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VISIONI SUONI LETTURE

Dawn of Midi: Dysnomia (2013)

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Dawn-of-midiLa sensazione che si avverte ascoltando per la prima volta "Dysnomia" è di avere dinnanzi a sé qualcosa di raro e gli iniziali e rapidi accostamenti ad esperienze come Alarm Will Sound o Brandt Brauer Frick Ensemble vengono presto dimenticati, pur essendo ottime realtà appartenenti allo stesso ambito musicale. Il terzo album della band, che al momento ha eletto come propria base New York, cresce ad ogni ascolto e, pur volendo giocare all'analisi di quale tecniche abbiano usato per approntare la loro palette timbrica, il risultato rimane sempre lo stesso: ci si lascia sempre e comunque imprigionare nell'orbita di una musica magnetica dalle molte sfaccettature. Andando per gradi, Dawn of Midi è un trio composto dal pianista marocchino Amino Belyamani, dal contrabbasista indiano Aakaash Israni e dal batterista e percussionista pakistano Qasim Naqvi. I tre musicisti si conoscono a Los Angeles, al California Institute of the Arts, e cominciano a suonare assieme improvvisando durante lunghe sessions al buio (proprio così, senza l'ausilio della luce) per poi trasferirsi nella Grande Mela. I primi due album ("First" del 2010 e "Live" del 2011) si basano essenzialmente sulle possibilità che un buon interplay può offrire, qualità che i tre dimostrano di saper creare e gestire all'interno di brani completamente improvvisati e dall' impronta jazz e minimalista.

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È uscito Senza Soste n. 85

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n.85I Principali titoli

- SALVIANO 2: RETROSCENA E CONFLITTI D'INTERESSE

- RIGASSIFICATORE: I DANNI PROVOCATI A AMBIENTE E PESCATORI

- AMMINISTRATIVE: INIZIA LA RINCORSA

- I CONTI IN TASCA A SPINELLI

Dove trovare il giornale:

civetta_85edicola p.zza Damiano Chiesa – edicola Cisternone - edicola via Verdi – edicola· Piazza Municipio – edicola Baracchina Bianca - edicola Piazza Attias (angolo via Goldoni) – edicola Piazza Grande (lato via Pieroni) – edicola Piazza Grande (lato farmacia comunale) - edicola viale Carducci (angolo Risorgimento) - Edicola Piazza Garibaldi – Edicola Scali del Pontino - Edicola Piazza S.Marco - Edicola Via Francia (Scopaia) - Edicola Via Provinciale Pisana (S.Matteo) - Edicola Via Provinciale Pisana (Tamberi - Cigna) - Edicola via delle Sorgenti - Edicola via Donnini - Edicola Collesalvetti - Edicola via dell'Origine - Edicola Viale Antignano (Scalinata) - Caffè Paradiso (Via Maggi) - Tabaccheria via Bosi (Piazza XX) - Tabaccheria Corso Amedeo (angolo via Magenta) - Videodrome (via Magenta) - Pizzeria Amaranto (Via Lepanto) - Bar Torretta (Via delle Cateratte) - Officina Sociale Refugio (Scali del Refugio 7) – Cp 1921 e Chico Malo (Via dei Mulini) - Ex caserma Del Fante (via Adriana) - Centro di quartiere SKA (via Pannocchia) -· Emeroteca (via del Toro) - Trattoria La Sgranata (via di Salviano) - Campi Calcetto Corea - Fondazione Don Nesi Corea – Ecomondo (Via dell'Angiolo) - Cinema Kinò Dessè (via dell'Angiolo) - Centro Artistico il Grattacielo (via del Platano) -Teatro C (via Terreni) - The Cage Theatre (Villa Corridi) - La Svolta (V.le Caprera) - La Bodeguita (via Borra) - Curva Nord Stadio (in occasione delle partite interne del Livorno)

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Ultimo aggiornamento Sabato 09 Novembre 2013 17:12

Sacro GRA – dubitare senza smettere di credere

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sacro-gra_cover-2La fiction consiste non a fare vedere l’invisibile, ma a fare vedere quanto è invisibile l’invisibilità del visibile.

