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Gianluca Petrella Cosmic Band - Coming Tomorrow Part One - (Spacebone Records 2009)

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_Cosmic_Band_-_Coming_tomorrow_part_1_coverGianluca Petrella è un astro in continua ascesa nel panorama del  del Jazz internazionale.
Dopo aver suonato con musicisti del calibro di Carla Bley, Steve Coleman e Greg Osby ed aver militato in formazione assieme ad Enrico Rava, il trombonista barese sembra giunto ad un nuovo capitolo della sua carriera con la Cosmic Band, giovane e dinamico ensemble dalla cui miscela di influenze e backgrounds è nato "Coming Tomorrow Part One".
In molti si stanno accorgendo della qualità dei progetti che vedono coinvolto Petrella: il sold-out all' Auditorium di Roma durante la presentazione del disco nel Gennaio scorso, infatti, sembra una dimostrazione più che sufficiente.
Petrella non si fa scrupoli a mettere a frutto passioni come Rock e Psichedelia che nella storia del Jazz vede in Miles Davis e Sun Ra, tra gli altri, i precursori di commistioni che per i puristi del Jazz di allora (anni 60 e 70) risultavano poco digeribili. Ed è proprio Sun Ra il riferimento principale a cui Petrella si è ispirato e a cui rende omaggio rivisitando quattro dei suoi classici.
Essendo non molto noto al grande pubblico, apro una breve parentesi proprio sul poliedrico compositore afro-americano per descriverne velocemente l'importanza. Erroneamente la sua musica, che copre i decenni che vanno dagli anni 50 ai 90, viene definita da molti come essensialmente Free-Jazz, mentre non solo scriveva partiture complesse ma imponeva che i suoi musicisti si esibissero mascherati  eseguendo anche delle coreografie. Asseriva di provenire dal pianeta Saturno e che tutto il popolo africano, in verità, apparteneva ad un altro mondo. Si potrebbe sorriderne, se non fosse che questa teatralità esprimeva il suo modo di rappresentare la drammatica diaspora della gente africana e la sua necessità di affrancarsi dal dominio culturale americano ed europeo: il ritorno al proprio "pianeta" è il ritorno a "Madre Africa" dal quale gli Afro-Americani furono strappati. Nella sua musica, però, la tradizione musicale africana convive con lo spirito pioneristico:  è stato lui, infatti,  ad aver introdotto e suonato per primo i sintetizzatori nella musica Jazz. Il lascito, in termini di contributi discografici è notevole. Voglio però consigliare l'ascolto di due dischi molto diversi tra loro: "Lanquidity" e  "Space Is The Place".
Tornando a "Coming Tomorrow", l' album apre davvero bene proprio con la potente rivisitazione di "Space Is The Place" che sembra aver subito un trattamento in stile Deep Purple, tant' è l'urgenza Rock che prorompe e coinvolge da subito; magistrale!
Passando dalla "giungla" introspettiva di "Flexible" arriviamo a "Saturn", anche questo originariamente di Sun Ra: il brano parte con un intercedere pigro per poi approdare, swingando, al tema e, successivamente ad un'improvvisazione in bilico tra Free Jazz e Psichedelia per poi chiudere ancora con il tema swingato.
Veniamo a quello che, a mio parere è uno dei brani più interessanti del disco: "A Little Beat Waltz", firmato Petrella, è un lento valzer scuro, denso ed evocativo.
Subito dopo troviamo gli ultimi due tributi a Sun Ra: "Bassism", eseguito in chiave Bossa, e "We Travel The Spaceways". Quest' ultimo brano  è un altro dei miei preferiti, in cui  Jazz, Rock e Psichedelia trovano un ottimo equilibrio nell'arrangiamento di Petrella.
Veniamo ora a "Orbital Perc.", a firma Padovani-Petrella, dove le percussioni del primo vengono, per così dire, "trattate" dall'effettistica elettronica del secondo. Subito dopo, in maniera quasi naturale, prorompe ""Three Undisciplined Satellities" di Bigoni-Scettri-Baldacci, brano davvero molto interessante, vuoi per la forza centrifuga dell'esecuzione che per le scelte effettuate sulla batteria in termini di suono e di editing.
"Second Star To The Right", di Sammy Cahn e Sammy Fain,  è invece rilassato ma molto descrittivo: mettete una sera ad un Jazz Club dove avete bevuto un pochino di più e quel lento swing che vi cullava rischia di farvi perdere l'equilibrio mentre state per raggiungere per l'ennesima volta le prossimità del bagno e vi chiedete: sono io ad essere ubriaco o è la band che ha voglia di scherzare?
E così, mentre tutto sembra stia lentamente per implodere, arriva un altro gioiellino a chiudere l'album: "Coming Tomorrow", in cui Petrella mostra le sue grandi doti sia come solista che come compositore. Torna alla mente l' Herbie Hancock degli anni 70; accostamento azzardato?
In definitiva "Coming Tomorrow, Part One" risulta essere un disco denso, articolato e davvero godibile, dove Petrella sembra aver trovato un equilibrio tra la propria idea compositiva e la creatività messa in gioco dai musicisti coinvolti.
A molti interesserà sapere che nella formazione della Cosmic Band  figurano tre Livornesi D.O.C. che , tra l'altro, fanno parte anche dell'ensemble Dinamitri Jazz Folkloredi Dimitri Grechi Espinoza, altro Livornese e jazzista di notevole importanza.
Stiamo parlando di Gabrio Baldacci alla chitarra (attivo in diverse formazioni sperimentali e non, nonchè con il Blues Quartet di Espinoza), Beppe Scardino al sax baritono (leader della band Orange Room e animatore dell'associazione Axè che si occupa di promuovere la musica Jazz; recentemente ha dato un notevole contributo al nuovo disco dei Virginiana Miller, Il primo lunedì del mondo) e Simone Padovani alle percussioni (batterista con Bobo Rondelli e già con Ottavo PadiglioneCarneigra).
Per saperne di più andate su: www.spacebonerecords.comNon mi resta che augurarvi un buon ascolto.
Per contattarmi scrivete a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. oppure visitate www.inablackorange.blogspot.com.
per SenzaSoste.it
Aldo De Sanctis
marzo 2010

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