Un piccolo salotto europeo. La nuova stagione musicale dell’Ex Aurora

Il mio locale preferito in città è l’Ex Cinema Aurora. Da qualche anno è riuscito, con dedizione e impegno, a coprire un vuoto nella proposta live livornese: piccoli concerti di qualità, poco rumorosi e con poco clamore, al di fuori dall’impegno caotico dei classici concerti cittadini.
I concerti si guardano a sedere (con qualche biasimo da parte degli artisti), si beve, si mangia e si chiacchiera, anche con gli artisti (non c’è un vero e proprio palco, chi suona sta col pubblico, prima e dopo il concerto). Non si fa a spintoni per arrivare alla transenna. Il pubblico è di appassionati, visto che non è posto per sfilate e selfie.
Per me la dimensione perfetta. Ho scambiato due chiacchiere con Michele Faliani, che si occupa della direzione artistica dell’associazione Ex Cinema Aurora.

Anche quest’anno l’attività musicale dell’Ex Cinema prosegue in continuità con gli anni passati: piccoli concerti e ricerca di qualità, quasi sempre al di fuori dei soliti circuiti. Un breve bilancio degli anni passati?

Siamo partiti da zero, inizialmente è stato difficile veicolare la comunicazione. Con un lento lavoro di passaparola siamo riusciti ad allargare sempre di più il nostro pubblico e siamo quindi riusciti, col tempo, ad ospitare diversi artisti importanti e a toglierci diverse belle soddisfazioni. Siamo molto contenti e ci divertiamo parecchio.

Anticipazioni sugli appuntamenti dell’anno? Gli imperdibili?

Cito per prima Chantal Acda (Confermo. Senza dubbio il concerto oggettivamente più bello passato in città negli ultimi anni. Peccato per chi lo ha mancato.) perché secondo me il suo nuovo album è il disco più bello del 2017. Poi tornerà Ike Willis, il chitarrista e cantante dell’ultima band di Frank Zappa. E verso la fine della stagione i Patch & The Giant, una strepitosa band inglese che è poco conosciuta ma merita davvero.

(Non posso fare a meno di aggiungere Cajsa Siik, splendida cantautrice svedese, il 2 Dicembre e She Owl il 15 Dicembre, per gli amanti del folk più oscuro e psychedelico).

Oltre alla direzione artistica dell’Ex Cinema sei un assiduo frequentatore di concerti. Come è cambiato il pubblico negli ultimi dieci anni? E gli artisti?

Inaspettatamente il pubblico, numericamente, è aumentato. Fino a qualche anno fa era impensabile che artisti come Lorde facessero sold out in Italia dopo il primo disco. Spotify e YouTube servono soprattutto a questo, a far arrivare a un’enorme quantità di persone artisti che in radio e in tv non passano. E in più il pubblico è anche parecchio più giovane, i ragazzi non spendono i loro soldi nei dischi ma li investono nei live. Per quanto riguarda gli artisti: mi sembra che negli ultimi anni le novità più interessanti siano venute dalle donne. St Vincent, My Brightest Diamond, Joan As Police Woman, Lorde, Bat For Lashes… potrei continuare per venti minuti. Parlando più in generale, mi sembra che mediamente si sia alzato il livello tecnico.

Quali sono le difficoltà nel portare avanti una programmazione considerata “di nicchia”? Non pensate mai ai “grandi numeri”?

Non troviamo particolari difficoltà, perché in questi anni siamo riusciti a costruire un gruppo di spettatori affezionati ed attenti. Al tempo stesso abbiamo iniziato a collaborare con alcune delle più importanti booking agencies d’Europa. Le proposte che riceviamo riguardano band di ogni genere, provenienza e grado di popolarità: ci lasciamo guidare solo dai nostri gusti. A volte questo si traduce in serate più intime, altre in serate di enorme successo come nel caso di Cody ChesnuTT e Mark Eitzel, tanto per citare due concerti di questa stagione.

Ex Cinema Aurora è un’associazione culturale. Cosa c’è oltre alla musica?

Ospitiamo regolarmente iniziative politiche, attività dell’associazionismo di base, serate di cultura eno-gastronomica e presentazioni di libri. Nella scorsa stagione siamo riusciti ad organizzare un incontro con due noti scrittori come Giampaolo Simi e Catherine Dunne, che tra l’altro tornerà presto a trovarci per presentare il suo nuovo libro. Inoltre abbiamo una fornitissima biblioteca sempre a disposizione dei soci.

C’è vita a Livorno? Dopo Italia Wave non c’è più stato un evento di quella portata. Cosa manca? Volontà politica? Imprenditori alla D’Alessandro e Galli?

Non crediamo che a Livorno manchi l’offerta: basti vedere la programmazione che, a vari livelli, è messa in campo da noi, dal Surfer Joe, dal Cage, dal PalaModì e da tanti altri. Per essere una città di 150.000 abitanti, con scarsa capacità ricettiva e con zero turismo, l’offerta è ampia e variegata. Forse non riusciamo a vedere questa enorme vivacità perché siamo troppo concentrati su quello che piace a ognuno di noi.

Per Senza Soste, Luis Vega

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