(M. Focault, La pensée du dehors, Paris 1986)

Sacro GRA di Gianfranco Rosi è il film vincitore dell’ultimo festival del cinema di Venezia.Non una vittoria come tante per due particolari motivi: Sacro Gra, infatti, sancisce il ritorno del leone d’oro a un autore italiano (l’ultimo era stato Gianni Amelio nel 1998 con Così ridevamo) e allo stesso tempo nobilita e sdogana per la prima volta al grande pubblico il genere documentario, da sempre rilegato nella riserva indiana dei festival minori e dei canali tematici satellitari. Addetti ai lavori, critici improvvisati e semplici spettatori hanno detto la loro, elogiando e criticando la scelta della giuria presieduta da Bernardo Bertolucci. Addirittura c’è chi, come Pupi Avati, si è spinto oltre definendo il verdetto “un’antitesi dell’arte”. In ogni caso il leone d’oro a Sacro Gra ha fatto discutere, mettendo nuovamente in primo piano la perenne disputa sul rapporto finzione-realtà nel cinema. Facciamo alcune valutazioni.

Partiamo dal presupposto che i film sono film a prescindere dai contenuti e che i generi sono utili solo per catalogare le vendite negli scaffali e nelle enciclopedie. Partiamo dal presupposto che il film, in quanto film (inteso come pellicola) neanche esiste più, sostituito in maniera sempre più massiccia dal digitale. Partiamo dal presupposto, quindi, che un film nel 2013 è di per sé una forma espressiva contraddittoria in cui confluiscono elementi mediali sempre maggiori.

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“In gas we trust”, la nuova pubblicazione di Re:Common

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Si chiama “In gas we Trust – Perché la finanza pubblica crede nei rigassificatori” la nuova pubblicazione di Re:Common.
Partendo dal processo di revisione della politica energetica dell’Unione europea si spiega come la Commissione si sia focalizzata unicamente sul “garantire l’ininterrotta disponibilità fisica di energia sul mercato europeo” e sulla creazione di un “mercato europeo per l’energia”, in una logica di profitto privato favorevole all’espansione dei mercati finanziari più che di accesso all’energia ai cittadini del Vecchio Continente.

In tale contesto, la discussione sul mercato del gas, proposto dalla Commissione come post-combustibile fossile centrale alla transizione, e sulle infrastrutture collegate, ha preso piede per poi arrestarsi nel contesto della crisi. Ha poi ritrovato vigore proprio nell’ambito dell’intenso negoziato sui progetti di priorità europea, che potranno beneficiare di finanziamenti e garanzie pubbliche in varia forma. Gas, gas e di nuovo gas. Ma nell’interesse di chi?

La pubblicazione prova a spiegarlo, citando come esempio illuminante quello del nuovo impianto FSRU Toscana: una nave gasiera convertita in rigassificatore che dovrebbe operare a 22 chilometri al largo di Livorno. Un progetto da oltre 800 milioni di euro, esempio di grande opera che mai si sarebbe potuta costruire senza un deciso e sostanzioso sostegno pubblico. Finanziario e politico.

tratto da http://www.recommon.org/in-gas-we-trust-la-nuova-pubblicazione-di-recommon/

20 settembre 2013

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Ripartono i "Cantieri del documentario"

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martino-chiti-delhi-2011-2-color-slide-fuji-sensia-100isoDocumentaristi Anonimi propone una nuova serie di laboratori sui processi di creazione e di produzione di opere documentarie: i Cantieri del Documentario 2013, giunti alla loro terza edizione. I Cantieri sono incontri di analisi e discussione con gli autori dedicati a progetti, lavori in corso, lavori già ultimati. La discussione si nutrirà della visione dei film, o di fasi e versioni dei lavori: sopralluoghi, interviste, estratti di montaggio in corso oppure scartati, idee, ipotesi, possibilità concrete di realizzazione. Come in una riunione di lavoro aperta, lo scopo è quello di aprire una discussione approfondita con i partecipanti sulle fasi dei processi di creazione: scelta dei temi, scrittura del reale (sia come scrittura preliminare, sia come linguaggio cinematografico), strategie di produzione, strategie di realizzazione, come portare il film al pubblico. L’idea è che i partecipanti possano avvicinarsi alla cultura del documentario, trarre spunti per i loro eventuali progetti o essere coinvolti sul seguito di alcuni dei lavori discussi, in un “gruppo di lavoro” che possa accompagnare le fasi successive di alcuni dei progetti stessi.

