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VISIONI SUONI LETTURE

Unità di produzione musicale

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xenrico-gabrielli-unita-di-produzione-musicale.jpg.pagespeed.ic.Z0wCKWk-dzE' apparso su Musicraiser un progetto interessante, si chiama "Unità di Produzione Musicale", l'ha inventato Enrico Gabrielli (Calibro 35, Mariposa e molti altri). In pratica ha pensato una fabbrica dove i musicisti devono mettersi la tuta da lavoro e produrre musica per turni da otto ore. Ci sono le pause pranzo, non ci sono operai più specializzati di altri, tutti scrivono e tutti suonano in catena di montaggio. L'abbiamo intervistato. (di

Cosa vuoi dimostrare con un progetto simile?
La mia idea mira a fare un'opera. Sono rimasto affascinato da come si possono fare delle opere cinematografiche su alcuni esperimenti sociali. Avendo fatto musica con molta gente in Italia, ad un certo punto ho cominciato a guardarmi intorno con un'ottica sociologica. Da qui è venuto fuori il progetto. E' come un esperimento microsociale, alla Milgram o alla Stanford, per dire.

Non è facile capire fino in fondo l'idea. Quando le parole diventano poetiche - e sopratutto se tirano in ballo concetti come "Industria culturale" - è facile fare confusione.
Fai bene a chiedere, io non ho ancora avuto modo di parlare con qualcuno in maniera diretta, botta e risposta, non mi sono ancora confrontato con una persona che mi dica "perché lo fai?". Probabilmente non lo so il perchè (Ride, NdA). Quello che mi interessava fare era un lavoro dove il concetto di industria culturale venisse messa letteralmente di fronte agli occhi degli spettatori.

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La merda/ The shit. - (Non posso mangiare il riso)

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silvia-galleranoCerto che ci vuole del coraggio a commentare uno degli spettacoli più discussi e apprezzati di questa stagione teatrale. Sold out quasi ovunque. Vincitore di premi in giro per l’Europa. In corso di traduzione in lingua francese e spagnola. Già pronto per un adattamento cinematografico diretto da Alice Rohrwacher. La merda/The shit, lo spettacolo di Cristian Ceresoli andato in scena sabato 2 marzo 2013 alla Città del Teatro di Cascina (Pisa), è difficile da definire.

Sarebbe riduttivo commentare la merda come l’ennesimo prodotto di una rielaborazione post-Pasoliniana del concetto di genocidio culturale. La merda è molto di più.

La merda comincia con cinque potentissimi fari sagomatori puntati al centro…L’interprete, nuda, e sotto quella luce stretta e fredda, sta già su di un piedistallo da circo all’entrare in sala dell’umanità ( o pubblico). Ora tenendo il microfono tra le mani, mugugna l’inno nazionale e poi da sfogo al proprio flusso interiore…

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 06 Marzo 2013 14:44 Leggi tutto...

Esce il "Testamento", l'album solista di Andrea Appino

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il-testamento-appinoEsce il 5 marzo per La Tempesta/Universal "Il Testamento", primo disco solista di Andrea Appino, voce e penna degli Zen Circus. 14 Canzoni prodotte insieme a Giulio Ragno Favero con tre temi ben precisi: la famiglia, il proprio ego, la schizofrenia. Un disco fortemente voluto da Appino che dice: "E' la totale liberazione dei miei dolori più profondi, la vera e difficile storia della mia famiglia usata come veicolo per una terapia di gruppo, necessaria e a tratti violenta".

