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Vent'anni nel nostro giro. Assalti Frontali si raccontano ad Arezzo Wave

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assalti-frontali-Vent'anni di musica che rimbalza le parole della strada. Pubblicati nel doppio album “Let's go” (Daje Forte/Venus) e portati in giro con immutata rabbia. Chiamati per la giornata inaugurale dell'Arezzo Wave, gli Assalti Frontali suonano e si raccontano. Head liner dello Psyco Stage, dopo l'esibizione rispondono alle domande di Luca Valtorta su un vecchio divano del Bar Bistrò, alle spalle della stazione di Arezzo. La strada, il rap, Roma che cambia, le battaglie perse e le scommesse vinte. Una scena, quella rap “che vent'anni fa in Italia non esisteva”, costruita dal basso e come una forma di resistenza e che oggi sembra sovrastata da uno stile riciclato dall'esperienza delle gangsta americane. Con valori e messaggi che circolano distanti anni luce da chi ha dato voce ai ribelli dei quartieri, ha cantato le occupazioni e quello che succede ai margini delle città, dove spesso si compiono quelle fantasiose riprese di spazi destinati all'abbandono.

 Vent'anni di presenza, fuori dal maistream. “Apparteniamo a un altro giro” - dice Luca (Militant A) – costruito all'ombra dei grandi riflettori, ma ricco di presenze, capaci di rinnovarsi e stupire: “siamo arrivati alla terza generazione di giovani che seguono il nostro progetto”. Un progetto sempre indipendente, volenti o meno. “Chi passa dal mainstream ha in qualche modo un'affinità commerciale diretta o indiretta con il mainstream”. Non è tutto da scartare quello che scorre sui canali di Mtv o dei grandi network, ma anche per chi ha qualcosa da dire il contatto si crea se il media vede un business, “e noi non abbiamo business con il mainstream”.

 Vent'anni con Roma nel cuore. Roma che cambia, che si fa più nera. Ma nella quale circolano ancora esperienze positive di riaggregazione, come al Tufello o al Teatro Valle, e dove i giovani riscoprono la forza dell'hip-hop come strumento oppositivo, come hanno fatto in un quartiere contro il Pup, il programma urbano di parcheggi, destinato a far sparire aree verdi e far speculare i soliti noti. “Dei giovani sono scesi in strada e hanno bloccato la circolazione per raccontare la storia di quelle strade e delle loro vite con pezzi hip-hop”.

E' questa la scena che ci piace.

Il programma di Arezzo Wave

Per Senza Soste, da Arezzo, helicon01

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