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VISIONI SUONI LETTURE

Dove sono i nostri. Lavoro, classe e movimenti nell'Italia della crisi

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Ecco il nostro primo libro.
Parla di com'è fatta la classe nell'Italia di oggi.
Parla di lavoratori, disoccupati, precari, studenti, e di tutte quelle figure che fanno il proletariato contemporaneo.
Ma, soprattutto, è un libro che serve per l'azione.
E' uno strumento per conoscere e intervenire sulla realtà.
E magari cambiarla!

A breve in disponibile in tutte le librerie d'Italia e per l'acquisto nelle librerie on-line.

Intanto se vuoi acquistarlo, avere maggiori info, organizzare una presentazione, clicca qui.

la quarta di copertina

Uno spettro si aggira per l’Europa diceva qualcuno parlando dei proletari e delle loro istanze. Questa presenza spettrale – nel senso di pervasiva e inquietante – ha assunto oggi, nel discorso comune, dei media, della politica, una curvatura differente: la classe che vive di lavoro e le sue lotte sono diventate “spettrali” in quanto evanescenti, fantasmatiche, quasi invisibili. Non per questo sono però inesistenti, anzi: mai come negli “anni della Crisi”, il conflitto tra capitale e lavoro si è fatto così aspro e serrato.
Con lo sguardo rivolto a questo campo di battaglia, questo libro vuole raccontare, con rigore e accuratezza scientifica, com’è fatto il proletariato nell’Italia di oggi. A partire da un’analisi della struttura produttiva del nostro Paese, capiremo non solo come si produce la ricchezza, ma chi la produce, quali sono state le trasformazioni più significative del mondo del lavoro negli ultimi decenni e quali le linee di tendenza per il prossimo futuro.
Chi sono i nostri? E dove sono? Lavoratori dipendenti, parasubordinati, produttivi e improduttivi, “finte” partite iva, Neet, immigrati: manifestazioni differenti dello stesso fenomeno, etichette e catalogazioni – molte delle quali imprecise e da sfatare – che spesso servono a frammentare ciò che in realtà è unito da interessi comuni e simili ritmi di vita.
In questa fase delicata, di passaggio, per l’Italia – e per il mondo – è necessario pensare a modelli organizzativi adeguati alla struttura del capitale. Dall’altra parte della barricata lo stanno già facendo. Ora tocca a noi.

TRATTO DA http://clashcityworkers.org

- clicca qui per leggere anteprima di indice e introduzione

Calendario presentazioni

Sabato 8 Marzo - ore 17
[Roma] Lucernario Occupato (via delle Scienze 1) Domenica 16 Marzo - ore 19
[Cava de'Tirreni - Sa] Spazio sociale Ipazia (Via Balzico n.78) Martedì 18 Marzo - ore 17
[Napoli] Aula Magna Matteo Ripa, Palazzo Giusso, Università l'Orientale Sabato 29 Marzo - ore 17
[Milano] CSA Vittoria (Via Muratori 43) Mercoledì 16 Aprile - ore 21
[Firenze] Santa Verdiana, Facoltà di Architettura

nell'ambito del cilclo di seminari "La classe non è acqua"

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Mario Giaconi: Il Subbuteo che volò col libeccio

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CopertinaSubbuteoUn nuovo romanzo made in Leghorn, esordio letterario di Mario Giaconi, l'eterno ragazzo di Piazza Magenta.

Ognuno di noi ha un suo personale cassetto all'interno del quale riporre effetti personali, ricordi, sogni. Molto spesso libri. Sì, libri, probabilmente romanzi, perché in fondo ognuno di noi ha qualcosa da raccontare. Libri, nonostante il web, nonostante i blog, nonostante le pagine personali dei social network. Perché il libro (come contenitore organizzato, a prescindere che prenda poi forma in un supporto fisico, la carta, o resti in forma digitale) resta sempre e comunque differente. A Livorno negli ultimi anni sono in tanti ad essersi confrontati come autori con la forma libro, saggi ma anche racconti e romanzi che hanno indirettamente o meno narrato pezzi di passato, di presente e di futuro di questa città: Daniele Cerrai, Aldo Galeazzi, Emiliano Dominici, David Marsili, Simone Lenzi. A loro si aggiunge anche Mario Giaconi, livornese classe 1970, cresciuto in Piazza Magenta (ovvero Piazza della Vittoria), di professione maestro elementare a Portoferraio (Isola d'Elba), volontario della Misericordia, da sempre tifoso della maglia amaranto ma anche e soprattutto in questo caso grande appassionato di Subbuteo, il gioco da tavolo con miniature (nato in Gran Bretagna nel dopoguerra) che riproduce e simula il calcio.

