti quindi sul ring il nostro Lenny "mangusta" Bottai ed il Ceko Bronislav Kubin, subentrato a Francesco Di Fiore per una serata che avrebbe dovuto prevedere la rivincita del titolo italiano di Prato svoltosi un anno fa, saltata per problemi di salute del pratese ma che ha comunque garantito agli spettatori uno spettacolo di altissimo livello.
Come premesso infatti nella presentazione dei giorni antecedenti all'evento ed alla conferenza stampa,  che questo incontro non sarebbe stato il classico e oramai logorroico "collaudo" del campione in Patria lo sapevano più o meno tutti, forse non proprio tutti ne erano effettivamente convinti fino a quando non hanno saggiato con propria mano la durezza del match.

Ma del resto, per prendere seriamente in considerazione quelle premesse in un mondo come la Boxe Professnistica, dove il rischio è quasi circoscritto ai titoli, si deve conoscere bene la testa "strana" ed il carattere di Lenny e le tappe della sua carriera, oltre al filo che lo lega oramai con quanti livornesi si sentono parte integrante della sua scommessa.
Al suo ingresso Kubin mostra subito quanto disti migliaia di Km dai mestieranti in uso in Italia da anni: fisico compatto e preparato, sguardo deciso ed un team vero alle spalle.
Lenny fa il suo rituale ingresso in felpa e cappuccio al suono di "you'll never walk alone" tra applausi e cori, mostra la maglia dedicata all'amico Jonny, saluta avversario ed arbitro e si dirige all'angolo diretto da Massimo RIzzoli. Tutto è così pronto per iniziare nell'elettrizzata aria deil lungomare labronico. I due sono agli ordini dell'esperto e bravissimo Luigi Boscarelli di Montecatini.
La rituale pausa di attesa di gong è sigillata dal consueto attimo di silenzio che lo precede, di tensione alta carica di apprensione.

Bottai Vs Kubin
Il match round per round


Primo round sostanzialmente di studio, nel quale Kubin cerca di comprendere a che tipo di pugile si trovi di fonte con una guardia molto ermetica e Lenny invece mostra da subito al rivale, abituato forse per struttura e stereotipo di combattente ad avanzare, la poca disponibilità a lasciargli il centro del ring.
Due buoni colpi al corpo e alcuni dritti fendenti precisi di Lenny riescono a far breccia dell'avversario e si stampano sul volto del Ceko, che mostra subito quanto solidità e determinazione siano le armi con le quali tenti di far valere una boxe scarna ma ostica. Il ritmo non è eccessivo e due svelano la consapevolezza, forse dovuta all'esperienza, che la lotta sarà dura e lunga.

Secondo Round  il pugile Ceko inizia a tratti a lavorare con serie forzate al corpo ed al viso tentando di ravvicinare la distanza, Lenny senza indietreggiare argina qualche sfuriata bloccando con le braccia alte e mette a segno qualche colpo di replica, in particolare un montante al corpo sembra incidere e fa indietreggiare l'ospite, Lenny mantiene così il centro ring e va a segno con alcune serie veloci dritte.  Kubin incassa ancora e replica sulle braccia alte di Lenny, ma dimostra di esserci.

Terzo Round Kubin inizia la ripresa in maniera decisa e gli scambi a centro ring si fanno subito più serrati, Lenny dopo averlo inizialmente arginato non si sottrae, mantiene la posizione e replica, ma in uno di questi scambi viene centrato da un duro largo gancio destro che lo squote e gli fa perdere l'equilibrio, tuttavia, la sua reazione "spettacolare e folle" di ironizzarci su spiazza l'avversario stesso. Gli scambi proseguono, Lenny continua a tenere immobile il centro ring, e dopo una serie di orgoglio che infiamma il pubblico sceglie ancora di avanzare, ma in chiusura di round è ancora un gancio destro dell'ospite a fare male e lasciare il segno sul volto di Lenny prima del tempestivo gong.

Quarto Round Kubin ha speso tanto, ma inizia tentando ugualmente di aggredire e forzare il ritmo, forse spronato dall'angolo a provarci, mette a segno alcuni colpi duri ma spende molto, Lenny che non retrocede un passo mette il cuore avanti a tutto sorretto dal pubblico e replica colpo su colpo, soffre ma il suo sacrificio sembra iniziare a dare frutto, il Ceko, sembra mal digerire la forzatura del ritmo, inizia a disunirsi e rendenrsi pericoloso con la testa e viene richiamato verbalmente da Boscarelli.
Gli scambi sono serrati, Lenny è segnato in volto ma conclude il round infiammando ancora il pubblico gettandosi all'attacco costringendo il rivale fisicamente alle corde, Kubin retrocede ma replica colpo su colpo, sembra digerire tutto.

