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Kickboxing: cinque ori per il “Rendoki PlanetWin 365” ai campionati italiani

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rendoki_camp_italianiIn attesa della Resa dei Conti 13, main event per le arti marziali in Italia, in programma a Livorno il 18 giugno, in casa “Rendoki PlanetWin 365” è tempo per un primo bilancio stagionale. Occasione fornita anche dalla conclusione dei campionati italiani di kickboxing, svoltisi a Napoli l’ultima settimana di marzo, da dove la scuola d’arti marziali livornese è tornata con ben cinque ori e un argento.

È Valerio Masi, nella specialità k1, il primo a conquistare il prestigioso titolo. Il livornese vince e convince, portando sul ring tanta determinazione e forza di volontà, in un match condotto dall’inizio alla fine mettendo sempre in difficoltà l’avversario, attaccandolo con calci frontali e colpi dritti di braccia precisi e potenti. Questa vittoria potrebbe spalancargli le porte della nazionale.

Titolo italiano anche per Fidelis Garba. Anche per lui un incontro dominato fin dall’inizio, dove il giovane portacolori “Rendoki”, colpendo il contendente con forti diretti al volto chiusi da potenti calci bassi, costringe l’arbitro a contare per ben due volte l’avversario.

Si arrende in finale invece Gabriele Pierini che, nonostante una buona seconda ripresa, non riesce a recuperare lo svantaggio accumulato nella prima, ottenendo comunque una medaglia d’argento alla sua prima esperienza ai campionati italiani.

Da segnalare anche la vittoria di Daniele Sanna, altro giovane molto interessante che dopo aver vinto in bello stile le fasi regionali e interregionali del torneo, non trova purtroppo avversari in categoria, e si aggiudica il titolo senza combattere. Stessa sorte per Giacomo Sarti e per Sara Marcacci.

“Non posso che ritenermi soddisfatto del lavoro svolto da questi ragazzi” – Massimo Rizzoli, direttore tecnico “Rendoki” – “I ragazzi mostrano continui miglioramenti, consapevoli che comunque hanno ancora tanto da lavorare. Per fortuna dalla loro hanno tanta passione e determinazione, fondamentali per riuscire in questo sport”.

Livorno, 23 aprile 2011

Carlo Fantoni

Addetto Stampa “Rendoki Fight Dojo”

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La lettera aperta che Vittorio Arrigoni scrisse ai tifosi del Livorno

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Livorno_Maccabi_2Era il 25 novembre 2006 e Vittorio sul blog Guerriliaradio scrisse una lettera aperta ai tifosi del Livorno. Quattro giorni dopo infatti il Livorno avrebbe giocato contro il Maccabi Haifa in Coppa Uefa. Vittorio chiese ai livornesi di esporre bandiere palestinesi all'ingresso dei tifosi e della squadra del Maccabi. La curva rispose in modo ancora più imponente di quanto Vittorio potesse immaginare: un bandierone palestinese di 30 metri in mezzo alla curva, decine di bandiere e uno striscione in campo "Palestina libera" e altri sugli spalti. La partita fu preceduta da giorni di roventi polemiche da parte dei quotidiani locali aizzati da personaggi vicini all'allora Ds, An e Forza Italia e alla Comunità erbraica cittadina (Gadi Polacco in testa) che offesero ripetutamente la curva. Il giorno dopo di fronte a quello spettacolo di bandiere tutti coloro che avevano accusato la curva di strumentalizzazioni, ignoranza e violenza non potettero che chinare la testa e tacere. A distanza di anni quel piccolo gesto della curva nord assume ancora di più un significato importante. Grazie Vittorio. red. 18 aprile 2011 (foto da fototifo.it)

La lettera

Cari tifosi,

il 29 di questo mese sarete impegnati in una importante gara di coppa Uefa contro il Maccabi, squadra israeliana di Haifa.

 

Ora sono ben note le atrocità e i crimini contro l'umanità compiuti quotidianamente dall'esercito israeliano in Palestina.

Non ultima la strage di Beit Hanun, 18 palestinesi sono morti, 7 bambini e 4 donne, oltre 40 persone sono rimaste ferite. Tutti civili.

