Ieri sera, 28 gennaio 2009 c'è stato Milan – Genoa, terza contro quarta in classifica.
Mai il vecchio balordo era stato cosi in alto negli ultimi sessant'anni.
Ma per noi della gradinata nord questa partita sarà sempre diversa, quello che succede in campo passerà sempre in secondo piano.
Chi è cresciuto nella nord non potrà mai dimenticare quel Genoa – Milan del 29 gennaio 1995. Quel maledetto pomeriggio che ha portato via un compagno.
Non conoscevo direttamente Vincenzo Spagnolo ma per me era e resta uno di noi.
Da 14 anni Spagna è ovunque gioca il Genoa, lotta con noi nelle piazze.
Ho trovato su internet uno scritto della Brigata Spagna ed è giusto che siano le loro parole dei suoi amici a ricordarlo.
"Noi che la sfiga è genoana, Spagna ce l'abbiamo dentro. Il cielo cambiò colore di quel grigio che non ha paura del mare, mare mosso e dei flutti che s'infrangono vocianti sugli scogli..
Dal sipario della Nord, teatro di umanità tifo gioia dolore, dal suo cuore grande così, s'alzò in volo il Grifone tenendo per mano Spagna verso la grande riserva indiana della Storia Genoana..
Spagna, fratello di tante trasferte, che da ragazzo quando usciva da un film di cow-boy non camminava dal cinema a casa con le gambe un pò storte e le mani altezza -pistola, fissando i pali dell'illuminazione per vedere dove aveva messo il cavallo, stava con gli indiani e, negli anni, aveva sempre continuato a portare le penne in testa. La cronaca è nota, semplificazioni inutile per una storiaccia maledetta tinta di nero, tango di vita e morte, pensiero triste e dannato ballato sul selciato freddo davanti alla Grandinata Nord dello Stadio Ferraris di Genova.
Vincenzo
"Claudio" Spagnolo, Spagna per gli amici, affrontò a mani nude un
milanista che impugnava una lama e ne fu colpito in quel cuore rossoblù
che gli batteva dentro. I suoi ventiquattro anni si allontanarono al
suono triste di un'ambulanza che ululava di rabbia e di dolore, mentre
una lacrima bagnava facce incredule di sguardi attoniti.
Era il 29 Gennaio 1995.
In suo onore e memoria, cinque amici fondarono la Brigata Spagna. "
I ragazzi di via Venezia, i compagni del C.S.O.A. Emilano Zapata e Terra di Nessuno, gli Sharp – Skinheads contro il razzismo ogni anno lo ricordano con un concerto, con la musica che lui amava…con una festa ! Con quella miscela di voglia di lottare e di divertirsi che lui portava dentro di sé e della quale noi ci sentiamo testimoni, con la pratica dell'autogestione che abbiamo percorso.
Stasera, 28 gennaio 2009 nessun tifoso genoano ha potuto seguire il Genoa a Milano. Non c'era nessuno, ma i nostri cuori c'erano tutti e in un San Siro ammutolito dal gol del Principe Milito molti di noi hanno sentito questa canzone dei Vento dell'Est !!
Inviato a Senza Soste da Edi Daviz
29 gennaio 2009
"Cielo montagne mare porto e marinai
Lo aspetteranno in piedi anche per tutta la vita
Anche un tramonto in mezzo allo stadio aspettava
Un cuore caldo di Rude Boy
Difficile è la vita non si sente mai
Il passo del destino che si fa sempre più forte
Ora che il suo sorriso se n'è andato via
Restare fermi non si può
E il ritmo della barricata ora è il suo cuore
Da il tempo ai ribelli della curva dei Grifoni
Si sente tum tum tum tum guai a chi andrà via
Per strada si combatterà
Allarme alla questura c'è un'altra partita
Genoa e Samp contro giornalisti e polizia
Niente bugie niente più ipocrisia
A modo nostro gli diremo addio
Domani il sole scalderà
Le sciarpe di tutte le città
Domani grideremo questa rabbia al vento
E il vento se la porterà
E se cercate…è dentro ognuno di noi
E se cercate Claudio Spagna è dentro ognuno di noi
Rude Boy – Red Skinhead – donne e guai
Senza Fine – Communist – Barricad"
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