Traffico, mobilità e parcheggi: la nostra intervista al sindaco

Intervista al sindaco Nogarin dopo i nostri articoli che ponevano dubbi e contraddizioni sul piano della mobilità dell'amministrazione

stalli blu 2In queste settimane abbiamo scritto due editoriali (uno il 9 e l’altro il 18 febbraio) che pongono forti dubbi sulle decisioni prese dall’assessore alla mobilità circa gli stalli blu di parcheggio e gli interventi sul viale Italia. Le nostre critiche non sono tanto volte all’obiettivo dichiarato, cioè scoraggiare l’abuso che si fa dell’auto per spostarsi e stimolare l’uso di mezzi alternativi e meno inquinanti, ma sono rivolte al modo in cui si è fatto. E lì ci viene il dubbio che più che raggiungere il risultato condiviso, il vero obiettivo sia quello di fare cassa e che l’assessorato alla mobilità sia diventato un assessorato aggiunto al bilancio. Lo diciamo perché i dati dimostrano come in moltissimi Comuni italiani la voce delle entrate da multe, dei parcheggi e delle lettere a pagamento sia sensibilmente aumentata. Ma non vorremmo che questa necessità di cassa vanificasse il risultato finale e portasse la cittadinanza ad essere ancora più contraria ad assimilare certe buone pratiche. Dagli stalli blu (prima si paga poi il sistema entrerà a regime) con molte contraddizioni fino all’ipotesi viale Italia con pista ciclabile e parcheggi tolti pare che il risultato sia l’ultima cosa a cui puntare. Così fra rotatorie, carreggiate ristrette, traffico aumentato, gabelle richieste e parcheggi a pagamento per chiunque esca dal proprio quartiere con la macchina o addirittura divieto di parcheggio dopo le 20 negli stalli blu (almeno così dichiarò il sindaco), ci pare che le contraddizioni siano più dei benefici. E che la questione della mobilità sia sempre più legata al portafoglio e non al miglioramento del servizio pubblico o alla messa a regime di buone pratiche. Pronti ad essere smentiti abbiamo chiesto al sindaco di rispondere ai nostri dubbi ed alle nostre critiche attraverso 4 domande.

Senza Soste: Abbiamo affermato che le misure prese dall’amministrazione rispondono più ad una logica di cassa che a una rivoluzione della mobilità in senso sostenibile. Come risponde a questa affermazione considerando che al momento il trasporto pubblico offre un servizio molto disorganizzato e non all’altezza della sfida di compensare il mancato utilizzo delle auto da parte dei cittadini? Non si potevano fare in contemporanea il disincentivo all’uso dell’auto e il rafforzamento del servizio pubblico?

Nogarin: Con l’intervento sugli stalli blu non abbiamo voluto fare cassa per mantenere in equilibrio il bilancio, quanto piuttosto rimettere ordine nei contrassegni per sapere quali siano le esigenze effettive di sosta dei residenti. Siamo stati costretti a far pagare prima i residenti perché solo in questo modo potevamo mettere a gara un numero di posteggi misurato sulla reale domanda dei cittadini e non sul numero folle di contrassegni in circolazione.
E’ vero però che avremmo dovuto coordinare meglio i tempi di pagamento con quelli di realizzazione dell’intervento e soprattutto con quelli di adeguamento del nuovo Tpl (Trasporto Pubblico Locale), che verrà presentato ufficialmente lunedì prossimo dall’assessore alla Mobilità in Commissione consiliare.

Senza Soste: Stalli blu. Cosa succederà dopo le 21? Nessuno si potrà spostare in macchina visto che mezza città avrà gli stalli blu? Bisognerà andare a parcheggiare a pagamento all’Odeon o al Moderno le auto che prima si mettevano gratuitamente dopo le 20 sugli scali Olandesi, sugli scali Manzoni o dietro il Comune? Si uscirà di casa in base al reddito visto che comunque il servizio pubblico continuerà ad essere un fantasma dopo le 20?

Nogarin: Dobbiamo ancora definire il regolamento in vigore dopo le 21 negli stalli blu. Per il momento sono state vagliate numerose ipotesi nell’esclusivo interesse di mettere ordine nel caos e di dare maggiori garanzie ai residenti. Avevamo pensato di riservare la sosta ai soli residenti, ma questo provocherebbe problemi sia alla mobilità in città come sottolineate giustamente voi, sia sul fronte dei controlli. Se di giorno, infatti, il rispetto delle regole verrà garantito dagli ausiliari della sosta pagati dal privato, di notte la palla sarà interamente in mano ai vigili. Le pattuglie in servizio di notte non sono sufficienti per svolgere questo servizio in maniera puntuale. La realtà è che, se si escludono alcune zone in cui ci sono molti locali, dopo le 21 rimangono posteggiate solo auto dei residenti. Lo abbiamo fatto verificare dai vigili in via Roma, la prima strada a vedere il debutto dei nuovi stalli blu. I numeri sono rassicuranti. Basterà prevedere tariffe orarie speciali per alcune zone e lasciare libere le altre. Ma questo è un discorso che dovremo affrontare solo dopo la gara per capire i costi e dunque i margini di manovra.

Per il momento possiamo dire che con la revisione dei permessi di sosta che abbiamo imposto, sono venuti a galla migliaia di contrassegni irregolari. Il che significa migliaia di automobili in meno posteggiate in strada. Non appena l’app sarà nella disponibilità dei vigili, vedremo un’impennata delle sanzioni ai furbetti della sosta e di conseguenza si libereranno spazi per chi ha diritto di posteggiare.

