«C'è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio! Io non li temo! Non ci riusciranno! Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni! Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale! E si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta.» (Rino Gaetano, durante un concerto nel 1979)
Sul palco dell’Auditorium Flog di Firenze, venerdì 22 gennaio, la “Rino Gaetano Band” ha dedicato quasi due ore di musica al grande cantautore calabrese. La band, formata per la volontà della sorella Anna e che annovera tra i suoi componenti il nipote Alessandro, ha ripercorso l’intensa carriera dell’artista, autore di canzoni appassionate e irriverenti, che raccontano “l'Italia delle P38 e della strategia della tensione” un paese “surreale, diviso tra fiaba e dramma, passioni sentimentali e contraddizioni sociali” (Ondarock). Tutto esaurito e un entusiasmo fuori dall'ordinario da parte di un pubblico complessivamente giovane che fa pensare che la musica di Rino Gaetano ha attraversato i gap generazionali, imponendosi con successo anche nella nostra epoca. Merito anche del gruppo, composto da tre voci (Alessandro, nipote di Rino, Federico D'Angeli e Marco Morandi) adattabili per rendere al meglio i pezzi proposti. Interessante anche la scelta della scaletta che ha estratto dal repertorio del cantautore oltre ai brani più noti, anche alcuni inediti come "Donde està el grano". E' stato poi sottolineata l'attualità di alcuni testi, che sembrano narrare le vicende dell'Italia d'oggi, come ad esempio "Capofortuna", canzone che ricorda neanche troppo vagamente le vicende delle alte cariche che governano il paese:
Cittadini lavoratori alle ore
diciotto il nostro
beneamato segretario sarà con noi
Ma che fortuna grazie alla luna
capofortuna stasera è con noi
ha una gran testa come uomo e una bestia
sembra immortale ma è come noi
lui è stato sempre puro come l'alito di chi
non beve e non fuma lava i denti tutti i di
profuma di roba francese e sulla camicia ha un foulard di chiffon
regala sorrisi distesi ai suoi elettori ai bambini bon bon
ma che fortuna capofortuna
guarda stasera con noi la tv
classe di ferro ha fatto la guerra
è tanto bello che sembra Gesù
lui è stato sempre puro come l'alito di chi
non beve e non fuma lava i denti tutti i di
profuma di roba francese e sulla camicia ha un foulard di chiffon
regala sorrisi distesi ai suoi elettori ai bambini bon bon
non teme ne estate ne inverno se andrà all'inferno ci andrà col gilet
dimentica i tuoi problemi imbarca i tuoi remi lui pensa per te
inaugura mostre e congressi autostrade e cessi ferrovie e metrò
sorride ai presenti commosso se punta sul rosso sa che vincerà
se gioca a tressette è campione se fuma un cannone si sente un pascià
reprime rivolte e sommosse e cura la tosse alle cinque col te
sostiene già tesi avanzate e tutta l'estate la passa in tournèe
(dall'album Nuntereggae più, 1978)
Negli ultimi anni comunque un vasto pubblico ha avuto la possibilità di riscoprire la notevole produzione di Rino Gaetano. Ma in particolare continua a stupire appunto la grande attualità dei testi, che hanno avuto, non a caso, una ribalta politica non indifferente. “Negli ultimi anni - commenta la sorella Anna interpellata da Senza Soste – c’è stata in effetti una riscoperta di Rino Gaetano, ma in fondo la sua figura non è mai andata via. Da parte mia ho insistito molto affinché la sua musica continuasse a circolare e posso considerarmi la fondatrice della “Rino Gaetano Band”. E ancora: “Non mi stupisce che le sue canzoni siano ascoltate durante i cortei studenteschi e gli venga riconosciuto un valore anche politico. Già dagli esordi di Rino, invitavo tutti a leggere bene i testi: non sono mai stati senza senso. Politicamente aveva le sue idee, ma allo stesso tempo riusciva a prendere in giro tutti”.
Peccato che qualcuno, che probabilmente un pensatore o un artista decente dalla sua parte non ce l'ha mai avuto, cerchi di distorcere completamente la figura di Rino Gaetano, appropriandosene in maniera oscena. E' il caso di Casapound che ha realizzato 1000 manifesti con il volto dell'artista e il simbolo del proprio gruppo. Un tentativo di strumentalizzazione, presentato come "un omaggio a un uomo libero" che non è passato inosservato e che ha suscitato sdegno ovunque siano apparsi i manifesti.
Rino Gaetano ha già risposto anche a loro:
[...] marce svastiche e federali
sotto i fanali
l'oscurità
e poi il ritorno in un paese diviso
nero nel viso
più rosso d'amor
Per Senza Soste, Orlando Santesidra
23 gennaio 2010
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