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Livorno: il bilancio del girone di andata: le statistiche e le immagini

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statisticheSapevate che il Livorno nel girone di andata ha battuto ben 112 calci d'angolo contro 69 degli avversari? O che gli amaranto hanno effettuato recuperi per oltre 2 ore di gioco? Oppure che oltre 100mila spettatori hanno assistito a gare del Livorno anche se poi la media paganti in casa precipita a meno di 2000 persone a partita? Questi e molti altri numeri del girone di andata del Livorno nelle statistiche realizzate da Alè Livorno.

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tratto da www.alelivorno.it

11 gennaio 2012

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Ardemagni e Perticone al Modena, Bernacci al Livorno

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Il Modena, con il seguente comunicato ufficiale apparso sul proprio sito internet, ha annunciato le operazioni di mercato concluse nella giornata odierna:

perticoneMarco Bernacci è stato trasferito a titolo temporaneo al Livorno, mentre sono diventati gialloblu il difensore Romano Perticone, classe '86 dal Livorno e l'attaccante Matteo Ardemagni, classe '87, dall'Atalanta.

I due neo canarini, che hanno scelto come numero di maglia il 28 (Perticone) e 63 (Ardemagni), trasferiti al Modena F.C. ambedue a titolo temporaneo saranno presentati agli Organi d'Informazione domani alle ore 14,00 presso la Sala Stampa dello Stadio Braglia

http://www.tuttomercatoweb.com/?action=read&id=321746

11 gennaio 2012

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Grosseto-Livorno 1-1

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madonnaIl Livorno torna da Grosseto con un buon pareggio frutto di una prestazione coraggiosa e senza sbavature ed interrompe la serie di cinque sconfitte consecutive. Squadra ben messa in campo da Madonna, alla prima sulla panchina amaranto, che nonostante le assenza importanti ha saputo inventare una formazione con gli uomini giusti al posto giusto. Primo tempo senza grosse emozioni con entrambe le squadre che hanno badato soprattutto a non commettere errori, ripresa più vibrante e divertente con il Grosseto che ha trovato il vantaggio nel momento in cui meno se lo aspettava, grazie ad una prodezza dal limite di Caridi e con il Livorno che ha cercato ed ottenuto il meritato pareggio con Belingheri. Nel finale, con le squadre allungate e stanche, Dionisi da una parte e Gerardi dall'altra hanno mancato di poco il gol della possibile della vittoria ma alla fine il pareggio è il risultato più giusto. Adesso il Livorno dovrà dare continuità a questo buon risultato cercando subito una vittoria, nella prima giornata di ritorno in programma sabato prossimo al Picchi, contro il Crotone.

Bardi: decisamente il migliore degli amaranto. Conserva il prezioso risultato con tre interventi nel secondo tempo; fondamentale il primo su Caridi, subito dopo l’immeritato vantaggio dei maremmani ottenuto dallo stesso fantasista, perché prendere subito il raddoppio avrebbe messo la parola fine alla gara. Costituisce una solida certezza. Voto 7

Salviato: discreto primo tempo, con corsa e attenzione. Nel secondo tempo soffre da matti la pressione di Caridi, non riesce mai a prenderlo e neanche a limitarlo. Voto 5

Berrnardini: gioca con molta attenzione e concentrazione, concedendo soltanto un solo stacco pulito a Sforzini, peraltro innocuo. Voto 6

Knezevic: cardine di una difesa che ha retto bene per tutta la partita, salvo pochi minuti successivi allo svantaggio. Voto 6

Pieri: molto attivo, bravo in entrambe le fasi di competenza. Nella ripresa, con l’ingresso di Lambrughi, avanza leggermente la sua posizione ma con accortezza ed esperienza. Voto 6.5

Siligardi: non si vede moltissimo nel primo tempo. Nella ripresa qualcosa in più, con un bel tiro che costringe Narciso a mettere in corner con fatica: sulla conseguente battuta arriva il giusto pareggio. Voto 5.5

Lambrughi (dal 35° st): mossa conservativa del neo tecnico amaranto, nulla da segnalare. Senza voto.

Filkor: macina palloni e gambe degli avversari ed è tutto ciò che gli viene chiesto. Voto 6

Remedi: impegno, ma anche diverse incertezze e un po’ di lentezza che gli hanno fatto perdere qualche pallone di troppo. Supplisce con la grinta. Voto 6

Paulinho (dal 8° st): tarda un po’ a entrare in partita e combina poco, pur dando un po’ di spessore. Voto 5.5

Schiattarella; fa molto movimento, come suo solito, in buona sincronia con Pieri. Bisognerebbe che riuscisse a migliorare la precisione, veramente scarsa, dei suoi appoggi. Voto 5.5

Piccolo (dal 22° st): Madonna lo conosce, forse riuscirà ad utilizzarlo meglio del suo predecessore. Senza voto.

