Tuesday, May 21st

Last update:09:31:14 PM GMT

You are here:

"Ma tanto lo so già che ci si vede là”. Simone Lenzi, Bad Love Experience e Appaloosa al MI AMI 2012

E-mail Stampa PDF
Valutazione attuale: / 2
ScarsoOttimo 

Bad_Love_Experience“Ma tanto lo so già che ci si vede là", è un motivetto elettro-pop appartenente al brano “Idroscalo”(gennaio 2012), del cantautore bresciano Edipo, dedicato con toni sarcastici ed ironici al MI AMI, festival della Musica Indipendente diventata adesso Importante. "Se MI AMI portami con te all'Idroscalo di Milano l'11, il 15, il 16 e il 17 giugno",  recita lo spot dell’evento cantato da Nicolò Carnesi. Il MI AMI è il festival della Musica Importante a Milano, festival della musica bella e dei baci, festival della poesia e della merce.

Dopo il successo delle precedenti edizioni con 90.000 presenze e centinaia di concerti, l’evento giunge quest’anno alla sua ottava edizione ampliando le sezioni dedicate alla parole, il MI PENSI, e al fumetto, il MI FAI: slam poetry sonorizzate dall’elettronica urban di Carver, contest letterario, performance libere di live painting, visual, editoria indipendente. Il festival è organizzato da Rockit, associazione nazionale che da quindici anni promuove le espressioni musicali più creative del nostro paese, il portale di riferimento per la musica di contenuto prodotta in Italia. La location è quella del Circolo Magnolia, nella cornice naturale dell'Idroscalo di Milano: tre palchi. sessanta band, djset , musica, parole, cibo e fumetti, dalle ore 1800 del pomeriggio alle ore 04 di notte.

Scrutando il programma dei quattro giorni all’”Idroscalo” incontriamo nomi e realtà appartenenti alla scena artistica “made in Leghorn”: conferma dei talenti nati tra cantine e fondi bui, animati da un impegno costante e preciso, da un gusto e da una  volontà a conoscere, sperimentarsi, aprirsi, mettersi in discussione, affinarsi e crescere stilisticamente, frutto di un investimento fatto dal cuore. Tra gli ospiti del festival, Simone Lenzi, nella sezione MI PENSI, serata dedicata alla slam poetry, lunedi 11 giugno dalle ore 2030 al Circolo Arci BellezzaBad Love Experience, venerdi 15 al palco Sandro Pertini, insieme ai Calibro 35, Aucan, Amour Fou e Il Pan del Diavolo. Appaloosa, sabato 16 al palco Torcida, in contemporanea a Bugo, Hot Gossip, Persiana Jones e a Verily So (Cecina) prodotti da Incosapevole Records (Livorno), e ancora Gatti Mezzi e FI-PI-LI Digi G'Alessio (producer in Appaloosa Rmx vol. 1).

Simone_Lenzi_The_Cage-_bnTra i "Fiumi di Parole" che caratterizzeranno la serata del MI PENSI, Simone Lenzi, musicista e scrittore livornese, voce e cuore dei Virginiana Miller, leggerà brani dal suo primo romanzo, “La generazione” (Dalai Editore, marzo 2012) definito "un esordio formidabile". Romanzo drammatico e divertente, organizzato intorno alla massima di Ippocrate posta in apertura: "La vita è breve, l’arte è lunga, l’occasione fuggevole, l’esperimento pericoloso, il giudizio difficile". Il racconto è quello di un portiere di notte impegnato con la moglie in un tentativo di procreazione assistita; da qui il rifugio nella letteratura e nella scienza, alla ricerca della paternità e del suo significato. “In questo romanzo c’è un uomo che si ritrova a dover rispondere, con profonda difficoltà alla domanda semplice e terribile:”Tu lo vuoi un figlio?”.Il romanzo è la storia di questa domanda e di una passione per la parola scritta. Dal libro è stato tratto il film del regista labronico Paolo Virzì, “Tutti I santi giorni”, attualmente in fase di ripresa a Roma, in uscita ad autunno.

