23 luglio 1993, una data funesta per il movimento metal rock italiano: la scomparsa in un tragico incidente di Fabio e Roberto Cappanera leader storici della Strana Officina. 2011: esce a distanza di quasi 20 anni dal suo concepimento “Cuore Blues Rock'n'Roll” quello che doveva essere il secondo capitolo dell'omonimo progetto dei fratelli livornesi a seguito di quel “Non c'è più Mondo” che tanto entusiasmo aveva suscitato nei kids italiani. Per me recensire questo lavoro non è semplice, e non lo sarebbe stato all'epoca, sia per l'ammirazione che ho sempre provato verso i ragazzi, sia adesso che potrei farmi prendere dal ricordo e non riuscire a scrivere con la massima obiettività. Invece dopo averci pensato molto su cosa scrivere resto della mia opinione dell'epoca: questo era e sarebbe stato l'album che li avrebbe portati al successo nella grande platea nazionale, e con ciò avrebbe sdoganato parte del movimento metal che vedeva nella Strana Officina il leader indiscusso, senza nulla togliere alle altre grandi band del metallo tricolore.
Perchè dico questo? Semplice: ebbi la fortuna tramite la mia amicizia con Andrea Castelli di sentire quel promo, e pur essendo più soft musicalmente di come sia stato immesso oggi sul mercato, ne vedevo una potenzialità enorme, sia per le sonorità in alcuni casi al limite col pop, sia per i testi mai banali, sia per l'impatto che poteva avere su di un pubblico maturo e ancora non travolto da immondizia musicale come adesso, e credo sia inutile citare i vari programmi televisivi che ci hanno portato al degrado culturale/musicale dei giorni nostri. Detto questo posso assicurare che nel 1993 il mio voto a questo disco sarebbe stato 10, ed oggi nell'ormai lontano 2011 lo confermo senza dubbio. Scendiamo ora alla mia personale descrizione dei brani, come è mio costume fare. L'album inizia con quella canzone che fu quasi un presagio: “Ecstasy”. Scritta sull'onda delle stragi del sabato sera e che riesce a rendere al meglio l'idea di cosa può provare chi cerca il massimo da se stesso, di chi si sente invulnerabile, salvo poi di fronte all'impatto mortale presentarsi dimesso e impotente. Giusto ricordare che i testi di tutti i brani furono opera di Roberto, al quale va un plauso particolare per la qualità degli stessi, a mio avviso stupendi, sia quando affrontano la realtà più cruda, sia quando sono più scanzonati.
Parliamoci chiaro, questo album che risulta attualissimo oggi è la chiara dimostrazione di quanto i Cappanera fossero avanti anni luce rispetto a tanti idoli italiani che dopo 30 anni scrivono le solite cazzate. Inutile aggiungere che le chitarre di Fabio accompagnano questo brano nel modo migliore possibile. “Chi ha Deciso per Noi” si apre con un bluesy niente male e un tappeto di tastiere splendido, (tastiere che nel complesso del lavoro son state molto ridotte, per dare un impatto più rock rispetto agli originali), la sorpresa come nel brano precedente è la voce di Morby, abituati a sentirlo nello speed feroce dei Sabotage (ancora i Domine non c'erano), su queste tonalità ci sorprende piacevolmente dimostrando una volta di più tutte le sue immense doti. Testo ancora vincente, sound efficace, Fabio grandioso, e non ho problemi a dirlo: per me il più grande chitarrista italiano di sempre: semplice, puntuale, duttile, e soprattutto un grande macinatore di riff e di emozioni che alla fine sono ciò che conta! “Rinascerei” è la canzone per tutti, chi non vorrebbe ripartire da zero per non farsi imbrogliare di nuovo? Musicalmente siamo di nuovo avanti per i tempi in cui fu realizzata, il lento incedere iniziale che trova la giusta adrenalina quando la batteria di Rolando (che ha registrato tutte le percussioni non essendo ancora all'epoca pronte) esplode e ci trascina all'interno del brano. Brano che emozionalmente è da dieci e lode con una parte musicale da brividi, e questo basti per descriverlo. “Lei Sarà con Te” risulta più di impatto, più rockeggiante grazie alle guitar di Fabio incisive al massimo, Fabio che qui si presenta anche alla voce come fu in alcuni brani di “Non c'è più Mondo”, voce che non teme confronti anche con cantanti più conosciuti ed apprezzati. Testo di vita, adatto a chi ama il proprio partner e ci condivide una vita assieme dopo l'adolescenza e decide di tirar su famiglia. Oserei dire un inno all'amore e alle donne in particolare. “Vivrò in Lui”: e qui lasciatemi dire che mi son commosso come forse mai in vita mia. Se nella prima versione avevo apprezzato il testo in ricordo del padre e proiettato sul figlio, qui non posso che osannare il tutto ed emozionarmi nel duetto virtuale che Fabio ha con suo figlio Andrea, qualcosa di unico, da ascoltare in silenzio per capire il senso della vita stesso.
