Nel 1996 sicuramente ascoltavo altro. i Korn, sicuramente, nel momento che essere post-metal significava fare roba che venisse dopo, appunto, al metal. Ero molto coinvolto anche nella new wave del metal leggero. Di certo non ascoltavo Aaliyah, ne le Tlc o le En vogue, comunque nessun terzetto vocale di cantanti r’n'b. è giusto che sia stato così, non avrebbe avuto senso per un adolescente maschio bianco seguire questa musica da femmine americane o, nel migliore dei casi, da adulti.Nei primi anni del 2000, invece, ascoltavo i Baustelle. Perchè era nell’aria il revival della musica pop d’autore italiana, si sentiva che era imminente l’avvento di artisti che ci avrebbero permesso (a patto di essere un minimo volenterosi) di smettere di ascoltare de Andre o Rino Gaetano (in realtà non ha smesso nessuno, soprattutto tra i ventenni. E' il motivo per cui la sinistra perde). Oltre al classico metallo pesante, quelle croci che ti porti dietro sempre (Volentieri: è proprio all’inizio del millennio che ci sono stati i segni di risveglio dell’idea che per fare metal serve di spaventare i vicini. Piedi nel passato e testa nel futuro). C’era comunque da mantenere una certa virilità. Non era certo possibile ascoltare un duo che fa post rock come fosse musica da camera. Con l’aggiunta di campanellini elettronici.
E' una fortuna che i L’altra non li abbia conosciuti quando uscirono. sarebbero stati marchiati a fuoco come roba di merda o, anche peggio, roba noiosa. Nel 2011 sono un sollievo. un elegia per riconciliarsi con il mondo e con gli altri, appunto.
Senza freni, contro tutto e tutti. Questo è il revival degli anni 80, suonato nel 3000, a 3000. Maledetti siano Bob Sinclair, Raffaella Carrà e le sigle dei cartoni animati.
pubblicato su: autotrasfusioni.wordpress.com - Opinioni futili per ascoltatori inesperti
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