Da quando l'esecutivo ha licenziato un decreto interministeriale che ha soppresso le tariffe postali agevolate di cui godevano le spedizioni del materia editoriale, il settore della stampa e delle case editrici indipendenti vive una fase di forte ridimensionamento. E’ stato calcolato che l'innalzamento delle tariffe riguarderà circa 8.000 testate giornalistiche e che, dal aprile 2010, spedire le pubblicazioni tramite le Poste costerà anche il 500% in più. Secondo alcuni editori, i costi da affrontare sarebbero ancora maggiori e peseranno per il 700% in più rispetto ad oggi. Il danno economico totale per le piccole e medie case editrici è stato calcolato in 65 milioni di euro nel 2010.
Le case editrici indipendenti, a conti fatti, avranno più di una difficoltà nel garantire spedizioni a prezzi agevolati e offerte sui cataloghi.
La casa editrice Eleuthera di Milano al momento ha sospeso le spedizioni. Sulla home page del sito si legge testualmente: “siamo spiacenti, le tariffe sono aumentate del 700% (da 0,97 a 7 euro per ogni pacco) e al momento le spedizioni sono sospese”.
Derive Approdi che ha un’ampia rete di contatti le realtà di cultura indipendente in tutto territorio nazionale parla di “un taglio che colpisce gli editori, ma anche chi compra direttamente dalle case editrici. Che rende impossibile i vantaggi della filiera corta. Che obbliga i lettori ad andarsi a cercare libri in librerie massificate che non curano i cataloghi, che danno per esauriti libri disponibili, che non tengono libri più vecchi di tre mesi... Per questo da oggi, siamo obbligati a rivedere le tariffe e a eliminare la possibilità di acquisto con contrassegno postale.”.
La redazione di BFS edizioni e la Biblioteca Franco Serantini “protestano contro questo provvedimento che metterà seriamente in crisi soprattutto le piccole realtà editoriali che vivono principalmente sulla vendita per corrispondenza, avendo visibilità ridotta nelle librerie" Sostengono "che tale provvedimento peserà enormente sullo sviluppo della cultura e dell'informazione: pensiamo a come saranno penalizzati i lettori dei piccoli centri che non hanno a disposizione le librerie! La sospensione delle tariffe agevolate avvantaggerà, infine, i grandi gruppi editoriali, penalizzando fortemente la piccola editoria di qualità e favorendo il trend monopolistico che è in atto ormai da molti anni. Tutto ciò comporterà quindi un impoverimento della proposta culturale complessiva nel nostro paese, già colpita dai tagli alla ricerca e agli enti che si occupano del patrimonio culturale (biblioteche, archivi, sovrintendenze etc.), con un'ulteriore accelerazione degli effetti della crisi economica sulle piccole imprese, mettendo a serio rischio migliaia di posti di lavoro e provocando un aumento dei prezzi, rendendo il libro un oggetto ancor meno diffuso e penalizzando tutti i cittadini”.
Intanto fioccano le proteste dal mondo editoriale che si compatta contro il provvedimento. A livello parlamentare dopo l’interpellanza di Bobba-Lupi, caduta nel vuoto, c’è da registrare anche una fronda all’interno della maggioranza che chiede di sospendere il provvedimento per dare più tempo alle organizzazioni di affrontare la questione, anche se il testo rivela più la preoccupazione nei confronti del mondo cattolico che verso il problema della salvaguardia di un approccio alla cultura che va sostenuto.
In ogni caso, una forte mobilitazione è in corso.
Per Senza Soste, Orlando Santesidra
22 aprile 2010
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