Thursday, Feb 09th

Last update:09:48:00 PM GMT

You are here:

VISIONI SUONI LETTURE

Intervista di MusicalNews al livornese Alessio Franchini

E-mailStampaPDF
Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

AlcunecosechehodadireCon i suoi compagni di viaggio Andrea Spinetti alla batteria e Alessio Macchia al basso si e' tolto grandi soddisfazioni. Il suo cd Alcune Cose Che Ho Da Dire sta andando bene. Se l'incontrate di persona, chiedetegli di cosa si ricorda del 3 Giugno 2008, quando era all'Hard Rock Cafe' di Parigi: su quello stesso palco si sono esibiti Mick Grondahl (bassista di Jeff Buckley) e Gary Lucas, il coautore di Grace e Mojo Pin...

Un bentrovato ad Alessio Franchini, musicista della costa labronica o di quella americana?
Ciao e ben trovato a voi. Direi decisamente labronica, almeno per adesso. Poi…chissà?…. avessi la possibilità di fare ogni tanto una scappatina di là per qualche “gig” non sarebbe male, magari attraverso un “oceano blu”
Partiamo proprio da questa tua esperienza nel nome di Jeff Buckley
Oddio!! quanto spazio ho?? ….andiamo per ordine: la prima risposta è facile e cioè “tanto”. Esperienze, sensazioni e ricordi decisamente intensi ma diversi. Prima di tutto perché a Parigi sono andato con la band ed era la mia prima occasione “fuori porta”, mentre invece a New York sono andato completamente da solo. La Francia poi è stata il paese che più l’ha amato in vita, memorabile il concerto a L’Olimpià (che sono andato a vedere ovviamente) proprio a Parigi, mentre in America non era così acclamato, ma NY è stata la sua città natale, musicalmente parlando. Quindi i due posti più importanti ma diversi....

Quanto e' bello suonare a Parigi o a New York? Qualche ricordo o aneddoto?
Ripensando a Parigi ricordo… l’entusiasmo: prendere un aereo con la chitarra e la pedaliera, vivere questa esperienza insieme ad alcune delle persone più importanti per me (Valentina, Andy Paoli e Alessio Macchia), andare a suonare all’Hard Rock Café dove avrei conosciuto Gary Lucas (co-autore di grace e Mojo Pin, i brani più rappresentativi di Jeff Buckley) e Mich Grondahl, il bassista di Buckley!! Incredibile. Tra l’altro scoprii là che c’era un po’ di attesa per noi perché eravamo gli unici in scaletta ad avere Grace…. La serata è andata alla grande. L’aneddoto? l’organizzazione fece sentire a Grondahl un mio live di Grace e lui propose di suonarla con me e il gruppo. Quindi avevo appuntamento con lui nel pomeriggio (!!!) per parlare di questa cosa. Lui poi arrivò tardi e disse che era meglio di no perché non avevamo provato niente. E’ stato comunque veramente alienante però conoscere e vedere per la prima volta una persona quasi mitologica e doverci parlare di suonarci insieme…..
New York è stato più complicato, ma sicuramente molto molto intenso: ero LÌ, ero lì dove è successo tutto. In questo caso le emozioni che si sono susseguite sono state molto diverse. Ho avuto una fase di rifiuto molto forte appena arrivato. Mi hanno salvato 3 ore alla St. Ann’s Church (dove ebbe luogo il tributo a Tim Buckley nel ‘91), non per questioni religiose ma di puro culto buckleriano. In questa chiesa, per la maggior parte del tempo sono restato da solo ed è stato come percepire qualcosa di intensamente spirituale: sono stato per molto tempo nel posto esatto dove suonarono i musicisti e Buckley stesso. La serata poi è stata un sogno: suonare con Gary Lucas, in duo, a New York, le loro canzoni… per anni ho visto un video di loro due suonare dal vivo in quel modo e io mi trovavo a vivere la stessa identica cosa….un sogno. E’ stato molto emozionante anche suonare un mio pezzo in italiano là (“Finestra di marmo”).

AddThis Social Bookmark Button
Leggi tutto...

