USB: “Lonzi e Rari, la salute prima di tutto”

Questa mattina, giovedì 11 Gennaio, la Regione Toscana, attraverso  il consigliere per il lavoro, Gianfranco Simoncini, ha richiesto un incontro con i sindacati confederali sulla questione della Lonzi e della Rari di Livorno. La regione Toscana si è guardata bene, nonostante le nostre reiterate richieste, di convocare al tavolo anche l’Unione Sindacale di Base.  In ogni caso pensiamo sia giusto, in quanto sindacato rappresentativo, esprimere la nostra opinione in merito.

Andiamo dritti al punto, quando si parla di gravi illeciti dal punto di vista ambientale, come nel caso della Lonzi e della Rari, la salute viene prima di tutto.  La salute non è solo dei cittadini Livornesi ma anche e soprattutto dei lavoratori stessi. Noi siamo un sindacato e sappiamo fare il nostro mestiere con coerenza e trasparenza.

In molti si sono chiesti, dopo gli arresti eccellenti, come fosse stato possibile che due aziende di smaltimento di rifiuti, nonostante i numerosi incendi sospetti, denunce dei residenti e un incidente mortale, siano andate avanti nella più totale impunità. Nessuna istituzione, nessun ente di controllo e nessun sindacato ( a parte USB) avevano mai preso una posizione netta e forte in merito alla questione.  Il lavoro prima di tutto? Assolutamente no. I lavoratori e i cittadini prima di tutto.
Per questo siamo assolutamente convinti che, in mancanza di alternative serie e IMMEDIATE e di un avvicendamento nella dirigenza aziendale, i due stabilimenti debbano essere finalmente chiusi. Il tempo della fiducia è finito.  Ai lavoratori devono essere garantite tutte le tutele del caso. La nostra amministrazione e le istituzioni in generale si dovranno occupare della ricollocazione del personale occupato. Come? Investendo nella internalizzazione totale del ciclo dei rifiuti. E’ possibile che Aamps si sia dovuta servire per anni, di Lonzi e Rari, per gestire la propria attività di smaltimento? E’ possibile che molte delle lavorazioni di Aaamps siano state, nel tempo, esternalizzate? E’ possibile che, per anni il preselezionatore sia stato di proprietà della Lonzi all’interno dei capannoni di Aamps?
Il ciclo dei rifiuti, da sempre oggetto delle attenzioni di mafie e criminalità, non può essere gestito da società private senza alcun controllo.

Siamo convinti che la questione occupazionale non dovrà diventare il “pretesto” per salvare ancora una volta un’azienda che dal nostro territorio dovrebbe essere finalmente cancellata.  Capiamo le preoccupazioni dei lavoratori e siamo al loro fianco in questa battaglia. Ma non possiamo certo fidarci degli stessi soggetti che per anni hanno probabilmente chiuso un occhio su quello che succedeva all’interno di quei piazzali. Ne va della salute di noi tutti e dei lavoratori stessi.

Unione Sindacale di Base

11 gennaio 2018

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