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SPORT

Livorno-Varese 1-3: tabellino e pagelle

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livorno-varese_neveReti: 19' pt Paulinho rig. (L), 21' pt Zecchin, 37' pt Troest, 39' st Troest (V)

Livorno (4-4-1-1): Bardi; Salviato, Bernardini, Knezevic (Meola dal 1' st), Lambrughi; Siligardi (Rampi dal 28' st), Filkor (Bernacci dall'8' st), Luci, Schiattarella; Belingheri; Paulinho
In panchina: Mazzoni, Barone, Bigazzi, Remedi
Allenatore: Armando Madonna

Varese (4-4-2): Bressan; Pucino, Troest, Terlizzi, Cacciatore; Nadarevic (Pettinari dal 1' st), Corti, Kurtic, Zecchin; Neto Pereira (Damonte dal , De Luca
In pachina: Milan, Rivas, Lepore, Camisa, Grillo
Allenatore: Rolando Maran

Arbitro: Viti di Campobasso
Assistenti: Bernardoni e Citro
Quarto ufficiale: Baracani
Ammoniti: Schiattarella (L), Terlizzi (V)
Espulso: Schiattarella (L) al 12' st per somma di ammonizioni
Angoli 5-6
Recuperi: 2' e 2'
Note: Gara disputata in un inusuale clima nordico, con forti raffiche di vento e abbondante nevicata nella ripresa

Bardi: preso a pallonate dagli irridenti varesotti. Ne prende diverse, evitando l’umiliazione del punteggio tennistico. Il terzo subito, tra l’altro, è una carambola imprevedibile. Voto 6

Salviato: ha parecchio da lavorare, nella serata disgraziata non è neanche tra i peggiori perché riesce a sbrogliare qualche situazione difficile con alcune buone diagonali. Voto 5.5

Knezevic: bersagliato dalla sfortuna e dagli avversari. Tiene da solo il reparto, è costretto a restare negli spogliatoi e la luce si spegne. Voto 6

Meola (dal 1° st):  volonteroso, ma forse non è la serata adatta. Voto 5

Bernardini: non costituisce un ostacolo significativo per gli avversari, si fa saltare troppo spesso. Voto 5

Lambrughi:  non chiude la diagonale su Zecchin, e il Varese pareggia subito la rete di Paulinho. Se gli amaranto riuscivano a tenere un po’ di più, chissà. A questo si aggiunge una prestazione molto mediocre. Voto 4.5

Schiattarella: si tuffa clamorosamente meritandosi un’ammonizione sacrosanta, favorisce l’irritante arbitro che non aspettava altro protestando per un fallo effettivamente non commesso. In serie B una ingenuità simile non si può tollerare. Voto 4

Filkor: lotta  con grande volontà, anche poco sostenuto dai compagni. I risultati però sono modesti. Voto 5.5

Bernacci (dal 8° st):  l’unico schema offensivo era “palla nel mucchio”, quindi il neo amaranto poco ha potuto. Voto 5

Luci: serata molto opaca del capitano. L’impegno, naturalmente, non si discute. Voto 5

Siligardi: a momenti dava l’impressione di giocare da solo, avendo capito che il gioco corale era rimasto soltanto nelle parole di Madonna. Cerca di fare il bis di venerdì, impegnando Bressan. Sembra uno dei pochi effettivi del Livorno con qualche capacità di far male all’avversario. Voto 6

Rampi (dal 28° st):  si butta in campo con grande energia, lotta con ardore ma in quel momento c’era poco di più da fare. Senza voto

Belingheri: la scelta di Madonna era obbligata, stante l’assenza di Dionisi e le attuali condizioni di Bernacci. L’ex ascolano, però, stecca di brutto: impacciato, esistante. Inutile. Voto 4.5

Paulinho: freddo e preciso nella trasformazione, lotta da solo in mezzo alla difesa avversaria. Tocca pochi palloni ma si rende comunque utile. Voto 6

Madonna: predica coraggio. Vedendo la prestazione di stasera il traguardo della salvezza sembra veramente arduo. La società gli ha smantellato la difesa, una delle poche certezze di questa squadra volenterosa ma modesta: l’arrivo di Morosini potrebbe offrire qualche altra soluzione in mezzo, e soprattutto aumentare la sostanza, ma la rosa degli amaranto è quella che è. A voler essere superottimisti, è positivo vedere la squadra che non si arrende, anche in partite come quella di stasera in cui la supremazia dell’avversario è stata evidente. Speriamo che l’unione tra il tecnico e i ragazzi sopperisca alle carenze e alla cervellotica campagna “acquisti” della società.   Voto 6 di stima.