Quinto Round la musica non cambia, la battaglia è ancora serrata, ma Lenny continua ad avanzare alzando il ritmo e Kubin replica, ma sembra mostrare segni di cedimento fisico.
Un bel gancio sinistro e un destro dritto di Lenny si stampano sul Ceko che deve retrocedere, si disunisce di nuovo e viene ancora e viene richiamato verbalmente dal Referee per la pericolosità dei suoi movimenti.  
La dura lotta prosegue, e in uno degli assalti di Lenny, Kubin è costretto alle corde e si abbassa vistosamente, nella scomposta reazione finisce per colpire con la testa Lenny, tra i fischi del pubblico arriva quindi il richiamo ufficiale del direttore di gara.
La pausa del richiamo garantisce un recupero all'ospite che ne ricava l'energia per scambiare nei secondi che portano fino alla fine dell'intensa ripresa.

Sesto Round Kubin sembra dar fondo alle sue energie ed ingaggia nuovamente duri scambi, nei quali riesce ancora ad infilare i suoi pericolosi larghi incroci, ma Lenny replica in maniera serrata infilando alcuni colpi al visoi ed al corpo determinanti. Il Ceko indietreggia ancora, ed in uno scambio ravvicinato è ancora la sua testa a fare danno, questa volta spacca l'arcata sopracciliare di un occhio oramai chiuso di Lenny, che cola sangue dalla ferita rimediata. Arriva così il secondo richiamo ufficiale dell'arbitro Boscarelli.
Lenny inizia a preoccuparsi delle testate e conclude il ruond cambiando tattica, boxa a distanza a argina le sfuriate scomposte di Kubin, due azioni a lunga distanza della mangusta vanno a segno tra il boato del pubblico nel finale della ripresa.

Settimo Round Lenny forse dissuaso dalle testate e dalle reazioni scomposte e pericolose, convinto inoltre di avere un buon margine, inizia a boxare di rimessa l'ostico ospite e mostra quella che poteva essere anche una diversa interpretazione dell'incontro.
Kubin finsce spesso a vuoto e viene centrato da alcuni colpi di rimessa, ma tuttavia non si mostra ancora assolutamente domo né intenzionato a mollare l'osso, di tanto in tanto riesce ad incrociare, ma non trova più le misure. Lenny, meno ermetico e più mobile, risce a sottrarsi dagli attacchi e rispondere con colpi isolati ma precisi accompagnati dalle urla degli spettatori in fermento.

Ottavo Round L'ultima ripresa ricopia a pieno il copione della precedente, Lenny, sorretto da un poderoso "inno amaranto" inizia ad infilare serie da due tre colpi da lontano, il Ceko assorbe e tenta di accorciare, ma è stanco e non sembra avere le carte giuste per risolvere il cambiamento della mangusta. Una splendida combinazione montante destro gancio sinistro si stampa sulla faccia di granito di Kubin, che continua ad assorbire indomito ma oramai stanco, prima del suono dell'ultimo gong seguito dallo scroscio di applausi del pubblico.
I contendenti si sono salutati e fotografati insieme dopo una battaglia che non è facile da vedere per un match di routine.


Vittoria ai punti, non schicciante e sofferta, ma sacrosanta e meritatissima di Lenny, che sarebbe arrivata anche a prescindere dagli altrettanto sacrosanti richiami ufficiali rimediati dal coriaceo pugile Ceko, degno co-protagonista di uno spettacolo vero, al quale è comunque andato un plauso ed il giusto tributo del pubblico livornese che ha saputo accompagnare, come sempre, Lenny attraverso momenti difficili ed esaltanti.  
Kubin è stato ingaggiato per un match vero, e si è dimostrato avversario ostico, battagliero, degno della serata e del pubblico accorso. Lenny ha fatto l'ennesima battaglia, forse rischiando troppo per molti, e non lo si può negare, ma facendo leva su carattere e preparazione fisica ha messo il meritato quindicesimo sigillo in carriera.
Va detto forse che in tanti sono rimasti impressionati dalla durezza del confronto e dall'equilibrio a seguito di alcuni "episodi" che fanno dell'imprevedibilità del ring la magia di questo sport, ma se tra i due (e il palmares lo avrebbe anche permesso) si fosse disputato un titolo X, magari di quelli additati per essere di poco valore da alcuni addetti ai lavori, allora tutte le valutazioni sarebbero diverse.
Forse perchè l'idea di un collaudo scontato è ormai divenuta una prassi tanto assimilata nell'inconscio degli amanti della boxe, che quando il match non esprime tanto valore a senso unico si finisce per rimanere più impressionati dalle due o tre riprese a favore dell'ospite e non dalle cinque o sei vinte del pugile di casa.


