Un salto con la mente alla difesa di Livorno dagli austriaci

 1849 1“Stamani, passando per Piazza XI Maggio, mi sono immedesimato nella resistenza all’oppressione livornese del 10 e 11 Maggio 1849. Di fatti, “Mentre l’Europa ripiombava nella schiavitù, Livorno era l’unica ad insorgere contro l’invasore austriaco” (Karl Marx, 1849).    Tale resistenza, teorizzata ed utilizzata in molteplici nazioni tra il XVIII e il XIX, contenuta e conseguente all’applicazione delle costituzioni giusnaturaliste, mai era stata applicata da una singola città, e, soprattutto, senza l’aiuto di eserciti reali o di “potenze” straniere. Questo fece capire a tutta l’Europa che la Livorno popolare, nata da “prostitute e pirati”, non si piega sotto “l’onda d’urto” di nessuno. Banchi del mercato utilizzati come barricate,1849 2 cannoni rudimentali che sparano dal Forte S. Pietro; “il gatto” Bartelloni, che si prende gioco, da solo, di un’intera flotta nemica, saltando e sparando da una posizione di difesa all’altra, e facendosi credere un intero esercito; donne che combattono e soccorrono feriti; statue che rappresentano “il potere” rotte in mille pezzi.    Livorno, però, fu invasa, dopo la così detta “generosa follia”, e furono giustiziati la maggior parte dei resistenti, ma non si piegò. Storico fu Bartelloni, che scappò alla cattura, avendo la possibilità di ricominciare una nuova vita altrove, ma che rifiutò tutto questo, andando da un generale austriaco, offendendolo a gran voce, e presentandosi con un sonoro: “Enrico Bartelloni, difensore di Livorno, detto “il Gatto”.

Inviato a Senza Soste da Davide Vicari

Leggi anche:

Storia di Livorno, terza puntata: 10-11 maggio 1849, Livorno insorge contro gli austriaci

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