Belingheri: un po’ evanescente nella prima parte quando agisce da mezza punta, meglio quando arretra un po’ e fa il mediano. Ha il merito di inserirsi bene e trovare il giusto pareggio. Voto 6

Dionisi: sta largo, cercando di sfruttare i pochi spazi concessi. Non ha molte occasioni, ma dà sempre la sensazione di poter fare qualcosa di buono e di essere uno dei pochi ad avere i mezzi per farlo. Voto 6

Madonna: ha una bella gatta da pelare, Una squadra incrinata nel morale e con certezze tattiche traballanti. Fa capire che occorre superare la paura mettendo dentro Paulinho nella ripresa: prendiamo subito la rete, ma il messaggio passa e i ragazzi non mollano, anzi forse per la prima volta danno segni di vita e trovano il pari. Non si accontentano, cercano la vittoria fino alla fine e la paura si trasmette agli avversari. Già solo queste poche osservazioni ci fanno capire che, forse, qualcosa è cambiato. La classifica è molto brutta, la squadra è in convalescenza, ma ci sono speranze fondate di salvare la pellaccia. Voto 6

Ivano Pozzi

tratto da www.alelivorno.it

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Savona, Spinelli dice sì

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spinelli500Genova - «Va bene, ma stiamo calmi». Calmissimi, sono le 9 di mattina, c’è il sole, mica si può pretendere la luna. Aldo Spinelli è in ufficio da un pezzo, sorride ed è già un buon segno. «Cos’è questa storia che voglio il Savona?». Non funziona così, il presidente lo sa, alle domande lui dovrebbe rispondere. Domandine del tipo: smentisce un suo forte (fortissimo) interessamento per il Savona Calcio? «Calma, ripeto stiamo calmi, ci sono ancora un sacco di situazioni da definire. Io amo il Livorno, lo lascio ma devo, voglio, lasciarlo in buone mani». Sacrosanto, ma intanto Aldo Spinelli non smentisce. Ha letto l’anticipazione che lo vedono pronto a salpare per rilevare il Savona, società dichiarata fallita il 23 dicembre.

Il suo commento, in sintesi: sarebbe stato meglio non parlare ancora del progetto, ma visto che il velo è stato alzato, ormai non vale più la pena tirarsi indietro. Ha letto Spinelli, non ha gradito molto, non tutto e spiega le sue ragioni: «Perché io lavoro nel porto di Savona da trent’anni». Tradotto: il re dei container si è stufato di questa storia che va a far calcio solo dove c’è un porto. Per la precisione: lui a Savona lavorava già come a Livorno. Lo conferma Rino Canavese. Il presidente dell’Autorità Portuale di Savona allarga le braccia appena sente parlare dell’arrivo di Spinelli. Comunque basta leggere i numeri: da 38 anni Spinelli è protagonista nel complesso mondo del calcio. Lui incassa, regala un altro sorriso e rilancia: «Per dire: se la cosa si dovesse verificare, in tre o quattro anni il Savona se la gioca con tutte».

L’idea è stimolante. È successo così con il Genoa, è andata anche meglio con il Livorno, acquistato in serie C1, portato in Coppa Uefa e lasciato comunque in serie B, una categoria in più di quando “O Scio” Aldo rilevò gli amaranto da Armando Picchi. Spinelli nel calcio è una garanzia. Primo: ha una passione che non riuscirà mai ad abbandonare. Secondo: le sue aziende hanno solidità vera e ottima liquidità, elemento che gli ha spesso permesso di battere sul tempo la concorrenza nelle operazioni di calciomercato. Terzo: in 38 anni nel calcio conosce tutto e tutti, amici e nemici, metodi per far fiorire un progetto vincente. Per questo la (forte) volontà di Spinelli è stata accolta con entusiasmo nella Savona del pallone e non solo. Entro il 28 di febbraio il curatore fallimentare vuole bandire l’asta per dare una nuova proprietà agli Striscioni. Gli imprenditori savonesi Dellepiane e Barbano hanno già garantito con 200.000 euro la sopravvivenza della società che milita in Lega Pro-seconda divisione. Altri 200.000 dovrebbero bastare per acquistare il titolo sportivo. Questa la base di partenza, poi Spinelli lancerà il progetto-Savona. Lo ha detto: «Tre o quattro anni e scommetto che il Savona se la potrà giocare con tutti». Non sono promesse buttate al vento, il presidente del Livorno ha già mostrato di sapere come si fa a scalare le categorie del calcio italiano.