Salito sul ring, Cavallari ha salutato il suo pugile ed il pubblico livornese di cui è divenuto oramai "idolo", ed ha ironicamente ricordato che Lenny stesso aveva richiesto un match simile per la sua testardaggine.
Foto di rito col maestro Rizzoli, bravissimo a controllare difficile la situazione ed arginare ferita e gonfiore dell'occhio della mangusta, che per concludere in bellezza con tanto di microfono ha salutato il pubblico, ringraziato tutto lo staff e sentenziato quelli che ha definito "corvi rimasti a bocca asciutta", ricordando che quando si fanno match veri, il risultato non è scritto da nessuna parte e vincere è realmente una conquista non facile. Che nel bene o nel male queste sono le sue scelta e spera di essere sempre apprezzato, a prescindere dal risultato, per il suo modo di mettersi in discussione

Parentesi finale dedicata tutta al gesto di "fratellanza" nei confronti di Jonathan Migliacci, amico finito in coma e ora ricoverato a Volterra in riabilitazione a causa di un brutto incidente, al quale è stato devoluta una somma per sostenere le cure e la famiglia.
La sorella Denise ha fatto il suo ingresso sul ring per ritirare la busta contenente la somma, commossa ha ringraziato il pubblico ed abbracciato Lenny e Veronica Del Giovane, alla quale va il plauso, l'ennesimo, di aver messo su una manifestazione riuscitissima e ben organizzata.
Stesso identico merito a tutti quelli che fin dalla mattina, come una vera famiglia, hanno lavorato per garantire un evento oramai basilare per l'estate sportiva livornese, così come agli sponsor che hanno accompagnato la società, ed al proprietario dei Lido RIccardo Ganni che ha oramai consolidato una collaborazione che ha fatto si che ben quattro edizioni sui Lido scrivessero storia della boxe livornese degli ultimi anni.

tratto da www.spesfortitude.it

28 luglio 2011

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Lenny Bottai vince ai punti dopo una dura battaglia contro Kubin

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Lenny_vs_kubin"Se si combatte contro i morti non si perde mai. Io stasera potevo anche perdere ma ho combattuto contro un pugile vero". Con queste parole di Lenny si è conclusa la quinta edizione di Pugni Amaranto, la serata di incontri di dillettanti e professionisti organizzata dalla società Spes Fortitude di cui Lenny è uno dei fondatori.

Più che un match difficile è stata una vera e propria battaglia con i due pugili che non si sono certo risparmiati come a fine incontro si poteva ben vedere sui loro volti. Kubin ha confermato il suo valore ed il buon record guadagnato con avversari di qualità. Pugile solido con un pugilato semplice ma efficace che gli ha permesso di partire subito forte e mettere in difficoltà Lenny nelle prime riprese. A partire dalla seconda ripresa, e ancor più nella terza, Kubin si è fatto intraprendente lavorando al corpo e piazzando un paio di ganci.

Ma dalla quarta ripresa in poi Lenny, come suo solito, ha aumentato il ritmo fino a vincere nettamento la quinta e la sesta ripresa corredate anche da due richiami ufficiali a Kubin che cercava sempre di entrare e difendersi a testa bassa.

Nella settima e ottava ripresa la battaglia è continuata ma l'impressione era che ormai Lenny avesse il match sotto controllo cercando con continuità di entrare nella difesa dell'avversario che tuttavia non rinuncia a boxare.

Il verdetto dei giudici è unanime e Lenny vince il suo quattordicesimo incontro da professionista in una bella cornice di pubblico ai Bagni Lido. Al termine dell’incontro Lenny è montato sul ring a ringraziare il suo pubblico e a consegnare alla moglie di Jonathan Migliacci l’incasso dalla vendita di solidarietà delle magliette "Uno per tutti, tutti per Jonny", che servirà alle cure del marito vittima di un gravissimo incidente.

La serata ha anche visto cinque incontri dilettantistici e la scuola pugilistica livornese Spes Fortitude ha trionfato con Daiana Scartabelli, Michele Cicchitti e Marco Razzauti. Fiiniti in parità invece gli incontri di Dario Galli e Johnatan Sannino. Michele Cicchitti è stato premiato come miglior pugile dilettante della serata. red. 26 luglio 2011

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Ultimo aggiornamento Giovedì 28 Luglio 2011 10:10

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