“Un ospedale per il Rojava”. L’appello per una raccolta fondi

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ospedale-per-rojava“Se non faremo l’impossibile ci troveremo di fronte l’impensabile!” (M. Bookchin)

La guerra Siriana, che dura da oltre 5 anni, ha cambiato il volto della nazione, stremando la sua popolazione, colpita da bombardamenti di alleanze occidentali e scontri di diverse fazioni. In molti sono fuggiti, ma per chi rimane la situazione è drammatica: oltre ai danni psicologici indotti dalla perdita dei cari e dal senso di costante insicurezza, l’assenza di infrastrutture mediche, le macerie, la mancanza di acqua potabile e cibo rendono proibitive le condizioni di vita.

Tra le regioni più colpite il Rojava, regione nel nord della Siria, nel cui cantone Jizre troviamo Tall Temir, che comprende 133 villaggi e dà il suo nome alla città principale che ha una popolazione di oltre 50000 abitanti. E’ stata per anni teatro di scontri tra ISIS e resistenza kurda, culminati nel Dicembre 2015 in un bombardamento dell’ ISIS che ha distrutto le principali strade e l’unico ospedale della regione.

Lo staff medico ha attivato un punto di emergenza ma la struttura, sostenuta unicamente dalla Mezzaluna Rossa locale, non ha la possibilità di fornire adeguate cure mediche, né la degenza dei pazienti. Nell’ultimo periodo si sono sviluppate molte infezioni inclusa la leishmaniosi.

Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia ha deciso di intervenire. Il piano è ambizioso: ricostruire l’ospedale, fornendo terapie chirurgiche, pediatriche, ginecologiche, trattamento di malattie infettive e reparto di terapia intensiva, insieme ad ambulanze che colleghino tutta la regione, per assicurare che la popolazione e gli sfollati interni nel nord della Siria ottengano assistenza sanitaria di base e di secondo livello.

Il link di Buonacausa.org

https://buonacausa.org/cause/un-ospedale-per-il-rojava

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BUDGET:

  • Ristrutturazione di un edificio: 60.000 $
  • Costi logistici: 40.000 $
  • Risorse umane: 50.000 $
  • Costi gestionali: 2.000 $

Ringraziamenti:

Enrico Del Gamba-Krapp’s Tape: videomaker, Giacomo Sini: photoreporter, Elena Erizi: crowdfunder

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