« Diciamocelo: il teatro è morto. Non parlo tanto del teatro canzone, del teatro di protesta o di strada: parlo del teatro con la A maiuscola, quello che si va vedere “A teatro”, che ormai è diventato reliquia da museo per vecchi borghesi. Il teatro come luogo è morto perché non riesce più a trasmettere quell’illusione di trovarsi altrove che era il suo potere magico nel ‘900 »
Alessandro Cuccu
Un bel successo quello di ieri per “La Nube e Le Muse” da ‘Dialoghi con Leucò’ di Cesare Pavese, di Alessandro Cuccu in collaborazione con TeatrOfficina Refugio e Fucking Glitter nel perfetto scenario della all’Ex Caserma Occupata Del Fante.
Come premesso durante la conferenza stampa di presentazione venerdì scorso, tredici le regole seguite e cinque le rappresentazioni, sempre diseguali e sempre simili, di questo progetto tecnoteatrale che si riavvia, torna indietro e riparte come le giostre del luna park.
Un’esperienza resistente e persistente inedita anche per il tecnoteatro stesso: questa nuova forma espressiva descrivibile come teatro audio, che muove i primi passi in questo millennio grazie alle possibilità delle tecnologie digitali di avere applicazioni artistiche.
Nel tecnoteatro non ci sono attori ma tecnici, il vero attore è il suono, il battito, la musica, la parola, ma recentemente sta evolvendo verso una maggiore rappresentazioni per immagini, verso un copratogonismo tra musica e video.
Ma “La Nube e Le Muse” pensata per essere rappresentata in luoghi resistenti e liberati, cerca direzioni altre. Non c’è palco illuminato e spettatore seduto nell’ombra, la luce è spenta per tutti e il buio toglie tutto ciò che c’è da vedere contrapponendosi e resistendo al predominio visivo
Deprivazione e spostamento sensoriale,un lieve stato d’ansia per acuire l’attenzione, un meraviglioso “Dialogo” di (e con) Cesare Pavese e la cultura musicale tecno, le basi di questa prima tecnoteatrale di Alessandro Cuccu realizzata alla Ex Caserma in collaborazione con Fucking Glitter e il TeatrOfficna Refugio per la programmazione di Aprile dedicata alla Resistenza.
E’ un giro di giostra, o più, verso il sogno che libera lo spettatore dal quel dominio dell’immagine che porta in sé forte passività e sudditanza culturale restituendogli la scelta di immaginare ciò che vuole .
E’ tecnonarrazione che attinge dalla particolarità del genere musicale: un audio di enorme durata che batte di continuo verso il suono primordiale, quel battito cardiaco che unito alla mitologia di Pavese cerca e ritrova onirico e immaginazione.
Inviato a Senza Soste da CasCas
22 aprile 2012
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LE REGOLE PER UN TECNOTEATRO (teatro tecno) MODERNO:
Regola n° 1 - Il Tecnoteatro viene trasportato unicamente da un tecnico. al massimo 2.
Regola n° 2 - Il tecnoteatro non impiega nessun attore nelle sue rappresentazioni e non lo fara' mai. nessun attore calchera' mai le scene di una rappresentazione tecnoteatrale.
Regola n° 3 - Nel Tecnoteatro non c'e' niente da vedere. E' Buio.
Regola n° 4 - Nel Tecnoteatro non ci sono sedie. Si sta' in piedi
Regola n° 5 - Il tecnoteatro rappresentera' esclusivamente autori morti. Che si rappresentino da soli, i vivi.
Regola n° 6 - Il Tecnoteatro si rappresentera' esclusivamente in luoghi chiusi. Vuoti. Circoscritti.
Regola n° 7 - Il tecnoteatro, per essere rappresentato, dovra' contare su un impianto audio adeguato alla struttura che lo ospita.
Regola n° 8 - Le rappresentazioni di Tecnoteatro dovranno essere obbligatoriamente multiple nell'arco della giornata solare. Da un minimo di 3 ad un massimo di 9. Pena la non rappresentazione.
Regola n° 9 - Le singole rappresentazioni di Tecnoteatro dovranno avere una durata massima di 45 minuti. Solo se il testo scelto lo rendera' VERAMENTE necessario, si potra arrivare ad un massimo di 1 ora e 20 minuti (45 minuti + il tempo restante).
Regola n° 10 - Le rappresentazioni di Tecnoteatro dovranno obbligatoriamente avere un costo proletario. Popolare. Da un minimo di 3 ad un massimo di 5 euro a singola rappresentazione. Si potranno pero' effettuare sconti per assistere a piu' rappresentazioni secondo necessita'.
Regola n° 11 - Se lo spazio occupato per la rappresentazione di Tecnoteatro lo permettera', si potra' fumare e tenere il telefono cellulare acceso.
Regola n° 12 - Il Tecnoteatro e' fondamentalmente un disco che gira. Il Tecnoteatro ha un ingrediente segreto.
Regola n° 13 - Il Tecnoteatro sono io.
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