Emozione unica per un brano senza tempo. “Un tipo Speciale” vede il ritorno alla voce del mitico JohnnySalani prima voce della Strana Officina, il brano è un blues trascinante dal testo ironico e forse autobiografico che Salani interpreta alla grande e nel quale Fabio si diletta con fraseggi e assoli che trasudano di blues puro. Una nota di merito per tutto il lavoro svolto nell'album va anche ad AndreaCastelli ed al suo basso che si amalgamava alla grande con il suono voluto e creato dai fratelli Cappanera. E nota di merito in più non fosse per il fatto che in fondo lui ci ha sempre creduto nel poter un giorno pubblicare questo grande album. “Musica e Sogni” potrebbe averla scritta chiunque di noi creda nella musica e nella sua forza, quella forza che ci permette di andare avanti di fronte alle difficoltà che la vita ci propone, senza di lei (la musica) chissà se riusciremo a tirare avanti? Direi un inno a chi come noi ama veramente la musica e vive in parte per essa, sia che la suoni o che la ascolti.. “Troppo grande la musica, parla al cuore dall'anima..” semplici ma efficaci parole per riassumere il tutto! “Solo Mai” è la lotta per sopravvivere, qui il basso di Andrea si erge a vero pilastro guidando la musica in questo caso più soft ma non meno affascinante, e quando poi Fabio disegna i suoi riffs tutto ci riporta alla grandezza totale di questo artista. Mi son sempre chiesto se questo album fosse uscito, se quel maledetto 23 luglio non fosse mai esistito che reazioni avrebbe provocato nel mondo del metal italiano. Accuse di tradimento? Elogi sperticati? Chissà.. non lo sapremo mai, io dal canto mio torno a ripetermi, mi piaceva nella versione promo e mi piace adesso, sempre attuale, sempre unico. E veniamo a “Non Perderti Mai”, ecco questa poteva essere la canzone che poteva lanciare i Cappanera a livello nazionale, siamo ai confini col pop, ovviamente di classe data la caratura dei musicisti in questione, sia per il sound che per il testo che sembra quasi da Sanremo. Al tempo stesso poteva essere la canzone dalle mille discussioni tra metallari, per me è una canzone bellissima che da quasi 20 anni ascolto senza mai stancarmi, e se una canzone è bella non ha genere, è bella e basta! “Depressione (al Rumba Jazz)” nella versione penso originale dato che io l'avevo in quella con Morby alla voce, mentre qui è interpretata in modo scanzonato da Fabio, testo stravagante e coinvolgente, blues di razza e immenso che va a coronamento di questo fantastico album, si perchè purtroppo siamo alla fine a parte la finale ed acustica “Borea” che mette il sigillo di chiusura alla storia musicale di Fabio e Roberto.
Abbiamo un grande rimpianto nel cuore: chissà come sarebbe cambiata la storia della musica in Italia se loro fossero ancora con noi, loro che erano troppo avanti a tutti, loro che non sbagliavano una canzone che era una. Vivranno sempre con noi, con chi ama la musica vera e non artefatta. Se non avete questo cd nei vostri scaffali, non avete un pezzo di storia, e che storia.
Klaus Petrovic
pubblicato su: www.italiadimetallo.it
| < Prec. | Succ. > |
|---|
















