Le politiche senza senso del ministro Maroni hanno avuto oggi più che mai la dimensione ideale per essere definite fallimentari. I tifosi del Napoli residenti in Toscana giunti in qualche centinaio sono stati affiancati ai tifosi del Livorno nel settore gradinata. Fuori dallo stadio, qualche napoletano non informato del provvedimento ma anche decine di tifosi livornesi, impossibilitati all’acquisto del biglietto perché, per motivi di lavoro, non più residenti in Toscana.
In un clima di scoramento collettivo per le vicissitudini che stanno ormai disfacendo la passione di chi ancora ama vedere le partite senza alcuna mediazione televisiva, c’è da sottolineare la disorganizzazione del Livorno calcio. Come ogni domenica le file ai botteghini sembrano interminabili e per fare un biglietto le operazioni risultano sempre fin troppo macchinose. Probabilmente sono da ritenersi insufficienti gli addetti alla vendita perché è dall’inizio dell’anno che vengono segnalate code e disservizi. La divisione dei settori attraverso le cancellate rende poi molto difficoltoso il collegamento tra lebiglietterie e le curve.
C’è poi un’altra domanda che i tifosi livornesi si fanno da tempo, e verso la quale ci auguriamo che il Livorno calcio non stia in silenzio. Perché pagare i costi di prevendita anche presso i rivenditori dello stadio, prima (e durante) la partita? E’ un’osservazione che ci hanno riportato in molti, decisamente delusi da questa scelta della società. Già i costi dei
biglietti sono decisamente alti, considerando che la curva, settore popolare per tradizione, costa oggi 18 euro più la prevendita.
Prevendita che non deve chiamarsi tale se è effettuata anche il giorno stesso della partita, per di più negli spazi antistanti allo stadio. Perché in questo modo è semplicemente un aumento del costo del biglietto e non un servizio come quello offerto dagli altri rivenditori sparsi in città. Nell’attesa di un chiarimento, non si può non notare come certe politiche del Livorno calcio continuino ad allontanare i tifosi dalla squadra svendendo la passione di chi ancora oggi va allo stadio per arricchire le casse societarie.
Per senzasoste.it
Orlando Santesidra
24 gennaio 2010
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