Per la giornata della memoria abbiamo deciso di parlare del libro di un giovane studioso italiano. Si tratta di Emiliano Perra, ricercatore presso l’University of Winchester, che nel suo libro ”Conflicts of Memory: the Reception of Holocaust Films and Tv Programmes in Italy, 1945 to Present” ha raccolto i risultati di una ricerca molto approfondita e metodologicamente efficace sui modi in cui l’Olocausto è stato rappresentato nei dibattiti pubblici in Italia e, di conseguenza, sui modi in cui l’assunzione (o la negazione) di responsabilità storica degli italiani riguardo al genocidio è stata gestita dal 1945 ad oggi.
All’interno di questa problematica, Perra ha individuato uno specifico campo discorsivo: la ricezione di film e programmi TV – prodotti in Italia o all’estero – da parte dell’opinione pubblica italiana, utilizzando come principali oggetti d’analisi articoli di giornali e in particolare le recensioni. In questo senso il libro è, nelle parole stesse dell’autore, uno “studio delle tendenze significative nel dibattito italiano sulla Shoah così come emergono dalla ricezione di film e programmi televisivi” (p. 2).
Da un punto di vista metodologico, Perra ha raccolto due corpora per l’analisi. Il primo comprende 69 film e 46 programmi televisivi che sono legati in qualche modo alla rappresentazione dell’Olocausto: alcuni di questi vengono analizzati in profondità dall’autore. Il secondo corpus – il più importante dato che il libro si concentra proprio sulla ricezione – costituisce il “contesto discorsivo” dei film e delle trasmissioni selezionate. In altre parole, i testi che hanno commentato e interpretato i prodotti audiovisivi nel momento in cui sono stati distribuiti per un pubblico italiano.




Venerdì 20 dicembre si è tenuta presso il Centro Politico 1921 di via dei Mulini a Livorno, un’interessantissima discussione sull’ultimo libro di Emilio Quadrelli: Lenin. Il pensiero strategico. Il partito, il combattimento, la rivoluzione (Marxismi), edito da La Casa Usher. L’autore, già noto al pubblico dei compagni livornesi per la presentazione nella nostra città di altri suoi due testi, “Andare ai resti” e “RAF”, si è soffermato durante la discussione in particolare su alcuni temi del pensiero leniniano. I compagni/e presenti hanno a loro volta potuto interagire con l’autore ponendo una serie di domande e valutazioni. Dopo la presentazione dell’iniziativa a nome del Centro Politico fatta da Roberto, Quadrelli è partito ricostruendo e smontando la critica che sovente è stata fatta nei confronti di Lenin, e cioè di essere stato un “pragmatico”, un buon politico ma incapace di un alto livello di analisi teorica. In realtà la peculiarità di Lenin è stata quella di riuscire ad essere un buon politico proprio perché capace di un alto profilo di analisi teorica, in questo senso amplificando e non sminuendo l’insegnamento marxiano. Testi fondamentali come “Lo sviluppo economico in Russia” e “Materialismo ed empiriocriticismo” (che tutti i compagni dovrebbero rileggere o leggere) sono stati capaci di indirizzare la linea politica e alimentare il dibattito nelle formazioni comuniste russe proprio perché testi di ricerca teorica “ad hoc”, insieme momento di riflessione ma anche capaci di incidere sul comportamento politico dei compagni del tempo. Inoltre l’abilità di creare una struttura organizzativa in grado di reggere alla repressione e mettere in moto un grandioso processo storico non possono essere spiegate come un mero “gioco del destino”, ma implicano una capacità di potente riflessione e previsione, che purtroppo non hanno avuto i leader del contemporaneo movimento comunista tedesco, presi e uccisi “come dei piccioni”.
Presentazione del film ACAB alla Libreria Feltrinelli di corso Buenos Aires. Alle 18.30 è puntualmente iniziata la contestazione. Un primo striscione recitava “se il mondo vi odia ci sarà un perchè”, un altro invece molto direttamente spiegava “Acab la vita reale non è un film”.
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Un anno è trascorso dalla rivoluzione in Tunisia e sul futuro che attende il paese lo sguardo resta sospeso, tra le speranze di una rinascita politica e le paure di un cambiamento illusorio. Con queste parole ha inizio il 