Ivano Pozzi

tratto da www.alelivorno.it

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Nocerina-Livorno 2-2: cronaca e pagelle

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logo_livornoIl Livorno porta via un punto sofferto dal San Francesco di Nocera ma compie un piccolo passo indietro rispetto alle ultime prestazioni. Passati in vantaggio al 23' con Piccolo, uscito per infortunio poco dopo, gli amaranto hanno subito il ritorno veemente dei padroni di casa che hanno pareggiato con Castaldo al 33' e ribaltato il risultato cinque minuti dopo con Catania, gol favorito dall'ennesima distrazione difensiva. Nella ripresa l'undici di Madonna è apparso macchinoso e poco incisivo ma ad otto minuti dal termine un gran bel gol dalla distanza di Siligardi ha raddrizzato una gara che alla fine ha nel pareggio il risultato più giusto. Martedì si torna subito in campo con il turno infrasettimanale e il Livorno ospiterà al Picchi il Varese, che oggi ha fermato il Torino facendo perdere ai granata il primato in classifica.

Le pagelle

Bardi: incolpevole sulle due reti dei molossi, ne evita una uscendo con tempestività e coraggio sui piedi di Farias addirittura fuori dall’area. Si dismpegna abbastanza bene anche sulle palle alte. Voto 6

Salviato: è rimasto l’unico terzino destro, dopo la cessione di Perticone, e questo è un problema. Ha il passo troppo lungo per la maggior parte degli esterni sinistri che incontra, e va spesso in difficoltà. Oggi si fa trovare fuori posizione sullo scatto di Castaldo che vale il pareggio della Nocerina, e soffre ripetutamente la velocità di Farias. Il suo impiego richiede qualche aggiustamento tattico, altrimenti sono guai. Voto 5

Bernardini: fa coppia con Salviato non riuscendo a intervenire su Castaldo, spianandogli la strada verso la porta. Nel complesso, però, se la cava meglio del compagno nel lavoro di interdizione centrale. Voto 5.5

Knezevic: serve tutta la sua grinta, esperienza e, perché no, classe per reggere la baracca. Non si tira mai indietro su un contrasto, cerca sempre di anticipare l’avversario diretto. Ottimo. Voto 7


Lambrughi: è un po’ sfortunato e un po’ superficiale quando non spazza il pallone da cui verrà il vantaggio dei campani. Non brilla in generale, ma ce la mette tutta. Voto 5.5

Piccolo: scintillante, finchè resta in campo. Piazza un paio di serpentine con arrivo sul fondo e cross al bacio, ovviamente non sfruttati da nessuno. Costruisce il dai e vai con Dionisi, chiudendolo con il tiro ravvicinato che vale il vantaggio, e poco dopo è costretto ad uscire per un infortunio. Voto 6.5

Siligardi (dal 20° pt): tarda un po’ ad acclimatarsi, anche perché poco dopo il suo ingresso la squadra va in confusione concedendo la doppietta alla Nocerina. Meglio nella ripresa: parte molto bene con un paio di buoni tiri, poi inventa il dribbling a convergere al centro con stupenda botta da fuori che batte Concetti. E’ il goal importantissimo che vale il pareggio, oro in questo momento. Martedì sera, probabilmente, toccherà a lui partire dall’inizio. Voto 7

Luci: lavoro oscuro, a tamponare e a cercare di ripartire. Prende un’ammonizione insulsa, falciando un avversario per impedirne la ripartenza a ottanta metri dalla porta di Bardi. Non si fa, uno come lui non deve. Voto 6