 I Cantieri si svolgeranno a Firenze nella biblioteca della Mediateca nei mesi di settembre e ottobre 2013, il Venerdì in orario pomeridiano dalle 17.15 alle 20 circa (ciascun Cantiere avrà una durata leggermente variabile a seconda delle esigenze di ogni singolo autore).

Per info:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

PROGRAMMA 


Venerdì 20 Settembre 2013 ore 17.15
ALESSANDRA CELESIA (documentarista) 
DOCUMENTARIO E CREAZIONE: l'immersione nel reale e la ri-creazione di un vissuto e di un tessuto sociale e relazionale
Le libraire de Belfast nasce dopo 7 anni di immersione in un quartiere di Belfast, anni in cui l'autrice ha potuto conoscere il protagonista del film e una serie di altre persone che frequentano ogni giorno gli stessi luoghi, condividendo passioni (la letteratura, la storia, la musica), speranze e fragilità. All'immersione ha fatto seguito poi la ri-creazione raffinata e sottile degli stimoli che la regista ha potuto vivere e raccogliere insieme a quelli che sono diventati personaggi di un racconto filmico dalla forza espressiva sia visiva che letteraria. Il Cantiere ripercorrerà in particolare la fase del montaggio attraverso la proiezione di sequenze montate e poi non inserite nel montaggio finale per riflettere sul ruolo della poesia, della creazione e della messa in scena nel documentario sociale.
Alessandra Celesia vive a Parigi. Ha lavorato in teatro come attrice e regista, poi si è appassionata al cinema. Ha cominciato a filmare Aosta, sua città natale e l’Italia, fino a quando non si è trasferita a Parigi, dove il cambiamento di vita ha ispirato nuovi film. Il suo interesse è per le persone, la loro fragilità, la loro umanità, che vivano in Italia, a Parigi, Dublino. Le libraire de Belfast è stato vincitore del Festival dei Popoli 2012.


Venerdì 27 Settembre 2013 ore 17.15
STEFANO MISSIO (documentarista) 
IL DOCUMENTARIO È MORTO. VIVA IL DOCUMENTARIO!
Un piccolo viaggio nel documentario di creazione, tra film di Stefano Missio già realizzati e in preparazione, passando poi per documentari di straordinari autori, quasi mai visti in Italia. 
Stefano Missio si é occupato, fin dagli esordi, di cinema documentario d’autore. I suoi film sono stati selezionati in numerosi festival e sono stati programmati nelle televisioni di tutto il mondo. Tra i suoi lavori: Quando l'Italia non era un paese povero(1996), storia di un caso di censura nell'Italia degli anni '60; La Repubblica delle Trombe (2006) sui suonatori di tromba in Serbia, selezionato da oltre 50 festival internazionali; Che Guevara – Il corpo e il mito (2007), coprodotto da ZDF Arte, da SKY – History Channel Italia, da YLE e da RTE e trasmesso in 12 paesi nel mondo.


Venerdì 4 Ottobre 2013 ore 17.15
NICOLA MELLONI (documentarista e produttore) 
CHI ME L'HA FATTO FARE DI ANDARE A GIRARE UN DOCUMENTARIO NELLA STRISCIA DI GAZA?
Realizzare un documentario per un’importante ONG nella Striscia di Gaza è una di quelle sfide a cui un autore difficilmente riesce sottrarsi. L’interesse è troppo forte e si passa sopra al budget insufficiente, al poco tempo a disposizione ed anche a qualche legittimo timore dovuto al fatto che…beh, non è il luogo più tranquillo del mondo. Difficile, invece, prevedere che l’insidia maggiore arriverà da tutt’altra parte, dall’Istituzione, quella che finanzia, la quale pur capendoci molto poco di documentario ha più voce in capitolo dello stesso committente. Il cantiere ripercorre – in chiave paradigmatica – gli equivoci, le incomprensioni e le differenze di vedute che hanno finito per far naufragare un’esperienza professionale ed umana altrimenti molto, molto forte. 
Nicola Melloni: Con al sua RUMI Produzioni lavora a Firenze dove produce e dirige documentari e servizi video a carattere prevalentemente istituzionale. Collabora con ONG italiane ed internazionali (Oxfam, Cospe, ICS) per le quali ha documentato progetti in Albania, Bosnia Erzegovina e Territori Palestinesi Occupati. Ha inventato laboratori di produzione video e di didattica sui media che conduce con bambini e ragazzi della scuole fiorentine e con gli utenti del servizio psichiatrico pistoiese