Indirefugio 2011: la classifica, la giuria, i video

E-mailStampaPDF
Valutazione attuale: / 7
ScarsoOttimo 

indyrefugio_foto_gruppoE anche quest’anno è andata bene. Un pubblico numeroso ha seguito la terza edizione di Indirefugio, il festival della canzone indipendente organizzata dal Teatrofficina Refugio. Il teatro era strapieno, ma avevamo allestito uno schermo nella sala d’ingresso dove, chi non è riuscito a entrare, ha potuto seguire l’evento da fuori, facendo la spola col bar e col bellissimo bagno nuovo che ci si entra solo per poterlo ammirare.

Ma chi sono gli organizzatori di questo evento? E chi sono gli invasati che hanno rimesso a nuovo il Refugio, compreso il bellissimo bagno nuovo, stile Shining? Non mi resta che mostrarveli. Tutti rigorosamente vestiti con la t-shirt di Indirefugio che quest’anno è stata dedicata al grande cantautore russo Vladimir Vysotskij.

Una di queste magliette, il poster della serata, i flierini, e forse questa foto stampata, saranno impacchettati e spediti in Polonia. In Polonia? – direte voi. Sì, in Polonia. Ci ha scritto infatti la direttrice di un museo polacco dedicato a Vysotskij e ci ha chiesto gentilmente di inviarle il materiale dedicato a questo cantautore, per esporlo. Non è che ci siano tutte queste cose a giro per il mondo dedicate a lui. Per cui un pezzo del Refugio andrà dritto in Polonia, e tutti potranno ammirare le nuovissime t-shirt del Teatrofficina Refugio con la faccia di Vysotskij, la scritta Indirefugio 2011 e la citazione tratta dal poeta “Lunga vita a coloro che cantano nel sogno”. Le t-shirts sono disponibili in varie taglie e colori, e ne trovate ancora qualcuna al Refugio al modico prezzo di 7 (sette?) euro. Per chi vuole essere alla moda.

Ma torniamo alla serata. In apertura è stato proiettato l’inizio di un documentario su Vysotskij,  per dare un’idea al pubblico ignorante di chi fosse costui. Il documentario è in russo senza sottotitoli, ma grazie alla preziosa Viola Cateni siamo riusciti a tradurne i primi 4 minuti. Poi ha preso la parola il professore dell’Università di Pisa Guido Carpi (pensa un po’, professore: me lo ricordo ancora quando studiava all’università con me), grande esperto di letteratura e cultura russa, che in 10 minuti ha tracciato le linee principali della vita e della poetica di Vysotskij, sempre per il pubblico ignorante. E dopo siamo passati alla gara vera e propria. I concorrenti in lizza erano 12, e mi ha fatto piacere constatare che diversi venivano da fuori Livorno. Purtroppo c’era solo una donna, quella del duo Trabagai, a tenere alto l’onore del gentil sesso. Altre due donne, Chiara Pellegrini e Benedais from the Seaside, si erano iscritte ma si sono ritirate prima della serata. Ed è un peccato vedere come le ragazze siano ancora un po’ troppo latitanti nel mondo della creatività musicale.

Come vi ho detto, i cantanti in gara erano dodici, e di seguito vi metto la scheda su cui il pubblico poteva esprimere la propria preferenza, assegnando 3 punti alla canzone migliore, 2 alla seconda e 1 alla terza. Votare era facile. Ma qualcuno ha sbagliato. Si sa, c’è sempre qualche disattento.

Oltre alla votazione del pubblico, era prevista anche una giuria di qualità.

Come tutti gli anni i quattro giurati erano seduti di lato sul palco, così, a spregio, tanto per intimidire i cantanti. Con la loro cartellina, dovevano esprimere un voto da 3 a 15 per ogni cantante, e scegliere così il vincitore della critica. Alla fine della serata abbiamo tirato le somme e proclamato soltanto i primi tre classificati secondo il giudizio degli esperti. Ma io, essendo il coordinatore delle votazioni, ho con me la scheda riassuntiva del voto, con la classifica completa e i relativi punteggi. Sarò clemente e non metterò le ultime posizioni. Vi basti sapere che dal sesto all’ultimo c’è una differenza di soli 5 punti, quindi la giuria è stata piuttosto decisa nelle sue stroncature. Pubblicherò soltanto i primi cinque classificati che, nell’ordine inverso sono:

5° classificato: David Paolinetti – “Due stagioni” – 31 punti su 60

4° classificato: Trabagai – “Treno che passa” – 36 punti su 60

3° classificato: I palazzi al sole – “Jean Luc Trappolon” – 38 punti su 60

2° classificato: Lorenzo Gianmario Galli – “Tango di un addio” – 48 punti su 60

E, con un solo punto di vantaggio sul secondo…

1° classificato: Mai detto Sandrone – “Nuove parole” – 49 punti su 60

Il vincitore, al secolo Filippo Infante, ha vinto una cuffia very stylish (per ascoltare la musica o fare registrazioni) e una T-shirt di Indirefugio, che ha giustamente ceduto al suo chitarrista e corista. E questo è il videino della canzone, ripreso dall’invasata Viola sullo schermo esterno, mentre era alla biglietteria:

Guarda il video del vincitore

Ma passiamo ora al voto del pubblico, che è quello che decreta il vero vincitore di Indirefugio. Qui il distacco tra le varie posizioni si è fatto sentire di più. Ed ecco che senza indugi vi propongo la classifica dal 5° posto al 1°.

5° classificato: Michele de Filippo – “Materia” – 26 punti

4° classificato: Jimmy Gorgona and the Outlaws – 37 punti

3° classificato: Trabagai – “Treno che passa” – 41 punti

2° classificato: Mai detto Sandrone – “Nuove parole” – 72 punti

E, con un plebiscito di voti, e non di amici, visto che il vincitore è di Torino…

1° classificato: Lorenzo Gianmario Galli – “Tango di un addio” – 133 punti

Guarda il video

Il vincitore si è aggiudicato un microfono sm58 very professional (peccato che Lorenzo Gianmario Galli faccia il busker…) e la bellissima t-shirt di Indirefugio. Di seguito, il videino della canzone vincitrice della terza edizione di Indirefugio (sempre ad opera della bigliettaia invasata Viola Barbara):

Dunque c’è stata perfetta accordanza tra la giuria e il pubblico, infatti i primi due classificati di entrambe le giurie (popolare e di esperti) sono gli stessi, ma in ordine inverso.

Io, oltre a occuparmi della giuria e delle votazioni, ho seguito tutto l’evento, e devo dire che quest’anno il livello delle canzoni è stato al di sotto degli altri anni, tranne per qualche bella eccezione. Più che altro non si riesce a superare l’idea che un cantautore debba per forza essere triste. Va bene, anch’io sono un tristone, lo capisco, però dopo un po’ ci si stressa a sentire solo le lagne. Scusate, l’ho detto.

Emilia Trevisani, giornalista freelance, ha collaborato a questa edizione di Indirefugio in qualità di operatrice video. Ha infatti realizzato, insieme a Dario Serpan, il clip delle interviste alla giuria, oltre a fare le riprese del Festival di Indirefugio. Di queste riprese ha già effettuato un montaggio e ve lo consiglio caldamente se volete vedere i momenti salienti della serata, le interviste ai vincitori e avere un assaggio di quel che vi siete persi se non siete venuti.

Il video in questione lo trovate qui.

Un’ultima cosa: tra le novità tecniche di quest’anno, oltre allo schermo fuori, c’era anche uno schermo sul fondo del palco dove il pubblico poteva seguire le vicende all’interno dei camerini e al bar, grazie all’attenta regia di Alessio. Io avrei voluto mettere una telecamera anche nel bellissimo bagno, ma mi è stato proibito per questioni di privacy. Quindi non vi resta che venire al Refugio a fare qualche goccia di plin plin per ammirare tutti i cambiamenti del nuovo anno. Ah, un’altra novità è che quest’anno gli eventi si alterneranno tra la domenica e il venerdì. E infatti la prossima serata sarà venerdì 14 ottobre, e vedrà protagonisti i simpatici Licaoni (in pratica la nemesi dei Loungerie) e la Coma Film con una serata dal titolo “Indipendenti e contenti“, dedicata alla produzione di video autoprodotti.