Belingheri: per lui fare il mediano è una novità, ma piace il suo spirito di adattamento. Fa poche cose ma con applicazione. Voto 6

Schiattarella: troppo timido, alla squadra alla fine sono anche le sue accelerazioni a mancare. Deve fare meglio. Voto 5.5

Bernacci (dal 25° st): quasi venticinque minuti per lui, e qualche fiammella si inizia a vedere. Va a cercare la battaglia e impegna gli avversari. Considerando che martedì sera stante la squalifica di Dionisi la spalla di Paulinho sarà lui, non è male. Senza voto

Paulinho: per il brasiliano sponde, qualcuna anche buona, e un paio di conclusioni deboli. Dalla sua la voglia di lottare, ma ci vuole ancora di più. Voto 5.5

Rampi (dal 43° st): mossa conservativa di Madonna. Senza voto.

Dionisi: il probabile passo d’addio del reatino è in linea con molte sue prestazioni, mezzi evidenti ma poca concretezza. Oggi la sua cosa migliore è la chiusura del triangolo con Piccolo per il vantaggio amaranto, per il resto poca roba. Comunque è un peccato lasciarlo andare. Voto 6

Madonna: la squadra fa un piccolo passo indietro, mostra un’eccessiva timidezza che si trasforma in passività e porta al blackout del primo tempo, chiuso in svantaggio. Nella ripresa il tono si alza, il tecnico incita all’iniziativa gli esterni, in particolare Siligardi, e il punticino si prende. In una giornata come questa può anche andare bene, ma per tirarsi fuori dai guai bisogna accelerare il passo, a cominciare da martedì sera con i biancorossi padani. Voto 6

Ivano Pozzi

tratto da http://www.alelivorno.it

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Israele-Palestina e la guerra del calciomercato

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khatib-JawwalSegnatevi questo nome: Alì El Khatib. Centrocampista offensivo di belle speranze, nato a Gerusalemme il 18 marzo 1989, alto 1 metro e 76 centimetri, 75 chili di peso forma. Paese di nascita: Palestina. Gioca nel Jabal Al Mukaber, formazione della West Bank Premier League, il campionato della Cisgiordania, che non è il campionato palestinese, perché la Palestina è anche Gaza, ma è divisa dalla Cisgiordania dall’assedio dell’una e dall’occupazione dell’altra. Un unico campionato non si può fare.

El Khatib, dicevamo. Rapido, tecnico, magari un po’ leggerino, ma ha i tempi giusti nell’inserimento, caratteristica che ha fatto grandi tanti centrocampisti. Ha debuttato anche in nazionale, quella del suo Paese, la Palestina. Sei presenze, la prima contro la Thailandia, qualificazioni per i mondiali 2014, e due reti. Si inserisce, appunto.

La Fifa, federazione mondiale del calcio, la riconosce la Palestina. Anche l’Unesco, l’agenzia Onu per la cultura. E anche tanti stati, molti più del Kosovo, ma non sono quelli giusti, a livello di potere politico. Alì, essendo nato a Gerusalemme, occupata dall’esercito israeliano e annessa da Israele in violazione di tutte le risoluzione delle Nazioni Unite, è arabo israeliano. Ha la ID card, quella blu, che se sei palestinese ti cambia la vita perché ti concede un minimo d’aria e di possibilità di spostarti. Poteva giocare con Israele, è arabo israeliano. Ma il ragazzo ha scelto la nazionale palestinese.

Solo che il ragazzo, all’improvviso, è diventato un caso diplomatico, politico e patriottico. Tutto assieme. ”Khatib è a tutti gli effetti un nostro giocatore. Ha un contratto regolare e in nessuna maniera è autorizzato a sottoscrivere altri accordi con altre squadre”, tuona Samir Issa, l’allenatore del Jabal Al Mukaber, intervistato da Ha’aretz. ”Volente o nolente, non esistono relazioni tra la federazione calcio d’Israele e la nostra, ma questo non significa che possano rubarli!”.