L’incontro tra musica e cinema ha decretato il successo di un’altra realtà artistica livornese: i Bad Love Experience.La band nel 2010 ha ricevuto la candidatura ai David di Donatello per la miglior canzone originale con il brano "21st Century Boy", primo singolo estratto dal loro secondo album "Rain Days", una delle tre tracce concesse al regista per il film "La prima cosa bella". Il gruppo attualmente composto da Valerio Casini (voce e chitarra), Emanuele Voliani (basso, voce e ukulele), Gabriele Bogi (batteria e percussioni) e Marco Capozzi (voce e chitarra) è una formazione indy folk, baroque pop, eclettica, in perenne cambiamento e crescita artistica, forse apprezzata più all'estero che in Italia. Il 14 di febbraio di quest’anno la pubblicazione del terzo album, "Pacifico", prima uscita sotto il roster dell'etichetta fiorentina Black Candy Records. Pacifico è come l'oceano, dove si riversano con sapienza psichedelia, folk di oltre manica, gospel, e sonorità orchestrali (piano, organo, ukulele, violino, mandolino e fisarmonica) imbevuti di echi balcanici e rock britannico, conducendo l’ascoltatore in un viaggio immaginario fatto da quattordici micromondi che si rimandano e intrecciano perfettamente l’uno con l’altro. "Pacifico è il villaggio ideale, mite e delirante, dove ci siamo addentrati e invitiamo l'ascoltatore a seguirci, pacifico è il clima respirato durante il concepimento dell'album, pacifico è lo stato d'animo necessario all'ascolto", raccontano i ragazzi. Diverso dalle origini rock garage dell'esordio, apparentemente mossa azzardata, visto il successo dei precedenti album, in questo caso ha solo confermato, oltre le aspettative, il talento e l'originalità della band. In rete il videoclip ufficiale del primo singolo estratto "Down Ode",regia di Giacomo Favilla e Marco Bruciati (photographer e videomaker labronici).

AppaloosaUna batteria, due bassi, synth, campionatori e drum machine compongono nella nuova line up, l’anima e il corpo degli Appaloosa, rispettivamente Marco Zaninello (batteria), Niccolò Mazzantini (basso, chitarra e synth), Michele Ceccherini (basso, chitarra e synth) e  Dyami La Cha Young (lap top). Definiti “dei del ritmo, irriverenti, sfrontati, sarcastici e geniali”, per l’arte di ibridare i generi di riferimento, per il coraggio di sperimentare, per le costruzioni metodiche e rarefatte, per quel prendere, assemblare, rilasciare, portare all’esaurimento, riprendere e abbandonare nuovamente con forza, capienza e fisicità. Formazione livornese di matrice instrumental elettro noise, da poco di ritorno dal tour europeo tra Germania, Olanda e Inghilterra, escono quest’anno con due dischi: Appaloosa RMX vol 1 e “The worst of Saturday night.Musica per energumeni del sabato sera”, entrambi come “Pacifico”, usciti a febbraio sotto l’etichetta fiorentina Black Candy Records. Nel progetto remix le tracce del precedente “Savana” sono state affidate a producer italiani (Digi G’Alessio, Colossius, Scary Grant- Eclat, Apes On Tapes e tra questi DiMaggioBaseballTeam, lo stesso tastierista-manipolatore del gruppo).L’incrocio tra il rock noise della band e le diverse divagazioni elettroniche anticipano l’ultima fatica dei quattro Energumeni: “The worst of Saturday night“. Il nuovo lavoro è stato registrato nei propri studi “La tana delle tigri” sotto l’ausilio di Antonio Castiello, attualmente in ristampa; a breve la versione in un numero limitato di copie in vinile 180 g. Un dispiegamento sonoro composto da elettronica a tratti analogica, noise, punk funk, hip hop, dance, techno minimale, psichedelia, con richiami folk ed esotico mediorentali, dove ogni riferimento e citazione risulta incompleta nella definizione del lavoro complessivo, tanto da dover sentire il bisogno di coniare un nuovo aggettivo per la descrizione della realtà da cui proviene: anche questo sono gli Appaloosa.Costruzioni astratte, alienanti, complesse e stratificate, album evocativo, impattante, non immediatamente comprensibile, di cui si consiglia un ulteriore conoscenza dal vivo. Accompagnati da sempre dal videomaker, photagrapher Martino Chiti e dal fonico Fabio Fantozzi.Tecnica, immagine e stile crescono e donano compattezza e maturità al gruppo.

Gli amici milanesi mi chiedono :"Ma passeranno mai da Milano?".Beh si, il 16 giugno al MI AMI: "Ma tanto lo so già che ci si vede là, si tanto lo so già che ci si incontrerà tutti là”.

Per Senza Soste, mgm

AddThis Social Bookmark Button