«Una democrazia dalla memoria corta». La denuncia dei piccoli e grandi drammi quotidiani che avvelenano l’Italia in "Mammalitaliani", il nuovo album degli Après la classe prodotto da Caparezza. Dai titolo poteva racchiudere al meglio il nuovo lavoro degli Après la classe. Quel Mammalitaniani, cantato anche nel primo singolo, è un po’ il manifesto, una riflessione triste sul nostro Paese, fatto sì di bellezza ma anche di tanti problemi e soprattutto di etichette che non riusciamo a staccare dalle nostre vite. A quattro anni dall’ultimo album in studio, il gruppo salentino torna virando leggermente il proprio percorso. Analizzano il presente, dal caso Englaro all’imminente catastrofe ecologica e sposano la loro patchanka con ritmiche elettroniche. E come ci racconta Cesko, storica voce della band: «L’evoluzione era voluta da tempo, volevamo esplorare. E ci siamo riusciti mantenendo lo stesso spirito».
Musicalmente è molto più compatto.
Sì, anche più morbido, oltre al forte abbraccio all’elettronica che abbiamo voluto, e, secondo me, risulta ben bilanciato tra testo e musica. Mammalitaliani nasce da un’idea di Puccia, il nostro fisarmonicista. E tutto il lavoro prende vita con l’aiuto di Caparezza, questa volta in veste di produttore.
A partire dal titolo c’è una visione cupa dell’Italia, si perde un po’ della vostra allegria.
Noi siamo sempre stati del parere che non si può far finta di nulla: quello che diciamo all’interno di Mammalitaliani non è un’invenzione o la scoperta dell’acqua calda. è un dato di fatto come ci vedono all’estero la maggior parte della persone, veniamo etichettati con la firma della mafia, veniamo derisi, è una cosa che abbiamo vissuto sulla nostra pelle e toccato con mano nelle nostre date all’estero.
In “Io no”, invece, raccontate la catastrofe ambientalista che incombe sulle nostre teste, com’è nato?
Nei nostri testi cerchiamo di riportare sensazioni, emozioni ed esperienze che viviamo nella quotidianità, ciò che ci avvolge. Senza volerlo, il pezzo è nato abbracciato alla notizia del pentito che iniziò a parlare dell’affondamento delle navi con i rifiuti tossici. Ed è un emblema della situazione italiana tristissima dove si scopre una cosa, si apre un caso politico e dopo due settimane si dimentica tutto.
A proposito della società che dimentica, nell’album c’è anche “Ancora suona”dedicata al caso Englaro.
Sì, un caso per cui ognuno di noi, davanti a un caffè, ha preso posizione e ha detto è giusto o sbagliato. Pure lì, nel giro di due settimane tutto è andato a finire nel dimenticatoio, mentre secondo me rimane una vicenda apertissima. è il primo caso in Italia che è andato avanti a livello legale sull’eutanasia. Ce ne sono tanti altri, noi possiamo avere un’idea sul fatto che sia giusto o sbagliato, ma bisogna discuterne, la democrazia è la base del nostro Paese e certe storie andrebbero affrontate e risolte.
Gli Après la classe sono una delle voci del Salento, una zona d’Italia da tempo fucina di grandi talenti.
Musicalmente parlando stiamo vivendo quello che ha vissuto l’Emilia vent’anni fa. Vasco, Ligabue e tanti pilastri della musica italiana arrivano dalla stessa zona e in Salento, come per magia, sta accadendo lo stesso. Può piacere o no ma anche nei talent show le ultime vittorie arrivano sempre da qui. Non può essere ignorato.
In Italia non si è troppo schiacciati dalla televisione?
Non solo le nuove leve, un po’ tutti.
Che difficoltà incontrate?
Il problema è degli spazi, ormai i talent show portano al successo subito. Spero che i ragazzi non vengano usati come yogurt che scadono nel giro di poco tempo e poi vengono dimenticati perché finito un programma se ne deve fare un altro. Spero che vengano coltivati i talenti perché ci sono ragazzi che hanno veramente qualcosa da dire. Il mio consiglio è di avere pazienza ed essere coerenti con se stessi e cercare sempre di lavorare, le cose piano piano cambieranno. Noi ci abbiamo messo 11 anni prima di sfondare. Ancora oggi non volevano Mammalitaliani come primo singolo, ma noi l’abbiamo voluto fortemente e potrebbe dare fastidio a qualcuno.
Il tour come sta andando?
Molto bene, è stato divertente remixare i vecchi pezzi alla luce del sound nuovo. Quando iniziamo a suonare i pezzi non si sa qual è finché non inizia la prima strofa.
di Pierpaolo De Lauro
pubblicato su: www.terranews.it
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