Venerdì 11 Ottobre 2013 ore 17.15
MARTINO CHITI (fotografo) e LINDA LOMBARDO (giornalista) 
INDIA TODAY: Proyecto Infancia
La fotografia è un'espressione artistica e anche uno strumento della memoria che ci permette di creare, registrare e riconoscere realtà e valori culturali in distinti tempi e società. 
Proyecto Infancia organizza corsi di fotografia per gruppi di bambini tra i 7 e i 15 anni di età, provenienti da aree svantaggiate in diversi paesi del mondo. Gli vengono date le macchine fotografiche e l'opportunità di scattare. L'india ha una delle maggiori popolazioni di bambini del mondo ed è una nazione piena di contrasti in termini economici, culturali e religiosi. In India sono stati realizzati tre corsi in diverse città (Delhi, Varanasi e Daharamsala) con la collaborazione di alcune associazioni locali. Vediamo la fotografia come uno strumento di apprendimento alternativo e incoraggiamo i bambini ad esplorare con libertà la propria visione del mondo che li circonda. 
Martino Chiti: Livorno, 1976. Realizza documentari e reportage fotografici umanitari e sociali oltre a collaborare con progetti didattici educativi in diversi luoghi del mondo. Collabora con festival di arte e spettacolo legati a musica ed arti visive. Fotografo, regista e videoartista, studia la struttura delle società come masse; la modernità, le religioni, il rapporto con l'ecologia sonora. È proteso alla continua sperimentazione. 
Linda Lombardo: giornalista nata a Livorno nel 1981. Si laurea in filosofia all'Università di Pisa con un lavoro sul concetto di folla nelle metropoli. Si specializza nell'analisi della società multiculturale e multietnica e nella gestione dei conflitti intra e interreligiosi presso La Sapienza di Roma, dove frequenta il master in "Religioni e Mediazione culturale". Da anni scrive e lavora per associazioni che si occupano di questioni di genere e operano a sostegno di donne native e migranti.



Venerdì 25 Ottobre 2013 ore 17.15
ENZO CEI (fotografo) 
COGLIERE L'ATTIMO E RACCONTARLO NEL TEMPO: dalla fotografia sociale alla documentazione audiovisiva di “Nato prematuro”
Nato prematuro è un progetto che intende ricostruire il percorso di cura e assistenza cui è sottoposto, in un moderno reparto di Neonatologia, un bambino nato prematuramente. Le motivazioni del progetto poggiano sulla convinzione che tale argomento sia occasione di indagine su una realtà esistenziale e scientifico-tecnologica propria della contemporaneità, in grado di sollecitare in ciascuno di noi una forte riflessione etica. Si è ritenuto in questo senso che il solo fatto di dare visibilità alla condizione di “nato prematuro”, col suo carico corporeo, possa offrire quell’insieme di informazione scientifica e di suggestione, capaci di disporre l’animo all’ascolto e alla ricerca. Il Cantiere intende affrontare le difficoltà e le scoperte legate al passaggio dal linguaggio fotografico al linguaggio audiovisivo, attraverso l'analisi delle diverse tappe del progetto che hanno portato l'autore a spostarsi dal progetto fotografico iniziale (di cui verranno mostrati alcuni scatti) alla scelta del mezzo audiovisivo come strumento maggiormente comunicativo e dunque adatto alla narrazione e alla sensibilizzazione su un tema etico e sociale come quello trattato (dai primi appunti video al cortometraggio finale). 
Enzo Cei, nato nel 1949 a Ghezzano (PI) in una famiglia di mezzadri e cresciuto nella cultura contadina, è fotografo e stampatore dal 1975. Documenta fotograficamente temi sociali e umanitari per informare e sensibilizzare su questioni vive e aperte. Ha pubblicato 13 libri. Di prossima pubblicazione FIORI, un libro fotografico sulla malattia oncologica infantile ritratta dall'interno della vita familiare.

Redazione

 

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