Sono state considerate 152 partite interne giocate dai 22 club di cadetteria. La media gara risulta pari a 6.378. Un dato apparentemente in crescita rispetto alle 4.922 presenze medie dello scorso anno. Ma non è tutto oro quel che luccica. Cerchiamo di capire perchè.
Nelle prime cinque posizioni della graduatoria troviamo:
1) Sampdoria (media gara 21.875)
2) Torino (15.838)
3) Hellas Verona (14.729)
4) Pescara (10.617)
5) Padova (9.546)
Nelle ultime cinque posizioni si piazzano:
18) Empoli (2.8266)
19) Sassuolo (2.393)
20) Cittadella (2.392)
21) Grosseto (2.2.17)
22) AlbinoLeffe (2.052)
La partita più vista è stata Sampdoria-Torino con 25.188 presenze. Quella meno seguita AlbinoLeffe-Crotone, alla quale hanno assistito 1.638 spettatori.
Si deve osservare che solo quattro squadre sulle ventidue iscritte (Sampdoria, Torino, Hellas Verona e Pescara) hanno superato la soglia delle 10mila presenze medie per partita. Un altro dato molto significativo è che le ultime cinque della graduatoria registrano tutte meno di 3mila spettatori.
La presunta crescita di pubblico in Bwin è dunque solo apparente, in quanto “drogata” da una fortunata coincidenza. Vale a dire la contemporanea presenza in cadetteria di due club con un grosso traino di spettatori come la Sampdoria (retrocessa dalla serie A) e l’Hellas Verona (promosso dalla Prima Divisione di Lega Pro). A queste due blasonate società si aggiungono il Torino (confinato da un po’ in cadetteria, ma quest’anno capolista grazie a Ventura che ha riportato l’entusiasmo tra i tifosi granata) e il Pescara (anche le presenze all’Adriatico stanno lievitando grazie a Zeman). Con l’eccezione del Padova, che tiene testa alle altre, dietro c’è il vuoto.
Per il resto, nonostante i meriti di un presidente molto attivo come Andrea Abodi siamo ben lontani dalla media di 10mila spettatori a partita, che dovrebbe essere l’obiettivo minimo della cadetteria e che era negli ottimistici auspici dei suoi vertici dirigenziali.
Una rondine non fa primavera. Gli stadi della Bwin sono, nella massima parte dei casi, desolatamente vuoti. Qualsiasi confronto con l’omologa categoria inglese è allo stato delle cose improponibile. Le riprese delle pay tv confermano dati numerici incontrovertibili. Con impietoso realismo, fatte salve le eccezioni che confermano la regola.
Ecco la media degli spettatori, ad oggi, per la Serie A: 23.318 a partita, in ulteriore ribasso rispetto ai miseri numeri della scorsa stagione. Ogni confronto con Bundesliga, Premier, Liga è impietoso. Ma per capire quanto sia profondamente malato il nostro calcio, leggete i numeri della Championship :
Ai fini dell’analisi sono state utilizzate come sempre le statistiche tratte dal (pregevole) sito ufficiale della Football League. La media di spettatori per partita è pari a 17.340. Si tratta di un valore numerico in salita rispetto allo scorso campionato (era 16.659, QUI i particolari), quasi tre volte superiore rispetto a quello della serie B italiana.
Nelle prime cinque posizioni (della Championship) della graduatoria troviamo:
1) West Ham United (media gara 28.596)
2) Derby County (25.847)
3) Southampton (25.309)
4) Leeds United (23.098)
5) Nottingham Forest (23.883)
Le ultime cinque posizioni (della Championship) sono occupate da:
20) Watford (12.195)
21) Millwall (11.751)
22) Barnsley (10.148)
23) Doncaster (10.116)
24) Peterborough (9.081)
La partita più vista è stata Derby County- Southampton del 15/10/2011 con 33.010 presenze (nella foto Pride Park, lo stadio dove gioca il Derby). Quella meno seguita Peterborough-Cardiff City, giocata il 18/10/2011, alla quale hanno assistito 6.351 spettatori.
In Championship 8 club su 24 hanno una media di presenze/gara superiore ai 20mila spettatori. Altri 5 si attestano su un valore compreso tra 20mila e 17mila. In 10 il cassiere contabilizza tra 17mila e 10mila presenze. Solo una squadra (il Peterborough) resta sotto una media di 10mila.
