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VISIONI SUONI LETTURE

Frammenti di una rivoluzione. Un video-racconto sulla Tunisia che cambia

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tunisia-samiUn anno è trascorso dalla rivoluzione in Tunisia e sul futuro che attende il paese lo sguardo resta sospeso, tra le speranze di una rinascita politica e le paure di un cambiamento illusorio. Con queste parole ha inizio il trailer di "Frammenti di una rivoluzione", un progetto di video documentazione che attraverso una serie di clip racconterà il viaggio di Filippo Del Bubba e Alessandro Doranti nel paese tunisino. A distanza di un anno dalla rivoluzione, gli autori hanno trascorso un mese in viaggio per il paese, cercando di capire meglio una realtà che oscilla tra il fermento politico degli abitanti della capitale, e la disillusione di chi vive nell'interno, di chi non vede miglioramenti effettivi e non ha mai smesso di protestare o tenta ancora la via del mare. Frammenti di un paese che dopo 23 anni di dittatura, prova a disegnare un futuro differente, affrontando vecchie e nuove difficoltà. Dopo l'uscita del trailer nei giorni scorsi, il 14 gennaio 2012, proprio nel primo anniversario della rivoluzione, è stato presentato Wassim, il primo della serie di video-clip. Studente universitario di informatica, Wassim è tra quelli che un anno fa ha partecipato alla grande manifestazione che ha attraversato le strade di Tunisi per chiedere le dimissioni di Ben Ali. La sera stessa il dittatore fugge dal paese, ma la protesta, che ha raggiunto per la prima volta il centro del potere politico, va avanti. Wassim passeggia insieme agli autori tra i luoghi più significativi di Tunisi ripercorrendo i momenti essenziali della rivolta tunisina. Nelle prossime uscite troveranno spazio, tra le varie proposte, alcune ancora da definire, le giornate delle prime elezioni democratiche dopo 23 anni di dittatura, la vittoria di Ennhada e i presunti brogli. Poi lo sguardo della telecamera si sposterà dal centro verso il sud, e racconterà l'incessata protesta nelle miniere di Redeyef e Metlaoui, gli scioperi e "l'assedio" ai cancelli dello stabilimento Eni di Tazarka e la storia di Semi, che dopo esser stato rimpatriato già tre volte, prepara l'ennesimo disperato viaggio verso l'Italia. Il progetto è ospitato dal canale di youngvideoteam, sulla piattaforma video di youtube.

(red.)

14 gennaio 2012

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Ultimo aggiornamento Sabato 14 Gennaio 2012 22:30

In uscita il 27 gennaio nuovo disco dei livornesi The Walrus

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the-walrus-hanno-ucciso-un-robotUscirà questo 27 gennaio il secondo disco della band Livornese The Walrus, prodotto da Garrincha Dischi e distribuito dalla Venus, dal titolo Hanno ucciso un robot. Ottimamente mixato e, visto che anche l'occhio vuole la sua parte, corredato di un'interessante grafica per la copertina, questo lavoro presenta numerosi pregi, non ultimo la durata. Undici brani per un ascolto che complessivamente dura 33 minuti e 58 secondi, elemento che poggia totalmente a suo favore.

LE VOCI DEI THE WALRUS

Struttura e progressioni non presentano niente di nuovo, sebbene la realizzazione musicale sia esemplare e accattivante; ciò che valorizza veramente tutto il disco sono le voci. da segnalare la prestazione di Marta Bardi, a tratti sensuale ("Specchio"), a tratti leggera ("Lento erotico","Shirley Temple") ma sempre convincente. Da un punto di vista strumentale, un plauso va fatto alla chitarra di Pellegrini, sempre graffiante e caratteristica del suono di questo gruppo.
Ma altrettanto importante è la ritmica, l'intreccio tra basso e batteria anche quando lasciato da solo non fa percepire vuoti armonici di sorta. Un'ottima amalgama basata su figurazioni semplici, che fanno respirare e che evidenziano con maggiore forza gli stacchi più originali del disco.Basti ascoltare ai finali di brani come “Macchina volante” o “Specchio”
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Donne e sindacato al tempo della crisi