Samir è furioso. Tal Banin, coach della squadra israeliana dell’Hapoel Haifa, ha annunciato il prossimo ingaggio di Alì, dopo che il giocatore – a suo dire – si è presentato spontaneamente per un provino con l’Hapoel e dopo aver impressionato Banin, ottanta partite con il Brescia alla fine degli anni Novanta. Apriti cielo, Issa è furioso. Alì, pubblicamente, non risponde, ma per il momento torna ad allenarsi con i compagni. Gli israeliani, dal canto loro, si ribadiscono convinti di essere in possesso del cartellino del giocatore. SI vedrà, anche se una delle caratteristiche dei centrocampisti offensivi deve essere quella di arrivare in area di rigore avversaria non visti, a fari spenti.

Khatib, nell’immagine che pubblichiamo, dove fa il testimonial di una famosa compagnia di telefonia mobile palestinese, appare quello che è. Un ragazzino, che magari si farà, anche se ha le spalle strette. I fari, però, si sono accesi su di lui. E non è facile da gestire, per uno che è abituato a inserirsi non visto alle spalle dei difensori. La querelle non è finita e si vedrà come andrà a finire. Una cosa è certa: come per ogni palestinese, a Khatib, il destino non ha concesso la normalità.

Christian Elia

tratto da eilmensile.it

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Livorno, ag.Pesce: "Malintese dichiarazioni di Spinelli: il ragazzo è del Novara, ma..."

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spinelli_lingua"Pesce è praticamente un giocatore del Livorno". Si è espresso così il patron degli amaranto Spinelli ai microfoni del Secolo XIX. Una manovra e delle dichiarazioni che hanno colto tutti alla sprovvista ed anche noi della redazione di tuttob.com, che ha indagato per capire la situazione del calciatore del Novara. Per questo abbiamo contattato in esclusiva ai nostri microfoni Claudio De Nicola, agente del calciatore che ci ha spiegato le dinamiche della trattativa e le dichiarazioni del massimo esponente dei toscani: "Credo che forse ci sia stato un malinteso, penso volesse intendere che è un obiettivo degli amaranto. Pesce è del Novara, ha disputato le ultime due partite tra Coppa e campionato. Il Livorno lo sta trattando, ma di concreto non c'è stato nulla. Il ragazzo sta giocando e da parte dei lombardi non c'è mai stato un interesse a cedere il calciatore. Se poi dovessero arrivare delle offerte che consentano a Pesce di giocar di più e il Novara ritenesse necessaria la cessione si valuterà" Infine, sulla condizione fisica di Stefano Guberti ha detto: "Il calciatore sta recuperando, ha già svolto una particella in gruppo e penso che verso metà febbraio potrà rientrare ufficialmente in campo".

tratto da http://www.tuttomercatoweb.com

25 gennaio 2012

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Livorno Calcio, protesta sotto la sede. E la società emana un comunicato

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spinelli_contestazione_1Circa 200 tifosi, di tutte le età, hanno aderito alla protesta simbolica contro Aldo Spinelli e la sua ennesima pantomima sulla cessione della società.

In una via dell'Indipendenza presidiata da digos, polizia, carabinieri e vigili urbani, i tifosi hanno lanciato slogan contro Spinelli e appeso due striscioni: il classico "Spinelli Vattene!" e un "Torna a Genova gratis, il viaggio si paga noi".

Una protesta, come detto, simbolica e organizzata in 24 ore dopo l'ennesima sparata senza senso del presidente sulla cessione della società e dopo giorni di trattative appena accennate e discorsi a vanvera in quantità industriali.

L'umore della piazza si poteva riassumere così: "Basta, siamo sfiniti". Come dare torto a tifosi che ormai da 6 anni, cioè dall'esonero di Donadoni nel mezzo della migliore stagione di serie A amaranto dal dopoguerra, convivono con un presidente che spara cazzate a raffica e si smentisce da solo ad ogni dichiarazione successiva. Un atteggiamento da padrone del vapore e da despota assoluto che è stato sempre tollerato perchè bilanciato con i risultati ottenuti. Ma a questo giro la misura è colma e anche molti suoi sostenitori lo stanno progressivamente abbandonando.

