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¡Que se vayan todos!

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qvtIn Spagna stanno accadendo delle cose. Cose belle che, chiaramente, qui calano dall’alto col dovuto sottotesto di qualunquismo e ambiguità. Non è questo il luogo per commentarne i significati politici  (il luogo è ovunque).
Qui si nota qualcosa che si sapeva  ma che deve riemergere con forza. Ogni cambiamento, ogni rivolta, anche solo in potenza, ha e deve avere i suoi suoni. La musica (come il cinema, l’arte, la comunanza di immaginari) riesce a creare il contesto culturale e il fermento nel quale fare nascere ogni cosa.
Dalla spagna arrivano delle note. E fanno capire come, anche da questo punto di vista, l’Italia sia ultima tra gli ultimi.
Penso ai cortei con le note di Guccini e de Andrè (è chiaro che la musica di una sconfitta generazionare deve fare da colonna sonora ad un’altra generazione), ai Modena City Ramblers radicati nell’immaginario collettivo degli adolescenti, ai RATM sotto anestesia, mixati insieme a dei SOAD qualsiasi. alla rinuncia all’impatto dell’hip-hop, a meno che non si tratti di un surrogato borghese come Caparezza. Alla riduzione della techno a musica da “fighetti”.

La lotta in spagna si nutre di musica che vive. Si capisce l’importanza di Underground Resistance come quella di uno dei più radicali collettivi esistiti (esistenti), si trasla l’assalto di NTM Supreme dalle banlieu alle piazze delle metropoli, si destruttura la realtà coi Fugazi e si prende la stessa realtà a schiaffi come fa M.I.A., in un’ ovvia contaminazione culturale.

Qui c’è la colonna sonora di un momento che è qui e ora, anche se a qualche migliaio di km. (le bonus track le ho aggiunte io, fosse mai che qualche dj da manifestazione locale abbia un’epifania).

Serve la nostra.

Scarica la colonna sonora qui

pubblicato sul blog: Opinioni futili per ascoltatori inesperti

 


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