 

Livorno_Maccabi_3Lo scopo di questo mio appello è quello di chiedervi di riserbare una simbolica accoglienza ai supporters israeliani, (ovviamente non violenta) in pratica di esporre quante più bandiere palestinesi è possibile, per mostrare loro che c'è una società civile in Italia come in Europa, che non soprassiede sui crimini computi ogni giorno dal loro governo e dal loro esercito.

Qui non si tratta di politicizzare un evento sportivo, ma bensì proprio di elevare quegli ideali di pace e fratellanza che per lo sport sono principi.

 

E' bene ricordare che la semplice esposizione di un vessillo palestinese, in Israele è reato punito con la prigione.

Ed è riprovevole ricordare che anche qui nella nostra civilissima Italia, qualche anno fa quando il Milan incontrò una squadra di Tel Aviv, fu deciso per adottare lo stesso divieto, per far sì che simboli palestinesi non "turbassero" i tifosi avversari in trasferta si disse.

Forza Livorno allora, ci aspettiamo una curva sventolante kefie e bandiere coi colori palestinesi, certi della vostra sensibilità per la causa della Palestina, che poi altro non è che la causa di chi ha cuore per i diritti di ogni popolo oppresso.

 

In rinnovata fede e tifo,

Vittorio

http://guerrillaradio.iobloggo.com/

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Ultimo aggiornamento Martedì 19 Aprile 2011 23:01

Il Sabato (mattina) di Senza Soste

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StadioVuotoInguardabili, incommentabili, indegni. Questi gli aggettivi più ricorrenti associati ai giocatori di quello che rimane del Livorno durante ed alla fine della partita interna con il Crotone (che con tutto il rispetto non è esattamente il Real Madrid). Partita che per l'ennesima volta vede gli amaranto perdere in casa: 1 a 2 il risultato finale, con il goal di Tavano che arriva solo al 94° del secondo tempo, dopo che i calabresi erano passati in vantaggio nel primo tempo con pallonetto da mezzo campo di Djuric su ennesimo “fattaccio” di De Lucia e raddoppiato nel secondo con Eramo che prende il tempo a mezza difesa amaranto e mette dentro a porta vuota sotto la Curva Nord. 

Una Curva Nord a quel punto ormai praticamente vuota. Una Curva ferita nel corpo e nello spirito, decimata nei numeri da una diserzione di massa (in generale sono stati 921 gli spettatori paganti della serata), oltraggiata nell'orgoglio da una squadra ed una società che ormai non ci appartiene più. Esplicito d'altronde lo striscione attaccato sotto la curva già prima della gara che più o meno recitava “La gestione della Tua squadra, la vergogna della nostra città” - Spinelli Vattene

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Ultimo aggiornamento Sabato 16 Aprile 2011 18:01 Leggi tutto...

E' possibile togliere la cittadinanza livornese a Massimiliano Allegri?

