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Borgo Cappuccini, primo nella Coppa Barontini. Dopo dieci anni, è festa grande

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s.jacopoQuasi uguale, dice un adagio livornese. Quando situazioni accumunate sembrano coincidere, ma poi qualcosa non fila nell'omogeneità del discorso e nessun paragone regge. E quell'inaspettato particolare, nella 44° edizione della Coppa Barontini, è il tempo del Borgo Cappuccini, che in 14' 57" compie il giro lungo il pentagono del Buontalenti, senza che nessuno riesca a far meglio. E con il successo dell'armo bianconero crolla quella sorta di egemonia che aveva caratterizzato le prime gare. Quasi, quantomeno. Perchè se a dieci remi la prestazione degli uomini timonati da Claudio Gigliucci riporta in Borgo Cappuccini quel successo che mancava da 10 anni, nelle altre gare della serata, non ci sono sorprese al vertice. Shangay Filzi Torretta (16'59") si mette dietro Antignano e Sorgenti, tra gli juniores, imprendibili i ragazzi del Venezia, mentre nel femminile è ancora l'Antignano a non avere rivali, confermando una stagione da incorniciare. La gara a 10 remi dedicata a Luciano De Majo, ha riservato anche la bella prestazione dei “padroni di casa”. Dietro al Venezia, pare andato in banchina sul ponte dei Francesi, il terzo posto è infatti toccato al Pontino San Marco che per pochi decimi ha conquistato la posizione ai danni del San Jacopo. Quinto posto per Ovo Sodo, poi Fabbricotti, Salviano e Ardenza.  Tra due settimane il Palio Marinaro. Dopo banchine, vento e correnti, a far tremare i protagonisti sarà il sorteggio delle boe.

Orlando Santesidra

foto: mariannina

19 giugno 2011

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Ultimo aggiornamento Domenica 19 Giugno 2011 13:28

Venezia domina la 33° Risi'atori. Dal palco un "no agli accorpamenti". Le foto

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venezia_risiatori_11Monotonia biancorossa. Con una gara dominata dalla prima all’ultima palata, il Venezia si aggiudica la 33° edizione della Coppa Risi’atori. Da quel mare aperto che ha fatto tanto tribolare gli organizzatori, costretti a un doppio rinvio per l’agitato moto ondoso, il Venezia è uscito “di prepotenza”. A farlo notare al pubblico assiepato sugli Scali Novi Lena, lo speaker storico del mondo remiero, Massimiliano Bardocci, che ha commentando con questa espressione il passaggio dell’armo biancorosso in prossimità del Porto Mediceo. La passerella conclusiva per la cantina del presidente Luigi Suardi, che dopo il trittico della passata stagione, sembra aver la forza per regalare altri successi ai suoi tanti sostenitori. Quello di oggi, realizzato col tempo di 35’ 49” è stato dedicato a uno storico dirigente biancorosso scomparso nei giorni scorsi. Al secondo posto il Benci Centro Ovosodo (35’ 49”) . Terzo classificato il San Jacopo (36’ 13”), con a bordo uno dei veterani della Risi’atori (25 edizioni su 33). L’armo, dopo un’incerta partenza, è riesciuto a trovare un gran ritmo, scalare diverse posizioni e conquistare un posto tra i premiati. E sotto il ponte girevole della Darsena ha consumato la sua vendetta ai danni del quarto classificato Borgo Cappuccini (36’ 32”), con cui c’erano state delle tensioni durante gli allenamenti delle scorse settimane. Dall’armo bianco verde è partito il gesto “venite a prenderci”…ma non è stato così. Buon quinto posto per il Fabbricotti (36’ 51”), a seguire Pontino San Marco (37’ 39”), Salviano (38’ 06”) e il fanalino Ardenza La Rosa che ha chiuso con un tempo di 40’ 00”. Nella gara a 4 remi che ha visto il forfait del Colline, il successo è andato allo Shangai Filzi Torretta. Secondo posto per Antignano. Al momento della premiazione un vogatore bianconero ha ribadito un concetto importante per la salvaguardia della voga livornese e delle sue tradizioni, urlando: “No agli accorpamenti!”. Terzo arrivato il Montenero. Nella gara femminile che si è svolta ieri, trionfo dell’equipaggio dell’Antignano. Sabato prossimo si disputerà la Coppa Barontini, che sarà dedicata a Luciano De Majo, appassionato del mondo remiero e ricordato oggi con la consegna di una targa al vogatore più giovane dei dieci remi, momento accompagnato da un lungo e sincero applauso. Orlando Santesidra 12 giugno 2011

