Almeno dal punto di vista delle uscite discografiche, questo 2011 è sembrato per il momento abbastanza generoso. Di seguito una breve descrizione, in ordine alfabetico, degli album che secondo il mio modesto parere meritano di essere annoverati tra le produzioni più importanti, almeno per ora.
BAAP! - Sweet Dreams, Baby (Monk)
Ispirato tanto dalle atmosfere fumettistiche che da Mingus e Monk, il quartetto jazz capitanato dall' estroverso e acclamato trombonista Tony Cattano mette sul piatto 11 composizioni che spaziano con padronanza tecnica e gusto dall'improvvisazione alla tessitura di temi cinematici. Fergusoniano.
Battles – Gloss Drop (Warp)
L'album che segue la dipartita di Tyondai Braxton (figlio dello storico jazzista Anthony) sembra cedere un po di quel mordente che aveva caratterizzato il precedente "Mirrored". Tuttavia, il lavoro nel complesso risulta davvero godibile nella sua giocosa miscela ante-literam di math-rock, elettronica e spruzzate pop.
My Machines ft. Gary Numan - http://youtu.be/DR-fhbUkRs0
Beastie Boys - Hot Sauce Committee Part Two (Capitol)
Finora l'uscita più blasonata dell'anno. Un po già sappiamo cosa aspettarci, come potrebbe accadere per un disco dei Rolling Stones. Un album vivace, zeppo com'è di brani che non ti fanno stare fermo ad ascoltarli. Di seguito, oltre ad un video girato dal regista Spike Jonze, anche una sorta di cortometraggio autocelebrativo e al contempo autoironico che collega il loro esordio del 1986 Licensed To Ill con Hot Sauce Committee Part Two.
Don't Play No Game That I Can't Win ft. Santigold - http://youtu.be/w-QIiVS_7Hs
Fight For Your Right Revisited - http://youtu.be/evA-R9OS-Vo
Booker T. Jones - The Road From Memphis (Anti)
Torna lo storico organista a cui si deve tanto soul e rhythm & blues, questa volta prodotto da ?uestlove (batterista della band hip-hop The Roots). Forse era lecito aspettarsi qualcosa in più, ma alcuni grooves suonano così maledettamente bene da non poter essere ignorati.
Ghostpoet - Peanut Butter Blues & Melancholy Jam (Brownswood)L'esordio sulla lunga distanza del rapper e producer inglese è davvero una delle cose più convincenti uscite recentemente. Hip hop, elettronica lo-fi, grime, indie-rock e downtempo si sposano alla perfezione con un flow fortemente influenzato da Roots Manuva. Da tenere sott'occhio.
J-Rocc – Some Cold Rock Stuff (Stones Thrown)
Avendo lavorato al fianco di Madlib e J Dilla, il Dj e producer J-Rocc ripropone un sound che oramai è un classico nell'ambito del turtablism, influenzato com'è anche dal primo Dj Shadow. Per gli addetti ai lavori.
Mr Rencore + Tim Berne - Intolerant (Auand)
Matematiche post-core flirtano col jazz d'avanguardia dentro un frullatore impazzito. Il trio livornese (Gabrio Baldacci, Beppe Scardino e Daniele Paoletti), accompagnato dal sassofonista statunitense Tim Berne, da alle stampe uno degli album più interessanti dell'anno.
Preview dell'album - http://shop.auand.com/detail0.php?prod=AU9024
Sabir Mateen & Silvia Bolognesi – Holidays in Siena (Rudi Records)
Un veterano del jazz d'avanguardia e un astro in rapida ascesa nel firmamento nostrano si incontrano per dare una forma conoscibile ad una musica che già c'è ma che si può altrimenti solo respirare. L'ascolto è un esperienza.
Shabazz Palaces – Black Up (Sub Pop)Torna l'ex-Digable Planets col suo progetto basato su campionature minimali, grooves scuri e aperture soul.Anche se leggermente sottotono rispetto al disco precedente, Black Up si attesta tra le cose da riascoltare più volte.
Tied & Tickled Trio with Billy Hart– La Place Demon (Morr Music)
Ennesimo album per i tedeschi da sempre impegnati a trovare forme innovative per conciliare con gusto l'elettronica e il jazz. Questa volta registrano assieme al batterista Billy Hart, un veterano che può vantare di aver suonato al fianco di Herbie Hancock, Wayne Shorter e Miles Davis.
Tyler, The Creator – Goblin (XL)
Forse eccessivamente autoreferenziale, ma l'hip hop scuro e claustrofobico di Tyler non lascia indifferenti. Non è roba da fighetti simil-gangsta con macchine scintillanti e bellezze in bikini e non si ha scelta: prendere o lasciare.
Wooden Shjips – West (Thrill Jockey)Un viaggio attraverso la spessa coltre psichedelica di grooves che la garage-rock band ha innalzato per la loro terza fatica, prodotta per l'occasione dalla prestigiosa Thrill Jockey. 38 minuti da ascoltare tutti d'un fiato, lasciandoci andare oltre qualsiasi ovest. Uno degli album dell'anno.
per Senza Soste
Aldo De Sanctis