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allegri_berlusconiAl termine del calciomercato della scorsa estate l'ammiraglio di Arcore, tra un'ammucchiata a pagamento con minorenni e una legge ad personam, lanciò il restyling del marchio Milan dopo qualche anno di appannamento. Le parole di Berlusconi facevano svanire ogni dubbio: "le vittorie del Milan rafforzano la coesione del governo". Ibrahimovic e Robinho furono così acquistati per mettere sotto l'Inter e l'opposizione e conquistare l'elettorato.
Silvio Berlusconi tornava, in questo modo, a recitare la parte più amata: quella di presidente del consiglio e del Milan. Cercando di ripetere, oltre che ad evocare, la giornata magica del 18 maggio 1994 che vidde passare il governo al Senato (con l'aiuto dello Scilipoti di allora, Scognamiglio, al quale fu dato Palazzo Madama) e il Milan distruggere per 4-0 il Barcellona allenato da Cruyff.
A guidare la nuova edizione del Milan come biglietto da visita del berlusconismo politico è stato chiamato, purtroppo, un livornese. Lo stesso Berlusconi, evidentemente scottato dagli incontri con la tifoseria amaranto, quando ha parlato di Allegri ha rimarcato che il suo vero, grosso difetto era quello di essere livornese.
Difetto che Massimiliano Allegri ha fatto di tutto per eliminare prima possibile. Dichiarazioni in pieno stile Milan, comportamento da medico del Milan Lab più che da allenatore e conseguente piena integrazione nel berlusconismo. Il tipo di livornese che Allegri rappresenta è quello dimesso, acritico e compatibile ad ogni potere che si concede una mezza battuta solo il giorno della festa di matrimonio della sorella e dopo diversi bicchieri di vino sulla terrazza inondata dal sole della primavera. Il funzionario del calcio giusto per il compito nazionalpatriottico del Milan: quello di assicurare vittorie politiche ai rossoneri senza oscurare la fama del presidente del Milan, del consiglio e di quello che vuole lui. Infatti il Milan non vuole i Mourinho, ma gli Allegri, perchè il personaggio principale e sovrano deve rimanere il sire di Arcore. Non a caso, e non solo per motivi tattici, l'"imperatore" Terim a Milano durò poche settimane così come Washington Tabarez.
Allegri, che già era soprannominato acciuga, la parte dell'uomo ombra, per tutta la stagione la parte del comprimario del berlusconismo l'ha giocata benissimo. Come richiesto dai creativi che si occupano di gestione del marchio Milan e di indici di gradimento del presidente del consiglio. Man mano che il Milan sta vincendo lo scudetto la figura di Allegri sta però emergendo con una certa forza sui media. Dando un'immagine del livornese dimessa, aziendale, compatibile con qualsiasi strategia e persino con Berlusconi. Già Allegri si è reso protagonista della straziante serie di spot della Nivea

http://www.youtube.com/watch?v=BI3ZqPrKoQA

dove il nostro accento viene piegato a battute che hanno l'originalità di un discorso in aula di Cicchitto e la freschezza di un ragionamento di Gasparri.
E già questo potrebbe essere un precedente pesante per la revoca della cittadanza ad Allegri. Ora il Milan, dopo la vittoria a Firenze, sta per vincere il diciannovesimo scudetto. L'Italia berlusconiana, calcistica e governativa troverà in Allegri uno dei suoi spot vincenti, addomesticati e completamente inquadrato negli schemi culturali del commodoro di Arcore. Fin qui, non si tratterebbe certo del primo. E' che questo spot della serena e stipendiata compatibilità al berlusconismo parla livornese. E questo non si può accettare. Ora, ci si chiede: è possibile revocare la cittadinanza livornese ad Allegri? Ci sono procedure praticabili che permettano di riparare a quest'onta?
Nella Grecia antica l'esilio riparava un delitto e conduceva allo status della noncittadinanza. Qui il delitto c'è, adesione impiegatizia e acritica al berlusconismo, e quindi la revoca della cittadinanza può essere attuata. Ma dove potrebbe trovare cittadinanza Allegri?
La risposta è semplice: un livornese che ha giocato nel Pisa non può che trovare cittadinanza pochi chilometri più a nord. Anche perchè qui il fascicolo di delitti contro l'identità livornese di Allegri si fa sempre più denso: impiegato del berlusconismo calcistico e quindi politico, giocatore del Pisa. Serve almeno l'ostracismo, l'esilio temporaneo che i greci applicavano ai cittadini rei di delitti contro la città. L'ostracismo, presso i greci, durava dieci anni. A Livorno, potremmo allungarno fino a cento.

per Senza Soste, nique la police

11 aprile 2011

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Fra Triestina e Livorno vince la noia

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novellino3Il Livorno ottiene un inutile e scialbo pareggio in casa della Triestina ultima in classifica e ormai destinata alla Lega Pro. Padroni di casa che hanno colpito un palo nel primo tempo e amaranto vicini al gol soltanto in una occasione con un colpo di testa di Belingheri nella ripresa e che concludono in dieci per l'espulsione di Dionisi. Livorno che con questo pareggio scivola in nona posizione a tre lunghezze dalla zona playoff. Prossimo appuntamento venerdì prossimo all'Armando Picchi nell'anticipo della trentaseiesima giornata contro il Crotone.