foto: Silvia Petrucci

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Ultimo aggiornamento Lunedì 13 Giugno 2011 09:19

Calcioscommesse, spuntano 36 nomi di calciatori coinvolti. Intercettato Schiattarella con Pirani

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schiattarellaOgni giorno spuntano nuove intercettazioni e ancora più giocatori coinvolti. Al momento in Procura siamo nella fase degli interrogatori: ieri Pirami, oggi Signori.

Delle centinaia di intercettazioni che vengono quotidianamente pubblicate noi ci limitiamo a monitorare la situazione del Livorno Calcio. In un sito marchigiano (esattamente maceratese) emerge il nome di Pasquale Schiattarella, centrocampista del Livorno, l'anno scorso ad Ancona, città dove risiede l'odontoiatra Pirami, indagato numero 1.

Al momento non sono disponibili intercettazioni ed il nome di Schiattarella è menzionato per le numerose telefonate a Pirami con una sim intestata all'ex compagno di squadra ai tempi del Toro, De Sousa. Questa segnalazione si aggiunge all'intercettazione che menzionava Schiattarella come tramite che doveva dire una frase in codice a Micolucci prima di Livorno-Ascoli per dare il via libera alla "torta".

Per ora si tratta solamente di intercettazioni riferite a terze persone o chiamate a Pirami che potrebbero anche avere altri scopi. Tuttavia la posizione del centrocampista amaranto sembra precipitare di giorno in giorno con il rischio di penalità per responsabilità oggettiva per la società. red. 8 giugno 2011

Ecco l'articolo in questione

E’ saltato fuori anche il nome del portiere del Corridonia Francesco Franzese dalle carte dell’inchiesta di Cremona sul calcio scommesse.
La lista si allunga ancora con nomi di calciatori ed ex calciatori intercettati mentre parlano con i vari soci della «premiata ditta calcio sporco», si legge su dagospia.com e in altri siti di informazione nazionali. Le conversazioni potrebbero essere lecite e sono oggetto di analisi. Ma in qualche caso, gli inquirenti presumono che i contatti siano finalizzati alle combine.

C’è Marco Bernacci, attaccante dell’Ascoli e poi del Torino, ritiratosi prematuramente l’anno scorso, che «fa delle scommesse sulle partite di calcio tramite Parlato solo tramite Sms», si legge negli atti dell’inchiesta. C’è Donato Terrevoli, ex Andria, ora titolare di un’agenzia di scommesse a Bari. A lui Parlato chiede «se è in contatto con gli ex compagni in modo da poter fare qualcosa per domenica nella partita con la Nocerina». E Terrevoli «risponde che si informerà e poi gli farà sapere». C’è il portiere della Ternana, Stefano Visi, che «ha contatti telefonici» con Parlato. Curioso il coinvolgimento di Edoardo Catinali, centrocampista del Piacenza, che il 6 marzo scorso «invia a Pirani un sms con il suo nome». Nelle intercettazioni anche Pasquale Schiattarella del Livorno, che per chiamare il dentista di Ancona Marco Pirani usa un’utenza intestata a Claudio De Sousa, suo ex compagno di squadra al Torino. Passato granata anche per Giuseppe Scienza, allenatore dell’Esperia Viareggio, il che potrebbe spiegare le sue telefonate con Parlato, collaboratore della stessa squadra. Discorso simile per i contatti tra il portiere Paoloni e il capitano del Benevento, Clemente, che «gli cambia gli assegni», e con il suo vice in porta, Corradino. Mentre gli investigatori ritengono che le combine siano al centro dei contatti di Parlato con il difensore argentino della Fermana Ruben Dario Bolzan, e con l’attaccante dell’Atletico Roma Emanuele Chiaretti.
Per il pm «i due parlano della manipolazione di partite di calcio». Sospetti sui rapporti tra Parlato e il difensore di serie D Gaetano Iossa, e anche su una vecchia gloria di Ascoli e Torino, Pino Greco, ora ds del Teramo, che Pirani raccomanda a Erodiani: «Avrebbe piacere che Erodiani parlasse con lui per combinare delle partite».
Meno dubbi sulle conversazioni tra Paoloni e Raffaele Biancolino del Cosenza, tra il portiere del Corridonia Franco Franzese e l’ex giocatore del Bari Bellavista, tra Parlato e il difensore del Chiavari Zaccanti e del ds ravennate, Buffone, col cosentino Fabio Roselli e con l’ex calciatore del Bari, ora procuratore, Alberto Bergossi.

