Con la fine del 2011 si chiude per la scuola d'arti marziali “Rendoki Dojo” un altro anno vissuto al top, con atleti impegnati in Italia e all'estero in ogni disciplina nei tornei contrassegnati dalle sigle più importanti del panorama mondiale.
“È stato un anno particolarmente intenso” – Massimo Rizzoli, fondatore della scuola - “Abbiamo gareggiato ininterrottamente tutto l'anno, riuscendo sempre a ottenere ottimi risultati. Tutto nei tornei delle federazioni ufficiali: la FIKB per la kickboxing e il k1 e la FILA per l'MMA e il grappling che sono gli unici circuiti riconosciuti dal CIO, i soli veramente competitivi”.
Masi, Sanna, Marcacci, Garba e Sarti campioni nazionali nella kickboxing – k1, più un argento con Pierini, ancora Sanna con Puccinelli e Cecchini primi nel grappling, quest'ultimo vincitore anche del titolo italiano PRO nell'MMA: “Numeri importanti ma che non raccontano tutta la nostra attività” – continua Rizzoli – “Tanti altri nostri portacolari si sono distinti in altre importanti manifestazioni: il “Fight Club” a Firenze, il “Fast and Furious” a Milano, il gala di Prato, l'“Iron Man submission”, la Zencup e naturalmente la Resa dei Conti”. È stato infatti proprio quest'evento a permettere a Cecchini e Masi di far fare alle loro carriere un ulteriore salto di qualità: riuscendo a battere atleti provenienti dalla forte scuola olandese, quella del pluricampione Ernesto Hoost, i due hanno dato al loro curriculum una dimensione internazionale. Oltre a ciò, Masi e Vaccaro si sono ben distinti anche ai mondiali in Macedonia, dove, con oltre seicentocinquanta iscritti, erano presenti i migliori kickboxers dilettanti del mondo.
Non mancano i bambini che frequentano i corsi di kickboxing e ju jitsu con entusiasmo e passione. In totale sicurezza, protetti da guantoni e caschetto, anche loro montano già sul ring, in giro nei vari tornei toscani.
Duemilaundici che per il direttore tecnico Massimo Rizzoli è stato ricco di soddisfazioni anche personali: le vittorie alla guida della nazionale al mondiale, la conseguente conferma come c.t., stages condotti lungo tutta la penisola e i successi, italiani e internazionali, come allenatore del pugile Lenny Bottai: “Ciò conferma l'estrema varietà delle attività che offre la palestra” – conclude Rizzoli – “Attività tutte condotte al massimo livello tecnico tramite allenatori della federazione e stages importanti come quello con Ramon Dekkers, autentica leggenda della kickboxing, per permettere che il Rendoki Dojo si possa definire ormai una vera accademia per gli sport da ring”.
Livorno, 23 Gennaio 2012
Carlo Fantoni
Addetto Stampa “Rendoki Fight Dojo”




Reti: 10' st Pozzi (S), 36' st Paulinho (L)
Il ciclo di Aldo Spinelli alla presidenza del Livorno è stato il più importante dal dopoguerra. Sarebbe sciocco non riconoscerlo, come lo sarebbe non ricordare che in questi anni ci siamo anche davvero divertiti. Sicuramente, per come si erano messe le cose qualche anno fa, c’erano le condizioni tecniche ed economiche per un ciclo ancora migliore. I tifosi genoani esprimono parole simili quando parlano del periodo della presidenza Spinelli e su questo ognuno, dai tifosi agli addetti ai lavori, può fare le proprie valutazioni. Questo ciclo è finito. Perché è cambiata l’economia del calcio, perché l’attuale struttura del Livorno è completamente inadatta ad affrontarla e perché lo stesso Spinelli ha mostrato, più volte, desiderio di lasciare. Soprattutto, ed è quello che ci preme, si tratta di un ciclo che finisce in una situazione inedita, anche questa, dal dopoguerra. Con il Livorno sostanzialmente abbandondato dai suoi tifosi allo stadio, con un disinteresse del pubblico rispetto alla squadra che non è solo frutto delle leggi Maroni, un flop storico, o del cambiamento di abitudini dovuto alle pay tv. Quella che mettiamo all’indice è la politica della società verso i tifosi, e più in generale verso il ruolo sociale del calcio per la città, che è stata gravemente deficitaria. Nel calcio attuale il pubblico, che è essenziale non solo per la cornice ma anche per il ritorno di investimenti, va saputo coltivare. Il fatto che la società si sia ampiamente disinteressata del problema è ancor più grave nel momento in cui Livorno è scossa da una grave crisi sociale ed economica. Il risultato è che si è privata la città di un importante momento di aggregazione sociale ed identitario in uno dei suoi peggiori momenti storici.
Reti: 3' pt Sansone (C), 23' pt Paulinho, 3' st Dionisi rig. (L)
Sapevate che il Livorno nel girone di andata ha battuto ben 112 calci d'angolo contro 69 degli avversari? O che gli amaranto hanno effettuato recuperi per oltre 2 ore di gioco? Oppure che oltre 100mila spettatori hanno assistito a gare del Livorno anche se poi la media paganti in casa precipita a meno di 2000 persone a partita? Questi e molti altri numeri del girone di andata del Livorno nelle statistiche realizzate da Alè Livorno.










