Questo il titolo di una canzone drammaticamente attuale del livornese Simone Soldati, traccia n°3 di Bugie per Asini (Theatralia), disco di ottima fattura uscito nell’ottobre 2010.
Spesso anche involontariamente certe canzoni risultano perfette per raccontare (o semplicemente accompagnare, come colonna sonora) la realtà che ci circonda. A questo ho pensato riascoltando il disco d’esordio di Bimbo, progetto rock cantautoriale dell’autore e musicista (già ex Negative Pole) Simone Soldani, alla luce della rinnovata cronaca sugli sbarchi dei cosiddetti clandestini. Allora ho contattato Simone per chiederli di raccontarci come era nata la canzone (il cui ascolto è vivamente consigliato) e quale era secondo lui il suo spirito. originario in rapporto all’attualità. La risposta in questo suo graditissimo contributo per Senza Soste. (L.B.)
Forse è perchè spesso il pesce viene cucinato nelle solite padelle dove cuciniamo la carne e perciò resta sempre un retrogusto bestinoso? Non solo. Tempo fa lessi un articolo che parlava proprio di questo,dove vi era scritto che spesso, vengono ritrovati nelle reti dei pescatori ,corpi umani chiaramente di nazionalità non italiana, provenienti da paesi chiamati da noi "paesi poveri", in cerca di un futuro diverso.
Sono nato e vivo a Livorno e ho sempre concepito il mare come buona parte dei livornesi lo concepiscono, ovvero un lusso, un qualcosa in più che noi abbiamo rispetto agli altri,un luogo dove fare raramente surf oppure per i più tradizionalisti farsi qualche piacevole mangiata su quegli abusivetti edilizi a pagamento chiamati da noi stessi, stabilimenti balneari.
Insomma non ne facciamo un grande uso commerciale,anzi ormai direi per niente.
Ci piace soltanto averlo lì come un quadro inestimabile,una frivolezza che solo noi possiamo permetterci, è nostro e nessuno può togliercelo. Poi ogni tanto lo andiamo a trovare,gli raccontiamo un po’ dei nostri segreti e qualche volta ci prendiamo anche la libertà di maledirlo! Quindi per me è impossibile pensare ad esso, a questa "frivolezza", come un luogo dove morire per la propria sopravvivenza.
Quando ho iniziato a scrivere questo testo mi sono detto:non parlerò assolutamente di immigrazione,devo scrivere qualcosa che sia il più lontano possibile da un contesto storico, parlerò di una coppia in viaggio di nozze! Si li farò andare a Lampedusa, solo perchè Sharm el Sheik non fa rima con cambusa...(non scendere in cambusa che siamo arrivati a Lampedusa) niente di più…e invece a smentire tutto sono i fatti odierni che ci parlarno ancora di pesanti disagi dati dall’immigrazione.
Viviamo all'interno di una ciclicità ormai troppo prevedibile che non ha più niente a che vedere con l’intuizione o la previsione di chi sa quali avvenimenti, non credo di godere di una percezione intuitiva superiore alla norma, ma quando voglio fare il punto della situazione o di quello che sarà di noi, mi guardo una qualsiasi trasmissione di Maria de Filippi, chi meglio di lei può fare un quadro veritiero del nostro paese.
Ah! mi piace pensare che quella coppia sia ancora in viaggio e che attraverseranno tutti i mari possibili del pianeta, ma poi torneranno, si lo so, sono sicuro, torneranno a trovarci e non ci dovremmo incazzare quando appariranno in graduatoria sopra di noi per un posto all'asilo, per una casa popolare, per un posto di lavoro o semplicemente non rispetteranno la fila alle poste…
Simone Soldani "Bimbo"
pubblicato sul n° 59 dell'edizione cartacea di Senza Soste
www.myspace.com/bimboboop
| < Prec. | Succ. > |
|---|
