Francesco Franzese, 30enne nativo di Nola (Napoli), è arrivato a Corridonia lo scorso settembre e ha difeso la porta della formazione di mister Ciarlantini in questo campionato di Eccellenza. Nella passata stagione giocava in C2 con la Nocerina, in passato ha collezionato una presenza in B con il Verona per poi vestire le maglie del Novara (C2  e C1) e Juve Stabia (C1).

http://www.cronachemaceratesi.it/2011/06/06/anche-il-portiere-del-corridonia-franzese-nelle-intercettazioni-del-calcioscommesse/

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Ultimo aggiornamento Martedì 07 Giugno 2011 23:49

Spinelli e Novellino: fumata bianca

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Novellino: ”Ufficiale che resto al Livorno”

novellino3Dopo l’incontro con il Presidente è lo stesso Novellino a confermare che resta alla guida del Livorno anche per la prossima stagione:”E’ ufficiale resto a Livorno”. Raggiunto telefonicamente, in ESCLUSIVA a SerieBnews.com, il tecnico fa il punto della situazione:”Ho visto il Presidente e l’ho trovato motivato e voglioso di ripartire. E’ stato un incontro gradevole, ci siamo lasciati con una stretta di mano che per me sancisce l’inizio di un nuovo corso. Abbiamo parlato di un pò di tutto ma specialmente della mia posizione. Sui giocatori vi posso dire che il Presidente vuole rinnovare i prestiti di D’Alessandro e Surraco, quest’ultimo bisognerà capire quali siano le condizioni del ginocchio destro. Non vedo l’ora di allenarlo, tutti me ne hanno parlato benissimo. Per il resto poi vedremo strada facendo”.

Spinelli: ”Ho visto Novellino per programmare il futuro”

Dopo la delusione per aver perso l’occasione playoff il presidente del Livorno, Aldo Spinelli ha voglia di ricominciare a costruire il Livorno del futuro. Punto fermo da cui ripartire sarà proprio l’allenatore Walter Novellino. In ESCLUSIVA a SerieBnews.com, Spinelli afferma:”Mi sono visto con Novellino per gettare le basi sul nostro futuro. Abbiamo parlato di programma, non solo di calciatori. Ripartiremo da un progetto di giovani ma prima di fare qualunque discorso di mercato voglio aspettare la fine di questa inchiesta e vedere cosa succede. Molti scenari potrebbero cambiare”.