Non possiamo che ribadire quanto più volte reiterato. Si tratta di dati numerici sui quali i dirigenti del nostro calcio, ormai di fatto asservito ai voleri delle intrusive pay tv, dovrebbero riflettere con molta attenzione.
Per riportare la gente negli stadi si tratta di trovare gli strumenti giusti. Per farlo occorrerebbe lavorarci sopra con passione, slancio e fantasia. Non è certo la strada della Tessera del tifoso, imposta dal Viminale con la connivenza dei club, quella da battere per risollevare il sistema calcio italiano.
Ed eccoli i numeri dei 10 campionati più seguiti in Europa, i dati si riferiscono allo scorso campionato. Per il campionato in corso stabili i numeri della Bundesliga, Premier, Liga, in aumento e sostanzioso la Ligue 1, in ulteriore flessione la Serie A.
1 Germania - Erste Bundesliga 42.790
2 Inghilterra - Premier League 34.088
3 Spagna - Primera Division 28.971
4 ITALIA - Serie A 23.899
5 Francia - Ligue 1 20.119
6 Olanda - Eredivisie 19.319
7 Inghilterra - Championship 16.589
8 Scozia - Premier League 15.128
9 Germania - Zweite Liga 15.056
10 Turchia - Süper Lig 14.058
http://www.dodicesimouomo.net/12uomo/ne ... -in-a.html
http://www.calciopress.net/2011/11/10/c ... era-vuoto/
http://www.calciopress.net/2011/10/27/b ... mpionship/




Mazzoni : inoperoso sino al 29’, quando si oppone bene ad un tiro dalla sinistra. Un paio di buone uscite, poi si fa sorprendere da colpo di testa dal limite sul gol del vantaggio del Cittadella. Neutralizza bene una punizione dal limite. Non ha colpe sul raddoppio. 5,5
Ci voleva una fantasia malata per arrestare Alessio Abram, presidente della
Riparte, seppur con qualche mese di ritardo, il campionato di calcio tunisino. Per non creare sovrapposizioni con l'Aïd al-Adha, che domenica ha riunito le famiglie tunisine per il tradizionale pranzo con il montone, tutte le partite della prima giornata della Ligue 1 sono anticipate a venerdì 4 e sabato 5 novembre. La stagione si apre allo stadio Olimpique El-Manzah di Tunisi che vede di fronte il Club Africain e i gialloneri dell’Athletic Bizertien. Con degli amici raggiungiamo presto il quartiere El Manzah, e abbiamo tutto il tempo per un caffè appena fuori dall’impianto.
Dopo 13 giornate a secco si sblocca finalmente Paulinho che con una doppietta trascina il Livorno ad una sonante vittoria con il Pescara, che si ferma all'Ardenza dopo 5 vittorie consecutive. Ospiti in vantaggio al 21' con Cascione che sfrutta un pasticcio di Perticone e batte l'incolpevole Bardi. Il Livorno, al contrario delle ultime uscite, non si smarrisce e trascinato da Paulinho ribalta il risultato. Al 23' su calcio di punizione il brasiliano interrompe finalmente il digiuno di gol e riporta il risultato in parità. Toltosi di dosso il peso psicologico della lunga assenza dal gol, Paulinho concede il bis al 37' e, ricevuta palla da Filkor, salta con un pallonetto l'estremo difensore biancoazzurro Pinsoglio e accompagna la palla in rete di testa per il 2 a 1. Prima del riposo il Livorno potrebbe segnare ancora con Bigazzi che sfiora il palo in contropiede. Nella ripresa il Pescara cerca il pareggio ma è il Livorno che chiude la partita con il neo entrato Barone che, lanciato da un colpo di tacco di Bigazzi, batte per la terza volta Pinsoglio. Pochi minuti dopo in contropiede ancora Barone, liberato da un velo di Paulinho, ha la palla del definitvivo KO ma calcia di poco a lato. Nel finale forcing del Pescara ma il risultato non cambia e gli amaranto festeggiano una prestigiosa vittoria, la seconda in casa dall'inizio del campionato, ampiamente meritata.