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femminismo-lotta-sindacale-nella-crisi-0Che la crisi in corso sia un mostro mai visto prima, ormai lo capiamo in tanti. Che nel suo svolgersi travolga in misura differenziata soggetti e figure sociali, anche. Ma l'attenzione con cui le donne colgono lati nascosti di questa crisi diventa un aiuto in più per chi - volente o nolente - ci sta dentro e ha necessità di trovare vie d'uscita. Collettive, naturalmente. L'agile libretto dei Quaderni Viola "Sebben che siamo donne. Femminismo e lotta sindacale nella crisi" (Edizioni Alegre, appena 5 euro) parte col piede giusto. Il contributo di Lidia Cirillo e Giovanna Vertova, infatti, individua nella crisi la più classica delle "occasioni" con cui il capitalismo si trova ciclicamente a dover reagire al sempre possibile "crollo". E fin qui lo ha fatto distruggendo alla grande il "capitale in eccesso" derivante dalla sovrapproduzione: capitale finanziario, industriale, mercantile, umano. La guerra, dunque, come ripristino delle condizioni di penuria, riscrittura delle gerarchie globali e occasione di rimessa in moto dell'accumulazione.

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Mondovisione, i documentari di Internazionale su attualità e diritti umani

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piazza-tahir1Il Cinema Odeon di Firenze ospita dal 9 al 23 gennaio il festival "Mondovisione". Otto recentissimi documentari della rivista Internazionale, su informazione, attualità e diritti umani in collaborazione con il Festival dei Popoli. I documentari della 3a edizione di Mondovisioni definiscono un’immagine stratificata di quello che intendiamo per attualità, una sovrimpressione di istantanee del presente, ombre del passato, visioni del futuro.

Come succede in piazza Tahrir al Cairo e nel documentario di Stefano Savona: decenni di dittatura esplodono in una rivoluzione raccontata in presa diretta, che risveglia l’immaginazione del domani.

I conti con un doloroso recente passato sono quelli che devono fare anche il procuratore della Corte Penale Internazionale Luis Moreno-Ocampo in Prosecutor, per rendere giustizia alle vittime di violazioni dei diritti umani, e a livello più privato il giornalista Peter Torbiörnsson in Last Chapter, che torna in Nicaragua sul luogo di un conflitto che ha segnato la sua vita.

Intrappolati in un passato identico al presente, e probabilmente al prossimo futuro, sono i cittadini colombiani vittime di una guerra civile che tiene in ostaggio l’intero paese, su cui fa il punto Impunity. E la metafora della reclusione diventa realtà a Guantánamo, i cui prigionieri sono condannati a un tempo che si ripete uguale in attesa del giudizio, a 10 anni dall’11 settembre 2001: il caso del minorenne Omar Khadr, ricostruito in You Don’t Like the Truth, resta emblematico delle conseguenze della war on terror.


Il futuro, se possibile uno migliore, è l’orizzonte di due film simili nella speranza che anima i loro protagonisti: i politici e gli elettori del Ghana alle prese in An African Election con la loro prima elezione democratica, e gli studenti dell’università di Vienna, presto imitati dagli indignados del resto d’Europa, nella lotta per un sistema educativo e una società più giuste, di cui fa l’entusiasmante e originale cronaca The Edukators 2.0.


Come infine continuare a indagare e tracciare questi legami tra passato, attualità e futuro, quando è a rischio l’autonomia e la stessa sussistenza del giornalismo di qualità? È la questione al centro di Page One, cronaca appassionante di un anno con la redazione del New York Times, ostinatamente impegnata a garantire un’informazione che ci renda cittadini migliori, tra le sfide poste da crisi economica, concorrenza del web, innovazioni tecnologiche come i tablet e nuovi soggetti come WikiLeaks.

IL PROGRAMMA

LUNEDI' 9 GENNAIO

ore 16.00

The Edukators 2.0
di Doku Working Group & coop99. Austria 2011, 85'
"L'università brucia!": con questo slogan nasce la più grande protesta studentesca europea degli ultimi anni. È l'autunno del 2009 quando viene occupata l'aula magna dell'università di Vienna. In poco tempo, e grazie soprattutto ai social network, la protesta si allarga oltre i confini austriaci: 130 atenei d'Europa manifestano contro le norme comunitarie sul sistema dell'istruzione. Un film collettivo, realizzato con video, foto, blog e tweet degli studenti, racconta una mobilitazione che sembra anticipare gli attuali movimenti dei giovani europei. www.edukators2-0.com

ore 18.00
Last Chapter: Goodbye Nicaragua
di Peter Torbiörnsson. Spagna/Svezia 2010, 102'