Simona Poggianti

tratto da http://www.seriebnews.com

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Spinelli:”Ho visto Novellino per programmare il futuro


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Calcioscommesse, ora tremano in tante. Spunta Fabio il Bello

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L'indagine si allarga a macchia d'olio anche in serie A. E nelle ultime intercettazioni "Fabio il bello" che secondo la stampa si potrebbe trattare di Fabio Galante che tuttavia smentisce categoricamente

stadio_vuotoLo sviluppo delle indagini sul calcioscommesse sembra scoperchiare sempre di più un mondo marcio e fatto di accordi e "pappette". Ma se questa abitudine italica si pensava limitata a questioni di interesse sportivo, sembra invece che dietro ci fosse una vasta rete di scommesse e scommettitori che ne pianificavano la programmazione. Questo è il dato di fondo. A questo poi, per interesse giornalistico e gossipparo si sta affiancando tutta una trama romanzesca fatta di nomi, soprannomi, mister x e spacconi. Per ora infatti, sono stati intercettati solo alcuni protagonisti delle scommesse, ma tutti gli altri che sono stati coinvolti lo sono perchè chiamati in causa indirettamente come terze persone in intercettazioni ad altre persone.

In tutto questo c'è dunque il rischio che alcune persone o partite siano state chiamate in causa dagli indagati solo per vantare conoscenze o far credere di poter condizionare risultati. Il rischio c'è ed è alto ma allo stesso tempo non si può certo negare che alcuni fatti siano realmente accaduti anche perchè dalle prime indiscrezioni emerge che molti protagonisti abbiano già confessato e stiano collaborando con gli inquirenti.

Detto questo, stiamo osservando da giorni in che modo la vicenda calcioscommesse, specie sui media nazionali, abbia già scelto i personaggi da mettere sotto i riflettori. Come al solito si tratta di quelli conosciuti dal grande pubblico (gli ex nazionali Doni e Signori e l’ex marito di Simona Ventura anche lui ex nazionale) più qualcuno che fa spettacolo per la storia che si porta dietro (Paoloni, indebitato portiere a perdere di Cremonese e Benevento e avvelenatore, pare reo confesso, dei compagni di squadra a Cremona) o per le dichiarazioni alla Alberto Sordi (tipo il ds del Ravenna che sostiene di aver scommesso per reperire i fondi per salvare la sua società).
Il calcio italiano sta attraversando un dramma strutturale: è entrato in un sistema reticolare di scommesse, qualcosa di più complesso di quando emerse lo scandalo partite truccate del 2004 , con una struttura di potere rigida e arcaica, connivente, omertosa e dipendente, più che dalla passione degli spettatori, dalle speculazioni finanziarie e dalla collocazione ancora sovrana nel mercato delle pay-tv. Ma su questo ci torneremo in un altro articolo, più legato al modo in cui la globalizzazione finanziaria, di cui le scommesse via internet sono un prodotto, rischia di sinistrare il calcio (del resto la FIFA non è entrata a caso in un clamoroso ciclo di scandali). Qui a noi interessa evidenziare la situazione del Livorno sul quale, nei soliti paludosi media locali, si è fatto folklore o si è minimizzato quanto possibile. Noi ci siamo piuttosto fatti un’idea: del Livorno si parla meno perché altre sono le società più vicine all’organizzazione di scommesse intercettata. Mentre i personaggi che fanno notizia, come abbiamo visto, sono altri perché i tg seguono le regole dello spettacolo per attirare audience mica per capire un fenomeno.

Diversi tifosi livornesi, seguendo i media nazionali e locali, addirittura pensano di essere stati derubati dei playoff e, in una intervista su La Nazione, se ne è trovato persino uno che ha paura di essere ripescato in A ad agosto, senza avere il tempo di fare una squadra adeguata alla massima divisione. Purtroppo non si corrono di questi rischi e se non si sa ancora quali pericoli corre il Livorno è solo per un motivo: Federcalcio e Lega B sono nel caos, la serie cadetta, sponsorizzata da una agenzia di scommesse (a questo punto è come se Scaiola facesse da testimonial ad una immobiliare), ha persino mostrato tutto l’interesse a minimizzare la vicenda.