Senza Soste: Sul viale Italia la pista ciclabile non si sarebbe potuta fare sul marciapiede o interna? Tutto pare pensato per mandare tutti a parcheggiare al parcheggio Mayer. Non si poteva pensare soluzione simile anche in zona piazza Mazzini e piazza del Pamiglione? Perché la scelta di ridurre la carreggiata a una sola corsia?

Nogarin: La pista lungo viale Italia sarà fatta sulla carreggiata per una questione di sicurezza: le ciclabili promiscue sono infatti un pericolo per i pedoni. Con la stessa logica abbiamo previsto un restringimento della carreggiata riservata alle automobili. Una strada ampia invita a correre, mentre noi crediamo che il lungomare non debba essere un’arteria di collegamento principale.

I veicoli dovrebbero viaggiare in variante. Così facendo si valorizzerebbe questa area che diventerebbe davvero il salotto buono della città, sia d’estate che d’inverno.

Tra l’altro, quella è una delle strade più pericolose di Livorno. Stiamo raccogliendo i dati e dimostreremo, numeri alla mano, che gli incidenti, grazie alle rotonde e ai restringimenti di carreggiata che costringono i veicoli ad andare più piano, sono diminuiti.

Senza Soste: L’Aurelia, l’altra importantissima arteria cittadina parallela al mare oltre al viale Italia (vedasi zona piazza Mazzini), con l’installazione dei semafori (ad esempio quello che incrocia via Zola), vede la propria carreggiata ridotta ad una sola corsia poiché se una macchina in direzione nord, vuole girare a sinistra in via Zola e il semaforo è rosso, occupa la carreggiata che resta di una sola corsia con il blocco del traffico visto l’imbuto che si crea. Ci sono inoltre troppi “tempi semaforici” all’incrocio di via Zola tanto che si deve aspettare 3 o 4 rossi prima di passare nuovamente. Come mai questa decisione di rallentare il traffico?

Nogarin: Il progetto che è stato realizzato in viale Ippolito Nievo deve essere corretto. Non cerco scuse ma quando la giunta dà il proprio via libera a un progetto, si aspetta che i tecnici abbiano fatto le loro rilevazioni e le simulazioni del caso. Non è andata così e ora ci troviamo a dover fare i correttivi in corsa.

Il primo sarà quello di impostare un’onda verde che dovrebbe rendere il traffico più fluido.

Vedremo se sarà sufficiente, come ci dicono i nostri tecnici, o se bisognerà lavorarci ulteriormente.

Anche in questo caso, però, difendo la scelta di installare i semafori per rallentare il traffico sia su viale Nievo che su viale Carducci. Negli ultimi anni sono stati teatro di numerosi incidenti, alcuni dei quali fatali e molti provocati dall’eccessiva velocità dei veicoli in transito. Questo non era più accettabile.
Quello che però voglio cogliere delle vostre critiche è la mancanza di alternative di mobilità dolce. Entro un mese le nuove linee del tpl saranno a regime, nel frattempo dobbiamo provare a studiare un incremento del numero di stazioni del bike sharing che per ora non rappresenta un’alternativa reale all’automobile. E per l’estate dovremo prevedere nuove linee del bus gratuito la notte. La sperimentazione dello scorso anno è andata molto bene. Ora abbiamo il compito di rilanciare.

Considerazioni finali da parte della nostra redazione: Le risposte forniteci dal sindaco non ci hanno convinto in pieno. Si percepisce un’idea di mobilità generale ma generica. Nelle risposte si parla sempre di futuro e di studio ancora di idee e raccolta dati. Resta il fatto che i posteggi a pagamento sono già in funzione, mentre per quanto riguarda i benefici, ancora non se ne vedono. Anzi ribadiamo il concetto che la viabilità cittadina è molto peggiorata. La scelta fatta appositamente di avere un traffico lento sul viale Italia per disincentivare l’uso dell’auto e comunque il passare dal lungomare, al momento non ha sortito gli effetti sperati. Il “salotto buono” rischia di essere una strada trafficata e piena di auto con conseguente alto inquinamento che si respira sul marciapiede dato il forte traffico.

Il voler a tutti i costi difendere i semafori sull’Aurelia e viale Carducci, compreso quello di via Zola/viale Nievo ci sembra una scelta molto miope. Il problema non si risolve certo con un’onda verde. La carreggiata si restringe creando pericolosi salti di corsia da parte di auto e motorini. E’ un imbuto pericoloso quanto inutile. Il fatto che i tecnici non sappiano fare valutazioni adeguate alle modifiche, è un problema. Allo stesso tempo la risposta che spiega la volontà di incentivare l’uso della Variante non ci convince affatto dato che è una semplice strada a due corsie dove non è neanche presente una corsia di emergenza, cosicché ad ogni incidente, quella che vorrebbe essere l’arteria che dovrebbe sobbarcarsi parte del traffico del viale Italia, rischia di non assolvere al suo compito.

Giudichiamo positiva l’idea di proseguire sulla strada dei bus gratuiti serali. Il Tpl dovrà però essere rivoluzionato e permettere che sia conveniente l’uso dei mezzi pubblici rispetto all’auto privata.

Sulla possibilità di posteggio serale da parte di cittadini in zone di cui non possiedono la lettera, ci sembra che le soluzioni siano ancora da trovare.

redazione, 25 febbraio 2017

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