Friday, Feb 10th

Last update:12:55:53 PM GMT

You are here:

Bruxelles, cronaca di una battaglia sfiorata

E-mailStampaPDF
Valutazione attuale: / 3
ScarsoOttimo 
bruxelles_naziL'ennesima sfida dell'Europa neonazista ai tifosi dell'Athletic Bilbao ha vissuto ieri l'ultimo capitolo. Ultimo anche perché i "leoni" bilbaini, ieri sera allo stadio Constant Vanden Stock di Bruxelles, sono stati "asfaltati" da una squadra tutt'altro che trascendentale come l'Anderlecht (4-0).
Dopo i tafferugli all'andata, una giornata caratterizzata da continue provocazioni degli hooligans nazi della squadra belga e relative risposte e poi culminata con un'incredibile rissa in mezzo al campo a partita conclusa (video), a Bruxelles si respirava il pesante clima da "resa dei conti". Per fronteggiare gli oltre duemila baschi venuti a sostenere la propria squadra (ma le richieste di biglietti erano oltre 5mila) gli hools dell'Anderlecht avevano organizzato una vera e propria chiamata alle armi, affiancati nella caccia al basco da neonazi provienenti da tutto il Belgio ma anche dalla Polonia, dalla Germania e, ovviamente, dalla Spagna. Che non si trattasse di un semplice incontro di Coppa Uefa ne erano coscienti un po' tutti, tanto che la polizia belga ha allestito un servizio d'ordine efficientissimo e curato nei minimi dettagli (a proposito, mai una provocazione, né fisica né verbale: proprio come in Italia...). Già la sera prima del match vi nera stata una brutale aggressione nei confronti di tre "normali" tifosi baschi. In venti, con ampi sorrisi e un castigliano perfetto - hanno riferito gli aggrediti - si sono avvicinati ai tre chiedendo loro se erano tifosi dell'Athletic. Una risposta affermativa è giù un sacco di legnate in puro stile squadrista.
Ieri, mentre i tifosi dell'Athletic erano riuniti nella centralissima e stupenda Grand Place, 120 nazi cercavano (lo si è saputo soltanto la sera stessa) il contatto con i baschi, finendo per essere tutti arrestati (video). Durante la partita, però, le provocazioni non sono arrivate solo dalla nazista "Mauves Army", bensì da tutto lo stadio, solitamente freddino ma ieri trasformatosi in una bolgia dantesca contro il "nemico comunista", arrivando al punto di cantare un assordante "Que viva España" come massima provocazione agli antispagnolisti tifosi dell'Athletic.
Già nel turno precedente l'Athletic e la sua tifoseria, percepiti dai neonazi di tutta Europa come simbolo dell'antifascismo basco e non solo, erano stati oggetto di pesanti provocazioni politiche. Il doppio incontro con l'Austria Vienna aveva portato tafferugli a Bilbao all'andata e ad un'adunata nazi a Vienna al ritorno, con gli ultrà della Lazio, del Levski Sofia e del Real Madrid, insieme ovviamente a quelli di casa, ad invadere il campo provocando la sospensione temporanea del match e ad esporre deliranti striscioni e bandiere a favore del franchismo e contro il popolo basco.
L'impressione, che forse non è solo tale, è che a livello europeo si sia creata una rete neonazista attraverso alcuni gruppi ultras. Oltre ai gruppi nazi già citati non possiamo fare a meno di segnalare ad esempio anche il triangolo tra gli ultrà della Juve, quelli del Legia Varsavia e quelli del Den Haag (che ieri, così cone nella gara disputata ad Amsterdam) sono andati alla caccia dei tifosi dell'Ajax, squadra con una forte componente di supporters di origine ebraica. Ma la lista di gruppi nazi in Europa sarebbe talmente lunga che non basterebbe un'ora a compilarla per intero.
per Senza Soste, Tito Sommartino
26 febbraio 2010
AddThis Social Bookmark Button