Ci sono alcuni punti però su cui il Livorno ha il dovere di rispondere. Ad un soggetto preciso: non a degli incravattati in Lega o in Figc, che hanno un ruolo in virtù di una funzione clientelare, ma ai propri tifosi. Il Livorno non è una squadra qualsiasi: è, o forse è stato, il simbolo di un certo modo di essere. Ma oggi siamo nella situazione in cui questi affari stanno danneggiando immagine e simbolo di questo modo di essere, tutto legato alla storia particolare del Livorno. La trasparenza la si deve ai tifosi, il ritornello “lasciamo alla magistratura il compito di indagare” è un modo di rinviare e di cercare di evitare i problemi. Che invece vanno risolti e vedremo perché. Fino ad ora le questioni sono state liquidatre con frasi tipo “Bari-Livorno è una storia vecchia” o le battute sul fatto che eravamo troppo scarsi a febbraio vista la mancata vittoria con l’Ascoli. E' chiaro che la società minimizzi, ne va del proprio interesse. Ma i tifosi non possono mettersi il prosciutto sugli occhi e hanno IL DOVERE e il DIRITTO di capire. 

QUEL BRUTTO PASTICCIO DI BARI-LIVORNO

Poco tempo dopo la gara di coppa con il Bari, finita 4-1 per i pugliesi, escono le notizie su un flusso di scommesse anomalo riguardante quella partita. La stampa locale, nota per indagare subito solo se si tratta di problemi di cani o di parcheggi, non va sulla notizia per rivelare quanto sia anomalo questo flusso. Solo mesi dopo, e dopo che su vari siti di media nazionali i dettagli erano stati rivelati, i media livornesi si trovano costretti ad ammettere non poco. Ovvero che non solo c’era un flusso anomalo di scommesse sull’over (il risultato di una partita con almeno 3 reti a seconda del tipo di puntata) ma anche sul risultato esatto (4-1 per i pugliesi) e da almeno due agenzie di scommesse livornesi. Anche quest’ultimo non è un dettaglio da poco. Siccome il Livorno ne ha presi 4 se c’è stata combine la difesa amaranto ha dovuto “collaborare” per arrivare all’over e a quel risultato. E siccome il dettaglio principale è che il flusso di scommesse anomale partite proprio da Livorno qualche associazione di idee la fa venire. Ecco comunque il risultato di una attitudine storica del Livorno di Spinelli: quello di considerare le coppe come un fastidio da cui uscire prima possibile. Nel mondo delle scommesse di oggi ti rende sospetto complice della realizzazione di un over perfetto. Eliminazione indolore e guadagni per tutti. Questo è quello che si pensa a giro. La procura di Bari e quella di Cremona, da quello che si apprende dalla stampa, si sono mosse ad indagare su questa vicenda. Se si accerteranno delle responsabilità squalifiche e penalizzazioni arriveranno in tempo utile per la nuova stagione. Altro che storia vecchia.

CI SONO DEI GIOCATORI DEL LIVORNO IN QUESTA STORIA?

Qui il capitolo si fa più scottante, non solo perché siamo tifosi, anche perché siamo storicamente garantisti. Ma è bene dire che le nostre ipotesi altro non sono altro che domande che facciamo alla società, e ai giocatori, non si tratta certo di giudizi del comitato di salute pubblica (che notoriamente conducevano alla ghigliottina). Si tratta di richieste di trasparenza, il giustizialismo lo lasciamo ad altri.