Da fuori Livorno potrebbe sembrare che chi lo contesta sia un ingrato visti i risultati ottenuti in questi 13 anni in rapporto a quelli ottenuti dal Livorno calcio prima del 1999. Noi non la pensiamo così, perchè l'essere tifosi presume anche rispetto, dignità e un rapporto di reciprocità con la società, aspetti che il presidente della stanchezza, del lamento e del me ne vado il giorno dopo la vittoria trionfale nei play off col Brescia non ha mai curato. La contestazione di oggi è semplicemente ciò che raccoglie un presidente che ha seminato zizzannia, allo stesso modo di come aveva finito a Genoa nonostante i risultati.

Un presidente che vive strumentalizzando ogni cosa e cercando di trarne sempre e comunque il massimo vantaggio non può essere amato. E lui fondamentalmente non lo è mai stato.

spinelli_contestazione_3Intanto la società (se così si può chiamare il nucleo di fedelissimi mantenuti da Spinelli), ha diramato un comunicato in cui spiega cosa significhi la parola GRATIS per Spinelli. Noi ci eravamo già stupiti che nel suo vocabolario esistesse tale parola.

Un comunicato che non fa altro che spiegare una cosa che molti avevano già intuito, cioè che gratis è solo il titolo sportivo. Ci sembra il minimo visto che si vende un prodotto (tale è per lui il Livorno Calcio) che perde 6 milioni l'anno e che gli fa fare una vita di merda (ipse dixit).

Il comunicato tuttavia non spiega quanto costa il Livorno ed oltre a questa precisazione sul titolo sportivo non fa altro che buttare qualche riga di retorica sull'amore per la maglia del commendator Aldo Spinelli. Un documento che a prima vista pare anche un po' patetico.

Allora facciamo due conti. Spinelli, se uno volesse comprare il Livorno calcio domattina, vuole circa 3-4 milioni a chiusura del bilancio 2011 (la metà dei circa 6 milioni che lui dichiara di rimettere in questo campionato). Quindi chi vuole il Livorno si deve accollare le perdite di Spinelli, un modo come un altro per chiedere soldi del titolo sportivo. E' come vendere una licenza gratis ma con i debiti da ripianare, quindi il Livorno costa 3-4 milioni solo per mettersi a sedere.

A questi 3-4 milioni cosa poi bisogna aggiungerci? Una rata di Diamanti? L'accordo economico con l'Inter per la seconda metà di Bardi? Paulinho e Dionisi? Crediti in Lega? Le chiavi del portone di via Indipendenza da fare in una decina di copie? Basta dirlo. Ad occhio ed in teoria sembrano tutte richieste abbastanza legittime per il valore che detiene la società. Il problema allora è una volta per tutte dire una cifra e agire con trasparenza (parola che uno che si è arricchito come lui ha levato dal vocabolario prima della parola gratis). Una cifra che sia equilibrata e che tenga di conto che se uno vuole disfarsi di una cosa trova un compromesso economico verso il basso e non verso l'alto.

Però, se la lista delle richieste è legittima in teoria, poi bisogna fare i conti con la pratica. Se uno nel conto ci mette 6 milioni per Dionisi o 4 per Paulinho è giusto che chi compra giri i tacchi e sbatta la porta.

A questo punto allora per capire meglio bisogna che anche i vari compratori si facciano avanti e facciano anche loro chiarezza. Ifigest e Galante hanno detto che Spinelli vuole 8 milioni. E' una cifra che non vuole dire niente. 8 milioni per cosa? Per gli arretrati o per il pacchetto totale fatto da arretrati, cartellini ed eventuali crediti vari? Nel primo caso sarebbe una richiesta da arresto immediato, nel secondo caso invece si potrebbe iniziare a parlarne. Ma tutto il mistero che c'è intorno alla cessione del Livorno non fa altro che favorire chi sa mestare nel torbido, cioè il commendatore Aldo Spinelli, padrone del vapore e del Livorno calcio.

Franco Marino

24 gennaio 2012

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Ultimo aggiornamento Martedì 24 Gennaio 2012 21:23

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