La pagella di Triestina-Livorno

De Lucia: giustifica la sua presenza col provvidenziale tocco che manda sul palo il tiro da lontano di Dettori. Il resto è routine. Voto 6

Salviato: un po’ confusamente ma cerca di dare una mano all’offensiva (?) amaranto. Buono in fase difensiva, dove mette il fisico. Voto 6

Knezevic: duella a lungo con Godeas, vecchia conoscenza. Le dà e le prende, qualche volta va in difficoltà ma alla lunga la spunta. Una prestazione da livornese. Voto 6.5

Lambrughi: prestazione onesta, all’inizio in mezzo ma quasi subito a sinistra per l’uscita di Pieri. Non sembra mai in apprensione. Voto 6

Pieri: fisico di cristallo, si fa male durante la prima sgroppata. Senza voto.

Miglionico (dal 8° pt): gioca praticamente tutta partita, facendo capire che il maggior problema di questo Livorno non è nel reparto arretrato. Voto 6

Luci: copre una porzione enorme di campo, sempre con profitto. Parte sul centrosinistra del 4-3-1-2, poi avanza la sua posizione anche prima dell’espulsione di Dionisi, dedicandosi alla ricerca di buone occasioni offensive senza mai dimenticare la fase di contrasto degli avversari. Hombre del partido. Voto 7

Iori: il bel metronomo della prima parte del campionato è un ricordo. Manuel viaggia a tre cilindri, anche oggi che obiettivamente il contrasto degli avversari non è parso né assillante né violento come altre  volte. Si impegna, corre quanto può, contrasta, ma la lucidità non c’è più, e il gioco amaranto ne risente. Voto 5.5

Schiattarella: per lui si potrebbe ripetere il giudizio dato per Iori. La sua fase propulsiva si è esaurita. Le sue caratteristiche ormai sono note: è volenteroso ma poco disciplinato, avrebbe dovuto marciare sulla destra ma si accentra quasi sempre, e finisce per andare a intralciare la manovra. Oggi è stato poco utile. Voto 5

D’Alessandro (dal 19° st): stenta un po’ ad entrare in partita, ma poi ci riesce e dà spinta e fantasia. Novellino ha chiesto a gran voce un rigore su di lui. Farlo giocare dall’inizio, no?  Voto 6

Belingheri: un pesce fuor d’acqua. Costretto a cercare spazio a destra per l’accentrarsi di Schiattarella, non inventa nulla di irresistibile. Nel finale sfiora la rete di testa anticipando la difesa avversaria. Voto 5.5

Tavano: un tiro parato, un’incursione sottomisura che si conclude col pallone deviato dall’uscita disperata di Colombo. Un po’ poco, forse non è tutta colpa sua. Esce dopo essere stato toccato duramente. Voto 5.5

Cellerino (dal 14° st): dispiace dirlo, ma è inutile. Non vince mai un contrasto regolarmente, non riesce a dare un contributo reale al gioco. Gioca solo mezzora, altrimenti si sarebbe meritato un’ampia insufficienza. Senza voto.

Dionisi: fa movimento, ma è molto poco concreto. Corona la sua non-prestazione facendosi espellere al 79° in modo incomprensibile. Voto 4.5

Novellino: la partita va giudicata in base ai giocatori schierati, non quelli assenti. Risulta però poco comprensibile l’esclusione del giocatore chiaramente più in palla al momento, Barusso, in favore di Belingheri. Si dirà che si tratta del senno di poi, ma che questo gruppo poco digerisca la presenza di un trequartista appare evidente. Così come evidente risulta il fatto che latita il gioco sulle fasce e la profondità, e che D’Alessandro potrebbe dare questo. A ciascuno il suo ruolo, a Novellino allenare e schierare la squadra, a noi tifosi giudicare. L’unica cosa che conta è il risultato, e questo  Livorno non segna nemmeno se le partite durano tre giorni. Faccia qualcosa per risolvere la situazione, se può farlo, non si lamenti per i rigori non dati. Voto 5

Ivano Pozzi

tratto da www.alelivorno.it

10 aprile 2011

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