Il trasporto sottobordo per le crociere. Evoluzione di sviluppo a Livorno

Un contributo dell'associazione Oltre sulle proteste circa il servizio di trasposto dei crocieristi

Negli anni 90 l’azienda ex Atl comprò dei pullman per le gite e per il servizio sottobordo, alcuni passeggeri venivano portati a Livorno, altri per altre destinazioni come Pisa, Firenze e Lucca: vi erano una decina di autisti scelti per professionalità e conoscenza delle strade.

pullman-crociereTutto questo si è protratto fino al 2007. Poi per un breve periodo il servizio fu ridotto al solo trasporto dal porto crociere a piazza Grande. Nel frattempo iniziarono a venire da fuori Livorno altre ditte, non ci ricordiamo di una gara, ma l’avvento di porto 2000 aprì la strada ad altre società e piccoli privati provenienti da fuori regione, dalla Puglia da Napoli e così via. Quando fu chiesto all’azienda ATL perché non offriva più il servizio sottobordo….la risposta fu che il servizio non era redditizio. Così come i parcheggi per cui ATL perse la gara di gestione, ora vediamo società private che vivono di questi servizi ed oggi hanno avviato una guerra per accaparrarsi i servizi sempre più remunerativi visto che è difficile trovare parcheggi gratuiti in città.

Ma torniamo al servizio sottobordo. Csb è un consorzio che effettivamente sin dai suoi albori ha sempre lavorato al servizio delle Agenzie a servizio delle navi da crociera con mezzi e personale in linea con gli standard di sicurezza europei. La possibilità di insediarsi in porto di società non legate al territorio è un fenomeno a cui assistiamo da tempo in porto, anche in questo settore. Il contesto consorziale che appartiene alla nostra zona racchiude risorse per un numero limitato di personale e mezzi mentre per questi servizi le licenze sul mercato sono tantissime. Nel porto di Genova con Trumphy si è creato un’altro consorzio che oggi vediamo affacciarsi in modo aggressivo anche a Livorno dopo il tentativo di espansione alla Spezia. E questo in un contesto dove è già difficile la lotta all’abusivismo.

Nonostante gli accordi siglati con CSB in precedenza, è stato regolarizzato anche questo nuovo consorzio dove Trumphy ne è il massimo esponente. Ed ecco che assistiamo di nuovo ad una guerra al ribasso delle tariffe, senza criteri di selezione per qualità del servizio.
Assisteremo anche qui, dopo la privatizzazione, ad un declassamento degli standard di lavoro? Questa nuova ondata di competitor sui pochi servizi disponibili doveva essere controllata e vigilata proprio per evitare guerre giocate sulle spalle dei lavoratori.
E gli effetti purtroppo sono evidenti, oggi piu’ che mai dopo l’ultimo incidente occorso ad uno degli autisti della fratelli Elia.
Ne vedremo delle belle anche in questo settore, ma se la mobilitazione per chiedere un tavolo di trattative si limiterà ad uno sparuto gruppo, non si otterrà neanche l’udienza nelle aule preposte al confronto con le istituzioni portuali.
Le brecce che si apriranno, anche alla luce della possibilità di usufruire di contratti a basso costo grazie al job act, determineranno probabilmente una trasformazione del comparto dove sarebbe bene vigilare attentamente.
E’ necessario avviare un comune percorso, un percorso che coinvolga anche le istituzioni locali. Permetteteci di dubitare che sia stata una scelta oculata per la realtà lavorativa locale.

Sempre più convinti che sia necessario un osservatorio attento sulle politiche del lavoro in porto.

Il direttivo di Oltre per Livorno

13 marzo 2017

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