Strazzullo lascia, cambio alla testa della Cgil livornese

Strazzullo lascia la segreteria CGIL dopo 8 anni di linea sovrapposta a quella del Pd

StrazzulloDopo 8 anni, Maurizio Strazzullo ha lasciato l’incarico di segretario provinciale della Cgil di Livorno. Al suo posto Fabrizio Zannotti proveniente dalla categoria dei chimici. E’ bene dirlo chiaramente, con questo avvicendamento in molti si aspettano che il primo sindacato cittadino cambi rotta e provi quantomeno a fare il sindacato su un territorio disastrato dal punto di vista industriale e occupazionale e non l’organizzazione parallela al Pd con delega al lavoro come spesso è stato. Sembra crudo dirlo così, ma se analizziamo 8 anni di segreteria Strazzullo ci rimane difficile pensare diversamente. In una recente intervista concessa a Il Tirreno, tracciando le tappe del suo mandato, Strazzullo ha fatto un quadro delle difficoltà incontrate: dalla crisi iniziata nel 2008 con Lehman Brothers all’elezione a sindaco di Nogarin nel 2014, con cui ha sempre avuto pessimi rapporti. Una situazione soprattutto frutto del fatto che Strazzullo è sempre stato contiguo al Pd tanto che, oltre ad essersi schierato alle primarie con tanto di tessera era anche dato come probabile assessore in caso di vittoria di Ruggeri come tradizione livornese vuole (gli ultimi due segretari-assessori sono stati Bruno Picchi nei mandati Cosimi e Piero Nocchi nell’ultimo mandato Kutufà).

L’entusiasmo di Strazzullo. Basta andare sul sito de Il Tirreno a cercare l’archivio dei suoi interventi per vedere che ci sono più pagine da quando l’8 giugno 2014 è cambiata amministrazione comunale che nei 10 anni precedenti. Ma scorrendo si può trovare anche l’entusiasmo ed il sostegno espresso dal segretario Cgil rispetto a capolavori come il rigassificatore, la discarica di Limoncino, il nuovo ospedale in project financing, il parcheggio Odeon e l’operazione Porta e Mare. Proprio in questa intricata operazione Strazzullo si è sempre schierato senza compromessi dalla parte del progetto, con tutta la parte immobiliare e commerciale annessa, e dalla parte di Azimut. Sottolineiamo “senza compromessi” perché in quell’operazione la strada per garantire la famosa “terza gamba” della cantieristica ed un compromesso fra parte immobiliare, Azimut e riparatori andava quantomeno ricercata. Ma Strazzullo, che ai tempi che era segretario FIOM, questa strada l’ha sempre scansata. Così come ha scansato e bollato di avventurismo ogni voce che si levava contro Rossignolo nell’affare Ex Delphi (mentre a Grugliasco lo rincorrevano) o chi voleva denunciare soprusi e opportunismo della MTM.

Difesa dello status quo e guerra ai 5 stelle. Con l’arrivo dei 5 stelle il segretario come prima cosa ha alzato gli scudi per difendere acriticamente quelle società partecipate che in molte sue propaggini interne erano diventati organi costosi e clientelari di un’amministrazione che non faceva altro che aumentare i costi di tariffe e servizi. Come soluzione per Asa, Aamps e Atl, poi, ha sempre sostenuto tutti i processi di fusione e privatizzazione ideati ed imposti dalla Regione. Ma la linea della Cgil di braccio armato contro l’amministrazione si è visto nella vicenda Aamps dove, con responsabilità anche del sindaco Nogarin che si è rimangiato improvvisamente ciò che aveva dichiarato più volte ai lavoratori, si è prestata ad essere strumento di lotta politica per far cadere la maggioranza. Naturalmente con il segretario a ribadire il suo SI all’ingresso nella Reti Ambiente spa privatizzata, SI all’inceneritore e NO al porta a porta senza mai mettere in discussione un’azienda che alla città costa uno sproposito e dove il sistema di smaltimento è ancorato a sistemi di clientelismo territoriale. E’ poi ormai famoso il NO netto che espresse ad ogni possibilità che la Costa Concordia potesse essere smantellata a Livorno (anche se i bacini lasciati marcire avevano già reso poco probabile questa opzione).

Lo sciopero elettorale con Rossi. Ma il capolavoro politico di Strazzullo è avvenuto il 24 novembre 2014 quando i sindacati confederali decisero per uno sciopero cittadino. Da settimane in città, con la vertenza TRW aperta e altri 400 posti di lavoro andati in fumo, da più parti si chiedeva un grande corteo cittadino sull’onda di quello di Terni in cui tutta la città era scesa in piazza a fianco dei lavoratori. Solo dopo che in migliaia scesero in piazza autorganizzati con il Coordinamento Lavoratori Livornesi, i sindacati decisero di organizzare lo sciopero. E fu un capolavoro. Il palco finale in piazza del luogo Pio si può annoverare più fra i comizi elettorali che fra le conclusioni di uno sciopero: sul palco infatti c’era un presentatore, Francesco Gazzetti, che sarebbe stato capolista del Pd alle elezioni regionali qualche mese dopo ed il governatore Rossi, che ricandidato come presidente che, fra parecchi fischi, inveì prima contro Landini e poi contro Nogarin che era a Roma alla trattativa TRW al Mise. C’è poco da aggiungere, Zannotti difficilmente potrà fare peggio.

tratto dall’edizione cartacea di Senza Soste di marzo 2017, n° 124

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