Il 30 maggio del 1984 una bomba esplode durante una conferenza stampa dell'ex leader sandinista Edén Pastora, al confine tra Costa Rica e Nicaragua. Sette persone muoiono e oltre trenta restano ferite in modo grave. Chi ha organizzato l'attentato, e perché? Venticinque anni dopo il giornalista svedese Peter Torbiörnsson, uno dei sopravvissuti, torna in Nicaragua per cercare di far luce su quell'episodio. La sua indagine lo costringe a fare i conti con il senso di colpa (avrebbe potuto salvare i colleghi?), ma anche a riflettere sul ruolo del reporter e sulle rivoluzioni e le guerre che hanno segnato una generazione.

ore 20.30
Prosecutor
di Barry Stevens. Canada 2010, 92'

Nel luglio 2008 la Corte penale internazionale emette un ordine di arresto contro il presidente sudanese Omar al Bashir per i crimini commessi in Darfur. A chiedere il mandato, il primo diretto a un capo di stato in carica, è Luis Moreno-Ocampo, procuratore capo della Corte. Considerato un eroe dai sopravvissuti, Ocampo è oggetto anche di numerose critiche: in molti lo accusano di faziosità, di eccessivo protagonismo e di poco rispetto per l'autonomia degli stati. Le sue scelte contribuiranno a determinare il futuro della Corte penale internazionale: diventerà uno strumento fondamentale per la giustizia oppure si rivelerà un’istituzione inutile? www.whitepinepictures.com/all-titles/ijd-the-prosecutor

GIOVEDI' 12 GENNAIO

ore 16.00
An African Election
di Jarreth Merz e Kevin Merz. Ghana/Svizzera/Stati Uniti 2010, 89'
Ghana 2008. Il paese vota per eleggere il nuovo presidente. I candidati dei due principali partiti si affrontano in una campagna elettorale molto accesa e sembrano disposti a tutto pur di vincere. Malgrado qualche intoppo, il processo democratico procede regolarmente fino al giorno del voto, quando un inaspettato testa a testa tra i candidati minaccia di far precipitare il paese nella violenza e nel caos. www.anafricanelection.com

ore 18.00
Impunity
di Juan José Lozano e Hollman Morris.

In Colombia la guerra tra i gruppi paramilitari e i guerriglieri delle Farc dura da più di vent'anni e ha provocato un numero altissimo di morti e dispersi. Chi ha voluto questo conflitto? E quale ruolo hanno avuto esercito, leader politici, trafficanti di droga e multinazionali come la Chiquita? Dal 1999 Hollman Morris e Juan José Lozano hanno raccolto 600 ore di materiale audiovisivo e ne hanno fatto un film. Per raccontare come una società ferita da un lunghissimo conflitto civile non possa ritrovare la pace se prima non viene assicurata la giustizia e sconfitta l'impunità. www.impunitythefilm.com

ore 20.30
Tahrir
di Stefano Savona. Francia/Italia 2011, 90'

Cairo, febbraio 2011. Elsayed, Noha e Ahmed sono tre ragazzi egiziani e stanno facendo la rivoluzione. Occupano piazza Tahrir giorno e notte insieme a migliaia di altri egiziani. Parlano, urlano e cantano, e finalmente dicono tutto quello che non hanno mai potuto dire durante il regime di Hosni Mubarak. La repressione rinforza la protesta: a Tahrir si resiste, s'impara a discutere e a lanciare pietre, a inventare slogan e a curare i feriti, a sfidare l’esercito e a difendere il territorio appena conquistato. Una cronaca in tempo reale della rivoluzione, raccontata da chi l'ha fatta. http://www.picofilms.com/