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Ultimo aggiornamento Domenica 02 Marzo 2014 15:00 Leggi tutto...

Fame d'aria, al Refugio un festival sull'emergenza espressiva

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fame-d-aria-fronte1-687x1024L'ultimo fine settimana di questo mese il Teatrofficina Refugio apre le sue porte alle espressioni artistiche accomunate dal concetto di emergenza: espressioni per lo più estemporanee, caratterizzate comunque dall'urgenza di raccontare le ingiustizie, le disparità e le incongruenze sociali e politiche del nostro quotidiano. Il festival di tre giorni, Fame d'aria prende il suo nome dal concetto di affanno e mancanza di respiro, la patologia di chi non riesce a far entrare ossigeno nei polmoni con il conseguente senso di oppressione e mancamento, e strizza l'occhio all'espressione artistica impegnata e immediata intesa come vera e propria boccata d'aria sullo sfondo di desueti e consunti discorsi dominanti. Da anni il Teatrofficina Refugio, generalmente in occasione di Effetto Venezia, quando è naturalmente più intensa l'affluenza sui canali, porta avanti un lavoro di scrittura e messa in scena espressa, costruendo vere e proprie azioni teatrali volte in ultima analisi alla sensibilizzazione degli spettatori circa questioni brucianti come l'emergenza abitativa e la speculazione edilizia, i disastri ambientali, la speculazione finanziaria. Per spiegare meglio il concetto di quello che prende il nome di Teatro d'Emergenza il collettivo ha redatto un Manifesto che verrà declamato ogni sera prima dello spettacolo delle 22. Anche le attività formative, laboratori e conferenze, e quelle performative, rispondono quindi, questo mese a varie "emergenze": per l'Emergenza contemporanea, lo spazio del foyer sarà occupato dai lavori di Manuela Sagona, artista figurativa dell'Atelier Blu Cammello che da anni partecipa a esposizioni collettive in tutta Europa. Nel pomeriggio di giovedì alle 16.30 la cantante sperimentale Marina Mouloupolus (che ha all'attivo collaborazioni con progetti quali Almamegretta, Autobam e Tilak) terrà un laboratorio gratuito sull'emergenza vocale; dopo l'aperitivo e la presentazione ufficiale alle 22 del Manifesto del Teatro d'Emergenza, sarà il momento dell'Emergenza narrativa e Francesca Pompeo porterà in scena "Non sono stato io", una pièce scritta da Tommaso Triolo e Matteo Visconti, per la regia di Letizia Pardi, un lavoro di denuncia contro certi stereotipi pedagogici che resistono tenacemente nelle nostre scuole. Venerdì 28, a partire dalle 18, Alessandra Falca terrà il laboratorio sulla Canzone d'emergenza, e spiegherà ai partecipanti come si scrive e interpreta una canzone "qunado ce n'é bisogno". Per l'Emergenza poetica, alle 22, il palco del TOR ospiterà il poeta Andrea Inglese, professore di lingua e letteratura italiana all'università della Sorbonne, che accompagnato da Sara dei Vetri al pianoforte, offrirà un reading del suo libro "Commiato da Andromeda", pubblicato dalla casa editrice Valigie Rosse. Sabato 1 marzo, alle 18, Lamberto Giannini, impegnato da sempre nel mondo dell'insegnamento e dei laboratori teatrali per soggetti disabili, racconterà al pubblico dell'emergenza teatrale e della marginalità sociale. Alle 19 è previsto invece un confronto con il collettivo del Teatro Rossi Aperto di Pisa, per parlare dell' emergenza degli spazi culturali. La sera, alle 22 per Emergenza della memoria andrà in scena uno studio di "Insabbiati", il nuovo spettacolo dell'attrice pisana Valentina Bischi e a seguire, alle 22.30, sotto la voce Emergenza Terra, "Il fantoccio meccanico" la proposta liberamente ispirata a Furore di John Steinbeck, di Emiliano Terreni, Davide Cecconi e Giovanni Pandolfini, del gruppo Teatro Libertario Contadino, una performance per attori orto e viticoltori e il duo country-blues Foneno.
Tutte le sere l'aftershow, alle 23 circa, sarà dedicato al Piano d'emergenza, il piano del Teatrofficina Refugio suonato dal vivo, giovedì sera da Damiano Afrifa, e venerdì e sabato, da Claudio Laucci, accompagnato da Mattia Donati (chitarra e voce) e da Giulio Boschi (contrabbasso).