A coadiuvare Appino in studio Giulio Ragno Favero al mixer ed al basso e Franz Valente alla batteria, ovvero la base ritmica del Teatro Degli Orrori, oltre al contributo di vari ospiti fra cui Rodrigo d'Erasmo (Afterhours), Marina Rei, Tommaso Novi (I Gatti Mézzi) e molti altri. Una collaborazione che porta le canzoni in territori oscuri e densi, dove il cantautorato figlio degli anni '70 di Appino si mescola all'impatto frontale di un rock che dona lucidità e forza maggiore alle sue parole, in merito alle quali dice: "dentro a questo disco alcuni dei testi più belli che io abbia mai scritto, ne sono sicuro". Infatti Appino ha lavorato alle canzoni di questo disco per molti anni: "Alcune hanno preso forma addirittura otto anni fa, le ho tenute da parte per il momento giusto che oggi è arrivato. C'è sicuramente meno ironia di molti dei brani più conosciuti che ho scritto per gli Zen, ma di certo non viene meno quel cinico e ghignante disincanto che nasconde in realtà un amore davvero grande per tutto quello che mi circonda. Con questo lavoro non voglio fare la morale a nessuno -aborro la morale- semplicemente ho aperto una parte di me che ho sempre avuto paura di mostrare e credo vivamente che le paure vadano combattute e vinte, sempre e comunque.

Tracklist:

01 Il Testamento

02 Che il lupo cattivo vegli su di te

03 Passaporto

04 Lo Specchio dell'anima

05 Fuoco!

06 La festa della liberazione

07 Questione d'orario

08 Fiume padre

09 Solo gli stronzi muoiono

10 I giorni della merla

11 Tre ponti

12 Godi (adesso che puoi)

13 Schizofrenia

14 1983

TRACK BY TRACK

Il testamento

Dedicata velatamente a Mario Monicelli, che ha scelto "l'eutanasia" scagliandosi dalla stanza d'ospedale dove era destinato a morire affetto da un male inguaribile. Da questo suo gesto un immaginario testamento sull'importanza della scelta, anche quella di morire, ma solo dopo aver scritto liberamente la propria storia.

Che il lupo cattivo vegli su di te

Una ninna nanna al contrario: il lupo cattivo veglia sui bambini mentre è la città con tutti i suoi abitanti il vero mostro.

Passaporto

Il tempo scivola via e questo è un fatto, con lui se ne va anche la famiglia che continua a perpetuarsi tramite i figli. Migliorarsi è possibile solo grazie al passaporto che ci lascia viaggiare oltre i confini che ci siamo imposti dentro di noi, non farlo è come vivere per procura.

Lo specchio dell'anima

Affrontare se stessi come il peggiore nemico, perché quello siamo.

Fuoco!

Quando l'amore è l'unica ancora di salvezza, c'è qualcosa che non va. Credo davvero che l'amore sia molto ma non tutto, ci vuole anche il fuoco.

La festa della liberazione

Pezzi della mia famiglia e di altre a me vicine uniti in una canzone dedicata alla libertà. Compito dei rami è allontanarsi il più possibile dalle radici, restandone però saldamente attaccati come ci ricordano gli Uochi Toki in "Libro Audio".

Questione d'orario

Una "usanza" in voga anni fa: l'esilio coatto di una madre colpevole di essere rimasta incinta di un'altro uomo, il ritorno a casa con il nuovo nato che sarà una vergogna vivente per il marito.

Fiume padre

Il Po, fiume padre Italico, una piccola cittadina della piana, la voglia di scappare aggrappandosi ossessivamente a chi si ha vicino come fosse l'unica salvezza: scappare non funziona mai.

Solo gli stronzi muoiono

Una frase di Monicelli come risposta alla domanda "Non ha paura di morire?". Da bambini si è decisamente più lucidi riguardo la morte e l'odio. E come in "Che il lupo cattivo…" spesso i nostri migliori alleati sono le cose che ci dovrebbero fare paura.

I giorni della merla:

Tramandare i propri mostri convincendosi invece di amare alla follia. E di chi è la colpa, se una colpa c'è?

Tre ponti

Nascosta fra le parole una storia semplice: una donna ed il suo uomo, una figlia e la miseria a farla da padrona.

Godi (adesso che puoi)

Frase che nasconde una rassegnazione di fondo da parte di chi la usa: quando si smette di godere e perché spesso a costruire l'altrui rassegnazione ci si mettono così d'impegno i propri cari?

Schizofrenia:

Di nuovo il rapporto d'amore / odio con se stessi ed una malattia che troppo spesso crediamo lontana anni luce da noi.

