La luce rossa del tramonto smaterializza un paesaggio fatto di sterpaglie e alberi morti. Un corvo se ne sta appollaiato su un ramo secco. Una donna pallida e vestita di nero sembra aspetta qualcosa. Sullo sfondo, un vecchio casolare sbiadito. La nascita dell'heavy metal come oggi lo intendiamo sta in questa fotografia di Markus Keef. Copertina del primo omonimo disco dei britannici Black Sabbath, uscito il 13 febbraio di 40 anni fa. Questione di atmosfere, più che di musica.Se è vero che in quegli anni era l'hard rock dei Led Zeppelin a suonare più "heavy" di tutti, è altrettanto certo che la tenebrosità della band guidata da Ozzy Osbourne e Tony Iommi abbia fatto scuola. Influenzando ogni gruppo dichiaratamente metal arrivato dopo. Brani pesanti e "malati", quelli dei Sabbath. Proprio come la copertina di Keef. Il disco si apre sotto un temporale. Una campana suona a morto. Poi emerge la chitarra pesante di Iommi e la voce di Ozzy comincia a tagliare la ritmica grezza di Bill Ward (batteria) e Geezer Butler (basso). Fino alla spietata accelerazione finale. È la titletrack «Black Sabbath». L'inizio di tutto. Nel complesso, l'album inanella 5-8 brani (a seconda dell'edizione) compatti ed efficaci. Seppure non sempre esaltati a livello tecnico (molto meglio l'album successivo, «Paranoid», uscito sette mesi dopo e contenente la celebre «War pigs»).
Alcuni, come «The wizard» e «N.I.B.», suonano subito classici. Altri, come «The warning», s'attardano in prescindibili jam session. Soprattutto, però, sono le cantilene taglienti di Osbourne a fare la differenza. Sguaiato ed eccessivo, è al suo carisma che si deve parte del mito dei Sabbath. Un'aura "maledetta" che ha fatto fiorire un corollario di leggende metropolitane che lo accompagneranno anche dopo l'uscita dal gruppo, avvenuta nel 1979. La più famosa lo vede sul palco staccare a morsi la testa di un pipistrello morto. Il che avvenne davvero (durante un live del 1982) ma solo perché pensava si trattasse di un animale di gomma. Con un frontman così, non stupisce che molti fan ritengano chiusa la storia della band con l'arrivo del sostituto Ronnie James Dio. Sempre per questo, la reunion con Ozzy è l'evento più invocato dai metallari di tutto il mondo. Di recente, lo stesso Osbourne si è dimostrato possibilista. «Non sta scritto da nessuna parte che non succederà mai», ha dichiarato alla rivista «Rolling Stone». Staremo a vedere. Tanto più che Dio ora sta lottando contro un tumore allo stomaco. La macchina del marketing targato Sabbath non accenna comunque a fermarsi. Il videogame musicale «Guitar Hero 5» a breve renderà possibile scaricare per la prima volta tre canzoni originali della band.
«Black Sabbath» - Black Sabbath
Sanctuary Records
www.black-sabbath.com
di Michele Monteverdi
pubblicato su: www.ilsole24ore.com (04 febbraio 2010)
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