Prima di tutto c’è un’intercettazione di che parla di un centrocampista del Livorno che, della banda degli scommettitori, conoscerebbe persino la parola d’ordine per concordare le partite, quella che Repubblica chiama la “frase in codice”.
http://www.repubblica.it/sport/calcio/2011/06/02/news/la_frasa_in_codice_prima_della_partita_se_mi_fai_male_lo_dico_a_marco-17114082/
Come sappiamo il centrocampista viene dal fallimento dell’Ancona, squadra di una città dalla quale proviene un nucleo importante dell’organizzazione smantellata. E il chiarimento su Livorno-Ascoli, su possibili frequentazioni anconetane del calciatore, è fondamentale. Perché se si lasciano zone d’ombra su questa partita, e su queste frequentazioni, i sospetti finiscono per essere rafforzati dall’esistenza di un’altra intercettazione dove, all’interno dell’organizzazione, si parla di Portogruaro-Livorno (finita poi 2-0 per i padroni di casa). Partita che il Livorno perse con una prestazione indecorosa e il primo gol del Portogruaro fu segnato fra le belle statuite.
http://www.corriere.it/sport/11_giugno_04/cosi-la-banda-faceva-affari-la-rete-della-corruzione-andrea-galli-giuseppe-guastella_b11c9de4-8e71-11e0-a8a9-c25beeea819c.shtml
Nella telefonata si parlava tanto per parlare o si stava progettando una combine? Si capisce come sia importante chiarire i punti oscuri. Perché, nella marea di partite a rischio indagine, basta non essere chiari su una per beccarsi anche le accuse sulle altre. E mica si finisce qui, nelle intercettazioni è spuntata anche Reggina-Livorno e proprio quando ci si informava su quale risultato puntare
http://www.padovagoal.it/2011/06/03/scandalo-scommesse-spunta-pure-la-reggina/

I giocatori delle squadre che non pagano gli stipendi

Perché questo nostro interesse verso giocatori che provengono da squadre fallite? Perché Bellavista, ex capitano del Bari e nodo importante della rete di scommesse, in carcere ha affermato che la rete ha cominciato a tenere i contatti prima di tutto con giocatori di squadre in difficoltà economica. Siccome la rete, da atti di inchiesta, ha preso vita prima di questo campionato l’assenza assoluta di contatti tra giocatori del Livorno in altre squadre nel campionato 09/10 e personaggi del genere è un fatto importante e da provare con cura. E anche qui meglio si chiarisce su un fatto meno si fanno avanti altre ipotesi (che potremmo fare ma evitiamo perché a noi interessano le domande non le speculazioni).
E per evitare di essere travolti dalle speculazioni è bene però che società e giocatori si concentrino a chiarire cosa sanno su Livorno-Ascoli. Anche perché l’onere della prova nel processo sportivo è a carico della difesa. E perché è uscita una intercettazione dove si parla di un ex giocatore del Livorno intervenuto nel tentativo di allestimento della combine per la partita di ritorno con l’Ascoli, finita 1-1. Dal tabulato della telefonata si mette anche in dubbio la veridicità di una o più sconfitte interne del Livorno, quattro fino a quel momento del campionato.
http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/calcio/articoli/61345/scommesse-spunta-fabio-il-bello.shtml

Al di là delle minimizzazioni o del folklore, e persino al di là quanto o cosa possa istruire la Federcalcio nei confronti del Livorno, la società e i giocatori devono delle risposte ai tifosi. Scelgano loro il modo o la forma. Perché il problema non è da poco: da quando il Livorno è solo un pretesto per far crescere i bilanci dello Spinelli group la tifoseria è scappata. Non è stata solo la tessera del tifoso a farla scappare ma la rottura dell’equilibrio, tra guadagni di Spinelli e attenzione alle esigenze del pubblico (il Livorno con giocatori “sentiti” dai tifosi), che c’era stato per diversi anni. Il solo sospetto che il Livorno sia anche un pretesto per arrotondare l’ingaggio di giocatori, tramite scommesse, può assestare un colpo durissimo alla possibilità di ripopolare lo stadio e riaccendere la passione per questa squadra. Che, fino a pochissimo tempo fa, rappresentava qualcosa di unico nel panorama del calcio nazionale. Tanto da essere acclamata a furor di popolo persino in Turchia. E queste sono attenzioni che nel calcio si riservano alle grandi squadre che fanno amichevoli all’estero. Abbiamo una storia unica, non sciupiamola per qualche particolare non chiarito sulle scommesse. Se poi la verità non sarà di quelle piacevoli a sapersi, non importa. Noi non dobbiamo far parte del calcio moderno.

(red) 6 giugno 2011

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Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Giugno 2011 15:43

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