1983

Una storia tutta Italiana: la generazione dei miei genitori arriva matura negli anni di piombo e si ritrova con dei figli, la rivoluzione gli passa accanto, subito dopo il grande discorso di Natale 1983 del presidente Pertini l'ottimismo e la televisione diventano una religione: i figli di colpo son grandi e si ritrovano smarriti in un paese che nessuna delle due parti ha mai davvero voluto.

tratto da  La Tempesta Dischi

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Ultimo aggiornamento Martedì 05 Marzo 2013 15:18

Ri-Maflow: una risposta per il lavoro, il reddito e la dignità. Il video autoprodotto

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Video autoprodotto dalla RiMaflow occupata e autogestita

rimaflow_0La Maflow di Trezzano sul Naviglio, azienda più che produttiva e con clienti tutt'altro che in crisi, dopo uno sperpero fraudolento di risorse che ne ha determinato l'amministrazione straordinaria, nell'ottobre del 2010 viene acquisita dal gruppo polacco Boryszew. A dicembre 2012, dopo i 2 anni obbligatori per contratto, il nuovo padrone, senza avere mai attuato una strategia di rilancio dello stabilimento, dirotta meschinamente le commesse riconquistate dalla lotta dei cassintegrati in altri stabilimenti del gruppo, e chiude definitivamente la fabbrica di Trezzano sul Naviglio licenziando 330 lavoratori e lavoratrici. Dopo due mesi di occupazione del piazzale antistante lo stabilimento, nel febbraio 2013, nei giorni delle elezioni, una parte dei lavoratori, insieme ad altri della Novaceta di Magenta e giovani precari, hanno occupato la fabbrica per la costituzione della cooperativa autogestita Ri-Maflow.

tratto da http://www.rivoltaildebito.org

1 marzo 2013

Vedi anche

La storia di Ri-Maflow

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Ultimo aggiornamento Sabato 02 Marzo 2013 13:49

L'ultimo volo del cavaliere solitario

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enricomattei“Il 27 ottobre del 62, a Bascapè provincia di Pavia
precipita un Morane-Saulnier con a bordo 3 persone
fra cui il presidente dell'Ente Nazionale per gli Idrocarburi Enrico Mattei.”

In questi versi de La sete delle anime (pubblicata nel 2006 in Fuochi fatui d'artificio) i Virginiana Miller riassumono uno degli eventi chiave della storia italiana: la morte dell'imprenditore, ex partigiano, politico e dirigente pubblico italiano che volle rompere l'oligopolio delle 7 grandi compagnie petrolifere internazionali. Un evento, da subito limitato ad incidente aereo, che invece è intriso di quella oscura sostanza che pervade la nostra misteriosa storia, caratterizzata da sistematici insabbiamenti, depistaggi e cancellazioni di prove, che hanno reso spesso impossibile nelle varie vicende l'accertamento della verità. Il caso Mattei (per citare il titolo del film del 1972, diretto da Francesco Rosi ed interpretato daGian Maria Volonté) è una di queste: è stato un omicidio, ma non è mai stato possibile comprovarlo come verità giudiziaria. In occasione del 50° anniversario la giovane e matura casa editrice di Padova BeccoGiallo, che da anni progetta, realizza e pubblica fumetti d'impegno civile, ha pubblicato “Enrico Mattei. Vita, disavventure e morte di un cavaliere solitario” (stampato nel luglio 2012, su carta 100% riciclata e con i contenuti rilasciati con licenza CC), illustrato da uno dei talenti emergenti del fumetto indipendente italiano Simone Cortesi e scritto dal drammaturgo e sceneggiatore Francesco Niccolini, che da molti anni studia e scrive per Marco Paolini e per molti altri attori e registi del teatro italiano, e che da tempo ha la sua casa proprio qui, a Livorno. Abitiamo vicini, ma non c'è stato tempo di vedersi per parlare un po' di questo bel progetto. La tecnologia in questi casi offre una valida alternativa.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Febbraio 2013 14:52 Leggi tutto...

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