Per Senza Soste, Vita Fini Rognoni

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My homeys: un viaggio musicale nel mondo di Marina P

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marijulesDopo un'anterprima pomeridiana al Teatrofficina Refugio, in occasione della 5^ edizione di Indirefugio, lo scorso ottobre, la cantante livornese, che da anni risiede a Parigi, è in questi giorni impegnata in Italia con Jules Baron, suo compagno nella vita e nella musica, in un microtour promozionale del suo primo disco solista.
Dopo Bologna, Roma e Caserta, domenica 23 febbraio sarà la volta di Livorno. Qui la aspettano gli ammiratori della sua città per la performance nella suggestiva cornice artistica della Squidy Academy, lo spazio gestito dalla pittrice Libertà e dalla sua collaboratrice Viola Barbara.
Con un titolo che suggerisce intimismo, complicità e confidenza-gli homeys sono sì la sua famiglia, ma anche tutti quelli che partecipano diretta o indirettamente al suo processo creativo-il disco di Marina P, completamente autoprodotto, è un insieme di tracce dub, nelle quali i bassi rimbombanti del genere si addolciscono e fanno letteralmente spazio alla sua voce, che rimane la protagonista indiscussa delle composizioni.
Marina P celebra con il suo lavoro il gusto di una vita semplice, ma sempre attenta alle ingiustizie sociali e politiche del mondo contemporaneo: nei pezzi più sociali come "In the ghetto", dedicato alle donne che tra mille difficoltà crescono i figli nei quartieri marginali delle metropoli, o "Homeland" che rivendica l'abolizione di confini e bandiere, l'esperienza privata di Marina P dialoga con la realtà globale del suo quotidiano. Non mancano però composizioni più personali, come la bella "I got", in cui l'artista omaggia l'indimenticabile musical "Hair", raccogliendo il messaggio chiave della cultura hippy anni '70, così vicino allo spiritualismo gioioso del rastafarianesimo, per farne un vero e proprio mantra personale ed esprimere gratitudine per la "grande opportunità che è la vita". Sulla stessa linea citazionista si trova "Summertime", un tributo alla spensieratezza e alle scorribande giovanili, ma i riferimenti musicali, ispirati perlopiù alle grandi interpreti del soul, non sono mai semplicemente un esercizio di emulazione perché Marina P, che frequenta da anni il reggae e il dub, inserisce spesso parti di rap e ragamuffin, e si lancia sicura in modulazioni sempre nuove. Per questo la performance live di domenica prossima, preceduta dalla Homey's record Dj set sarà un momento speciale per ascoltare e ballare la sua musica.

Per Senza Soste, Vita Fini Rognoni

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Ultimo aggiornamento Venerdì 21 Febbraio 2014 16:18

È uscito Senza Soste n. 90

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civetta 90 piccolaDove trovare il giornale:

edicola p.zza Damiano Chiesa – edicola Cisternone - edicola via Verdi – edicola· Piazza Municipio – edicola Baracchina Bianca - edicola Piazza Attias (angolo via Goldoni) – edicola Piazza Grande (lato via Pieroni) – edicola Piazza Grande (lato farmacia comunale) - edicola viale Carducci (angolo Risorgimento) - Edicola Piazza Garibaldi – Edicola Scali del Pontino - Edicola Piazza S.Marco - Edicola Via Francia (Scopaia) - Edicola Via Provinciale Pisana (S.Matteo) - Edicola Via Provinciale Pisana (Tamberi - Cigna) - Edicola via delle Sorgenti - Edicola via Donnini - Edicola Collesalvetti - Edicola via dell'Origine - Edicola Viale Antignano (Scalinata) - Caffè Paradiso (Via Maggi) - Tabaccheria via Bosi (Piazza XX) - Tabaccheria Corso Amedeo (angolo via Magenta) - Videodrome (via Magenta) - Pizzeria Amaranto (Via Lepanto) - Bar Torretta (Via delle Cateratte) - Officina Sociale Refugio (Scali del Refugio 7) – Cp 1921 e Chico Malo (Via dei Mulini) - Ex caserma Del Fante (via Adriana) - Centro di quartiere SKA (via Pannocchia) -· Emeroteca (via del Toro) - Trattoria La Sgranata (via di Salviano) - Campi Calcetto Corea - Fondazione Don Nesi Corea – Ecomondo (Via dell'Angiolo) - Cinema Kinò Dessè (via dell'Angiolo) - Centro Artistico il Grattacielo (via del Platano) -Teatro C (via Terreni) - The Cage Theatre (Villa Corridi) - La Svolta (V.le Caprera) - La Bodeguita (via Borra) - Curva Nord Stadio (in occasione delle partite interne del Livorno)

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Ultimo aggiornamento Venerdì 21 Marzo 2014 09:55

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