UI: “Bando del Comune su emergenza abitativa, sbagliati tempi e modalità che lo renderanno inefficace”

Stiamo riprendendo una relazione di confronto costruttivo con la giunta comunale, attraverso l’attivazione della commissione consultiva istituita dalla nuova legge regionale, recepita dal LODE e faticosamente arrivata in porto superando mille incomprensibili ostacoli burocratici da parte di segreteria e uffici.

Le prime riunioni hanno permesso di approfondire e conoscere la situazione di centinaia di famiglie obbligate a occupare, per il mancato intervento della Prefettura (che non concede il rinvio dell’esecuzione dello sfratto se il proprietario è contrario) e del Comune, il quale ha esaurito ogni risorsa sia economica che abitativa a fine anno 2015 e ha arrancato nel 2016 faticosamente e quasi senza strumenti .

In effetti uno strumento ci sarebbe: la L.R.T 75/2012 e la L.N 124/2013. Per una distorta interpretazione dell’ex governo Renzi, che di fatto la renderebbe anticostituzionale, i ricorsi vengono accolti solo per alcuni proprietari, e non per una condizione diversa e una necessità motivata e certificata, ma solo in base alla volontà e alla disponibilità del proprietario nei confronti della legge.

Così si è espressa ufficialmente la Prefettura di Livorno nel 2015 con una nota inviata al Comune e alla Commissione disagio abitativo (istituita appunto per governare una pioggia di sfratti di morosità incolpevole socialmente ingestibili) che il rinvio dipendeva dal consenso del proprietario.

Su questa questione è nostra intenzione chiedere un confronto tra la nostra OOSS e la nuova Prefetta, e ci accingiamo a ridiscutere con il Comune del ruolo e compiti della commissione disagio abitativo, colposamente inattiva per tutto il 2016.

Siamo sconcertati della latitanza delle forze politiche di opposizione, che hanno disertato la riunione del 8 giugno, con cui avremmo voluto confrontarci su un problema gravissimo per le migliaia di esuberi buttati fuori dai posti di lavoro e poi dalle proprie abitazioni casa, e ci dispiace che siano indisponibili a discutere insieme al sindacalismo casa e all’assessore, le politiche da attuare per gestire una delle questioni più scottanti del territorio.

Certo la nuova L.R.T. 41/2015 non aiuta, escludendo di fatto i lavoratori licenziati e sfrattati dalle graduatorie (toglie il punteggio per lo sfratto) mostrando più che una volontà di trasparenza (che avremmo apprezzato), un accanimento contro gli assegnatari con più di un reddito da lavoro dipendente, pretendendo di togliergli l’assegnazione anziché farli pagare in proporzione al reddito. Una legge che introducendo marchingegni burocratici attuando veri respingimenti dei lavoratori stranieri da anni nel nostro paese, benché regolari e con figli nati in Italia, dunque un respingimento di chi ha permessi e documenti e non dei clandestini, un vero paradosso.

Ma non aiuta nemmeno il nuovo bando del comune, che nato al di fuori di qualsiasi confronto con i sindacati casa, mostra non poche lacune.

Sbagliati sono tempi e modalità, che li rende inefficaci per gestire le nuove esecuzioni di sfratti, in quanto la graduatoria arriverà a novembre 2017, senza prevedere dispositivi transitori per rispondere alle famiglie incolpevoli, che si rivolgono al Comune e alla commissione istituita con la L.R.T. 75 per avere una proroga del l’esecuzione, e che dunque devono essere inserite in un piano di sistemazioni di soccorso rapido trasparente e certo.

Bando che non pare molto efficace neppure per gestire le situazioni di un pregresso che si è gonfiato a dismisura nel corso del 2015 – 2016.

La nostra organizzazione si rende disponibile ad aiutare a compilare la domanda per l’emergenza abitativa, ma ha chiesto garanzie di una ripresa di dialogo anche in materia di strategie e criteri per assegnare la casa a sfrattati e sfollati.

Certo sulle leggi a sostegno delle morosità incolpevoli, bisognerà aprire una stagione di nuova generale vertenza politica, perché non pare che sia ancora chiaro a Prefetture, Regione e Governo la drammaticità della situazione nelle aree di deindustrializzazione, e che il lavoro precario e intermittente è la nuova condizione di una modernità fatta di arretramento di condizioni di vita.

Non permetteremo che la 75/2012 prima legge in Italia nata dalla grave crisi economica e dal movimento di lotta per la casa, venga dismessa o messa da parte, essendo l’unico strumento legale contro l’acuirsi della macelleria sociale.

In questo nostro territorio depredato e incattivito occorre ristabilire il rispetto dei valori civici elementari.

Unione Inquilini Livorno

Daria Faggi

29 giugno 2017

Previous Comitato No Offshore: "Il rigassificatore è un peso per tutti"
Next Inceneritori, una pratica insostenibile

You might also like

Città

BL: “Sanità livornese: basta pacche sulle spalle, serve un assessorato specifico”

Nel consiglio comunale di ieri dedicato al tema della sanità abbiamo ribadito ciò che ormai andiamo dicendo da due anni: la partita della sanità livornese deve essere gestita, amministrata e

Interventi

BL: “Museo Fattori, più tutela del patrimonio pubblico”

Leggiamo con grande preoccupazione le notizie pubblicate in questi giorni sulla scomparsa di otto opere custodite al Museo Fattori. Da lungo tempo Buongiorno Livorno denuncia la precarietà con cui sono

Città

Rifiuti Zero: “Depositato un esposto su Aamps. Ipotizzati danni per 19 milioni di euro”

Questa mattina una rappresentanza delle associazioni e dei cittadini aderenti al Coordinamento provinciale Rifiuti Zero Livorno ha depositato l’annunciato esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti, ipotizzando un danno