«Con calma, però», continua a ripetere. Prima c’è da cedere «in sicurezza» il suo Livorno. Ieri ci sono stati nuovi contatti, alla finanziaria romana Martos, si sarebbe aggiunto nelle ultime ore anche un nuovo acquirente. «La settimana prossima si dovrebbe già definire qualcosa», ha fatto sapere il presidente. Settimana in cui conta di chiudere la sua lunga avventura a Livorno. Per dedicarsi poi all’operazione Savona. Le avventure di Genoa e Livorno iniziarono con bomber come Gigi Marulla e Igor Protti. A Savona c’è già chi sogna.

Giampiero Timossi

tratto da http://www.ilsecoloxix.it

http://www.ilsecoloxix.it/p/2012/01/06/AOZnw6cB-savona_spinelli_dice.shtml

6 gennaio 2012

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Spinelli a un passo dalla cessione. Comprerà il Savona

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spinelli_linguaDa un porto all’altro. Il presidente Spinelli, “O-scio” Aldo, non lo freghi. Avete scommesso che lasciato il Livorno avrebbe mollato con il calcio? Vi siete fidati di quanto aveva detto il 21 dicembre scorso, mica un secolo fa? Sì, aveva detto: «Lascio il Livorno e chiudo con il calcio». Bene se avete scommesso avete perso, anche questa volta. Spinelli ha già mollato gli ormeggi, sta per salpare da Livorno, ma approderà presto a Savona.

Meglio, questa è la rotta sulla quale ha deciso di puntare. Deciso. La rotta l’ha tracciata da qualche tempo, con gli amici più fidati, nei suoi moderni uffici genovesi (in quello presidenziale c’è sempre una maxi-tela che racconta i suoi successi genoani), ma anche nei suoi ritrovi abituali, come al ristorante “Europa”, in galleria Mazzini. Dove, tra una (dietetica) portata e l’altra, Spinelli l’ha buttata sul tavolo: «Vorrei riportare in alto il Savona». Chiaro. Chiarissimo, perché non sarà un caso che gli interessi sportivi del re del container si fanno largo verso un’altra città di mare. Ma questa sembra, è, ancora passione vera. E passione sportiva. Certo, non mancheranno gli scettici, ma c’erano anche quando Spinelli approdò a Livorno. E con lui sul ponte di comando sono tornati in serie A, si sono tolti delle «belle soddisfazioni», arrivando pure in Europa League. Ora li lascia in serie B, neppure in una posizione di classifica troppo rassicurante.

Beh, la storia racconta che Spinelli il Livorno lo prese in serie C, categoria dove l’antica gloria della squadra di Armando Picchi languiva da troppi anni. E prima, certo, il Genoa: lo rilevò da Fossati nel 1985, lo guidò per 13 stagioni. L’avventura nel pallone è iniziata così. E il signor Aldo amava (ama) così tanto il grande gioco del calcio che decise pure di investire su due squadre, tutto nella stessa stagione: a lui il Livorno e l’Alessandria all’amatissimo figlio Roberto, l’amatissimo e cordiale erede. Ah, pare che in questa nuova avventura a Savona si possa imbarcare anche “Robertino”, da qualche tempo meno attratto dalle gioie e dai dolori del gioco del pallone. Per farla breve: lo sbarco dell’ex presidente del Livorno e del Genoa (quella della semifinale di Coppa Uefa) per il Savona profuma di affare vero.

Ieri è arrivata l’accelerata. Motivo? Sembra ormai a un passo la cessione del Livorno alla finanziaria romana Martos. Ieri gli acquirenti hanno incontrato Spinelli, per la firma è questione di ore. Ma “O Scio” Aldo è già in movimento. Il Savona Calcio è drammaticamente fallito il 23 dicembre scorso. La squadra continua a militare in Lega Pro-seconda divisione (la vecchia C2), la sua sopravvivenza è stata garantita dall’impegno dei costruttori savonesi Aldo Dellepiane e Luigi Barbano: hanno già versato 200.000 euro per l’esercizio provvisorio. Altri 200.000 servono per acquistare il titolo sportivo. Questa, insomma, la base di partenza per l’asta che il curatore fallimentare vuole bandire entro il 28 di febbraio. Dellepiane e Barbano potrebbero andare avanti, magari in società con Aldo Spinelli. In passato si era parlato anche di un interessamento dell’avvocato genovese Vincenzo Rispoli, già procuratore tra gli altri di Gianluca Pagliuca ed Enrico Chiesa. Rispoli ha già gestito un’operazione analoga con la Cremonese. Non resta che aspettare. Il gioco per iniziare. “O scio” Aldo punta forte e lui sa come si fa.

tratto da http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2012/01/05/AOzfwfcB-savona_spinelli_salpa.shtml

5 gennaio 2012

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Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Gennaio 2012 17:17

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