Già, perché un’altra novità di questa stagione del Teatrofficina Refugio è che la programmazione mensile sarà tematica, e ottobre è dedicato all’autoproduzione. Novembre sarà invece dedicato al lavoro, ma lasciamo perdere: io vorrei già andare in pensione.

tratto da http://lafinesoltanto.wordpress.com

per vedere foto, video a tanto altro

http://lafinesoltanto.wordpress.com/2011/10/11/indirefugio-2011-la-classifica-la-giuria-i-videini/

AddThis Social Bookmark Button
Ultimo aggiornamento Martedì 11 Ottobre 2011 18:10

Glue, parte la stagione dell'associazione culturale fiorentina

E-mailStampaPDF

glueDopo una stagione di debutto ricchissima, il Glue riapre i battenti a partire da sabato 8 ottobre, inaugurandone una nuova che si preannuncia piena di eventi secondo forme ben collaudate e un interessante restyling estetico. “A volte ritornano… e sono quasi sempre mostri” è il il titolo della serata d'apertura nella quale verrà inaugurata la prima di una serie di mostre: esposizione di dipinti di Nicola Formosa, che si terrà fino al 22 ottobre.

La sostanza del progetto GLUE rimane sempre la stessa: un collettivo, un’associazione culturale, di volontari che mettono in campo le proprie professionalità, il proprio entusiasmo, le proprie forze, il proprio tempo libero per dare a Firenze un qualcosa in più: la voglia di sperimentare e di offrire al proprio pubblico, ai propri soci, spettacoli e cultura secondo modalità che si allontanano dalla logica dell’ingrasso di “carne pagante”.

La formula vincente resta invariata: l’ingresso è sempre gratuito per i titolari di tessera Glue o U.S. Affrico (tutte le info per le modalità di tesseramento della stagione 2011/2012 si possono trovare a questo link: http://www.gluefirenze.com/, alla voce “tesseramento”).

Anche quest’anno tornano i martedì musicali targati ‘Glue’.  La stagione dei concerti avrà inizio martedì 11 ottobre (apertura ore 20.30 – inizio concerti ore 21.45) con i Selton (http://www.myspace.com/seltonselton). Ad ottobre si proseguirà poi con Tom Violence + Be Forest (18/10) e con The Giornalisti + La fine del mondo (25/10). Grossi nomi anche per i mesi a venire: Virginiana Miller, Ettore Giuradei, Giancarlo Frigieri, Le Furie, Xabier Iriondo… Da giovedì 13 ottobre il Glue sarà inoltre lo scenario – come la scorsa stagione – di una serie di date del collaudatissimo Rock Contest di Controradio. Mercoledì 12 ottobre partiranno invece gli spettacoli teatrali. Alle 21.30 andrà in scena Good Bye Kareggi!, tratto dal libro di Alessandro Bini e Bruno Magrini, per la regia Giovanni Esposito. L’appuntamento successivo è quello con Cambio lavoro di Saverio Tommasi (26/10).

Dal 10 novembre torneranno anche i giovedì dedicati al cinema, con una programmazione di spessore. “Soggetti difficili” è il titolo della prima rassegna proposta, ovvero nove film dai protagonisti e dalle tematiche per niente facili… Da “Vallanzasca” a “Bronson”, dal concetto di ‘normalità’ a quello di ‘vendetta’

La novità grossa di questa stagione è impronTEatrali, la SCUOLA DI TEATRO targata ‘Glue’, un cantiere di sperimentazione che non si pone l'obiettivo dell'esibizione fine a se stessa quanto la ricerca di una personale originalità espressiva. Un’esperienza ludica e socializzante attraverso la quale ognuno arriverà a lasciare la propria impronta sul palco. La prima lezione di prova gratuita si terrà, sempre presso il GLUE, lunedì 24 ottobre alle ore 21.00. Per info su modalità e costi basta scrivere a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

(red.)