GIOVEDì 19 GENNAIO

ore 16.00
You Don't Like the Truth - 4 Days inside Guantánamo

di Luc Côté e Patricio Henríquez. Canada 2010, 99'
Omar Khadr è un cittadino canadese. Nel luglio del 2002, a quindici anni, viene catturato in Afghanistan e trasferito prima nella base di Bagram e poi a Guantánamo con l'accusa di crimini di guerra. Qui, nel 2003, alcuni ispettori dei servizi segreti canadesi lo interrogano per quattro giorni. La videoregistrazione degli interrogatori, resa pubblica dalla corte suprema canadese, è la struttura portante di un documentario che offre una prospettiva mai vista prima sulla guerra al terrorismo. www.youdontlikethetruth.com

ore 18.00
An African Election
di Jarreth Merz e Kevin Merz. Ghana/Svizzera/Stati Uniti 2010, 89'
Ghana 2008. Il paese vota per eleggere il nuovo presidente. I candidati dei due principali partiti si affrontano in una campagna elettorale molto accesa e sembrano disposti a tutto pur di vincere. Malgrado qualche intoppo, il processo democratico procede regolarmente fino al giorno del voto, quando un inaspettato testa a testa tra i candidati minaccia di far precipitare il paese nella violenza e nel caos. www.anafricanelection.com

ore 20.30
The Edukators 2.0
di Doku Working Group & coop99. Austria 2011, 85'

"L'università brucia!": con questo slogan nasce la più grande protesta studentesca europea degli ultimi anni. È l'autunno del 2009 quando viene occupata l'aula magna dell'università di Vienna. In poco tempo, e grazie soprattutto ai social network, la protesta si allarga oltre i confini austriaci: 130 atenei d'Europa manifestano contro le norme comunitarie sul sistema dell'istruzione. Un film collettivo, realizzato con video, foto, blog e tweet degli studenti, racconta una mobilitazione che sembra anticipare gli attuali movimenti dei giovani europei. www.edukators2-0.com

LUNEDì 23 GENNAIO

ore 16.00
Prosecutor
di Barry Stevens. Canada 2010, 92'

Nel luglio 2008 la Corte penale internazionale emette un ordine di arresto contro il presidente sudanese Omar al Bashir per i crimini commessi in Darfur. A chiedere il mandato, il primo diretto a un capo di stato in carica, è Luis Moreno-Ocampo, procuratore capo della Corte. Considerato un eroe dai sopravvissuti, Ocampo è oggetto anche di numerose critiche: in molti lo accusano di faziosità, di eccessivo protagonismo e di poco rispetto per l'autonomia degli stati. Le sue scelte contribuiranno a determinare il futuro della Corte penale internazionale: diventerà uno strumento fondamentale per la giustizia oppure si rivelerà un’istituzione inutile? www.whitepinepictures.com/all-titles/ijd-the-prosecutor

ore 18.00
You Don't Like the Truth - 4 Days inside Guantánamo

di Luc Côté e Patricio Henríquez. Canada 2010, 99'
Omar Khadr è un cittadino canadese. Nel luglio del 2002, a quindici anni, viene catturato in Afghanistan e trasferito prima nella base di Bagram e poi a Guantánamo con l'accusa di crimini di guerra. Qui, nel 2003, alcuni ispettori dei servizi segreti canadesi lo interrogano per quattro giorni. La videoregistrazione degli interrogatori, resa pubblica dalla corte suprema canadese, è la struttura portante di un documentario che offre una prospettiva mai vista prima sulla guerra al terrorismo. www.youdontlikethetruth.com

ore 20.30
Page One: A Year Inside the New York Times
di Andrew Rossi. Stati Uniti 2011, 91'

tratto da Odeon Firenze

10 gennaio 2011

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Consigli per l'ascolto: Top 20 del 2011

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Larry_Achiampong_-_Meh_MogyaAlmeno dal punto di vista delle uscite discografiche, questo 2011 è stato abbastanza generoso.Di seguito una breve descrizione, in ordine alfabetico, degli album che secondo il mio modesto parere meritano di essere annoverati tra le produzioni più importanti dell'anno. Buon ascolto.

Larry Achiampong – Meh Mogya (Honest Jon's)

Il producer inglese di origine ghanese, altrimenti conosciuto come Black Ph03nix, si presenta con la sua idea di hip-hop destrutturato attraverso grooves prodotti tramite il campionamento di musica high-life (genere molto popolare nell'Africa Occidentale) con uno stile che sembra richiamare la migliore scuola Sthones Throw.

BAAP! - Sweet Dreams, Baby (Monk)

Ispirato tanto dalle atmosfere fumettistiche che da Mingus e Monk, il quartetto jazz capitanato dall' estroverso e acclamato trombonista Tony Cattano mette sul piatto 11 composizioni che spaziano con padronanza tecnica e gusto dall'improvvisazione alla tessitura di temi cinematici. Fergusoniano.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Gennaio 2012 21:21 Leggi tutto...

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