8 ottobre 2011

AddThis Social Bookmark Button

Mezzala: Il Problema di Girarsi (Urtovox)

E-mailStampaPDF

mezzalaHo imparato a sentirmi un italiano vero da quando ho iniziato ad apprezzare il calcio e non me n’è mai fregato nulla dei giudizi al vetriolo, fatti da dietro un monocolo e un libro di Kertesz letto solo dalla polvere, di quelli che la domenica pomeriggio -da Settembre a Maggio – preferiscono andare per boschi a scattare foto dei propri piedi e dei propri cani. Anzi, io diffido moltissimo da quelli che sono nati in questo paese e non seguono il calcio, ci farei una lista di proscrizione e darei loro un DASPO per non farli avvicinare alle persone a cui voglio bene, sono pericolosi. Detto questo è impossibile che tralasciassi di ascoltare e di parlare un disco fatto da uno che si fa chiamare Mezzala (che poi è Michele Bitossi dei Numero6) e che si intitola Il Problema di Girarsi, ovvero il problema cardine della vita dentro al campo quando hai appena ricevuto palla e il tuo cervello ha già elaborato dieci modi diversi di continuare l’azione, tutti trionfali, ma quei maledetti avversari non ti fanno girare verso la porta o verso il compagno.

AddThis Social Bookmark Button
Leggi tutto...

"Terra di tutti": documentari e cinema sociale dal sud del mondo

E-mailStampaPDF

terra_di_tuttiDal 6 al 9 ottobre il Cinema Lumiére ospiterà il "Terra di Tutti Film Festival", la rassegna cinematografica che da cinque anni porta a Bologna pellicole dal Sud del mondo, ospiti internazionali e documentari sui temi più scomodi dell’attualità: dalla povertà ai conflitti sociali nelle periferie, dalle guerre dimenticate alle migrazioni, ai traffici di esseri umani, dall’ambiente, ai diritti, alla sovranità alimentare.
Un appuntamento unico in Italia che ogni anno migliaia di appassionati dimostrano di apprezzare sempre più, affollando le sale e animando i dibattiti al termine delle proiezioni. Promosso dalle organizzazioni non governative Cospe (Cooperazione per lo sviluppo dei Paesi emergenti) e Gvc (Gruppo di volontariato civile), il festival nel 2011 consta di 45 film per un totale di 15 sessioni tematiche.

La primavera araba

Per quattro giorni proiezioni gratuite a cominciare da quelle di questa sera che proporranno un argomento quanto mai di attualità. Saranno infatti le rivoluzioni del Nord Africa, dai 60 giorni di fuoco della rivoluzione tunisina sino ai fatti di Ventimiglia, il soggetto trattato.
“Nelle giurie per il premio internazionale e quello nazionale ci sarà un equilibrio di professioni e sensibilità – ha dichiarato all’agenzia Dire l’organizzatore, Johnatan Ferramola - che vedrà coinvolto anche chi la primavera araba l'ha vissuta sulla propria pelle". Infatti tra i giurati di qualità figura anche Sheriff Bah, insegnante d'inglese e giornalista sierraleonese in fuga dalla Libia.

Storie di braccianti, favelas e acqua

La giornata di venerdì 7 ottobre prevede film d'animazione e dal tema del lavoro in miniera, proprio nel periodo in cui cade l'anniversario dei 33 minatori bloccati in una miniera del Cile. Sabato 8 ottobre, in occasione del Mercato della Terra, si tornerà a discutere di una tematica cara al Festival già nelle passate edizioni: la tutela delle risorse ambientali, le storie di braccianti, di favelas e dell'acqua,con alcuni estratti di "God save the green", il documentario sugli orti urbani di differenti parti del mondo realizzato da Michele Mellara e Alessandro Rossi.

L’intervista ad Arrigoni e la mafia salvadoregna

A conclusione della kermesse i fuori concorso, nella giornata di domenica, che si annunciano quest’anno come il vero piatto forte della rassegna: l'intervista Stay Human fatta al pacifista italiano rapito e ucciso Vittorio Arrigoni e l'anteprima di "La vida loca", documentario realizzato da Christian Povera, reporter ucciso per aver raccontato la mafia salvadoregna. Al termine la premiazione delle migliori produzioni, sia italiane che straniere.

Il programma completo

tratto da il salvagente.it

6 ottobre 2011

 

AddThis Social Bookmark Button

Pagina 8 di 95